Brugnetti tra presente e futuro




 
La chiacchierata che Ivano Brugnetti ci concede è spontanea e tersa. Non come l'aria umidissima che la mattinata di La Coruna regala agli abitanti che si addentrano sul lungomare, tantomeno agli atleti in rappresentanza di sessantatré delegazioni, record assoluto di partecipazione alla Coppa del Mondo di Marcia. Piove anche, e l'albergo dove alloggia la nazionale italiana è un buon riparo per fare il punto sul presente, prima di leggere nelle pieghe del recente passato le considerazioni da tenere buone per il futuro che verrà. La disamina che il campione olimpico fa di sé è serena e consapevole, priva di acredine. La matassa delle sensazioni dell'azzurro si dipana sul lettino del fisioterapista, sotto le cure delle sapienti mani di Pasquale Tosi; ad Ivano Brugnetti si sciolgono i muscoli, le parole fuoriescono senza la tabellina delle domande di rito. Parla di ieri, di oggi e di domani. Il tuo allenatore Antonio La Torre afferma che devi ancora esprimere molto del potenziale di cui disponi. La replica di Brugnetti è sibillina: "La Torre ha ragione. Concordo con la sua affermazione e provo rammarico per i problemi fisici che mi hanno condizionato nell'arco della carriera, specialmente nell'ultimo anno". "Quest'anno sono stato fermo tre mesi, la microfrattura mi ha impedito di svolgere allenamenti decenti. Poi l'infiammazione al piede, altri dieci giorni persi. Ho preso sei chili e non è stato un buon momento. Ora mi sono rimesso a posto, il peso è tornato buono. E' stato importante il raduno in Sicilia. Ho avuto la possibilità di riprendere e di essere seguito a dovere. devo ringraziare il mio tecnico La Torre, ed i compagni che mi hanno sempre sostenuto ed incoraggiato". "La potenza c'è, siamo a posto. I lavori rapidi e sulla velocità li ho potuti fare bene. Il problema sono i chilometri: non ho potuto lavorare sulla distanza, devo macinare e macinare, è quello che mi manca oggi. Per questo devo prendere quello che viene da questa Coppa del Mondo con serenità, conosco quello che non ho ancora nelle gambe. I lavori sul chilometraggio sono la causa della stanchezza che lamento, quando avrò svolto quelli potrò guardare avanti con maggior fiducia". "Sono venuto qui per la squadra, per questi ragazzi, ma anche per me. Dopo il ritiro a Sesto San Giovanni voglio portare a termine la mia prova, aldilà della prestazione tecnica, e da lì ripartire, consapevole e determinato ad acquisire quella parte di preparazione che mi manca per essere pienamente competitivo agli Europei. Lì voglio fare bella figura, finire tra i primi, ed ho ancora tempo per prendere quello che le soste forzate mi hanno sottratto." Brugnetti ripercorre le tappe del dopo Atene, passando per Helsinki, guardando con disincanto alla gara di domani a La Coruna: "Dopo Atene ho iniziato ad avere problemi. La scorsa stagione ho accelerato la preparazione per presentarmi a Helsinki in condizioni competitive. Il primato del mondo dei dieci chilometri a Sesto, riconsiderato oggi, mi fa pensare con sempre maggior convinzione che se non avessi avuto i problemi di gastrite che mi hanno costretto al ritiro avrei chiuso la gara tra i primi cinque." "Ero molto teso ed emozionato prima dei Mondiali di Helsinki. Non ho dormito l'ultima settimana, neanche fossi all'esordio, tornato ragazzino. Quella gara l'ho sentita davvero sul piano emotivo. Qui sono tranquillo invece, so di avere quello che ho nel motore e so quello che ancora non c'è. Vediamo cosa succede, e poi guardare avanti. Ci sono gli Europei, ripeto, e voglio arrivare a difendere il mio titolo olimpico, tra due anni, nelle migliori condizioni. A Pechino sono determinato a esserci". Marco Buccellato Nella foto, Ivano Brugnetti ai Giochi di Atene (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL) File allegati:
- IL SITO DELLA MANIFESTAZIONE



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