Day 1, le parole degli azzurri a Doha

27 Settembre 2019

Le voci dei protagonisti della prima giornata ai Mondiali in Qatar. Jacobs: "Ritrovato il feeling". Tortu: "Contento solo del piazzamento". Crippa: "Bisogna lavorare ancora di più"


 

Le voci degli azzurri nella prima giornata dei Mondiali di Doha allo stadio Khalifa. 

MARCELL JACOBS - “Sono davvero contento, ho fatto una buona gara al di là di qualche inceppo in partenza - il commento dell'azzurro, 10.07 nei 100 in batteria - Era un momento importante perché da un mese e mezzo non gareggiavo e volevo trovare alcuni feeling che non sentivo da un po’. Devo dire la verità: me la stavo facendo sotto in call room, e in pista sono entrato tesissimo. È stato un periodo difficile ma in questi ultimi dieci giorni ho ritrovato alcuni ritmi che avevo quando ero al massimo dalla forma. Non volevo venir qua per fare la comparsa, ma per dimostrare qualcosa a me e a tutti gli altri. Il sogno è andare in finale: oggi è finita una giornata, domani ne inizia un’altra”.

FILIPPO TORTU - “Soddisfatto del piazzamento, non del 10.20, però l’importante era qualificarsi alla semifinale ed è quello che ho fatto - le parole di Tortu - Il clima non è ideale, ci sono continui sbalzi di temperatura da 40 gradi a circa 20, ma è così per tutti e non solo per me. Ho visto soltanto la mia batteria e quella di Marcell, non mi sono fatto ancora un’idea, domani è una gara a parte e si pensa a quello. Per la semifinale sono molto più fiducioso, non nascondo che avrei voluto fare meglio. Lo ripeterò per la trentesima volta ma oggi l’obiettivo era andare avanti”.

YEMAN CRIPPA - “Cos’è successo nell’ultimo giro? Gli altri hanno cambiato passo e io sono rimasto lì. Merito di non entrare in finale. Peccato, ci ho provato, era il mio primo Mondiale assoluto ma evidentemente bisogna arrivare con ancora più lavoro. Oggi è stata una lezione, nessuno ti regala niente. Confermo che correrò anche i 10.000 e spero che andrà meglio”.

ALESSIA TROST - “Si passava in finale con 1,92 alla prima come nelle previsioni, io l’ho fatto alla terza e quindi dovevo saltare 1,94 per forza. Lì ho avuto un piccolo momento di difficoltà nel mantenere la tensione della gara. Ripartire adesso non sarà facile, perché se dicessi che non è una batosta non sarebbe vero. Si ricomincerà con determinazione e forza, ma c’è da fare uno step in più. Una finale avrebbe aiutato”.

ELENA VALLORTIGARA - “È un dispiacere grande, ci credevo nonostante tutto - il commento della saltatrice uscita con 1,89 e tre errori a 1,92 - È la terza volta che finisco la mia gara in qualificazione, però non ho rimpianti, sono fiera e orgogliosa di quello che ho fatto, in un anno molto difficile. Sono contenta di essere rimasta sul pezzo, di non aver rinunciato a venire qui, grazie alle persone che mi hanno seguita in questi mesi, senza di loro non ci sarei riuscita. Sono già in modalità post-Mondiale, ho fatto poca tecnica e queste settimane di allenamento mi sono servite, ora stacco per qualche giorno e poi riparto per l’anno prossimo. Voglio rivivere le sensazioni dell’anno scorso, mi sentivo indistruttibile”.

SARA FANTINI - A Sara Fantini non basta il 66,58 in qualificazione per il passaggio alla finale del martello: "Abbastanza soddisfatta per come ho affrontato la gara, non per la misura perché in questo momento me ne compete una più alta".

ELEONORA VANDI - “Avversarie di un altro pianeta e c’è molto da migliorare a livello tattico, ma è un punto di partenza”. Così Eleonora Vandi dopo l’eliminazione in batteria negli 800 metri (2:04.98) ai Mondiali di Doha.

ROBERTA BRUNI - Fuori con 4,35 nella qualificazione dell'asta Roberta Bruni: “Peccato, sarebbe servito il record italiano di 4,60 per entrare”.

SAID EL OTMANI - Il ritiro dopo tremila metri nella batteria dei 5000: “Ero bloccato, non riuscivo a correre fin dai primi metri. Mi aspettavo di tutto tranne questa prestazione”.

ANDREA DALLAVALLE - Al suo esordio in maglia azzurra assoluta il 19enne Andrea Dallavalle non va oltre 15,09 (-0.3), out nella qualificazione del triplo: “Non è andata per il verso giusto, avevo un po’ di timore perché ho sentito un fastidio al piede, ma ho deciso comunque di saltare e sono sicuro che in futuro potrò rifarmi”.

A cura di Nazareno Orlandi, ha collaborato Luca Cassai

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