Cadetti: il trionfo è del Veneto

04 Ottobre 2020

Alla rassegna tricolore U16 di Forlì, la squadra veneta al successo nella classifica combinata dopo 5 anni. Vincono anche Lazio al maschile ed Emilia Romagna al femminile. Nei 300 si migliora il romano Groos con 35.22

 

di Luca Cassai

Tre regioni diverse conquistano i trofei a squadre nei Campionati italiani cadetti di Forlì, in un’edizione molto combattuta della rassegna tricolore under 16 al termine di due giornate di sfide. Il Veneto torna a vincere nella classifica combinata dopo cinque anni, con 324 punti e appena due lunghezze di vantaggio nei confronti del Lazio (322), mentre è terza la Lombardia (315) che si era aggiudicata le ultime quattro edizioni. Per il Lazio c’è invece il secondo successo di fila al maschile (168) davanti a Veneto (164) e Lombardia (156). La formazione dell’Emilia-Romagna, padrona di casa, festeggia per la prima volta con le cadette a quota 162, seguita anche qui da Veneto (160) e Lombardia (159). A livello individuale, nella mattinata conclusiva, brilla nei 300 metri il laziale Daniele Groos che in 35.22 si migliora di quattro centesimi e consolida il quarto posto nelle graduatorie nazionali alltime di categoria, già conquistato di recente, mentre al femminile dopo gli 80 di ieri c’è ancora un successo delle velociste emiliane con la parmense Francesca Grisenti (40.87). Nei 300 ostacoli l’abruzzese Dalila Rocchio, ex marciatrice, prevale in 45.73 davanti a Greta Donato (46.23), figlia del bronzo olimpico del triplo Fabrizio Donato e dell’ex primatista italiana dei 400 metri Patrizia Spuri, ma il Lazio coglie il titolo maschile con il romano Andrea Accettella (39.39). Esultano altre due ragazze di Parma: nell’alto si conferma Aurora Vicini (1,70), al bis tricolore, e sui 1200 siepi Anna Galli con 3:55.37 precede la veneta Elisa Clementi (3:58.10), favorita della vigilia e caduta all’inizio dell’ultimo giro. Sorpresa anche nella gara maschile su questa distanza, con il trentino Daniel Hoxha che emerge in 3:29.06 dalla prima serie, quella meno forte sulla carta. Sempre nel mezzofondo il reatino Ernest Mulumba (2:36.03) e la veneziana Linda Conchetto (3:02.49) si prendono i 1000 metri. Nel giavellotto vincono i dominatori della stagione: il campano Antonio Cannalonga (61,93), che sfiora il personale di 62,10 con cui quest’anno è diventato il sesto cadetto italiano di ogni epoca, e la veneta Anna Raimondi (44,67). Doppietta della Sardegna nell’asta, con il titolo femminile per Benedetta Cadeddu (3,30) che si aggiunge a quello maschile di ieri di Andrea Demontis. Nelle prove multiple i nuovi campioni sono il vicentino Nicola Testa (4483) e l’altoatesina Alessia Goffi (4286). In chiusura le staffette 4x100 che vanno alle cadette della Lombardia (48.96) e ai cadetti del Lazio (44.20).

300 - Si era già rivelato con una serie di progressi quest’anno, fino al 35.26 di due settimane fa al Trofeo Bravin. E cresce ancora Daniele Groos con quattro centesimi di progresso in 35.22, sempre più saldamente quarto cadetto alltime sui 300 metri. Il cognome tedesco è un’eredità del bisnonno, ma è romano di Vicovaro come il suo tecnico Alighieri Tarquini che l’ha indirizzato all’atletica molto presto, al campo di Tivoli: “Mi piaceva correre da piccolo e non ho più smesso”. Una gioia da condividere con Emanuele Stocchi, compagno di allenamento all’Atletica Tiburtina, secondo al traguardo in 36.12 con ampio margine sul campano Giovan Battista Maietta (Atl. Marcianise, 36.69). Tra le cadette Francesca Grisenti (Atl. Parma Sprint) si conferma la migliore quest’anno e conquista il titolo in 40.87 per il secondo urrà dell’Emilia Romagna nella velocità femminile, che si aggiunge a quello di ieri negli 80 metri con Beatrice Minotti. La nuova campionessa italiana dei 300 è di Parma, dove è seguita dal tecnico Renato Conte (che allena fra gli altri il triplista azzurro Tobia Bocchi). Proviene dalla danza, “ma quando rientravo a casa avevo ancora troppa carica” e allora ha provato a cambiare, invogliata dal fratello che già praticava atletica. Poi due ragazze del 2006: la veneta Elena Cambiolo (Atl. San Bonifacio Valdalpone, 41.52) e la pugliese Jacqueline Akakpovi (Atl. Altamura, 41.58) per il secondo podio di famiglia dopo la vittoria della sorella Yasmine nel triplo di ieri, mentre la lombarda Valentina Vaccari (Pol. Brembate Sopra), in lotta per il successo fino a metà dell’ultimo rettilineo con vento contrario, si sbilancia e cade prima di chiudere ottava.

