Eugene, Herrera sfiora la finale

25 Luglio 2014

La veronese è la prima esclusa dalla finale dei 200 (23.76). Decimi Barruecos nel lungo (7.45), Crippa nei 1500 e Anna Stefani nei 3000m (9:23.12 PB)

 

di Raul Leoni

Dopo la splendida batteria della mattina (23.70/+1.9), Johanelis Herrera sfiora l’impresa ai Mondiali juniores: quarta (23.76/+2.5) nella semifinale vinta dalla svedese Ekelund, la veronese di origini dominicane è la prima delle escluse, nona a 9/100 dal ripescaggio. Bravissimo anche Jacopo Spanò, che sale ancora nella lista juniores di sempre (ottavo) grazie al 20.98/+1.8 di oggi pomeriggio, 31/100 di progresso in una sola giornata per il piemontese, che si piazza in 14^ posizione nella classifica finale di Eugene.Nei 400 metri, Ylenia Vitale è coraggiosa in semifinale (quinta con 54.80), ma una corsia per la finale resta un sogno: per la ragazza di Palmanova c’è il 17° posto nel turno. Altro piazzamento per Harold Barruecos nella finale del lungo: il vicentino di origine cubana è 10° con 7.45 (+1.7), una delle migliori misure della sua carriera. Decima anche Anna Stefani nella finale dei 3000m: la biondina di Vipiteno allenata da Ruggero Grassi è la seconda classificata tra le europee, dopo la turca Emine Tuna (sesta) e abbassa nettamente il personale a 9:23.12, a ridosso della top-10 di categoria. Si chiude con l’ennesimo 10° posto di questa giornata: Yemaneberhan Crippa combatte fino all’ultima curva, in una gara nervosa – che vive di continui strappi imposti dagli africani - poi va un po’ in sofferenza (3:47.16). Già in archivio la terza mattina dei Mondiali juniores di Eugene: Luigi Colella va in finale come ottavo nell’asta eguagliando il personale a 5.20 (al terzo tentativo) e tornerà in pedana sabato 26 luglio, mentre la “capitana” azzurra Ottavia Cestonaro viene ripescata nel triplo con l’undicesima misura (13.16/+1.7). Non riesce l’impresa a Luca Cacopardo nei 400hs: nel sommario delle semifinali il cremasco è 11° con 51.90 e non trova il passaggio alla finale per ripescaggio. Inoltre brillano nelle batterie dei 400hs le ragazze azzurre: Ayomide Folorunso è terza nel turno più impegnativo, tanto che il suo 58.79 alla fine sarà il sesto tempo in assoluto, e Valentina Cavalleri è la migliore delle ripescate grazie al nuovo PB di 59.82.

Per i protagonisti di giornata: cade il secondo record del mondo dopo quello della marcia femminile e l’autore non poteva essere che Wilhem Belocian, il francese che segna il primo -13” della storia con un 12.99 (+0.5) che fa veramente impressione e cancella il 13.12 - con ostacoli però alti - del grande Liu Xiang, edizione 2002 (anche l’argento del giamaicano Tyler Mason, 13.05, va sotto il primato precedente del campione cinese e sotto il 13.08 mai omologato dell'americano Wayne Davis nel 2009). Nel peso è finita l’era giovanile di Jacko Gill, che ha vinto gli ultimi due titoli mondiali, e si affaccia quella di Konrad Bukowiecki (il polacco avvicina con 22.06 il CR del fenomeno neozelandese, 22.20 a Barcellona: è ancora allievo, ha dominato l’Eyot di Baku e con ogni probabilità doppierà ad agosto con l’oro olimpico giovanile a Nanjing). Giro di pista: c’è più di un secondo (1.04 per la precisione) tra l’oro del trinidegno Machel Cedenio (45.13) e tutto il resto della compagnia. Doppietta cinese nel lungo: Lin Qing incendia la competizione al primo salto con 7.94 (+1.6), poi per due volte il neo-campione Wang Jianan va oltre gli otto metri (8.08/+1.5). Una sola europea contro il resto del mondo negli 800m: è la “robottina” Anita Hirnriksdottir, l’islandese dalla corsa meccanica che lancia un folle giro da 56.33 e poi si getta sul prato quando vede svanire la medaglia a metà del rettilineo, poi le solite kenyane, oro a Margaret Wambui. Grandissima finale dell’asta, la Roberta Bruni di Barcellona avrebbe avuto serissime difficoltà a confermare il suo bronzo a Eugene: con il PB a 4.40 l’australiana Nina Kennedy resta fuori dal podio, perché la giovane russa Alena Lutkovskaya – già a medaglia nei Mondiali allievi di Donetsk e poi agli Europei di Rieti – mette le cose a posto a quota 4.50 sull’americana Desiree Freier e la neozelandese Eliza McCartney (RN per entrambe a 4.45). Altro oro russo nel giavellotto donne, merito di Yekaterina Starygina (56.85). Clamorosa debacle kenyana nei 3000m: con un finale irresistibile l’americana Mary Cain (8:58.48) esalta la tribuna dell’Hayward Field e strappa l’oro alle africane. Si riscattano i ragazzi africani in un 1500m dai ritmi nervosi, che vive di continue ripartenze: tra l’oro ed il bronzo dei kenyani (Jonathan Sawe, 3:40.02, e Hillary Ngetich, 3:41.61) si inserisce il gibutiano Abdi Mouhadin (3:41.38).  

