Convention lavori in corso a San Vincenzo

31 Marzo 2012

Programma ricco di interventi nella seconda delle tre giornate dedicate al tema “Dall’allenamento giovanile all’alta prestazione: metodologie a confronto”

 

Seconda giornata di lavori per i tecnici impegnati alla Convention nazionale presso l'Hotel Resort Riva degli Etruschi di San Vincenzo (LI). Dopo l’apertura  di venerdì la sessione plenaria è continuata nella mattinata di sabato con tre interventi. Herbert Czingon, tecnico della federazione tedesca (DLV), ha descritto con la relazione dal titolo “dall'allenamento di costruzione all'allenamento orientato alla  prestazione d’élite” i presupposti per lo sviluppo della preparazione a lungo termine nell'atletica leggera e dell’organizzazione tecnica utilizzata per favorire la cura dei talenti verso l’alto livello. Particolare attenzione viene posta sul fenomeno dell’abbandono, cercando di trovarne le cause e i possibili rimedi.

Particolare interesse ha destato la relazione di Vincenzo Canali esperto di postura che segue atleti nazionali (Di Martino, Gibilisco, Stecchi) ed internazionali (Isimbajeva e Murer). Lo studio della postura non è solo prevenzione degli infortuni, ma anche il continuo confronto tra situazione statica e dinamica, per favorire le modalità tecniche esecutive più corrette al fine di compensare eventuali squilibri muscolari ed articolari. Francesco Butteri tecnico di Prove Multiple, ha individuato alcuni punti comuni della tecnica delle varie specialità dell’atletica, per favorire la possibile costruzione di un atleta polivalente.

Nel pomeriggio sono iniziate le sessioni parallele, dedicate ai 4 gruppi di specialità. Nel gruppo della resistenza, Gregoire Millet, dopo la relazione fondamentale del primo giorno, ha trattato il tema dell’allenamento in quota nelle varie modalità: ad esempio vivere ed allenarsi oltre i 2000 metri, vivere in quota ed allenarsi a livello del mare. Su questo tema ha sviluppato anche la relativa periodizzazione che prevede più periodi dell’anno dedicati a questa metodologia. Claudio Berardelli, allenatore di atleti keniani, ha descritto le linee generali e gli aspetti della preparazione dei fenomeni del mezzofondo mondiale. Interessante il dibattito con esperti di gran livello come Stefano Baldini, Luciano Gigliotti, Antonio La Torre, Pier Luigi Fiorella. Patrizio Parcesepe, tecnico della marcia e allenatore di atleti d’elite, ha trattato il tema del RPE, metodologia di controllo dell’allenamento attraverso la percezione dell’intensità dello sforzo, con la quale costruire la programmazione dell’allenamento e la tattica di gara.

Nel gruppo della velocità, Filippo Di Mulo e Roberto Piscitelli hanno integrato la relazione del primo giorno sull’evoluzione dell’allenamento dall’età giovanile all’atleta evoluto, illustrando il modello ritmico della corsa di 100 metri. Sullo stesso argomento è intervenuto Gérard Lacroix proponendo il modello francese di lavoro sull’ampiezza e la frequenza, proponendo dei test per la valutazione dei due parametri. A chiusura è intervenuto Olivier Vallaeys che ha focalizzato l’attenzione sui metodi di insegnamento dei fondamentali utilizzati per la preparazione agli ostacoli.

Nei salti interessante faccia a faccia tra le due filosofie di allenamento, quella russa con Vitaly Petrov e quella francese con  Philippe D’Encausse. In prima analisi Petrov ha presentato un’idea di allenamento basata su dati rigorosi, mentre la scuola francese sembra avere maggiore attenzione per un apprendimento basato sull’aspetto ludico. Esistono differenze nell’approccio alle specialità, tuttavia esistono anche molti punti in comune. Particolarmente intenso il dibattito tra i tecnici presenti.

Nei lanci Regine Isele, referente scientifico della preparazione dei lanciatori, ha descritto l’organizzazione per l’allenamento in Germania nei 19 Centri Olimpici sul territorio presso i quali vengono svolte la preparazione alle gare ed una valutazione periodica con strumenti di video-analisi e sul controllo della forza. Dal punto di vista biomeccanico la Isele ha evidenziato come i parametri fondamentali siano angolo e velocità di uscita. John Trower, tecnico di Steve Backley, nell’analisi biomeccanica del lancio del giavellotto ha focalizzato i punti essenziali basati sul ritmo della rincorsa e degli ultimi appoggi così come sui rapporti tra i vari segmenti corporei e, soprattutto, il migliore assemblaggio dei diversi fattori della preparazione: tecnica, percezione, allenamento.



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