300HS - Tre settimane fa non sapeva ancora quale gara avrebbe potuto disputare alla rassegna tricolore, ma oggi festeggia il titolo italiano. È la parabola dell’abruzzese Dalila Rocchio (Pol. Tethys Chieti), sul gradino più alto del podio nei 300 ostacoli. Fino alla passata stagione era una specialista dei 3000 di marcia, settima nella scorsa edizione. Poi la scelta di cambiare passando alla velocità, sempre sotto la guida di Nicola Piro a Chieti. Ma dopo il secondo posto nei 300 piani ai campionati regionali ha provato gli ostacoli, diventando subito capolista italiana dell’anno in 46.69. Nel weekend di Forlì, altri progressi con 45.95 in batteria e il 45.73 vincente della finale. La piazza d’onore è per la figlia d’arte Greta Donato, un centesimo meglio di ieri con 46.23, e terza Margherita Traversa Young (46.73), entrambe delle Fiamme Gialle Simoni. Tra i cadetti l’ultima barriera è fatale a Francesco Michieletto (Atl. Due Torri Sporting Noale), ieri nettamente leader del turno eliminatorio (39.46), quando ormai sembrava lanciato verso il successo. Via libera quindi per Andrea Accettella (Atl. Roma Acquacetosa), ma con pieno merito, in 39.39. Romano del quartiere Africano, stimolato dalla passione del papà che era però un mezzofondista, è cresciuto al Paolo Rosi sotto la guida di Viola Serego e Mario Benati. Alle sue spalle Nicolò Corradi (Atl. Parma Sprint, 39.99) e il lombardo Alessandro Capelli (Atl. Brusaporto, 40.12), ottavo invece il veneto Michieletto (41.38).

GIAVELLOTTO - È questione di famiglia il giavellotto per Antonio Cannalonga (Ideatletica Aurora), salernitano di Battipaglia. Ha cominciato presto sotto la guida del nonno Elio che è il tecnico tra gli altri di Roberto Orlando, uno dei migliori in Italia a livello assoluto, ma anche il papà Geppino si è dedicato a questa specialità. All’inizio con il vortex, giocando in parallelo a rugby che poi ha lasciato dopo un infortunio al polso. Sulla pedana di Forlì arriva a 61,93 con il quinto lancio, a una spanna dal personale di 62,10 realizzato un mese fa. Trovano l’occasione giusta per migliorarsi il veneto Davide Giovanni Castioni (Pol. Libertas Lupatotina, 53,68) e il romano Lucio Claudio Visca (Fiamme Gialle Simoni): 51,90 per il fratello della campionessa europea under 20 Carolina. Il primo successo della mattinata è per la veneta Anna Raimondi (Ga Aristide Coin Venezia 1949), padrona del giavellotto con 44,67 dopo essere diventata in questa stagione la quinta cadetta di sempre a livello nazionale (51,07 all’inizio di agosto). Veneziana di Mestre, cresciuta in una famiglia numerosa (terza di sette figli), dopo aver giocato a pallamano ha scoperto l’atletica in un campo estivo a Dese per passare poi ai lanci sotto la guida di Flavio Bardella: all’inizio la scelta è stata dettata da un infortunio al ginocchio, ma poi si è appassionata al giavellotto. Doppietta del Veneto con il secondo posto di Emma Viero (Atl. Schio, 39,74) davanti alla laziale Valentina Foglietta (Faratletica, 38,89).

