Europei U20: lampi azzurri a Grosseto

22 Luglio 2017

A una giornata dal termine della rassegna l'Italia sale a quota 5 medaglie. Il racconto gara per gara della terza giornata allo Stadio Zecchini. 

di Raul Leoni

L’oro di Vladimir Aceti sui 400 metri (RN junior a 45.92, ottavo il fiorentino Lapo Bianciardi, 47.78) e il bronzo in rimonta dell’allieva Nadia Battocletti sui 3000m (9:24.01, terza U18 di sempre: oro alla svizzera Delia Sclabas, 9:10.13, decima l’altra allieva italiana Elisa Ducoli, 9:48.94 PB) arricchiscono il medagliere della spedizione italiana agli Europei U20 di Grosseto. Vicina al podio la capitana Elisa Di Lazzaro (13.43/+0.1) nei 100hs vinti dalla francese Solene Ndama (13.15). Poi lo splendido quinto posto della sedicenne romana Eloisa Coiro negli 800m (2:07.79, sulla scia della britannica Khahisa Mhlanga, 2:06.96). Sesta la coraggiosa Rebecca Borga sul giro di pista (53.91), dove trionfa la doppia figlia d’arte ucraina Anastasiya Bryzhgina (52.01). Altra sesta piazza per Nicholas Nava sulla pedana dell’alto (2.17). Nei lanci, due decimi posti: prima la martellista Alessia Beneduce con 52.43 (qui vince la ceca Katerina Skypalova, 64.78), poi Sydney Giampietro nel peso (14.86: oro in un finale drammatico alla tedesca Julia Ritter con 17.24). Dopo il personale in batteria, nei 3000st non è partita la febbricitante Laura De Marco: dopo la caduta della favorita Lili Anna Toth, titolo alla tedesca Lisa Oed (10:00.79). Domani nella giornata conclusiva, troveremo in finale anche gli ostacolisti Linda Olivieri (57.76 PB) e Alessandro Sibilio (50.95, miglior tempo tra i partenti), come pure i due triplisti Andrea Dallavalle (15.92) ed Emmanuel Ihemeje (16.13 PB).

LE ALTRE FINALI

Emozioni anche nelle altre finali di giornata, quelle senza azzurri e sui 200 metri è doppio oro per la Gran Bretagna. Nella finale maschile, dopo la rinuncia in partenza di Filippo Tortu, c’erano tre spagnoli e sono rimasti senza medaglia: invece è doppietta britannica con l’oro a Toby Harries (20.81/-0.9) e l’argento a Jona Efoloko (20.92). Dopo l’argento sui 100, alle spalle di Filippo, è bronzo per l’allievo finlandese Samuel Purola (21.00). Tra le ragazze, va in trionfo con la bandiera britannica Maya Bruney, anche se un paio di stagioni fa c’è mancato poco che la londinese vestisse la maglia azzurra: 23.04 (-1.0) è il terzo PB di fila a Grosseto, tutti con vento contrario. Gran prestazione nel giavellotto per il polacco Cyprian Mrzyglod: miglior lancio a 80.52 (NJR) e altri tre lanci potenzialmente vincenti nella sua serie. Oro alla Svizzera sui 110hs: Jason Joseph fa 13.41 (0.0) in un arrivo serratissimo (tre NJR tra i finalisti). Giallo nei 1500 maschili: cade Jakob Ingebrigtsen e non solo in senso metaforico, visto che poi il norvegese riprende e finisce solo ottavo (3:58.64) e trova il primo oro sono un paio d'ore più tardi nei 5000m (14:41.67): via libera per il titolo al britannico Jake Heyward in una gara tatticissima (3:56.73). Nel solco della tradizione l’oro dell’asta va alla svedese Lisa Gunnarsson (4.40).

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IL RACCONTO DELLA TERZA GIORNATA (sessione pomeridiana)

Alto M Finale – Una finale dai contenuti più elevati – è il caso di dirlo – rispetto alle attese: fioccano i miglioramenti personali e anche Nicholas Nava, dopo aver superato i 2.17 (seconda prestazione della carriera), ha fallito il nuovo PB lasciando l‘ultimo tentativo a quota 2.22. A conti fatti nemmeno questo sarebbe bastato per la medaglia, in un duello spettacolare che ha coinvolto il redivivo ucraino Dmytro Nikitin (2.28 con una sola prova a disposizione), poi il britannico Tom Gale (salito in più rirese ance lui a 2.28), infine il match point messo a segno dal bielorusso Maksim Nedasekau (2.30 e 2.33 quando tutto sembrava perduto dopo l’errore a 2.28). Grandissima gara.  

