Camelot e Riccardi, Milano regina delle indoor




 
Facciamo un breve passo indietro. A Genova, al termine dei Campionati Italiani giovanili di atletica, sono stati assegnati i titoli italiani di società in sala, secondo la nuova formula che assembla i punteggi ottenuti dalla categoria allievi fino ai seniores (le finali di Ancona). Alla fine la vittoria è andata in campo maschile all’Atl.Riccardi, fra le donne alla Camelot, un risultato per certi versi sorprendente che premia due sodalizi pronti a mettere in gioco tutta la propria passione per tenere testa alle squadre militari e che soprattutto si stanno impegnando fortemente per tenere alta l’attenzione verso l’atletica in un agglomerato urbano difficile come Milano: “Ci fa particolarmente piacere essere affiancati alla Riccardi – sottolinea il presidente della Camelot Franco Angelotti – proprio perché con loro stiamo lavorando a fondo per rialzare il livello dell’atletica milanese a dispetto della carenza d’impianti, male cronico della città, e per darle nuovo impulso. Questi successi sono una fondamentale carica di entusiasmo sulla quale continuare con il lavoro in profondità verso i più vari tessuti sociali milanesi”. Due vittorie accomunate, oltre che nella provenienza, dalla dimostrazione di compattezza di squadra: “Noi non abbiamo vinto neanche una gara a Genova – riprende Angelotti – ma abbiamo ottenuto una miriade di piazzamenti che alla fine hanno fatto la differenza. Dobbiamo dire grazie soprattutto a chi pur non avendo preparato le indoor e non essendo al massimo della forma si è sacrificata per dare il proprio contributo, come la Farfalletti nell’asta e la Gabrielli nella marcia, è la dimostrazione di attaccamento alla maglia che non passa inosservata”. In campo maschile la vittoria dell’Atl.Riccardi è il premio migliore per i festeggiamenti dei 60 anni della società milanese. Anche in questo caso, al di là delle vittorie individuali di Fabio Cerutti nei 60 promesse (viatico verso la partecipazione agli Europei di Birmingham dov’è arrivato sorprendentemente in finale) e di Andrea Carenini nel triplo allievi con 14,18, è stata la compattezza del gruppo a far scaturire il successo di squadra: “L’esempio di Carenini è indicativo della politica della nostra società – spiega il dirigente Sergio Tammaro - è con noi a quando aveva 8 anni, ora ne ha 17, lo abbiamo seguito passo passo. E’ il frutto di una selezione lunghissima: ogni anno nei nostri centri di avviamento arrivano 300 ragazzini, fra di loro saranno solamente una ventina quelli che arriveranno a fare qualche gara vera e propria e se siamo fortunati, un paio si dedicheranno veramente all’atletica seguendo tutte le trafile. Purtroppo la maggior parte smette di fare sport, e in questo molto influisce la famiglia che non è disponibile a sacrificare il tempo per permettere al figlio di praticare la propria passione sportiva. Molti di quelli che continuano lo fanno perché figli di atleti”. La Riccardi con qusta vittoria conferma di essere una delle società che più segue l’atletica, perché riesce a vincere titoli dagli allievi fino ai Master: “Per noi l’atletica è tutto e chi è con noi ci mette la nostra stessa passione. In questo un esempio è Enrico Saraceni, il pluricampione del mondo Master, nostro capitano, un vero esempio seguito da tanti ragazzi. In questo periodo ad esempio ci stiamo impegnando per coinvolgere Giuseppe Aita, che dopo la convocazione per i Mondiali Juniores dello scorso anno aveva lasciato l’atletica sentendosi un po’ abbandonato a se stesso. Gli abbiamo affiancato l’ex campione di velocità Andrea Colombo, che si occupa di psicologia applicata allo sport, desideriamo ricoinvolgerlo e spingerlo verso quei risultati che ha nelle gambe, è un valore che non va assolutamente perso”. Un esempio di passione che rispecchia quello del presidente della società, Renato Tammaro: “Mio padre a dispetto dell’età e dei problemi di salute che ha attraversato negli ultimi mesi non si perde una gara. Ad Ancona e Genova è rimasto sugli spalti dall’inizio alla fine, ad incitare i suoi ragazzi. La sua passione è contagiosa: ora stiamo già pensando ai Societari all’aperto: siamo sempre stati una squadra che viveva a cavallo fra la finale Oro e Argento, nel 2006 siamo stati ottavi, quest’anno contiamo di fare ancora meglio”. Gabriele Gentili Nella foto: Andrea Carenini, campione italiano indoor allievi nel salto triplo (foto Petrucci/FIDAL)


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