Mondiali U20: la 4x100 in finale con Tortu

22 Luglio 2016

A Bydgoszcz (Polonia) l’argento iridato dei 100 trascina i compagni di squadra Artuso, Fornasari e Federici al passaggio del turno, nei 100hs Mosetti in semifinale.


 

La 4x100 italiana junior, con in ultima frazione il vicecampione iridato dei 100 Filippo Tortu, conquista la finale dei Campionati Mondiali Under 20 di Bydgoszcz. Nella quarta giornata della rassegna iridata sono Nicholas Artuso, Freider Fornasari e Andrea Federici a far arrivare il testimone al primatista italiano di categoria dei 100, che sfodera il solito fenomenale lanciato fino al secondo posto in 40.13 alle spalle della Gran Bretagna (39.91). Domani alle 19.35, a 14 anni dall'ultima volta (a Kingston 2002 con un giovanissimo Andrew Howe) ci sarà una corsia per l’Italia nella finale iridata. Sfuma il sogno mondiale invece per il quartetto femminile, quarto in batteria in 45.50 con l’ancora 16enne Zaynab Dosso (arrivata dagli EuroAllievi di Tbilisi), Sofia Bonicalza reduce dai 200 di questa mattina (con 24.14/+1.9 è sesta in batteria), Alessia Niotta e in ultima frazione la fresca campionessa europea allieve dei 100 ostacoli Desola Oki. Con una ventina di azzurrini debilitati da un attacco virale, nella mattinata polacca l'unica a passare il turno (domani correrà le semifinali) è la triestina Nicla Mosetti, che nei 100hs corre un bel 13.82 (+0.7), a soli 4 centesimi dal limite personale. Nei 1500 metri si migliora Chiara Ferdani (4:23.07) ma non basta per entrare tra le 12 che avranno accesso alla finale (è 16esima), mentre l'ottocentista Gabriele Aquaro, in 1:55.92, non è mai in gara. Chiude la giornata azzurra il futuro studente di Princeton Gabriele Montefalcone, che in 51.70 va vicino al PB sui 400 ostacoli ma non trova la promozione in finale. 

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I MONDIALI U20 IN DIRETTA TV
venerdì 22 luglio: RaiSport 1 ore 18.00-22.00; Eurosport 2 ore 18.00-21.40
sabato 23 luglio: RaiSport 2 ore 17.00-20.15; RaiSport 1 ore 18.00-20.15; Eurosport 2 ore 17.00-19.55
domenica 24 luglio: RaiSport 2 ore 16.00-18.20; Eurosport 2 ore 16.00-18.00

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di Anna Chiara Spigarolo

LA CRONACA GARA PER GARA

400hs U (semifinali) - Gabriele Montefalcone arriva alle soglie di una finale che alla vigilia sembrava qualcosa di più che difficile. Il romano non è perfetto nella ritmica ma corre comunque in 51.70, a 7 centesimi dal PB ai Tricolore di Rieti. Per una mezz'ora, prima della riammissione del tunisino Jlassi (50.82, record nazionale), lo scarto tra il 14° posto di oggi e una corsia domani alle 19.15 sarebbe addirittura di 16 centesimi. Diplomato al liceo scientifico, Montefalcone ben presto proseguirà gli allenamenti oltreoceano: da settembre sarà uno studente della prestigiosa Università di Princeton. Anche in questo turno, intanto, Jaheel Hyde sembra imprendibile: 49.77.

4x100 U (batterie) – L’impresa sulla carta sembra proibitiva, ma in pista c’è una formazione determinata composta per un quarto da un vicecampione iridato dei 100 metri. Le speranze sono di far arrivare il testimone in buona posizione a Filippo Tortu, e Nicholas Artuso, Freider Fornasari e Andrea Federici eseguono il compito alla perfezione. Poi tocca al primatista italiano junior dei 100, che dopo il solito cambio poco “lanciato” inserisce la quinta e riprende almeno un paio di avversari: ne fanno le spese il Botswana, Taiwan (o meglio Chinese Taipei) e l’Irlanda, finiti nell’ordine.

L’unico a sfuggire è il britannico Gerald Matthew, che porta al traguardo il testimone in 39.91, ma l’Italia chiude in 40.13 con in tasca l’accesso diretto alla finale. Domani alle 19.35, nella finale della 4x100 ai Mondiali Under 20, ci sarà una corsia per l’Italia. Non succedeva da 14 anni, precisamente dall'edizione di Kingston 2002 quando Lorenzo La Naia, Alessandro Rocco, un giovanissimo Andrew Howe e Sergio Riva conquistarono il miglior piazzamento di sempre nella rassegna, quinti in 39.86. 

