Collio: "Pronto a rientrare per un grande 2007"



Un’apparizione e via, come una stella cometa. Il 2006 di Simone Collio è stato decisamente breve, racchiuso in un tempo di rilievo (soprattutto riletto in base alle sue condizioni fisiche) di 10.30, a una presenza sofferta in Coppa Europa e alla chiusura anticipata della stagione dopo le batterie degli Assoluti, quando il finanziere ha dovuto cedere al dolore. Collio riconosce che questo 2006 è stato difficilissimo anche se gli ha lasciato sensazioni preziose per il futuro: “La mia non è certo una situazione facile: operato il 23 settembre 2005 per la rimozione di uno sperone osseo alla caviglia, fermo fino a marzo, condizione fisica recuperata per i capelli, dolore lancinante, nuovo stop e nuova operazione il 1 agosto per togliere una banda fibrotica creatasi proprio dove c’era uno sperone, insomma ce n’è abbastanza per alzare bandiera bianca, invece ho ripreso da più di due mesi, ancora non posso dire di non avere più male ma almeno lavoro bene, il problema principale è sparito, incrociando le dita”. Simone ha già in mente ben chiaro il lavoro da fare per puntare alle indoor, gare dove si è sempre trovato bene, quasi nella sua dimensione ideale: “Ho un quinto posto europeo e un sesto mondiale che valgono molto. Il fatto è che la differenza fra atleti neri e bianchi emerge dai 60 ai 100 metri, nelle gare indoor la competitività è molto maggiore, tanto che vorrei correre contro gli atleti Usa ai Millrose Games di New York il 2 febbraio. Nelle prove al coperto mi sono sempre trovato bene tanto che è stata una mia scelta chiudere anzitempo la stagione andando anche contro i consigli del mio allenatore: d’altronde continuare col dolore e la consapevolezza di non poter correre ai livelli che voglio sarebbe stato inutile, invece voglio fare bene nelle indoor, andare a Birmingham per gli Europei con qualche ambizione seria, io sono fatto così: non mi piace correre sapendo di avere problemi fisici e sentirsi sotto accusa per la mancanza di risultati sapendo le cause ma non potendo dirle per non passare per quello che accampa scuse...”. - Tanta sfortuna negli ultimi mesi, al di là del fisico ha lasciato strascichi psicologici? - Per un velocista farsi male e fermarsi non è mai un bene, la ripresa è sempre più dura. E’ chiaro che ritrovare sicurezza nei propri mezzi è difficile, devo dire però che proprio quel poco che ho fatto nel 2006 mi dà carica, perché so com’è arrivato e so che, stando bene, posso fare molto, molto meglio. A tal proposito ci tengo a ringraziare lo staff medico federale, dal dottor Fischetto in poi perché mi sono sentito molto supportato, mi hanno aiutato molto da ogni punto di vista. - Con che obiettivi parte per la stagione all’aperto? - Diciamo che è un prosieguo di quello che farò d’inverno, in genere la mia filosofia è fare le indoor per fare salire la velocità di base così inizi le gare sui 100 con qualità superiore. Nel 2007 ci sono i Mondiali, fare il minimo di 10.21 è difficile ma significa tornare a correre sui miei personali. - La possibile presenza di Andrew Howe sui 100 come la vede? - Sicuramente può correre secondo me in 10 netti, per le qualità che ha dimostrato. Mi piacerebbe che potesse essere un elemento trainante del gruppo, legato alla staffetta. Io non vedo l’ora di correrci contro, è un grande stimolo, batterlo sarebbe per me un grande ritorno d’immagine, proprio perché la sua immagine giova a tutto il gruppo. - A proposito di staffetta, è capitato di vederla in gare individuali e non nel quartetto: qual è il suo rapporto con la 4x100? - Ci tengo a chiarire che a me la 4x100 piace molto, le volte che è capitato è stato esclusivamente per il problema alla caviglia, mi sono tirato indietro perché non ce la facevo fisicamente. La 4x100 è l’unico canale attraverso il quale la velocità italiana può raggiungere qualcosa d’importante, tutti i velocisti puntano a entrarci, c’è un gruppo buono di giovani con tanti ragazzi che scalpitano e che sono uno stimolo per noi più “anzianotti”. Ma se torno ai livelli che dico io, un posto in staffetta sarà difficile togliermelo… Gabriele Gentili Nella foto: Simone Collio in occasione della Coppa Europa 2006 (foto Giancarlo Colombo per Omega/Fidal)

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