2016: i giovani azzurri alla ribalta!

27 Dicembre 2016

9 medaglie agli Europei under 18, 2 argenti ai Mondiali U20, 67 nuove migliori prestazioni italiane di categoria verso gli Europei Juniores di Grosseto 2017


 

di Raul Leoni

I giovani sono o non sono il futuro? E allora non si può avviare una retrospettiva della splendida stagione 2016 degli “under” azzurri senza ricordare quello che sarà l’obiettivo immediato per molti di loro: gli Europei juniores da giocarsi in casa, a Grosseto, dal 20 al 23 luglio 2017. Perché non basta essere all’altezza sotto il profilo logistico e dell’organizzazione: queste devono essere le vetrine internazionali da sfruttare per lanciare i protagonisti del domani e anche i risultati sportivi dovranno essere all’altezza. E’ stato così per i Mondiali U20 di Grosseto 2004, ancor di più per la rassegna iridata U18 di Bressanone 2009: andatevi a rileggere le spedizioni azzurre in quelle due occasioni e scoprirete nomi che hanno segnato le ultime stagioni. Ed ecco quindi che le medaglie di Tbilisi e di Bydgoszcz, per arrivare anche al bel bottino degli Europei di cross a Chia, devono essere considerate soprattutto in prospettiva.


Medaglie e record

Tbilisi, Europei allievi, un debutto da fuochi artificiali: tutti ricordiamo quella straordinaria ultima giornata, sette volte gli azzurri sul podio per portare a nove (3 ori, 3 argenti e 3 bronzi) il totale di un medagliere chiuso al terzo posto, dopo le superpotenze continentali Gran Bretagna e Germania. E poi i due argenti dei Mondiali under 20 di Bydgoszcz, con Filippo Tortu finalmente in grado di dimostrare il suo talento sulla scena internazionale e Noemi Stella che sale di grado dopo i due bronzi di Donetsk e Nanchino. Nella chiusura di Chia, agli Europei di campestre, entrano in gioco anche le promesse, tanto che le quattro medaglie azzurre arrivano tutte dalle categorie giovanili: quelle a squadre di entrambe le formazioni under 23 e quelle individuali di “Yoghi” Chiappinelli e Yeman Crippa.

Ma c’è un aspetto che più di ogni altro contribuisce a valutare la crescita dei nostri giovani: avete contato in quante specialità e distanze sono stati riscritti primati e migliori prestazioni di categoria in questo 2016? Bene, sono state 67, un vero record dei record: tra aperto e indoor, considerando tutto, ovviamente, dai cadetti alle promesse. Se poi si prendono anche le progressioni multiple e i miglioramenti interni, si arriva quasi ad ottanta. Gran lavoro per l’Ufficio Statistiche federale, non c’è che dire.

E ce ne sono alcuni davvero storici. Come non ricordare che il 10.19 di Filippo Tortu nei 100 metri ha tolto dall’elenco il nome di Pierfrancesco Pavoni e il 10.25 che diede al romano l’argento agli Europei dei grandi, Atene 1982? E perché non segnalare che il tempo di Chiappinelli nella finale mondiale dei 3000 siepi, 8:32.66, ha strappato il primato juniores al grande Francesco Panetta, che lo deteneva anche lui dal lontano 1982 (8:33.24)? Tra tutti i numerosi miglioramenti di record, memorabili o meno, vorremmo però segnalare soprattutto quello della 4x400 juniores femminile di club: e questo al di là del fatto che le ragazze della Bracco abbiano fatto meglio – dopo 37 anni – di uno storico quartetto della Snia Milano. Ma perché è giusto ricordare che tutto quello che di buono fa il nostro sport – non solo l’atletica – è in gran parte frutto del lavoro svolto sul territorio dalle società, grandi e piccole.

Brillano anche i giovani della corsa in montagna, con un poker di argenti agli Europei di Arco (Davide Magnini, Giulia Zanne e le due formazioni under 20), seguito dalle medaglie nei Mondiali di Sapareva Banya in Bulgaria, dove gli juniores riescono a cogliere la seconda posizione mentre al femminile arriva un terzo posto per team che mancava dal 2001. Tre bronzi invece nell’International Mountain Running Youth Cup di Janske Lazne, in Repubblica Ceca, conquistati da Nadia Battocletti e dalle due squadre.


