Kipchoge, la maratona è un'altra storia

16 Settembre 2018

Ritratto del campione olimpico keniano: dagli exploit in pista alla straordinaria avventura in maratona che lo ha appena portato al record del mondo a Berlino


 

di Giorgio Cimbrico

Eliud Kipchoge: campione olimpico a Rio, tre volte a segno sia a Londra che a Berlino, capace di correre a 21 chilometri orari all’autodromo di Monza mancando per 26 secondi il valicamento e lo sbarco nella dimensione del sub 2 ore, ora primatista del mondo con una prestazione, 2h01:39, che cancella per un minuto molto abbondante quella di Dennis Kimetto e regala a Berlino il nono primato mondiale realizzato su queste strade. Una storia iniziata vent’anni fa giusti con il 2h06:05 del brasiliano Ronaldo da Costa: quatro minuti e mezzo sono a palmi un chilometro e mezzo. Arduo trovare nella storia della maratona uno più grande di Eliud Kipchoge. Bikila, ormai, vola in campi elisi lontani. Più mito che storia.

DALLA PISTA... - La “recerche” su Kipchoge porta a ripercorrere il suo nobile passato in pista: molti altri grandi interpreti della strada non ne possiedono neppure un quarto. La comparsa in scena risale al 2003, Mondiali allo Stade de France di Parigi-St Denis: in possesso di una data di nascita controversa (il 1986, poi corretto in 5 novembre 1984: in ogni caso, giovanissimo) è in grado di piegare, in fondo a un graduale e avvincente aumento della velocità, Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele, l’uno e l’altro impegnati a provare la doppietta dopo i successi nei 1500 e nei 10000. In tre in 31 centesimi sul piede dei 12:53. Magnifico.

La collezione personale del giovanotto, che viene dal generoso distretto dei Nandi, una delle miniere dell’atletica keniana e che è allenato dal compaesano Patrick Sang nobile interprete delle siepi agli inizi dei Novanta, si arricchisce con il bronzo di Atene (gli stessi del podio parigino, ma il marocchino e l’etiope davanti a lui) e l’argento di Pechino (alle spalle di Bekele) mentre ai Mondiali Kipchoge conquista la seconda medaglia - secondo, piegato da Bernard Lagat - ad Osaka 2007. Tutto e sempre sui 5000, quella che sembrava la sua distanza.

VIDEO | HIGHLIGHTS DEL RECORD MONDIALE ALLA MARATONA DI BERLINO 2018

...ALLA MARATONA - Il Kipchoge maratoneta fa capolino cinque anni fa, ad Amburgo quando regala un esordio a molte stelle: vittoria in 2h05:30. Pochi mesi dopo, a Berlino, estirpa più di un minuto, 2h04:05, ed è secondo (prima e unica sconfitta) dietro a un Wilson Kipsang da record mondiale (2h03:23), quasi una costante sul percorso che termina poco dopo la porta di Brandeburgo. Nelle altre uscite, vittorie a Rotterdam, a Chicago (sfiorando il personale in 2h04:11), a Londra in 2h04:42 e a Berlino in 2h04:00.

Il 2h03:05 di Londra 2016, a 8 seondi dal record mondiale e berlinese di Kimetto, è stato equamente diviso in 1h01:24 e 1h01:41 e Eliud, portando una mano al volto, ha immediatamente realizzato, tagliando il traguardo nei pressi di Buckingham Palace, di aver buttato l’occasione per dare una strapazzata alla più veloce prestazione di tutti i tempi alla sua settima esperienza sulla distanza. A 400 anni dalla scomparsa di William Shakespeare sarebbe stata una Tempesta.

La calligrafia, nel caso di Kipchoge, si sposa all’efficacia: 6:16 negli ultimi due chilometri e spiccioli dopo aver staccato sul lungo Tamigi, senza uno strappo e in piena armonia, Stanley Biwott che pareva in crisi e ha finito in 2h03:51, oltre un minuto sotto il personale. La più veloce tra le tratte di 5000 è stata la prima, uno stordente 14:16, ma tra il 20° e il 25° e il 25° e 30° Eliud e Stanley, per strangolare Kenenisa Bekele, sono stati capaci di correre fianco a fianco in 14:28 e 14:34, con una regolarità metronomica da 2:55 a chilometro.

A seguire, la vittoria olimpica a Rio in pieno controllo lasciando a 1:10 l’etiope Feyisa Lilesa, il test senza crismi di ufficialità all’autodromo di Monza, l’attacco al record del mondo a Berlino in una giornata in cui Eliud ha trovato strenua resistenza dall’etiope Guye Adola, impavido esordiente che ha centrato il record per chi per la prima volta si è cimentato con i 42 km: 2h03:46, settimo di sempre. Kipchoge è finito 14 secondi davanti in 2h03:32 per una media, sulle nove prove corse, di 2h04:45. Subito dopo, ha confessato che molte altre maratone lo attendono ed è stato di parola. Chi ama l’arte della corsa non può che essere felice vedendo quell’immagine scattata appena dopo la porta di Brandeburgo e quel tempo.

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