Furlani argento, l’Italia vola a 5 medaglie!

22 Marzo 2026

Settimo podio internazionale di fila per Mattia nel lungo con il personale eguagliato di 8,39 a Torun. Azzurri terzi nel medagliere, è il miglior piazzamento di sempre ai Mondiali indoor

di Luca Cassai

Record di tre ori, record di cinque medaglie per l’Italia ai Mondiali indoor, miglior piazzamento di sempre nel medagliere con il terzo posto. Si chiude un’edizione memorabile a Torun, in Polonia, con l’argento nel lungo di Mattia Furlani che conquista il suo settimo podio internazionale consecutivo, a 21 anni, e pareggia il record personale di 8,39. L’azzurro combatte come un leone, nonostante i problemi di stomaco avuti nella notte, in una finale appassionante: al quinto salto pur regalando qualcosa in pedana (10.1 cm) riesce a eguagliare la misura dell’oro mondiale di settembre a Tokyo, già ottenuta anche quest’anno a Metz, per balzare dal terzo al primo posto provvisorio superando il bulgaro Bozhidar Saraboyukov (poi bronzo) che era in testa con 8,31. All’ultimo tentativo il portoghese Gerson Baldé sorprende tutti con 8,46 migliorando il suo primato di quattordici centimetri per prendersi l’oro. È la quarta volta sul podio mondiale per Furlani dopo i due ori del 2025, all’aperto a Tokyo e indoor a Nanchino, e l’argento al coperto di Glasgow nel 2024 senza dimenticare il bronzo olimpico di Parigi. L’ultima serata di gare vede anche i settimi posti di Sveva Gerevini nel pentathlon (4522) e di Federico Riva nei 1500 metri (3:40.98) con Ludovica Cavalli nona al femminile (4:10.10).

Nel bilancio finale brillano le cinque medaglie (oro Diaz, Battocletti e Dosso, argento Furlani e Iapichino), mai così tante in 21 edizioni dei Mondiali indoor: il massimo era di quattro ma senza ori nel 1991, con un argento e tre bronzi, e nel 2024, con due argenti e due bronzi (quattro anche nell’edizione sperimentale del 1985 con il format dei Giochi mondiali indoor). Il record di tre ori è senza precedenti nella storia dell’atletica italiana, anche considerando i Mondiali outdoor: due successi all’aperto nel 1987, 1995 e 1999, in sala nel 2025. L’anno scorso a Nanchino c’era stato anche il miglior piazzamento nel medagliere, con il quinto posto che stavolta viene superato: davanti a tutti gli Stati Uniti (5 ori, 7 argenti, 6 bronzi), seconda la Gran Bretagna (4-0-0), terza l’Italia (3-2-0). Eccellente anche la quinta posizione degli azzurri nella classifica a punti a quota 49, avvicinando il record del terzo posto con 50 punti ottenuto nel 2024, dietro a Usa (164), Polonia (58), Olanda (54) e Giamaica (52). Undici i “finalisti” (intesi come piazzamenti nei primi otto posti che compongono la classifica a punti) con Riva, Dallavalle, Fabbri, Gerevini, Simonelli e l’ottocentista Coiro, entrata nei migliori otto tempi pur non avendo effettivamente corso la finale (da regolamento solo 6 atlete).

“FIERO DI COME L’HO GESTITA” - “È fantastico - racconta Mattia Furlani - dopo le ultime settimane che non sono state facili per me, se penso che tornavo da un periodo di influenza e che stanotte ho dato due volte di stomaco. Mi sento grato perché ho fatto un ottimo lavoro, ma allo stesso tempo c’è da lavorare ancora su molte cose, e fiero di come l’ho gestita. L’obiettivo era confermarsi e difendere il titolo, inutile nasconderlo, ma ogni gara è a sé. Il quinto salto è il mio salto, come a Tokyo: se avessi preso più centimetri alla pedana ero sugli 8,50 e anche la chiusura non è stata il massimo. È importante tirare fuori le unghie al momento che conta: questa è stata una tappa bellissima, di crescita. Sono pronto ormai per certe misure che diventano l’obiettivo per la stagione all’aperto. Penso già al Golden Gala e agli Europei”. “Il miglioramento di quest’anno - prosegue l’azzurro - è soprattutto nella media dei salti in una fantastica stagione indoor, adesso l’obiettivo è cercare di massimizzare: posso e devo fare di più, me lo impongo e mi mette un po’ di pressione ma sono contento. Un risultato del genere me lo potevo aspettare da Baldé, onore a lui, conosco le sue qualità e in futuro ci saranno altri atleti che cercheranno di superarsi. Mi sono già tolto soddisfazioni importanti, gli stimoli mi fanno migliorare. Sto vivendo il bello di essere atleta, di gareggiare nei grandi eventi con il cuore a mille, rispettando gli altri nella rivalità. Voglio fare la storia, far innamorare la gente dello sport”.

