A Istanbul le azzurre sfidano l'Ungheria




 
Un clima caldo e ventilato ha accolto la nazionale femminile in Turchia, dove domani e domenica le azzurre tenteranno l’immediata risalita nella Super League di Coppa Europa. Un compito alla portata delle ragazze guidate da Augusto D’Agostino, ma pieno d’insidie: l’Ungheria ha un’intelaiatura completa quanto quella italiana, la Slovenia appare la Nazione più forte nelle prove di corsa, Turchia (con la neoprimatista mondiale dei 5000 Abeylegesse, mentre la Ayhan ha dato forfait per concentrarsi sulla preparazione olimpica) e Portogallo (con la ritrovata Sacramento) possono puntare a vittorie parziali e togliere punti alle Nazioni in corsa per la promozione. D’altronde mai come quest’anno la sfida per il ritorno in Super League è stata importante per i nostri colori: tornare nella massima serie significherebbe una più che probabile attribuzione alla sede di Firenze dell’allestimento della Coppa Europa del prossimo anno. Ripetere l’esperienza del 2003 sarebbe bellissimo, ma per poter chiedere l’organizzazione dell’evento si passa per le gare di Istanbul. Il cittì D’Agostino e i suoi collaboratori sono rimasti alzati fino a notte fonda, compilando fogli su fogli e facendo miriadi di calcoli per capire quali sono le reali forze in campo e le possibilità effettive della nazionale italiana. I conteggi dicono che partiamo favoriti, ma quasi alla pari con l’Ungheria. La prima giornata dovrebbe essere quella più favorevole per i nostri colori, con un ruolo di grande importanza attribuito alla quasi debuttante Benedetta Ceccarelli, impegnata nella prima prova di corsa, i 400 hs, dove i tempi dicono che non dovrebbe avere avversarie in grado d’impensierirla: “La responsabilità non mi pesa tanto, corro tranquilla, anzi credo che avere un’avversaria al mio livello sarebbe stato anche meglio, mi avrebbe aiutato nella ricerca di ulteriori progressi”. L’atleta della Sai Fondiaria è scesa quest’anno sotto i 56 secondi, e ormai non è troppo lontana dal minimo olimpico: “Fino al meeting di Torino non ci pensavo, ora sento di averlo alla mia portata, credo di non avere ancora raggiunto i miei limiti reali, di poter migliorare magari grazie anche alla concorrenza con la Niederstaetter, concorrenza che può far bene ad entrambe. Poi è chiaro che per poter ottenere il tempo serve anche un po’ di fortuna: basta un ostacolo superato in maniera sporca che si perde quel paio di decimi che pregiudica tutto”. Un’altra gara delicata della prima giornata è quella del giavellotto, dove la Coslovich, tra le atlete più in forma e che ha già raggiunto la formalità del minimo olimpico, parte favorita, ma l’ungherese Szabo è al suo livello, come la finlandese Kolkkola: “Questa non mi preoccupa, negli scontri diretti l’ho sempre battuta. Diverso il discorso per la Szabo, anche lei ha lanciato a 62 metri quest’anno. Io comunque arrivo a questa gara tranquilla, il minimo olimpico l’ho già ottenuto tre volte e soprattutto so che la forma migliore deve ancora arrivare, la mia preparazione è programmata verso Atene, dove voglio replicare la presenza in finale ottenuta a Parigi 2003. Siamo in tante a poter aspirare alla finale olimpica, quindi bisognerà essere al meglio. Questa è una tappa di avvicinamento, dove comunque bisogna dare il massimo pensando alla squadra”. A Magdelin Martinez si chiede di garantire quel carico di punti che possa dare un po’ di tranquillità al gruppo. L’italocubana è nettamente la più forte del lotto, la sua costanza su misure intorno ai 14,70 la mette al riparo da sorprese, Istanbul potrebbe però essere una buona occasione per cercare un ulteriore progresso ed aggiustare quei particolari tecnici necessari per arrivare ai 15 metri. Nell’albergo che ospita la squadra la Martinez appare molto serena, sempre di poche parole, alla ricerca della concentrazione. La speranza è che il vento spiri in maniera regolare, in modo da darle un ulteriore aiuto verso un nuovo progresso. L’obiettivo della squadra italiana nella prima giornata è ottenere un buon vantaggio di punti sulle avversarie: sarà importante evitare “buchi”, e quindi anche gare dove partiamo fra le seconde linee, come i 400 metri o l’asta, saranno alla fine importanti, quel punto in più o in meno potrebbe alla fine pesare tantissimo. Fondamentale sarà anche la staffetta veloce, che oltretutto cerca un risultato cronometrico di rilievo (sotto i 43 secondi?) per entrare fra le prime 16 del ranking Iaaf e convincere il Coni a dare il lasciapassare per Atene. All’assenza della Levorato si è però aggiunta un’altra piccola tegola: l’attribuzione della prima corsia, solitamente ostica per un quartetto veloce. Ma è proprio nelle avversità che deve uscire fuori il carattere: D’Agostino alla vigilia ha tenuto a rapporto la squadra chiedendo proprio di mostrare spirito di gruppo, se poi arriveranno acuti individuali tanto di guadagnato. Gabriele Gentili Nella foto: Claudia Coslovich (Omega/FIDAL) SQUADRE PARTECIPANTI Uomini: Austria, Finlandia, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ungheria Donne: Finlandia, ITALIA, Olanda, Portogallo, Slovenia, Svizzera, Turchia, Ungheria PROGRAMMA ORARIO FEMMINILE (Istanbul è un’ora avanti rispetto all’Italia) 16 Salto con l’Asta (Farfaletti), Lancio del Disco (Maffeis), 400 hs (Ceccarelli) 16,45 100 metri (Calì) 17,05 800 metri (Artuso) 17,20 Lancio del Giavellotto (Coslovich) 17,25 400 metri (De Angeli) 17,30 Salto Triplo (Martinez) 17,45 3000 metri (Weissteiner) 18,20 3000 metri siepi (Michalska) 18,45 Staffetta 4x100 (Sordelli-Graglia-Grillo-Calì)


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