EYOF: l'oro di Diletta, Musci d'argento

27 Luglio 2017

Podio in tandem per i lanci azzurri: oro nel disco per la figlia d'arte Fortuna (50.23) e argento del pesista pugliese (19.35), entrambi al personale con la MPI per sedicenni


 

di Raul Leoni

Quarta giornata di gare nel Festival olimpico della gioventù europea a Gyor, in Ungheria, e il medagliere dell’atletica azzurra si impreziosisce ancora per merito dei lanciatori: oro di Diletta Fortuna nel disco (50.23) e argento di Carmelo Musci nel peso (19.35). Dopo la bella mattinata - con un poker di promozioni in finale - l’exploit che non ti aspetti porta la firma di Diletta Fortuna: la vicentina di Sovizzo, figlia d’arte (papà Diego, ora suo tecnico, è stato azzurro di lungo corso nei lanci), spariglia il mazzo al quinto turno e si prende tutto, medaglia d’oro e primato personale migliorato di oltre 5 metri! Il suo 50.23 vincente, dopo che già aveva mandato a referto lanci da PB al secondo (45.49) e al quarto (46.50), è il top di sempre per un’allieva al primo anno di categoria (prima detenuto da Sydney Giampietro con 48.33 nel 2015, a rilevare lo stagionato 47.42 di Maria Marello, datato 1977). Calma olimpica e solidità tecnica, queste le armi della riccioluta ragazza veneta: anche solo a guardarla, la somiglianza con papà Diego è evidente. Battute due super-avversarie con credenziali importanti, sia pure ancora cadette: argento all’olandese Alida Van Daalen (già vittoriosa ieri nel peso, miglioratasi in finale con 48.82), poi la russa Violetta Ignatyeva (bronzo a 48.34), capolista stagionale con 51.26 e grande sconfitta di questa finale.

VIDEO | DILETTA FORTUNA ORO NEL DISCO ALL'EYOF DI GYOR 2017

La medaglia di Carmelo Musci nel peso era senz’altro più pronosticata, ma il merito del colosso di Bisceglie è stato quello di aver inanellato una serie di lanci memorabili: tranne il primo d’assaggio, tutti superiori al suo personale di partenza (18.27): 18.03 18.45 19.35 18.94 19.02 19.18, e naturalmente si tratta anche qui della miglior prestazione di sempre per un allievo al primo anno. Cresciuto nel gruppo curato da Gaetano D’Imperio, il pugliese ha messo in crisi perfino l’ultimo esponente della grande scuola polacca, Piotr Gozdiewicz, che alla resa dei conti ha salvato la corona per appena sei centimetri (19.41). E domani Carmelo cercherà un metallo bis sulla pedana del disco.

Nell’ultima esibizione azzurra della giornata, Francesco Guerra è quinto nei 3000 metri (8:39.68): al romano dei Castelli, seguito a Frascati dalla famiglia Di Paola, è stata fatale l’andatura blanda dei primi due chilometri e poi la brusca accelerazione imposta dal turco Omer Amactan nell’ultimo chilometro (parziale da 2:36.2, oro in 8:35.32). Francesco ci ha provato in volata, ma lo sprint non è sicuramente la sua arma migliore.

In precedenza, grandissima finale dei 200 femminili, sia pure sulle ali del vento (+2.5): dopo aver mostrato il suo talento nei turni eliminatori, l’olandese Zoe Sedney conquista il titolo con 23.74 e anche le altre medagliate vanno sotto i 24 secondi. Non sfigura affatto la varesina di Cassago Magnago Noemi Cavalleri, sesta: peccato solo che si rialzi un po’ nel finale, ma 24.16 – per quanto ventoso – è il crono più veloce mai corso in carriera dalla ragazza seguita da Massimo Crespi. Senza considerare che lo sprint ha espresso quest’anno da noi altre due specialiste classe 2001 in grado di esprimersi a 23.68, MPI di Dalia Kaddari, e a 23.85, con la romana Chiara Gherardi uscita troppo tardi dall’infortunio primaverile.

Sulla distanza maschile, il primatista italiano cadetti Lorenzo Benati si batte bene, cedendo appena un po’ a cose fatte: probabilmente pesano anche un po’ i tre turni in 36 ore corsi al limite delle sue possibilità. Sarebbe comunque una buona prova di maturità, con il quinto posto in 22.08, vento di troppo anche in questo caso (+2.5): pochi minuti ed esce purtroppo la notizia della squalifica per invasione di corsia. Dopo l’oro sui 100, fa doppietta il francese Aurelien Larue (21.64).

Barriere fatali ai francesi, sulla pista di Gyor: ieri il favorito dei 110hs Fletcher era caduto in finale, oggi tocca al capolista stagionale dei 400hs Clement Ducos, rovinato a terra quando era lanciato verso l’oro. E così il titolo è andato all’olandese Sven Roosen (53.71), che si è trascinato dietro al personale i primi cinque classificati: sesto posto, lontano dal PB, per l’azzurro Michele Bertoldo (54.95). All’allievo di Silvia Dalla Piana, ancora in lotta per una medaglia, mancano le gambe per approfittare dell’infortunio occorso al transalpino.

Miglior tempo in batteria per Emma Silvestri, la poliedrica atleta marchigiana qui iscritta ai 400hs: 61.04, meglio della spagnola Carla Garcia (61.13), unica con PB sotto il minuto al via. E con lei fanno cinque gli azzurri qualificati in questa quarta giornata per le prossime finali.

PROGRAMMA DELLA QUINTA GIORNATA
Venerdì 28 luglio

14:30 G F Asta Laura Pirovano
14:40 G F 400m ostacoli Emma Silvestri
14:50 B R1 800m  
15:20 G R1 100m ostacoli  
15:50 G F 2000m siepi Assia El Maazi
15:55 G F Triplo  
16:15 B F Disco Carmelo Musci
16:25 B R1 4x100m Italia (Michele Bertoldo, Lorenzo Benati, Giuseppe Filpi, Enrico Sancin)
17:00 G R1 4x100m Italia (Eleonora Foudraz, Alessia Cappabianca, Noemi Cavalleri, Emma Silvestri)

 

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Carmelo Musci


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