Diaz campione del mondo: è oro bis!
20 Marzo 2026di Nazareno Orlandi e Luca Cassai
Oro+oro, Torun dopo Nanchino, Andy Diaz si conferma campione del mondo nel salto triplo. Prima medaglia dell'Italia nella prima giornata dei Mondiali indoor in Polonia: trionfa ancora l'azzurro Diaz, stavolta con la misura di 17,47, migliore prestazione mondiale dell'anno. Danza che è una meraviglia, Andy. Chiarisce le proprie intenzioni già al primo turno della finale diretta, regala soltanto 3,7 cm all'asse di battuta e indirizza la gara con un salto magistrale che impressiona per la facilità di azione. Le insidie, in ogni caso, non mancano. Serie solidissima e in crescita per il giamaicano Jordan Scott (17,29-17,30-17,33 nei primi tre salti), bene l'algerino Yasser Triki (17,17-17,23 poi 17,30 al quarto) ma l'azzurro, bronzo olimpico ai Giochi di Parigi e seguito come un'ombra in tribuna da coach Fabrizio Donato, è di un altro pianeta e pur non migliorandosi (16,91-passa-17,08-passa-nullo) mantiene lo scettro, argento a Scott e bronzo a Triki. Lo scorso anno a Nanchino era il 21 marzo, anche lì con il salto della vittoria al primo ingresso in pedana: 364 giorni dopo, Diaz 'baila' di nuovo sul gradino più alto del podio ai Mondiali indoor, un oro conquistato nel triplo in passato soltanto da Paolo Camossi a Lisbona nel 2001. Nelle 21 edizioni della rassegna solo un altro atleta italiano, Gennaro Di Napoli, aveva festeggiato due titoli: anche per lui consecutivi, sui 3000 metri nel 1993 e nel 1995. Al settimo posto nel triplo il vicecampione mondiale all’aperto Andrea Dallavalle con 16,90. Nei 1500 metri si qualificano per la finale tra gli uomini Federico Riva e al femminile Ludovica Cavalli.
“Siamo un’Italia vincente e l’azzurro mi porta fortuna”, esulta Andy Diaz. “Il secondo oro è meglio del primo, non era facile confermare il titolo ma ce l’ho fatta. Un paio di settimane fa con il mio coach pensavamo di non venire qui e di passare direttamente alla stagione all’aperto”, prosegue il trentenne delle Fiamme Gialle, primatista italiano con il 17,80 di Nanchino, alla seconda uscita dell’anno dopo il debutto agli Assoluti indoor di inizio marzo con 16,90. “Ci siamo detti di andare a fare quello che ci piace e che era giusto provarci, dopo aver visto i risultati degli avversari nell’ultimo periodo ho voluto gareggiare perché non c’era niente da perdere. Mi sentivo molto tranquillo, sereno, fiducioso di tutto il lavoro che finora abbiamo fatto. Il primo salto è stato molto facile, anche se mi ha ceduto un po’ la gamba. Sono molto contento di dare un’altra medaglia alla squadra azzurra, ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato a raggiungere questo traguardo, è festa! Sul podio domani canterò per la terza volta l’inno di Mameli dopo gli ori a Europei e Mondiali nella scorsa stagione indoor, sarà un’emozione. E adesso? Vorrei provare a fare il record del mondo. Sarebbe bellissimo farlo in Italia, magari al Golden Gala”. Nella storia dei Mondiali indoor il 'back to back' era già riuscito allo statunitense Mike Conley (1987 e 1989) e allo svedese Christian Olsson (2003 e 2004), due ori anche per l’altro americano Will Claye (non di fila, 2012 e 2018). “Non sono per niente soddisfatto - le parole di Andrea Dallavalle - e ho provato a dare il meglio di me stesso, ma oggi era quello che avevo. Diaz? Un campione con tantissimo talento, ha ucciso la gara al primo salto”.
