Olimpiadi: Donato sfiora la finale

15 Agosto 2016

A Rio 2016, il triplista manca la qualificazione per appena sette centimetri. Eliminati anche i siepisti Floriani e Bamoussa, come la velocista Hooper nei 200 metri.


 

di Alessio Giovannini

La quarta giornata dell'atletica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro inizia senza fortuna per l'Italia. Purtroppo out tutti e quattro gli azzurri in gara nella sessione mattutina a partire dal capitano, il triplista Fabrizio Donato oggi in pedana per la quinta Olimpiade di una carriera straordinaria. Raggiunti, in fatto di partecipazioni, Mennea, Pamich e De Benedictis in testa alla graduatoria italiana di sempre. Il capitano della Nazionale, all'indomani del suo quarantesimo compleanno, sfiora la finale a cinque cerchi. Il bronzo olimpico di Londra 2012 atterra, infatti, a 16,54 (+0.4) e per appena sette centimetri resta fuori dai migliori dodici con il rammarico di un nullo millimetrico all'ultimo salto che gli sarebbe sicuramente valso la promozione. Niente da fare nemmeno per il trentino Yuri Floriani (8:40.80), frenato da un dolore alla caviglia, e il convocato last-minute Abdoullah Bamoussa (8:42.81) che non riescono a superare lo scoglio delle batterie dei 3000 siepi. Stessa sorte per la velocista Gloria Hooper che con il sesto posto in batteria (23.05/+0.8) perde il treno per la semifinale dei 200 metri.

DONATO: "AVREI VOLUTO FARMI UN REGALO DI COMPLEANNO" - La finale sarebbe stata un bel regalo di compleanno per Fabrizio Donato. Il bronzo olimpico di Londra 2012 - 40 anni e un giorno sulla sua carta d'identità - ci prova fino alla fine, ma non riesce a conquistarsi un posto tra i dodici promossi. Il triplista delle Fiamme Gialle apre la sua serie con 16,54 (+0.4) e poi incappa in un nullo di pedana abbastanza netto che lo costringe ad abortire la seconda prova. Terzo ed ultimo salto a disposizione: la rincorsa è decisa, hop, step, jump e un salto dalle parti dei 16,70 che probabilmente sarebbe potuto valergli la qualificazione. Purtroppo l'azzurro pizzica la plastilina con la punta del piede (1 centimetro!) e vede alzarsi la bandierina rossa che mette la "X" alla sua quinta Olimpiade. Ultima misura utile per la finale è il 16,61 (0.0) del cubano Lazaro Martinez, ad appena 7 centimetri da Donato (17esimo). “Purtroppo non è arrivato il regalo di compleanno che mi volevo fare - il commento del capitano azzurro -. Mi è mancato quel poco di fortuna che alcune volte serve e oggi non c’è stato. Il primo salto era sbagliato, non sono riuscito ad essere veloce in uscita e a chiudere bene, comunque mi aveva dato fiducia. Poi nel secondo ho sentito il nullo sotto il piede, mi ha sbilanciato in avanti e non ho chiuso. Nel terzo è venuto fuori un bel salto, ma ho toccato la plastilina che in quel caso non aiuta. Sarebbe stata una misura utile per la qualificazione, però i nulli non valgono e ci volevano sette centimetri in più, davvero pochi. Credevo molto in questa gara, ho dedicato tutta la stagione a prepararmi per cercare di lasciare un segno, più o meno grande, ma la finale sarebbe già stata una grande cosa. Dispiace, perché era alla mia portata. Penso di aver fatto tutto il possibile per arrivare qui nelle migliori condizioni, un percorso ideale per affrontare una gara del genere. Volevo chiudere la mia quinta Olimpiade in un altro modo. A quarant’anni essere qui è già un bel traguardo, ma io ancora riesco ad emozionarmi, non mi accontento e guardo avanti. Mi ha scritto Nicola Vizzoni: “Ricordati che gli altri hanno paura di te perché hai la medaglia al collo”.

Ci ho pensato ed effettivamente, guardando gli altri, mi davano questa impressione e mi fa ancora più dispiacere”. Assente dell'ultimo momento Pedro Pablo Pichardo (quest'anno non in perfette condizioni), solo in tre stamattina superano i 17 metri: lo statunitense Will Claye (17,05/+0.4), il cinese Bin Dong (17,10/-0.1) e l'olimpionico in carica Christian Taylor (17,24/+0.2) che si candida al bis nella finale di domani (ore 14:50 in Italia) e dichiara apertamente: "Mi piace questa pedana, punto al record del mondo!".