Protagonisti azzurri

Detto questo, alcuni dei protagonisti assoluti di quest’anno appena trascorso li abbiamo già nominati. Il primo che viene in mente non può che essere Filippo Tortu: vuoi perché, classe ’98, sarà anche in età per gli Europei juniores di Grosseto 2017, vuoi per la circostanza che il suo ultimo primato juniores – dei tre siglati in stagione – è arrivato nella semifinale degli Europei assoluti di Amsterdam. Per poco non è arrivata anche la finale dei “grandi”, ma in ogni caso l’argento di Bydgoszcz aveva già fatto giustizia della sfortuna: dalla caduta nelle batterie olimpiche di Nanchino alla dolorosa rinuncia ai Mondiali allievi di Cali.

Visto che abbiamo parlato di Cali 2015, non sarà inutile ricordare che dalla festa azzurra di Tbilisi è rimasta estranea Marta Zenoni, altra principesca interprete della prima parte della stagione: compreso il grande risultato di Bellinzona, 2:01.91, che resta di gran lunga leader nella lista mondiale stagionale degli allievi. Poi lo stop per infortunio, ma la bergamasca non può che figurare in prima fila tra i giovani protagonisti dell’anno.

Rimanendo alla fantastica trasferta di Tbilisi, quello che resta impresso – al di là delle medaglie – è la forza e la compattezza delle due classi di età impegnate in Georgia: anche moltiplicando i prospetti all’interno della stessa specialità. Vengono alla mente le due medaglie di Andrea Romani e Simone Barontini negli 800 metri, ma non solo: nel giavellotto, all’argento di Carolina Visca si aggiunge la straordinaria carica agonistica di Sara Zabarino, capace di migliorarsi più e più volte nelle occasioni che contano. E poi il caso più emblematico, per quanto soprattutto in prospettiva, prendendo spunto da due ostacolisti: tra l’oro sui 400hs di Alessandro Sibilio – doppio oro, considerando la staffetta – ed il quinto posto di Mattia Di Panfilo sui 110hs, potrebbe nascere a breve una stimolante rivalità sulle barriere intermedie. E stiamo parlando di uno, il napoletano, che solo da pochi mesi è stato indirizzato con convinzione sul giro di pista ed un altro, il romano, che per caratteristiche tecniche potrebbe trovare la sua piena realizzazione proprio su quella distanza.

Ostacoli sulla strada di Desola Oki potrebbero essercene parecchi, ma in senso positivo: è un auspicio per la ragazza fidentina di origini nigeriane. La prova dei 100hs agli Europei in Georgia era di complicatissima interpretazione, per il numero di concorrenti di altissimo livello: basti pensare che è rimasta fuori dalle medaglie una ragazza come la portoghese Marisa Carvalho, che nella semifinale aveva tolto il primato mondiale U18 ad Adrianna Lamalle. Ora non è un mistero che la nostra “Desi” abbia avuto in passato qualche difficoltà a gestire la pressione: esserci riuscita alla perfezione all’Athletics Arena – e in che contesto – potrebbe valere come l’esame di maturità.

Chi ha fatto in pratica l’en-plein nei suoi obiettivi, medaglia di bronzo europea e tutti i primati di competenza, è stata Sydney Giampietro: anche qui una ragazza di origini nigeriane – per parte di mamma – capace di migliorare i limiti U18 di peso allieve, peso assoluto e disco, al coperto e all’aperto. A frenare parzialmente la milanese, un problema alla caviglia: ma la potenza del suo braccio ha consentito di recuperare l’imperfetto dinamismo in pedana. Resta un fatto, soprattutto: il 16,26 ottenuto con l’attrezzo dei grandi è il secondo risultato mondiale dell’anno per la sua fascia di età. E questo è un primo passo importante, in vista dell’esordio nella categoria juniores con il conseguente traguardo di Grosseto.