ALTO - Come al maschile, anche nell’alto cadette c’è una conferma. L’emiliana Aurora Vicini si ripete sulla pedana di Forlì: la certezza della vittoria con 1,66 alla seconda prova, poi un promettente 1,70 alla prima, però la sua gara finisce con tre errori a 1,75. Quest’anno la ragazza di Noceto, allenata da Renato Conte e Walter Cino, era salita a 1,77 (nona under 16 italiana alltime). Una quota che oggi non riesce ad avvicinare in condizioni meteo variabili, tra sole, vento e qualche goccia di pioggia. È il terzo titolo della giornata (e di un weekend trionfale) per l’Atletica Parma Sprint. La veneta Giulia Gottardi (Atl. Verona Pindemonte) pareggia il personale di 1,64, terza la lombarda Elisa Motta (Atl.

Estrada) a 1,62.

ASTA - L’atletica è da sempre in casa di Benedetta Cadeddu, che completa una storica doppietta sarda nell’asta per la gioia della mamma Federica Lai e del nonno Sergio, presidente del Comitato regionale. Anche il papà è uno sportivo, ex giocatore di hockey su prato, ma la 15enne del Cus Cagliari ha iniziato con la ginnastica artistica che non ha ancora del tutto abbandonato. A seguirla è il tecnico Carlo Piras, al campo Coni del capoluogo isolano. Da applausi la sua gara, con un percorso netto fino a 3,30. Tra le materie che preferisce a scuola c’è la matematica e a proposito di numeri, sono a due cifre quelli dei suoi progressi: 20 centimetri l’anno scorso con il settimo posto a Forlì (da 2,80 a 3,00) e 23 quest’anno sul personale all’aperto che era di 3,07 migliorato tre volte in rapida successione (3,10 per andare avanti con 3,20 e 3,30), mentre al coperto aveva già saltato 3,15 durante l’inverno. Seconda l’emiliana Ilaria Bellei Ponzi (La Fratellanza 1874 Modena) con 3,05 e per il terzo posto cresce la marchigiana Rachele Tittarelli (Atl. Avis Macerata) a 3,00.

1200 SIEPI - Colpi di scena a ripetizione sui 1200 siepi. Nella prima serie maschile Daniel Hoxha (Atl. Alto Garda e Ledro) toglie oltre sette secondi al personale con 3:29.06 e poi nella seconda, che schiera al via i potenziali favoriti, si viaggia sempre in ritardo sulla tabella di marcia per superare quel crono. E così il ragazzo di Riva del Garda, nato in Trentino da genitori albanesi, fa suo il titolo tricolore. Viene dall’Albania anche la sua allenatrice Diana Dardha, che lo segue ad Arco. Il giovane mezzofondista ha iniziato un paio di stagioni fa, con le campestri scolastiche, e frequenta il liceo musicale dove suona pianoforte e violoncello. Beffati l’emiliano Leonardo Trevisan (Atl. Parma Sprint, 3:31.43) e il capolista dell’anno Leonardo Di Vittorio (Studentesca Rieti Milardi, 3:31.77). Nella gara femminile comanda il gruppo Elisa Clementi (Csi Atl. Provincia di Vicenza), che scattava in pole position con il miglior tempo del 2020, finché aggancia la barriera all’inizio dell’ultimo giro. La veneta cade, si rialza e riparte al quarto posto, poi recupera un paio di posizioni e si lancia con coraggio all’inseguimento della leader, ma senza successo. È raggiante la 14enne emiliana Anna Galli, che aumenta il suo vantaggio nel finale: un’altra portacolori dell’Atletica Parma Sprint, cresciuta sotto la guida tecnica di Ilaria Pasqualis, diventa campionessa italiana in 3:55.37 davanti al 3:58.10 della vicentina, seconda come nella scorsa edizione. Al terzo posto ancora una 2006 targata Emilia-Romagna ed è una beniamina di casa, dell’Edera Atletica Forlì: 14 anni da compiere tra pochi giorni per Giada Donati (4:00.10), figlia dell’ex decatleta Alberto e di Judit Varga, bronzo negli 800 agli Europei indoor del ’98 con la maglia dell’Ungheria.