FLORIANI E BAMOUSSA A DENTI STRETTI - Mattinata non facile per i due siepisti azzurri in gara a Rio. In prima batteria Yuri Floriani corre con il tormento di un dolore alla caviglia sinistra. L'azzurro prova a resistere nel gruppetto degli inseguitori e alla fine chiude decimo in 8:40.80. Qualificazione diretta per i primi tre Hillary Bor (8:25.01), Soufiane Elbakkali (8:25.17) e l'eterno Ezekiel Kemboi, il campione in carica (8:25.51). “Non facevo fatica e dal punto di vista organico stavo bene - racconta il 34enne trentino delle Fiamme Gialle che a Londra 2012 aveva raggiunto la finale -, ma dopo neanche due ostacoli ho accusato forti fitte alla caviglia sinistra. Mi era già successo, però finora mai in gara. Ho provato a stringere i denti, a dirmi che dovevo finire la gara per tutte le persone che credono in me. Il ritiro nella mia testa non c’è mai stato, neanche se arrivavo zoppo. C’è stato un giro in cui stavo meglio, e infatti sono tornato sotto al gruppo, ma poi ho fatto una riviera e ho sentito di nuovo dolore. Purtroppo mi dispiace un sacco, ci tenevo tanto e mi ero preparato bene. Sarebbe stato comunque difficile piazzarsi fra i primi tre, ma potevo essere lì. Ho un po’ di amaro in bocca perché non ho potuto dare tutto quello che avevo. Ringrazio il mio allenatore Gianni Benedetti, che non è potuto venire qui perché da pochi giorni ha perso la mamma. Spero che per me non sia l’ultima volta, non si sa mai”.

In seconda batteria è la volta di Abdoullah Bamoussa, l'ottavo classificato degli Europei e il convocato last-minute (per il sistema dei target-numbers indicati dalla IAAF) della squadra azzurra. Il trentenne della Brugnera Friulintagli, malgrado una condizione non al livello di quanto visto ad Amsterdam, cerca di restare in scia in una gara che puntualmente si spezza presto in due. Davanti a fare l'andatura c'è la pattuglia dei big con cinque atleti che staccano tutti il biglietto per la finale: il recordman USA Jager (8:25.86), il keniano Brimin Kipruto (8:26.25), il francese oro europeo Mekhissi (8:26.32) e il marocchino Ezzine (8:27.69). Bamoussa termina dodicesimo in 8:42.81 e commenta così la sua prestazione: “Ci ho sperato tanto, di poter essere alle Olimpiadi, e alla fine la convocazione è arrivata anche se un po’ tardiva. Mi ha dato una carica incredibile e ho cercato di trasformarla nell’energia per andare il più avanti possibile. Quella che ho vissuto è comunque un’esperienza unica che mi rimarrà sempre dentro il cuore, davvero emozionante. Ero talmente contento che non ho neanche sentito la fatica. Ho dato tutto quello che avevo e non ho nessun rammarico, sono molto felice”.

Nella terza batteria il keniano Conseslus Kipruto fa segnare il miglior crono del turno eliminatorio con 8:21.40, in vista della finale che è in programma mercoledì 17 agosto alle ore 16:50 italiane.

HOOPER: 23.05 NON BASTA - E' vero che si corre di mattina e che queste sono soltanto batterie, ma i riscontri del primo turno dei 200 metri femminili non sono proprio in slow motion: 22.31 (+0.6) Marie-Josee Ta Lou, 22.45 (0.0) Deajah Stevens, 22.47 (-0.1) Torie Bowie e 22.51 (+0.5) l'iridata Dafne Schippers. Non coglie, purtroppo, l'attimo Gloria Hooper. La velocista della Forestale paga un avvio non brillantissimo e poi non riesce a fare la differenza nel lanciato sul rettilineo finale. Chiude terzultima in 23.05 (+0.8), il sesto tempo della sua carriera, ma il 22.62 con cui la statunitense di origini italiane Jenna Prandini arriva davanti a tutte dice chiaramente che oggi serviva un altro passo. “Peccato! - il commento della 24enne azzurra, alla seconda partecipazione olimpica dopo Londra 2012 -. Nella prima parte della gara mi sono sentita abbastanza bene, ma credevo di poter fare molto meglio. Non pensavo che andasse così, sono molto delusa”. Delusione impossibile da nascondere anche di fronte al riepilogo dei tempi delle nove batterie: con il 22.89 del recente personale agli Assoluti di Rieti la Hooper sarebbe tranquillamente in semifinale a Rio. L'ultimo dei sei crono di recupero è, infatti, il 22.94 dell'ecuadoriana Angela Tenorio.

AZZURRI IN GARA - La quinta giornata dell’atletica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, martedì 16 agosto, vedrà quattro azzurri impegnati nella sessione del mattino, quando in Italia sarà il primo pomeriggio. Sulla pedana del salto con l’asta toccherà alla 21enne Sonia Malavisi in un’affollata qualificazione con 38 concorrenti (ore 9:45 locali, 14:45 italiane) che prevede il passaggio diretto del turno per chi riuscirà a superare la quota di 4,60 ma comunque andranno in finale le migliori dodici. Nei 200 metri ci saranno tre atleti in maglia azzurra e la quarta batteria (ore 17:11 in Italia) vedrà in azione il campione tricolore Eseosa Fausto Desalu, in prima corsia, mentre nella successiva (ore 17:18) tornerà in gara Matteo Galvan, che ha già corso nei 400 sulla pista di Rio e stavolta prenderà il via dalla sesta corsia opposto fra gli altri allo statunitense Justin Gatlin, argento dei 100 metri. In settima batteria, sulle dieci in programma (vanno avanti i primi due più quattro tempi di recupero), appuntamento alle ore 17:32 in sesta corsia per Davide Manenti, che è stato finalista agli Europei di Amsterdam.

(ha collaborato Luca Cassai)

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Gloria Hooper (foto Colombo/FIDAL)


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