4x100 D (batterie) – L’Italia schiera due giovanissime e due “veterane”: dai blocchi c’è l’ancora 16enne Zaynab Dosso (arrivata dagli EuroAllievi di Tbilisi), poi Sofia Bonicalza reduce dai 200 di questa mattina, la livornese Alessia Niotta e in ultima frazione l’altra classe 1999, la fresca campionessa europea allieve dei 100 ostacoli Desola Oki. In pratica lo stesso quartetto che il 2 giugno aveva corso in 44.95 davanti al pubblico dell’Olimpico romano al Golden Gala Pietro Mennea. Dosso avvia bene il quartetto e il primo cambio scivola via liscio, ma nel secondo il testimone fatica a giungere a destinazione. Niotta e Oki si difendono, con la parmense a recuperare qualche metro nel rettilineo. Davanti a tutte ci sono le tedesche in 44.73, poi le sorprendenti irlandesi (45.09) e le australiane (45.18). Con 45.50 le azzurrine sono quarte, e purtroppo il crono non permette di sperare nel ripescaggio che invece premia proprio le aussie. Alla fine delle tre batterie sono tante le escluse eccellenti, a partire da Gran Bretagna e Giamaica (squalificate), con le francesi a siglare la miglior prestazione mondiale dell’anno in 43.82 e le polacche (con Eva Swoboda che s’infortuna leggermente) al record nazionale di 44.55.

200 D (batterie) – Sofia Bonicalza è un'altra azzurrina che arriva in pista un po’ debilitata, e nel rettilineo finale si indurisce un po’. Chiude però in un 24.14 (+1.9) che è il terzo risultato in carriera. È sesta, e bisogna aspettare i ripescaggi che dopo l’ultimo lotto saranno poco clementi: è ventitreesima. Tornerà in pista nel pomeriggio per la 4x100. Oggi, la più veloce è una ragazza con passaporto del Bahrain, Edidiong Ofonime Odiong in 23.06. Semaforo verde anche per due fra le favorite, Sada Williams, dalle Barbados, quest’anno ha corso in 22.61, e la statunitense Taylor Bennett (22.71 in aprile, oggi però corre solo in 23.82).

1500 D (batterie) – Missione difficile, quella di entrare fra le dodici, ma Chiara Ferdani ci prova con decisione, affacciandosi anche nelle posizioni di testa nel primo giro, quando ancora non è chiaro chi si farà carico di fare la gara. Alla fine lo fa statunitense Alexa Efraimson, che passa in 1:09.68 ai 400 metri e 2:19 agli 800. È l’etiope Fantu Worku però a lanciare il cambio di ritmo a 600 metri dalla fine, seguita da Efraimson, dalla keniana Winfred Mbithe e dalla britannica Bobby Clay. Il quartetto pian piano si sfila, Mbithe riesce ad avere la meglio in 4:12.39 sull’americana (4:13.12), seguono Worku (4:13.84) e Clay (4:15.79). Dietro, la ligure lotta con le forze che ha, perdendo terreno sulla testa della corsa al cambio di ritmo: sul traguardo è premiata dal nuovo primato personale di 4:23.07, qualche decimo meglio rispetto al crono di Torino 2015. Rispetto al suo miglior crono stagionale si migliora però di due secondi. Ferdani è sedicesima nel turno (l’ultimo posto in finale se lo prende la britannica Harriet Knowles-Jones in 4:21.91).

800 U (batterie) – Gabriele Aquaro è fra le vittime dell’attacco virale che colpisce diversi azzurrini in Polonia. Dopo 36 ore a letto, in pista manca ovviamente di brillantezza. La gara è lanciata da Tarbei in 54.57, e alla campana il brianzolo è in coda al gruppo di sette. Ma già comincia a perdere contatto, e nell’ultimo giro perde inesorabilmente metri su metri. Settimo in 1:55.92, vince Tarbei (1:48.95) su Sniba (1:49.20). Complessivamente il turno non regala troppe emozioni: sono in 5 a 1:48, ma nessuno più veloce.