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1500 - "Nell'ultimo anno ho acquisito fiducia e sono cresciuto molto. Contentissimo di come ho gestito la gara, finalmente in un palcoscenico importante. Felice per me e per Ludovica Cavalli". Federico Riva è il ritratto della gioia, il romano non era mai stato così competitivo a livello internazionale: nella batteria di Torun concretizza i progressi degli ultimi mesi e si candida per un piazzamento di prestigio nella finale di domenica. Fugge via lo sloveno Markelj, che approfitta dei ritmi lenti iniziali, ma l'azzurro si incarica di andarlo a riprendere in prima persona, per non vedersi sfilare uno dei tre posti disponibili per la finale. Nell'ultimo giro è una furia (3:40.52 al traguardo) con l'obiettivo di tenere a bada l'australiano Adam Spencer (3:40.79) e lo statunitense Nathan Green (3:40.97). Niente finale per Pietro Arese (3:40.91) che si spegne nel giro conclusivo. Al femminile, per la prima volta in 21 edizioni dei Mondiali indoor un'italiana si qualifica per la finale dei 1500 metri. A riuscirci è Ludovica Cavalli con una condotta di gara attenta e con un 'guizzo' ai -300 metri, quando riesce a prendere la ruota della francese Agathe Guillemot che la porta fin sul traguardo nelle prime tre posizioni utili per il passaggio del turno (senza ripescaggio di tempi). All'arrivo il display indica 4:16:45. L'esultanza non è tipicamente da batteria, sembra quasi da finale, ma un motivo c'è: "E' per mia mamma che è stata male - la dedica della mezzofondista ligure - nonostante tutto, ha preso un aereo ed è qui insieme con me. E' la mia roccia". Non riesce a qualificarsi Marta Zenoni, quinta nella sua batteria con 4:13.17.
60 - Si ferma in semifinale la corsa di Samuele Ceccarelli e Filippo Randazzo nei 60 metri. Ceccarelli pareggia lo stagionale con 6.61 e il quinto posto nella 'semi' di un impressionante Trayvon Bromell (Usa, 6.42) e del giamaicano Kishane Thompson (6.47). Randazzo è ottavo nella sua, con 6.66. Notevoli anche il 6.43 dell'altro statunitense Jordan Anthony e il 6.45 del britannico Jeremiah Azu.
ANTHONY RE DELLO SPRINT - Spettacolare la finale dei 60 che incorona Jordan Anthony con un formidabile 6.41. L’uomo più veloce è il 21enne statunitense, campione Ncaa nella scorsa stagione, capace di togliere due centesimi al 6.43 con cui si presentava da leader mondiale dell’anno: ora diventa il quarto di sempre. Alle sue spalle, il giamaicano Kishane Thompson è ancora argento (dopo quelli nei 100 alle Olimpiadi e ai Mondiali outdoor) di un solo millesimo davanti a Trayvon Bromell, 6.45 per entrambi, con il campione uscente Jeremiah Azu quarto in 6.46. Torna sul trono del peso Chase Jackson (Usa), due ori mondiali all’aperto in carriera nel 2022 e 2023, stavolta al successo in sala con 20,14 per sfilare il titolo alla canadese Sarah Mitton (19,78) che aveva vinto nelle ultime due edizioni, terza la svedese Axelina Johansson (19,75).
DAY 2 - Otto azzurri in gara sabato nella seconda giornata: al mattino entrano in gara Zaynab Dosso e Kelly Doualla per le batterie dei 60 metri dalle 11.05, finale diretta per Christian Falocchi nell’alto alle 12.15, ma anche la semifinale di Eloisa Coiro negli 800 alle 12.22 mentre in apertura c’è il primo round dei 60 ostacoli con Lorenzo Simonelli e Oliver Mulas alle 10.20. Serata con i 3000 metri di Nadia Battocletti e Micol Majori alle 19.04 oltre alle semifinali e finali di 60 metri e 60 ostacoli. Diretta tv su RaiSport e Sky Sport.
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