Oro Battocletti-Dosso, Italia nella storia!
21 Marzo 2026di Luca Cassai e Nazareno Orlandi
Una delle serate più storiche di sempre per l’atletica azzurra con altre due medaglie d’oro ai Mondiali indoor di Torun, in Polonia: i trionfi nei 3000 di Nadia Battocletti e nei 60 di Zaynab Dosso. L’Italia sale a quota tre ori, con quello di Andy Diaz venerdì nel triplo: è la prima volta in un campionato del mondo in 41 edizioni (20 all’aperto e 21 in sala), al massimo finora erano stati due. Prima volta alla rassegna iridata indoor anche di due titoli nella stessa giornata, chiusa con lo strepitoso successo di Zaynab Dosso che domina la finale dei 60 metri in 7.00 e diventa la prima azzurra a vincere un oro mondiale nello sprint. Per la terza edizione consecutiva è sul podio, completando la scalata dopo il bronzo del 2024 e l’argento del 2025. Alle sue spalle la statunitense Jacious Sears, argento con 7.03, e Julien Alfred (Saint Lucia), campionessa olimpica dei 100 metri e già oro mondiale al coperto nel 2024, bronzo con lo stesso crono di 7.03. È la consacrazione per la 26enne emiliana, oro europeo indoor nella scorsa stagione, bronzo europeo sui 100 all’aperto nel 2024, a un solo centesimo dal record italiano di 6.99 siglato un mese fa sulla stessa magica pista. In poco più di un’ora la velocista delle Fiamme Azzurre, allenata a Roma da Giorgio Frinolli, dimostra di essere la più forte correndo il miglior tempo delle semifinali in 7.00 poi ripetuto per conquistare la finale. Soltanto una volta ai Mondiali, ma all’aperto, c’era stata una giornata con due ori, a Goteborg il 6 agosto del 1995 con Michele Didoni nei 20 km di marcia e Fiona May nel lungo. Per l’Italia il primo posto nel medagliere a Torun in attesa delle gare di domenica.
ZAYNAB DA SOGNO - È italiana la donna più veloce del pianeta. Sembrava un’utopia, ma è tutto vero per un’atletica italiana che continua a riscrivere la storia, abbattere muri, raggiungere traguardi impensabili. Si presentava al via da leader mondiale dell’anno Zaynab Dosso, con 6.99 insieme a una big come Julien Alfred, ma non si fa schiacciare dal peso del pronostico che anzi diventa una spinta per portare a casa quest’oro cercato e voluto, sfiorato l’anno scorso e arrivato stavolta al culmine di una fantastica giornata. In finale esce bene dai blocchi, si distende al meglio, è già in testa a metà gara e poi respinge il rientro della campionessa olimpica Alfred che perde anche l’argento, acciuffato al fotofinish da Jacious Sears (Usa). Tre centesimi di vantaggio per una vittoria chiara, netta, mai in discussione ma il livello è alto: otto atlete in un decimo con le giamaicane Brianna Lyston (7.05) e Jonielle Smith (7.06) ai piedi del podio, sesta l’idolo di casa Ewa Swoboda (7.07) davanti a un’altra icona dello sprint mondiale, la britannica Dina Asher-Smith (7.07), e alla lussemburghese Patrizia van der Weken (7.10). Il sogno diventa realtà e allora ‘Za’ si mette una mano sul volto, viene abbracciata dalle avversarie, si commuove, va a raccogliere la bandiera tricolore, salta di gioia. In cima al mondo.
“HO SAPUTO ASPETTARE” - “Quest’anno ho fatto un salto in più a livello mentale - commenta Zaynab Dosso - e qui sapevo di essere pronta per questo palcoscenico. Dopo il bronzo e l’argento, era il mio momento. Ho saputo aspettare, non c’è nulla di casuale, dico a tutti che si può pensare in grande ma senza illudersi che le cose arrivino subito. La dedica è per me stessa e per il mio coach Giorgio Frinolli che mi ha portato a non avere paura delle avversarie, mi ha detto ‘vai e goditela’ e così ho fatto. Mi sentivo esplosiva, in controllo, mi ha aiutato il tanto lavoro di quest’inverno e ho tenuto testa alla campionessa olimpica: batterla mi dà fiducia, vuol dire essere sulla giusta strada ma non sedersi sugli allori. Dalla prossima settimana riprenderò ad allenarmi con l’obiettivo sulla stagione all’aperto, per vedere cosa posso fare agli Europei di Birmingham. Mi sono emozionata durante l’inno per Nadia, subito dopo la mia gara, e ho realizzato che domani potrò cantarlo anche io”.
