Olimpiadi, Bolt accende Rio

13 Agosto 2016

Nelle batterie dei 100 metri il campione olimpico e primatista del mondo entusiasma lo Stadio Olimpico. Oro del disco a Christoph Harting in una finale dall'epilogo thrilling.

di Marco Buccellato

Niente da fare, è lui l'immagine simbolo dell'atletica mondiale e di tutto lo sport. L'ingresso di Usain Bolt nello Stadio Olimpico di Rio è stato salutato da una lunga ovazione del pubblico. Bolt ha ripagato tanto entusiasmo con una prova soddisfacente, vincendo a spasso in 10.07 (-0,4) senza minimamente forzare, davanti all'ex-connazionale Andrew Fisher (10.12) ora in forza al Bahrain. Start tranquillo, accelerazione dei tempi belli, e ovazione che si ripeterà nella semifinale, in programma nella notte italiana del 15 agosto alle 2:00. Bolt ha ottenuto il quarto tempo della sessione mattutina. Il miglior tempo delle batterie è quindi di Justin Gatlin (10.01/0,8), seguito dal sorprendente ivoriano Meité (10.03/0,2) e dal bronzo mondiale di Pechino Andre De Grasse (10.04/-0,5). Nelle tre semifinali tutta la crème dello sprint planetario, nessuna esclusione clamorosa. Hanno ben figurato anche Yohan Blake (10.11), Trayvon Bromell (10.13) e il cinese Zie Xhenye (10.08, PB). Meno convicenti il primatista europeo Jimmy Vicaut (ripescato con 10.19) e il terzo sprinter USA Marvin Bracy, anche lui in semifinale grazie ai ttempi di ripescaggio (10.16). Ci sarà anche Kim Collins, 40enne volante, promosso con il ripescaggio (10.18). La pattuglia giamaicana sarà così rappresentata oltre che da Bolt, Blake e Ashmeade (10.13) anche dagli ex-giamaicani Fisher, Harvey (ora Turchia, 10.14) e Brown (ora Bahrain, 10.13). 

DISCO, THE GOLDENBROTHERS - Finale dall'epilogo favoloso. Comanda il polacco campione del mondo Piotr Malachowski dal primo turno e mette giù ancora più duro al terzo lancio con 67,55. La gara vivacchia fino all'ultimo turno col podio parziale occupato da Christoph Harting, fratello del plurimedagliato Robert (eliminato ieri in qualificazione) e dall'altro tedesco Jasinski. La miccia è accesa dal barbuto estone Martin Kupper, il cui 66,58 vale un insperato argento e scalza Jasinski dal podio. Il tedesco reagisce e con l'ultimo lancio arriva a 67,05, lasciando fuori dal podio connazionale Harting. Come il fratello Robert (la gara ha ricordato molto da vicino quella fantastica di Berlino 2009), Christoph ha trovato il lancio della vita in extremis, 68,37 (primato personale) e sorpasso su Malachowski. Niente da fare per il polacco con l'ultima chance. Il suo argento bissa quello di Pechino 2008, ma il sogno dell'oro olimpico svanisce dopo averlo sentito già al collo. Bello il dopo gara, abbracci e buffetti tra i due all'insegna di una sportività tipica tra i lanciatori. Christoph Harting succede così al fratello Robert, portando la Germania al terzo titolo olimpico nella specialità, al pari della Lituania.

USA lontanissimi, nella storia a Cinque Cerchi, con quattordici titoli, ma l'ultimo nel lontano 1976, prima della lunga striscia vincente europea.  

EPTATHLON, GUIDA LA THIAM - Nella gara di salto in lungo valida come quinto step dell'eptathlon la migliore è stata ancora la belga Nafissatou Thiam, ieri protagonista con Katerina Johnson-Thompson di un eccezionale 1,98 nel salto in alto. La Thiam ha portato il personale a 6,58 (-0,5). La Johnson-Thompson si è fermata a 6,51, la canadese Theisen-Eatno a 6,48 e l'olimpionica in carica Jessica Ennis-Hill a un modesto 6,34. La nuova classifica vede in testa la Thiam con 5.018 punti, a distanza ravvicinata la Ennis-Hill con 5.013, terza la Johnson-Thompson con 4.967.

LE ALTRE GARE DELLA MATTINATA - Primo turno dei 3000 siepi femminili con risultati notevoli: la prima delle eliminate ha corso entro la soglia dei 9:31, indice di una durissima selezione per l'accesso alla finale. Il miglior tempo è di Ruth Chebet, seconda donna al mondo a scendere sotto i nove minuti nella storia della speialità, che ha vinto la prima batteria in 9:12.62. Passano tutte le migliori, anche la sfortunata etiope Etenesh Diro, che ha perso una scarpa in un contatto con una avversaria (caduta) e ha corso circa metà gara scalza al piede destro. Il reclamo della sue delegazione è stato accolto. La finale sarà a diciotto anziché quindici (promosse dopo revisione della classifica anche la giamaicana Praught e l'irlandese Treacy). L'unica eliminzaione inattesa è quella Hiwot Ayalew, etiope anche lei. In finale si correrà su ritmi prossimi al record del mondo con la Jebet alla ricerca dell'oro per il Bahrain e la kenyana Jepkemoi e la campionessa olimpica uscente Ghribi principali avversarie.

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