1000 - Nessun tatticismo sui 1000 cadetti, anche per non ripetere lo stesso errore già visto nelle siepi, con Selhadin Bellezza (Atl. Libertas Arcs Perugia) a dettare il ritmo provando poi il break nel giro conclusivo. Negli ultimi metri per il Lazio rinviene Ernest Mulumba (Studentesca Rieti Milardi) che arpiona il successo in 2:36.03 davanti al 2:36.32 dell’umbro di origine etiope e al 2:36.43 di Nicola Baiocchi (Atl. Livorno). Il nuovo campione tricolore, italiano di nascita con entrambi i genitori provenienti dal Congo, è un allievo di Antonio “Toto” Panzini allo stadio Guidobaldi. E in questa gara, al femminile, il Veneto fa centro: seconda nel 2019, stavolta taglia il traguardo per prima Linda Conchetto (Venezia Runners Atl. Murano) in 3:02.49. Dopo sei anni di nuoto agonistico, si è innamorata dell’atletica e si allena a Murano con il tecnico Maurizio Voltolina. La non ancora 15enne del Lido di Venezia, che studia al liceo classico, stacca l’abruzzese Serena Quintiliani (Pol. Tethys Chieti, 3:03.72) e l’altoatesina Laura Markart (Sterzing Volksbank, 3:03.83).

MULTIPLE - È nel disco, penultima gara dell’esathlon, che Nicola Testa (Csi Atl. Provincia di Vicenza) guadagna il match point. In questa specialità prima del weekend era il capolista stagionale e qui arriva a meno di due metri dal personal best con 43,65. Nettamente superati in classifica Davide Rondanini (Atl. Castelnovo Monti) e Manaseb Scotto (Atl. Livorno) che lo avevano scavalcato dopo il lungo. Ma il veneto poi dimostra le sue qualità anche nella corsa, con il successo parziale nei 1000 metri conclusivi in 2:56.94. Il vicentino ex giocatore di basket, seguito dal tecnico Umberto Pegoraro e per i lanci anche da Diego Fortuna, chiude con 4483 punti davanti all’emiliano (4115) e al toscano (4043). Nel pentathlon cadette l’altoatesina Alessia Goffi (Atl. Gherdeina Raiffeisen) dopo il lungo diventa leader nel duello con la piemontese Annalisa Pastore (Bugella Sport) e precede l’avversaria anche sui 600 metri. Lo score è di 4286 per la ragazza di Ortisei, che proviene dalla pallavolo e si allena a Santa Cristina Valgardena con Walter Kostner. Di nuovo seconda, come un anno fa, la biellese a 4209 mentre si piazza terza la 14enne emiliana Sofia Bonafè (Gp Atl. Molinella, 3777), recuperando due posizioni nella prova finale.

STAFFETTE - In tre sul traguardo per giocarsi il titolo della 4x100 cadette, conquistato per la terza volta consecutiva dalla Lombardia. Una staffetta lanciata dalla campionessa italiana degli 80hs Celeste Polzonetti (Atl. Desio) e da Valentina Vaccari (Pol. Brembate Sopra), che riscatta così la caduta nella finale dei 300 metri, quindi il testimone va a Melek Pirolini (100 Torri & Vigevano Atl. Young) e alla capitana Ludovica Galuppi (Pol. Olonia). Appena due centesimi di vantaggio sul Veneto (48.96 contro 48.98), terzo posto al Lazio (49.09) e quarta la Puglia con il 49.15 della prima serie. Vittoria per distacco invece al maschile dello scatenato quartetto del Lazio in 44.20, con tre atleti al bis di successi: dopo la frazione iniziale di Eduardo Longobardi (Fiamme Gialle Simone) che era stato secondo negli 80 metri, tocca ai tricolori Daniele Groos (Atl. Tiburtina, 300), Andrea Accettella (Atl. Roma Acquacetosa, 300hs) e Aldo Rocchi (Atl. Tiburtina, triplo). Seconda la Lombardia (44.90), dalla penultima serie arrivano il 45.27 della Puglia, terza in classifica, e il 45.31 del Piemonte.

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RISULTATI/Results - FOTO/PhotosORARIO - I CAMPIONI ITALIANI 2019 - I RECORD DI CATEGORIA (agg. 22 settembre) - I PRIMI 8 IN GRADUATORIA (agg. 20 settembre)

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