100hs D (batterie) – 47 ostacoliste, fra cui Abigail Gyedu e Nicla Mosetti, per 24 posti in semifinale. Nicla Mosetti corre un bel 13.82 (+0.7), a soli 4 centesimi dal limite personale siglato in occasione della vittoria Tricolore di Bressanone. È quarta (la bielorussa Herman vince in 13.13), la qualificazione diretta è per le prime tre di ogni batteria ma si può sperare nel ripescaggio. Poi tocca a Abigail Gyedu, e anche la veronese arriva molto vicina al PB: 13.96 (+1.0) quinta nella batteria in cui la più veloce è la nigeriana Oluwatobiloba Amusan in 13.26. Le sei batterie si concludono con l’urlo di gioia di Nicla Mosetti.

Il suo 13.82 è  l’ultimo crono ripescato, domani alle 17.15 avrà una corsia in semifinale.

NORMAN PADRONE DEI 200 - Con una dimostrazione di superiorità schiacciante, Michael Norman nei 200 vince una gara di velocità per distacco: 42 centesimi di vantaggio nei confronti dell’argento di Tlotliso “Gift” Leotlela, il sudafricano rimasto ai piedi del podio sui 100 metri. Per il 18enne statunitense, il crono di 20.17 (+1.2) sfiora il personal best di 20.14 ottenuto ai Trials di Eugene, dove si era piazzato quinto, ma vale il nuovo record dei campionati che viene sottratto all’azzurro Andrew Howe (20.28 nel 2004). Riscattare una sconfitta agli Europei allievi con il successo ai Mondiali juniores? Sembra un’impresa ai limiti del possibile, ma è proprio quello che riesce alla non ancora 17enne austriaca Sarah Lagger nell’eptathlon, una settimana dopo l’argento di Tbilisi dietro all’ucraina Alina Shukh, qui assente. Al termine di una rincorsa durata due giorni, viene scavalcata la cubana Adriana Rodriguez che aveva preso il comando nella prova iniziale, ma oltre sei metri di differenza nel giavellotto e poi sette secondi abbondanti sugli 800 metri consentono il sorpasso: 5960 punti contro 5925 per la prima medaglia di sempre dell’Austria nella rassegna iridata under 20. Atterra sull’oro del lungo la francese Yanis David, trecce viola e origini della Guadalupa: basta il primo salto (6,42) alla freshman dei Florida Gators per sigillare il titolo. Nei 400 ostacoli è irresistibile il finale della statunitense Anna Cockrell, capace di togliere quasi sette decimi al personale con 55.20 e insidiata dalla giamaicana Shannon Kalawan (56.54) solo fino all’ultima curva, in una gara priva della neoprimatista mondiale under 20, l’allieva Sydney McLaughlin che sarà al via dei Giochi di Rio. Senza rivali nei 3000 siepi Celliphine Chespol: la keniana prende il largo con un velocissimo secondo chilometro, poi una lieve flessione non le impedisce di realizzare un notevole 9:25.15. Sui 400 maschili, uscito di scena in semifinale per invasione di corsia Baboloki Thebe (Botswana), ci prova il connazionale Karabo Sibanda a fare il colpaccio. Ma il suo rettilineo è in salita, con 45.45 si deve accontentare del bronzo. Strada spianata quindi per Abdalelah Haroun, nato in Sudan ma con passaporto del Qatar: un atleta già affermato a livello assoluto (argento ai Mondiali indoor e campione continentale), che prevale nettamente in 44.81 sullo statunitense Wil London (45.27). Tocca a Luis Zayas riportare Cuba in vetta nel salto in alto, trent’anni dopo Javier Sotomayor nell’edizione inaugurale, con un percorso netto fino a 2,27. Sulla pedana del martello l’ungherese Bence Halasz lancia a 80,93 e ribalta l’esito dell’Olimpiade giovanile di due anni fa per sconfiggere l’ucraino Hlib Piskunov, secondo con 79,58. (l.c.)

Giorno 5 - Sabato 23 luglio
Sessione mattutina

9.30

Marcia 10.000m M (finale)

BRANDI, COPPINI

9.40

Disco M (qual. A)

 

10.30

5000m F (finale)

 

10.40

Triplo F (finale)

 

11.10

4x400m F (batterie)

ITALIA

11.25

Disco M (qual. B)

FABBRI

11.45

4x400m M (batterie)

ITALIA

Sessione pomeridiana

17.00

Martello F (finale)

FANTINI

17.10

Asta M (finale)

CAPELLO

17.15

100hs F (semifinali)

MOSETTI

17.50

800m M (semifinali)

 

18.20

200m F (finale)

 

18.40

Giavellotto M (finale)

 

18.45

5000m M (finale)

DE CARO, POLIKARPENKO

19.15

400hs M (finale)

 

19.35

4x100m M (finale)

ITALIA

19.50

4x100m F (finale)

 



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