Peso F Finale – Ci voleva la migliore Sydney Giampietro per puntare al podio: ma la neo-finanziera lombarda ha subito i colpi della sfortuna in questa stagione e finisce un po’ arrabbiata al decimo posto (14.86), senza dare un seguito immediato al bronzo U18 di Tbilisi. Con una curva di tifosi dedicata a lei, la tedesca Julia Ritter ha raccolto applausi, ma anche l’oro: il lancio finale dell’olandese Jorinde Van Klinken (16.89) le aveva strappato il titolo, pochi secondi e se lo è ripreso (17.24).

   

3000m F Finale – Parliamoci chiaro, anche se la medaglia non fosse arrivata Nadia Battocletti l’avremmo portata di peso sul podio: troppo grande, troppo intensa, troppo sofferta, troppo esaltante … e non immaginiamo cosa abbia provato in tribuna papà Giuliano, che queste emozioni le ha portate sulla sua pelle da atleta (bronzo ai mondiali juniores di Lisbona 1994, sui 5000m, in piena era africana). Onore alla svizzera, che conquista con Delia Sclabas (9:10.13) il secondo oro di giornata dopo quello dell’ostacolista Jason Joseph: anche l’elvetica, campionessa europea di duathlon, è classe 2000 come l’azzurra. E ci vengono i brividi al pensiero che questo duello potrebbe ripetersi tra due anni a Boras: l’argento francese di Mathilde Senechal sembra appartenere ad un’altra epoca, ad un’altra categoria. Nota statistica: il 9:24.01 per il bronzo della trentina è la terza prestazione allieve di sempre, dopo Marta Zenoni (9:19.39 edizione 2015) e una Cristina Tomasini (altra trentina, 9:22.8 d’annata, datato 1975!). Va bene, basta così: a proposito di allieve, Elisa Ducoli – primo anno di categoria – è splendida decima con il PB a 9:48.94. Il film della gara, con la rimonta finale di Nadia, è già un classico del settore: ancora brividi sulla pelle, grande.

400m M Finale – L’oro che viene dal freddo: Vladimir Aceti, nato in Carelia e adottato da bimbo in Brianza, sgrezzato a Giussano da Maria Grazia Sala, poi cresciuto da Alessandro Simonelli. “Vladi” è un animale da corsa, ieri era rimasto un po’ deluso dalla sua esibizione in semifinale, chissà perché: si è scatenato qui, in testa quasi dal primo metro, se si eccettua il grande avvio di Tymoteusz Zimny, il polacco finito all’argento correndo tutto all’esterno (46.04). Solo bronzo il belga Jonathan Sacoor (46.23), fino a pochi minuti fa il miglior 400ista del continente. Cos’altro? Ah, sì … il primo junior italiano sotto i 46”: 45.92 (passaggi da 22.3 e 33.2), uno storico record che toglie dalla lista il 46.09 di Michele Tricca edizione Tallinn 2011. A proposito, quella è stata l’edizione dei quattro cavalieri azzurri della 4x400: e per la staffetta non dimentichiamo l’altro finalista Lapo Bianciardi, ottavo in 47.78 per onorare la sua vera impresa (quella della semifinale di ieri). La prossima emozione la vivremo domani.

Martello F Finale – Secondo titolo europeo di fila dopo quello U18 di Tbilisi per la ceca Katerina Skypalova (64.78). Per l‘azzurra Alessia Beneduce, più modestamente ma con soddisfazione, c’è la seconda finale internazionale della carriera: la pescarese era stata ottava ai Mondiali allieve di Cali due anni fa, ora chiude decima (52.43). Lontana dalle sue misure abituali, purtroppo, ma il merito è quello di aver condiviso la pedana con le migliori del continente.

400m F Finale – In pratica alla terza finale del suo europeo Rebecca Borga si ripete ai suoi migliori livelli, sesta in 53.91 partendo in prima corsia. Domani probabilmente la bravissima atleta veneta dovrà correrne una quarta, quella della staffetta: insieme ad un gruppo che stamattina ha dimostrato di possedere grandi doti di carattere. Per le medaglie si va veramente forte: l’unica a non migliorarsi, perché non ne ha bisogno, è Anastasiya Bryzhgina (52.01 per la figlia d’arte ucraina, che rinverdisce gli allori della mamma Olga Vladykina). Invece è PB per Andrea Miklos (52.31) e per Hannah Williams (52.55).

3000m Siepi F Finale – Al via non c’è Laura De Marco ed è un vero peccato, dopo la splendida esibizione della ragazza veneta in batteria: un attacco febbrile la mette KO proprio alla vigilia della sua prima finale importante. Ma la sfortuna ha steso le sue ali anche su Lili Anna Toth, la strafavorita di questa prova: prima di metà gara l’ungherese è vittima di una rovinosa caduta ed è costretta al ritiro, nonostante il generoso tentativo di assistenza da parte della connazionale Tira Pavuk che si era fermata per aiutarla. Via libera perciò alla tedesca Lisa Oed (10:00.79), che fino alla campana aveva approfittato della scia fornita dalla bielorussa Tatsiana Shabanava (10:03.32). In dirittura d’arrivo standing ovation per la cavalleresca Pavuk.   

