Doha, Stecchi salta sull'ottavo posto mondiale

01 Ottobre 2019

Il fiorentino supera i 5,70 e riporta l'azzurro tra i colori del salto con l'asta, a dieci anni dal settimo posto di Giuseppe Gibilisco. Oro allo statunitense Kendricks (5,97) al termine di una battaglia agonistica


 

Un piazzamento che riporta un azzurro tra i primi otto, a dieci anni dal settimo posto di Giuseppe Gibilisco a Berlino 2009. Claudio Stecchi è ottavo nella finale mondiale dell'asta di Doha, in virtù del 5,70 superato al terzo tentativo sulla pedana del Khalifa Stadium. Una gara bellissima, quella alla quale ha preso parte l'azzurro, contraddistinta com'è stata dalla lotta senza quartiere tra i tre favoriti: lo statunitense Sam Kendricks, oro con 5,97; lo svedese Armand Duplantis, argento con la stessa misura; e il polacco Piotr Lisek, bronzo con 5,87.

Film della gara: Stecchi apre senza difficoltà a 5,55, ma alla quota successiva, 5,70, incorre in due errori; al terzo tentativo utile, il fiorentino supera finalmente l'asticella, determinando la sua classifica. Si sale di dieci centimetri. Sono in otto in corsa, con i soli Duplantis, Lisek e Kendricks ad avere il ruolino ancora immacolato. Per loro, la magia continuerà anche a 5,80, mentre incredibilmente tutti gli altri, compreso Stecchi, finiranno con l'arrendersi, congelando le rispettive posizioni in graduatoria. L'azzurro, nel corso di tutti e tre i tentativi, sembra non riuscire a trovare il bandolo della matassa tra rincorsa e stacco. Cerca più volte l'intesa con la tribuna, dove il tecnico Riccardo Calcini e lo stesso Giuseppe Gibilisco provano a consigliarlo al meglio. Ma non c'è nulla da fare: i 5,80 restano stregati.

Si sale ancora, con i tre superstiti che cominciano a collezionare i primi errori. A 5,87 Duplantis e Lisek ce la fanno al secondo tentativo, Kendricks al terzo. Cinque centimetri più su, con l'asticella piazzata a 5,92, Kendricks ribalta il risultato sfruttando il primo dei tre salti a disposizione; Lisek sbaglia subito, e passa, mentre Duplantis prosegue, e al terzo può esultare. Il polacco sbaglia entrambi i salti a disposizione a 5,97 e consegna l'argento virtuale a Duplantis. Finita? Nemmeno per sogno, perché lo svedesino (vent'anni ancora da compiere) sfrutta l'ultimo salto per valicare i 5,97, scavalcando in classifica Kendricks. Allora stavolta è finita, vero? No, ma quando mai. Kendricks supera i 5,97, anche lui all'ultimo salto, e si riporta ancora al comando. A 6,02, si chiudono finalmente le ostilità: oro a Kendricks, argento a Duplantis, bronzo a Lisek.

“Sicuramente sono felice di aver gareggiato in una finale mondiale - le parole del 27enne delle Fiamme Gialle - Avevo detto che la linea della dignità sarebbe stata dall’ottavo posto in su, ma avvicinandomi alla gara, con le sensazioni della qualificazione, questo piazzamento non mi bastava più. A 5,70 ho cominciato a fare ‘casino’ nella rincorsa e non sono riuscito a rimediare a questi problemi. Oggi 5,80 dovevo saltarlo, non ci sono scuse. Voglio ringraziare il team che ha lavorato con me, gran parte del risultato è loro merito. Si riparte a novembre con la preparazione invernale, ci saranno i Mondiali indoor in Cina e poi obiettivo Tokyo”.

VIDEO | STECCHI: "UN OTTAVO POSTO CHE MI STA STRETTO" (naz.orl.)

LE ALTRE FINALI DELLA SERATA
L'oro degli 800 metri uomini va allo statunitense Donavan Brazier (1:42.34), che è bravo a sfruttare il ruolo di pacemaker interpretato dal portoricano Vazquez, autore di un folle 48.96 alla campanella, e poi quinto (1:44.48); l'argento va al bosniaco (con tanta Italia nel cuore e nella quotidianità) Amel Tuka, 1:43.47, e il bronzo al keniano Ferguson Rotich (1:43.82). Esito a sorpresa nel giavellotto donne: l'australiana Kelsey Lee Barber (66,56), all'ultimo lancio, aggiunge tre metri scarsi alla miglior misura del momento, e si porta dalla quarta posizione all'oro, beffando le cinesi Shiying Liu (argento, 65,88) e Huihui Lyu (65,49), fino a quel momento in posizione di potenziale doppietta. La tedesca Hussong, al comando all'inizio e poi scivolata sul terzo gradino del podio, termina la serata al quarto posto (65,21). Chiusura con la finale più attesa, quella dei 200 metri uomini. Vince Noah Lyles in 19.83 (vento +0.3), ma lo statunitense deve impegnarsi più di quanto, con ogni probabilità, pensasse alla vigilia; all'uscita sul rettilineo è secondo dietro il britannico Gemili, e deve spingere sia per riguadagnare la prima posizione, sia per tenere a bada i rivali: il canadese De Grasse è secondo in 19.95, mentre il bronzo va al sempre più sorprendente Alex Quinonez, il treno ecuadoregno che taglia il traguardo in 19.98. Gemili, ancora una volta, è beffato, quarto in 20.03.

m.s.

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