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ORARIO/Timetable

TV - venerdì 25 luglio (terza giornata)
ore 2:50-6:00 diretta su RaiSport 2 
ore 8:30-10:30 sintesi su Eurosport 2 HD (replica ore 11:00-12:30 replica su Eurosport HD)

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LE GARE DELLA TERZA GIORNATA (sessione pomeridiana)

1500m (finale) – E’ la gara che conclude il programma della terza giornata e al via c’è ancora un azzurro, Yemaneberhan Crippa: la gara vive di continui strappi e ripartenze, sulla spinta degli africani, ma i ritmi non sono eccessivi. Il ragazzo trentino allenato da Massimo Pegoretti regge la scena con grande padronanza fino all’ultima curva, poi perde un po’ il filo del discorso e il finale è in sofferenza: anche lui 10°, un piazzamento che è diventato il fil-rouge di questa giornata in chiave azzurra. Il tempo, 3:47.16, ovviamente non riflette i progressi palesati dal grande miglioramento in batteria.

3000m (finale) – Partono in 18, alcune già in pista ieri sera nei 5000m, e c’è anche l’azzurra Anna Stefani: davanti ci sono ovviamente le africane e l’altoatesina segue in coda al gruppo con un primo passaggio da 3:05 per lei molto veloce, però il ritmo è regolare e la gamba sembra girare (secondo chilometro a 6:15).

Il finale dell’azzurra è ottimo, anche se distante dalla testa di una corsa che trascina all’entusiasmo la tribuna dell’Hayward Field per l’oro della statunitense Mary Cain, che distrugge le kenyane con una leggendaria, irresistibile progressione: in casa Italia si festeggia il 10° posto di Anna, che è la seconda europea in classifica dopo la turca Tuna e abbassa il personale di oltre 10” (avvicinata la top-10 di categoria con 9:23.12).

Lungo (finale) – Gara di difficile interpretazione, le folate che vanno e vengono complicano le rincorse anche quando sono favorevoli: Harold Barruecos spreca così i primi due salti (6.99 e 7.02), poi trova la battuta giusta nel terzo e ultimo, 7.45 (+1.8) è una delle migliori prestazioni nella carriera del vicentino di origine cubana, ma per andare tra i primi otto e passare ai tre salti supplementari servirebbe un 7.65 che al momento sembra fuori portata.

400m (semifinali) – Ylenia Vitale parte nella seconda semifinale, quella che vede in quarta corsia la leader mondiale stagionale Kendall Baisden: vale il discorso speso gli azzurri che hanno già corso i 200 metri, perché i valori sono quelli che sono e a questo punto l’unica soluzione per sovvertire il pronostico è correre più forte di sempre. Con il vento che gira sul rettilineo, probabilmente sarà anche importante una buona distribuzione dello sforzo e poi c’è il piccolo “derby” con la lettone Gunta Latiseva-Cudare, tesserata da noi e abituale frequentatrice delle piste nostrane. Vince l’americana Baisden (52.52), l’azzurra è quinta – con un rettilineo di coraggio e sofferenza – ed il cronometro non la ripaga (54.80: ah, nel “derby” vince la lettone, quarta in 54.23). Poi la bella corsa della cubana Gilda Casanova (52.45), manda in archivio il 17° posto finale dell’azzurra a Eugene.