IL CAPOLAVORO DI NADIA - Un’impresa leggendaria. Nadia Battocletti vince nei 3000 metri ai Mondiali indoor di Torun, in Polonia. La fuoriclasse azzurra è medaglia d’oro, è campionessa del mondo, regina anche a livello globale. Davanti a tutte in una sfida tattica, gestita alla perfezione, fino all’entusiasmante volata che la incorona in 8:57.64. Argento per la statunitense Emily Mackay (8:58.12) e bronzo all’australiana Jessica Hull (8:58.18). Fuori dal podio le temute etiopi: quarta Aleshign Baweke (9:00.26) e sesta la campionessa uscente Freweyni Hailu (9:02.41), caduta poco prima di metà gara. Per la prima volta l’Italia festeggia un successo nel mezzofondo femminile in questa rassegna. È sul gradino più alto ‘StraordiNadia’ dopo l’argento olimpico e mondiale dei 10.000, il bronzo iridato dei 5000, senza contare la serie di titoli europei tra pista, strada e cross. Si prende l’oro alla sua prima volta in un Mondiale indoor, nella prima stagione in cui punta anche alle gare al coperto. Ci mette tutto, cuore e testa, oltre a un talento infinito: quando mancano 700 metri trova un varco all’interno e va a condurre, poi a un giro e mezzo dal traguardo viene superata dall’australiana Hull (bronzo nella scorsa edizione, argento olimpico e bronzo mondiale dei 1500) e si stacca un terzetto che comprende anche la statunitense Mackay. Prima dell’ultima curva, a cento metri dall’arrivo, la trentina si scatena, passa al comando e conquista un oro sensazionale. Non sbaglia niente la 25enne delle Fiamme Azzurre, cresciuta sotto la guida del papà-coach Giuliano, in un confronto ricco di insidie. Dopo una partenza molto tranquilla (primo chilometro in 3:15.06) ai 1200 metri finisce a terra la favorita d’obbligo, l’etiope Hailu, spintonata da Hull che a sua volta viene toccata dalla spagnola Marta Garcia, poi squalificata. All’undicesimo posto l’altra azzurra Micol Majori (9:04.39) che corre in testa per un paio di giri nelle fasi centrali della gara. Era da venticinque anni, dalla russa Olga Yegorova nel 2001, che un’europea non vinceva nei 3000 ai Mondiali indoor.
Per l’Italia è il secondo oro in questa edizione dopo la conferma nel triplo di Andy Diaz.
“GARA FOLLE” - “È stata una gara folle, penso di aver finito le lacrime di gioia”, le parole di Nadia Battocletti dopo l’oro nei 3000 metri. “Qui bisognava danzare nel caos, l’ho ripetuto a me stessa nei momenti più critici, e ci sono riuscita. Per me è un sogno, non perché non creda in me stessa ma in questa gara ho faticato, il percorso di avvicinamento non è stato semplice. Ritrovarmi a fare una gara così, un finale così dopo un ultimo mese per me completamente in salita, è qualcosa di molto importante: ho concluso il Ramadan due giorni fa, quindi le sensazioni in allenamento non potevano essere ottimali. Fino alla scorsa settimana ero in dubbio se partecipare, devo ringraziare il mio staff e la mia famiglia per avermi dato la forza che cercavo. Non sono un’habitué di questa specialità, anche per questo sono davvero felice. Sì, è una delle più grandi imprese della mia carriera. Pista, cross, strada, adesso le indoor... ci manca di mettermi a nuotare! Mi sono resa conto subito che non sarebbe stata una gara tirata e ai 2000 eravamo ancora tutte lì, in una situazione del genere tutte sono pericolose, bisognava tenere gli occhi aperti. Ho lasciato andare il treno, dentro di me ho pensato di stare lì come un segugio, di sentire il momento giusto per partire e poi ‘giù tutti i cavalli’, come dice mio papà. Non vedo l’ora del Golden Gala, il 4 giugno a Roma, per sentire il tifo del pubblico italiano e quando nell’aria c’è il profumo dello stadio Olimpico non posso far altro che sorridere”.