Triplo M Qualificazione – Sarà un derby Italia-Francia nella finale del triplo? Intanto i cugini sono in vantaggio per 3 a 2, avendo piazzato tutti il terzetto in vista di domani pomeriggio e Melvin Raffin ha ribadito la sua leadership stagionale (16.73/-0.4). Ma Andrea Dallavalle ed Emmanuel Ihemeje hanno agguantato la finale al primo salto, senza eccessivi patemi: forse addirittura preferibile il basso profilo per il piacentino (15.92/+0.6), mentre il lombardo di origini nigeriane ha pure migliorato il PB, diventando il nono junior di sempre (16.13/+0.4). Fuori dai 12 Fabio Camattari (15.06/-0.1), che aveva recuperato appena in tempo la condizione dopo l’infortunio invernale: alla fine è 16°, serviva 15.38.

800m F Finale – Esame di maturità a 16 anni e spiccioli per Eloisa Coiro: la romana allenata da Emilio De Bonis si batte come una veterana, solo un’incertezza all’entrata dell’ultima curva, e poi sembra mancarle qualcosina nel finale. Ma la stoffa c’è, eccome: quinta in 2:07.79 in un arrivo molto serrato, dopo un passaggio lento del gruppo (66.17 alla campana). Per le medaglie, qualche metro più avanti, doppietta britannica Khahisa Mhlanga (2:06.96) con Ellie Baker (2:07.01), il bronzo alla slovacca Gabriele Gajanova (2:07.15). Solo applausi per Eloisa.

100m Ostacoli F Finale – Si aspettava una finale incerta e così è stato: non fosse per i progressi di Solene Ndama (oro a 13.15/+0.1), la lotta per il titolo sarebbe stata ancora più aperta. Lo è stato solo per le altre due medaglie e purtroppo ad Elisa Di Lazzaro è toccata una scomodissima posizione ai piedi dal podio.

La triestina di stanza a Fidenza, sotto gli occhi del suo tecnico Maurizio Pratizzoli, ha interpretato una finale da co-protagonista: 13.43 è la sua quarta prestazione di sempre, nessuna junior in Italia ha comunque mai fatto meglio nemmeno di questo tempo. Da quanto si era visto anche nei turni precedenti, Alicia Barrett (13.28) e Klaudia Siciarz (13.33) avevano forse un pizzico di dimestichezza in più rispetto all’azzurra per questi palcoscenici: purtroppo Elisa aveva pagato in passato congrui dividendi alla sorte, perdendo occasioni preziose quanto ad esperienza internazionale.

800m M Semifinali – L’anglo-filippino Markhim Lonsdale (migliore del pomeriggio, 1:48.24) non è quello anonimo di Tbilisi, Simone Barontini e Andrea Romani non sono quelli della medaglia europea allievi in Georgia. La sensazione è che comunque le gerarchie di questa prima stagione da junior non consentissero ai due azzurri una comoda promozione: ci sarebbe voluta un’impresa e invece c’è stato poco da fare. Si può dire che sia l’anconitano (1:49.82) sia il napoletano (1:50.04, SB) abbiano lottato con tutte le energie disponibili: ci sono margini, anche sotto il profilo tattico, per giocarsela meglio in altre occasioni.   

200m M Semifinali – Lo sprint britannico, uscito con le ossa rotte dai 100 metri, comincia ad assaporare la rivincita sul resto d’Europa: certo è superfluo chiedersi cosa avrebbe fatto Filippo Tortu su questa distanza, di cui domina le liste stagionali. Fatto sta che Toby Harries firma il primo – 21” di Grosseto col 20.89 della terza semifinale (comunque la meglio assistita dal vento, +0.4). Capitolo azzurri, qui senza eccessive ambizioni: “Alessandro” Zlatan fa 21.74 (+0.4) e Mario Marchei 21.86 (-1.5): l’ultimo tempo ripescato è stato il 21.21 del finnico Samuel Purola, l’argento di ieri che conquista così la sua seconda finale a 17 anni appena compiuti.