Un infortunio nella fase invernale ha messo lo zampino anche nella stagione di Noemi Stella: merito della ragazza di Grottaglie, uscita dalla scuola Don Milani, è stato quello di farsi trovare pronta nell’occasione più importante, la finale mondiale di Bydgoszcz. Con quell’argento Noemi ha chiuso la sua carriera giovanile: un percorso che l’ha rivelata con il bronzo iridato allieve di Donetsk e il podio olimpico giovanile di Nanchino. Va detto che il bando inflitto alle marciatrici russe ha in parte riscritto le gerarchie della specialità in Polonia: ma dalla parte della brava atleta tarantina c’è il talento unito alla lealtà sportiva, senza scorciatoie. Un valore che non può essere dimenticato.

Ultimo, ma non ultimo, tra i giovani medagliati di questo 2016 è Andrea Dallavalle: argento in una finale europea del triplo resa incredibilmente insidiosa dal vento che ha spazzato la pedana di Tbilisi. Il piacentino ha onorato i gradi di capitano nella trasferta georgiana: e non ha sentito la pressione del confronto con il fratello maggiore Lorenzo, già protagonista di onorevoli apparizioni in azzurro nelle recenti stagioni giovanili. E’ già un buon punto di partenza, oltre al fatto di aver accorciato le distanze su Martin Lamou: il rivale transalpino, epigono di un’infinita fucina di campioni, non ha avuto un compito facile come le credenziali di partenza avrebbero potuto suggerire.

Infine i due podi delle staffette allievi nella rassegna continentale sono quelli che fanno sorridere Stefano Baldini, “skipper” della flotta azzurra: l’olimpionico di Atene ha più volte messo il punto esclamativo sulle imprese collettive, quelle che confermano la forza del gruppo al di là delle doti dei singoli. Uno spirito che potrà essere vincente anche a Grosseto 2017.

MEDAGLIERE GIOVANILE 2016
Campionati Mondiali U20, Bydgoszcz (Polonia)
2 argenti: Filippo Tortu (100), Noemi Stella (10.000 marcia)

Campionati Europei U18, Tbilisi (Georgia)
3 ori: Alessandro Sibilio (400hs), Lorenzo Paissan, Mario Marchei, Alessandro Sibilio, Andrea Romani (staffetta mista), Desola Oki (100hs)
3 argenti: Andrea Romani (800), Andrea Dallavalle (triplo), Carolina Visca (giavellotto)
3 bronzi: Simone Barontini (800), Sydney Giampietro (peso), Camilla Maestrini, Zaynab Dosso, Valeria Simonelli, Letizia Tiso (staffetta mista)

Campionati Europei di corsa campestre, Chia (Italia)
1 oro: Yeman Crippa, Samuele Dini, Said Ettaqy, Lorenzo Dini, Yassin Bouih, Italo Quazzola (squadra under 23)
1 argento: Yohanes Chiappinelli (under 20)
2 bronzi: Yeman Crippa (under 23); Christine Santi, Silvia Oggioni, Roberta Ciappini, Costanza Martinetti, Giulia Mattioli, Alice Cocco (squadra under 23)

Campionati Mondiali di corsa in montagna, Sapareva Banya (Bulgaria)
1 argento: Daniel Pattis, Davide Magnini, Riccardo Rabino, Andrea Rostan (squadra under 20)
1 bronzo: Francesca Franchi, Federica Zanne, Lorenza Beccaria, Valentina Gemetto (squadra under 20)

Campionati Europei di corsa in montagna, Arco (Italia)
4 argenti: Davide Magnini (under 20), Davide Magnini, Daniel Pattis, Andrea Rostan, Samuele Nava (squadra under 20), Giulia Zanne (under 20), Giulia Zanne, Francesca Franchi, Giulia Murada, Lorenza Beccaria (squadra under 20)

International Mountain Running Youth Cup, Janske Lazne (Rep. Ceca)
3 bronzi: Nadia Battocletti (individuale), Edoardo Bozzolo, Marcello Muscetti, Belay Jacomelli, Luca Molteni (squadra maschile), Nadia Battocletti, Alessia Scaini, Francesca Annoni, Roberta Foco (squadra femminile)

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