LUNGO - Diciassette atleti nella finale diretta del lungo. Il bicampione del mondo Mattia Furlani, oro l’anno scorso a Nanchino e anche a Tokyo all’aperto, entra in gara dopo aver avuto problemi di stomaco nella notte. Il reatino comincia da 8,16 con uno stacco quasi perfetto (1.9 cm), misura che rappresenta un buon punto di partenza. Poi va in testa il bulgaro Bozhidar Saraboyukov, per il momento senza esagerare con 8,22, il portoghese Gerson Baldé fa 8,17 e quindi l’azzurro diventa terzo dopo il primo turno. Si porta al comando Mattia che cresce a 8,25, di nuovo con un’ottima pedana (3.1 cm), ma continua il botta e risposta con Saraboyukov, atterrato a 8,31, mentre il diciottenne cubano Jorge Hodelin si inserisce al secondo posto (8,26) con Furlani ancora terzo. Prosegue con un nullo l’azzurro che vola lontano, intorno agli otto metri e mezzo, ma 8.9 centimetri oltre l’asse di battuta, poi un altro bel salto con 8,23 senza però incrementare (e 10.3 cm allo stacco). Al quinto round il 21enne delle Fiamme Oro, allenato dalla mamma-coach Khaty Seck, decolla a 8,39 per la terza volta in carriera e anche qui concede 10.1 cm per sognare la vittoria fino alla prodezza di Baldé che va dal quinto posto al titolo mondiale con 8,46, l’ultimo di Mattia è lungo ma nullo di cinque centimetri. Nella serie di Furlani tre salti sopra 8,20 (8,25 al secondo, 8,23 al quarto, 8,39 al quinto): in totale quindici volte oltre questa misura nelle quattro gare della sua stagione indoor.

1500 - Ci prova Federico Riva nella finale dei 1500, sempre in lotta nella parte alta del gruppo, e sul traguardo chiude settimo in 3:40.98. A fare la gara è lo spagnolo Mariano Garcia che coglie il suo secondo oro iridato al coperto in 3:39.63 con una progressione inesorabile, cominciata dopo 400 metri, per riprendersi il titolo già conquistato nel 2022. Si arrende il portoghese Isaac Nader, campione mondiale outdoor, argento in 3:40.06. Per il bronzo rimonta all’interno l’australiano Adam Spencer (3:40.26). L’azzurro quando mancano due giri è ancora intorno alla quarta posizione, affianca lo svedese Samuel Pihlstrom (poi quarto in 3:40.59) ma non passa, cerca spazio ma rimane all’esterno e nel breve rettilineo conclusivo non trova l’ulteriore cambio di ritmo. Tra le donne arriva nona Ludovica Cavalli in 4:10.10 dopo aver perso contatto dalle avversarie a un paio di giri dal termine, in una finale subito lanciata su ritmi sostenuti dalla fuga dell’etiope Birke Haylom che poi paga lo sforzo e si piazza quinta (4:01.34). L’affondo decisivo è della britannica Georgia Hunter Bell, già bronzo olimpico e anche nella scorsa edizione della rassegna indoor, argento mondiale degli 800 all’aperto, che si impone in 3:58.53. Di nuovo sul podio l’australiana Jessica Hull (3:59.45) all’indomani del bronzo nei 3000 del trionfo di Nadia Battocletti, terza Nikki Hiltz (Usa, 3:59.68).

PENTATHLON - È ancora tra le migliori al mondo una combattiva Sveva Gerevini. A Torun finisce settima nel pentathlon con 4522 punti, a 37 dal suo record italiano del 2024 a Glasgow dove era stata quarta. Negli 800 conclusivi è quarta in 2:11.69 e guadagna un’altra posizione in classifica mentre nel lungo era atterrata a 6,15 diventando provvisoriamente ottava. Medaglia d’oro all’olandese Sofie Dokter (4888) che mantiene la testa nonostante il recupero della statunitense Anna Hall (4860), vincitrice degli 800 in 2:06.32. Bronzo all’irlandese Kate O’Connor (4839).

CHARLTON 7.65 - Serata show a Torun con tante finali palpitanti. Nei 60 ostacoli Devynne Charlton eguaglia il suo record mondiale: 7.65 per la bahamense al terzo oro di fila, stesso crono di due anni fa a Glasgow. È invece il primo sigillo iridato per la britannica Keely Hodgkinson, campionessa olimpica, regina degli 800 metri in un formidabile 1:55.30 che avvicina il suo fresco primato del mondo e nella sua scia continua a crescere la 21enne svizzera Audrey Werro (1:56.64). Tra gli uomini a 17 anni vince il prodigioso Cooper Lutkenhaus (Usa, 1:44.24). Nell’asta si riprende il titolo dopo due anni Molly Caudery (Gran Bretagna) a 4,85. Doppietta Stati Uniti nelle staffette 4x400: quella maschile con Justin Robinson, Chris Robinson, Demarius Smith, Khaleb McRae in 3:01.52 e donne con Bailey Lear, Rosey Effiong, Paris Peoples e Shamier Little, 3:25.81.

RISULTATI - FOTOGALLERY (Grana/FIDAL) - GLI ORARI DEGLI AZZURRI - TV E STREAMING - LA SQUADRA ITALIANA - ISCRITTI - LA PAGINA WORLD ATHLETICS

CLICCA QUI - LE BIO DEGLI AZZURRI DI TORUN 2026 (PDF)


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