200m F Semifinali – Ricordate Marco Torrieri? Il velocista romano era conosciuto per la “mossa del giaguaro”, la capacità di guadagnare centesimi supplementari grazie all’arte di gettarsi sul traguardo. Un’arte che sembra sconosciuta alle azzurre: Sofia Bonicalza si lascia soffiare proprio sul filo la qualificazione in finale dall’olandese Lieke Klaver (23.88 a 23.90, con un vento da +1.3). La beffa si completa nella terza semifinale: l’azzurra fuori per 1/100 a beneficio della norvegese Helene Ronningen (seconda ripescata con 23.89). La “cucciola” Dalia Kaddari, nessuna nata nel 2001 a parte la quartese era presente sui blocchi, finisce qui la sua corsa: 24.37 (-1.9), e comunque la primatista allieve non era certo quella dei Tricolori di Rieti. Fatto sta che uno spicchio di azzurro resta con Maya Bruney, miglior tempo del turno (PB 23.07/-1.9): non nel cuore, ma almeno nella storia della sprinter londinese, che in una fase della sua giovane carriera aveva chiesto di essere valutata per la eleggibilità italiana.    

400m Ostacoli M Semifinali – Si sblocca anche Alessandro Sibilio, non perché il napoletano avesse fantasmi alla finestra – viene da una stagione eccezionale, con l’oro europeo U18 – ma perché ieri nella riunione serale della squadra Stefano Baldini lo aveva invitato a migliorarsi più di un centesimo alla volta. Detto, fatto: 50.95, più di un secondo di progresso per vincere questa semifinale davanti allo spagnolo David Pineda (51.11). L’allievo di Giampaolo Ciappa diventa il quinto junior di sempre ma anche – attenzione – il miglior diciottenne della storia: agli atti il 51.21 di “Ashi” Saber, dell’argento europeo a Salonicco 1991. E qui, tra tutti i finalisti, Alessandro è il secondo più giovane e miglior tempo di partenza (appuntamento per domani alle 16.10). Bravissimo anche Federico Cesati, PB a 52.01 e primo degli esclusi. Dopo la splendida batteria di ieri Jean Marie Robbin aveva quasi ammesso che il suo europeo sarebbe finito con quell’impresa: purtroppo è vero, il valdostano sbaglia troppo e finisce sulle ginocchia (53.18). Ma il suo bell’esordio in maglia azzurra c’è tutto.

400m Ostacoli F Semifinali – Finalmente Linda Olivieri cancella i fantasmi di Cali, quella finale iridata U18 solo accarezzata nel 2015: poi un periodo difficile, il cambio di guida tecnica, il ritorno e ora la possibilità di lottare per una medaglia. Lo farà domani (ore 16.00) su questa pista che le ha regalato con 57.76 la quarta prestazione italiana di sempre e la seconda nel line-up delle finaliste dopo la slovena Agata Zupin (56.52, miglior tempo europeo dell’anno). Con la novarese di stanza a Monza, un’altra piemontese sugli scudi: è Alice Boasso, una ancora 17enne di Fossano, che riscrive per la seconda volta il PB (59.46) e e si piazza all’undicesimo posto nel ranking di questi Europei. Quanto ad Anna Polinari (60.38, 14^), la sua medaglia al valore l’aveva già vinta stamattina: una straordinaria terza frazione della 4x400, forse definitivamente decisiva per la qualificazione del quartetto italiano.

TERZA GIORNATA - Sabato, 22 luglio – Pomeriggio
14:30 Alto Decathlon M A/B
15:00 400m Ostacoli F SF (Linda Olivieri, Anna Polinari, Alice Boasso)
15:10 Giavellotto M Finale
15:25 400m Ostacoli M SF (Alessandro Sibilio, Federico Cesati, Jean Marie Robbin)
15:50 200m F SF (Dalia Kaddari, Sofia Bonicalza)
16:10 200m M SF (Alexandru Zlatan, Mario Marchei)
16:30 800m M SF (Simone Barontini, Andrea Romani)
16:50 Triplo M Q A/B (Andrea Dallavalle, Fabio Camattari, Emmanuel Ihemeje)
16:55 100m Ostacoli F Finale (Elisa Di Lazzaro)
17:05 Martello F Finale (Alessia Beneduce)
17:10 110m Ostacoli M Finale
17:15 Asta F Finale
17:20 1500m M Finale
17:30 Alto M Finale (Nicholas Nava)
17:35 800m F Finale (Eloisa Coiro)
17:50 3000m Siepi F Finale (Laura De Marco)
18:10 400m F Finale (Rebecca Borga)
18:20 400m M Finale (Vladimir Aceti, Lapo Bianciardi)
18:25 Peso F Finale (Sydney Giampietro)
18:30 200m F Finale (Dalia Kaddari, Sofia Bonicalza)
18:40 200m M Finale (Alexandru Zlatan, Mario Marchei)
18:50 3000m F Finale (Nadia Battocletti, Elisa Ducoli)
19:15 400m Decathlon M
19:45 5000m M Finale


(foto Colombo/FIDAL)


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