60HS - A testa alta Lorenzo Simonelli, ottavo con 7.52 nella sua terza finale mondiale consecutiva, vicino allo stagionale di 7.50. Oro al polacco Jakub Szymanski (7.40) che manda in delirio gli spettatori di casa, battuti lo spagnolo Enrique Llopis (7.42) e lo statunitense Trey Cunningham (7.43). L’azzurro nella prima delle tre ‘semi’ si piazza terzo in 7.53, dietro al francese Wilhem Belocian (7.42) e allo statunitense Dylan Beard (7.46). Poi il campione europeo dei 110hs deve aspettare i risultati delle altre, ma l’attesa viene premiata con il secondo e ultimo tempo di recupero che vale il pass per la gara decisiva.
SEMIFINALI 60 - Avanti con il miglior tempo. Vola nei 60 metri Zaynab Dosso con 7.00 in semifinale ed è la più veloce di tutte nel turno intermedio, ad appena un centesimo dal suo record italiano di 6.99. Come in batteria l’avvio non è fulmineo (0.170 il crono di reazione) ma poi è splendida la corsa dell’azzurra, in caccia del terzo podio di fila. Dietro la britannica Dina Asher-Smith eguaglia il primato britannico di 7.03, successi parziali anche per la giamaicana Jonelle Smith (7.03) e per la campionessa olimpica dei 100 metri Julien Alfred (Saint Lucia) in 7.04, stesso tempo della statunitense Jacious Sears. La 16enne Kelly Doualla chiude la prima esperienza in un grande evento assoluto con l’ottavo posto nella sua semifinale in 7.36.
EHAMMER RECORD - Clamoroso il primato mondiale nell’eptathlon di Simon Ehammer. Lo svizzero con 6670 punti, dopo aver corso i 1000 metri finali in 2:41.04, migliora dopo quattordici anni il limite di Ashton Eaton (6645 nell’edizione di Istanbul 2012). È gara vera nell’asta con il quarto sigillo consecutivo del fenomeno svedese Mondo Duplantis, 6,25 senza errori, ma fino a quella misura ci prova il greco Manolo Karalis dopo aver superato 6,05. Prima volta con la finale dei 400 metri sdoppiata in due serie, oro al miglior tempo: il canadese Christopher Morales-Williams in 44.76 al maschile, la ceca Lurdes Gloria Manuel (50.76) beffa la polacca Natalia Bukowiecka (50.83) nel duello a distanza. Il britannico Josh Kerr rivince i 3000 dopo due anni in 7:35.56, nel triplo si conferma la cubana Leyanis Perez Hernandez con 14,95.
DAY 3 - L’Italia nella terza e ultima giornata, domenica, si gioca altre carte da podio. In mattinata alle 10.20 il lungo con la campionessa europea indoor Larissa Iapichino, alle 11.23 il peso con l’oro continentale all’aperto e leader mondiale dell’anno Leonardo Fabbri insieme a Nick Ponzio, le prime gare del pentathlon di Sveva Gerevini, le batterie dei 60 ostacoli con Giada Carmassi ed Elisa Di Lazzaro. Nel pomeriggio il lungo con il campione in carica Mattia Furlani (ore 19.12), le finali dei 1500 metri con Federico Riva (18.38) e Ludovica Cavalli (19.22), la chiusura del pentathlon, semifinali e finale dei 60 ostacoli femminili. Diretta tv RaiSport e Sky Sport Arena.
RISULTATI - FOTOGALLERY (Grana/FIDAL) - GLI ORARI DEGLI AZZURRI - TV E STREAMING - LA SQUADRA ITALIANA - ISCRITTI - LA PAGINA WORLD ATHLETICS
CLICCA QUI - LE BIO DEGLI AZZURRI DI TORUN 2026 (PDF)
SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Facebook www.facebook.com/fidal.it | X @atleticaitalia | TikTok atletica.italiana
| Condividi con | Tweet |
|
Seguici su: |