200m (semifinali) – E’ la volta dei ragazzi e anche qui c’è un azzurro che ha fatto il meglio della sua carriera nella sua batteria in mattinata: Jacopo Spanò parte nell’ultima semifinale e anche qui, avendo segnato l’ottavo tempo del primo turno, ci si potrebbe attrezzare per un ripescaggio dei tempi che – ripetiamo – avrebbe del “miracoloso” in base alle credenziali di partenza. Diciamo che si fa subito durissima, perché fin dalla prima (bel duello tra il bianco britannico Thomas Somers, 20.37, e la novità di Anguilla Zharnel Hugues, 20.38) si deve parlare di un secondo tempo utile da 20.74, che resta in carica anche dopo la seconda volata del pomeriggio (impressiona il giamaicano, Michael O’Hara, 20.45/+1.3 facilissimo, senza sforzo apparente): l’azzurro è bravissimo, il primo -21” di una carriera iniziata col titolo italiano degli 80m cadetti a Cles 2010 è cosa fatta (20.98/+1.8) e sale ancora nella lista di sempre (ora è ottavo, alla pari con Diego Marani). Nella classifica di questi Mondiali è 14° assoluto, davvero un piazzamento di grandissimo prestigio per un giovane velocista italiano: ora gli “Huskies” di UW sanno di aver fatto un affare portandolo a Seattle. Per la cronaca, l’ultima semifinale la vince Trentavis Friday (20.35), che diventa così la speranza a stelle e strisce per una medaglia tutt’altro che agevole alla luce di quanto si è visto in questo pomeriggio.    

200m (semifinali) – Subito nella prima Johanelis Herrera, con l’obiettivo di entrare in “zona recupero” capitalizzando anche sul vento favorevole (+2.5): naturalmente sarebbe un mezzo miracolo, vista la concorrenza. Si rivede infatti la Irene Ekelund di Donetsk – 22.97 per la “colored” svedese – e poi le gerarchie sono troppo nette per essere smentite (Shannon Hylton 23.36, Natalliah Whyte 23.44): ma dopo c’è l’azzurra, ancora bravissima su tempi migliori (23.76, sia pure ventoso) di quelli segnati alla partenza dall’Italia. Già nella seconda semifinale, quella che mostra un’Angela Tenorio in grandissima forma (23.16/+1.2), il terzo posto della tedesca Luckekemper toglie ogni possibilità di ripescaggio alla veronese (23.67 il tempo di una tradizionale avversaria di “Jo” nei triangolari invernali). Aspettiamo perciò il computo finale, all’esito dell’ultima semifinale vinta da dall’attesissima Kaylin Whitney (23.05/+1.4, sulla cubana Gandulla, 23.22): e la lista dice che Johanelis Herrera è la prima delle escluse, nona al mondo, perché valgono quei 9/100 di distacco dalla tedesca. Uno sguardo al passato, e bisognerebbe ritornare alla Vincenza Calì di Kingston 2002 e alla Giada Gallina di Seul 1992 per ritrovare un’italiana finalista sulla distanza. Peccato. 

PROGRAMMA E AZZURRI IN GARA (ora locale: in Italia +9 ore)

QUARTA GIORNATA (25 luglio)
10:00     M     Disco          Qual/A                                           Giulio Anesa
10:00     M     Marcia 10000m     Finale                            Daniele Todisco – Gregorio Angelini    
10:10     W     Peso        Qual/A-B                 
10:45     M     Triplo         Qual/A-B                     Lorenzo Dallavalle – Simone Forte
11:00     W     100hs         Batterie                 
11:15     M     Disco          Qual/B                           Gian Piero Ragonesi
11:40     M     3000m Siepi     Batterie                   Yohanes Chiappinelli – Umberto Contran    
11:50     W     Alto         Qual/A-B                      Erika Furlani – Eleonora Omoregie    
12:15     W     1500m         Batterie                            Giulia Aprile
12:45     M     Giavellotto     Qual/A                 
12:50     M     800m         Batterie                 Enrico Riccobon – Lorenzo Pilati
14:10     M     Giavellotto     Qual/B                 
18:00     M     Martello     Finale                 
18:05     W     4x100m         Batterie                              ITALIA
18:30     M     High Jump     Finale                         
18:35     W     Shot Put     Finale                
18:40     M     4x100m      Batterie                 
19:05     W     400hs         Semi-Finali                        Ayomide Folorunso – Valentina Cavalleri    
19:35     M     400hs         Finale                              
19:45     W     Disco         Finale                 
19:55     W     200m         Finale                           
20:10     M     200m         Finale                          
20:30     W     400m         Finale                          
20:45     M     5000m         Finale                                    ev.Yemaneberhan Crippa


Wilhem Belocian (Foto Colombo/FIDAL)


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