Cles: ostacoli da record, Besana 11.02

07 Ottobre 2017

Nella prima giornata dei Campionati Italiani Individuali e per Regioni cadetti anche il limite nazionale U16 degli 80hs. Lombardia in testa alle classifiche a squadre.

Cadono due Miglior Prestazioni Italiane U16 a Cles (TN), oggi e domani sede dei Campionati Italiani Individuali e per Regioni Cadetti. I nuovi record arrivano entrambi dagli ostacoli: uno è quello della favorita lombarda Veronica Besana, che si prende il titolo degli 80hs in 11.02 (+1.3), stimolata anche dalla concorrenza della reggiana Sandra Ferrari (11.25). Arriva dalla batteria invece il fresco limite dei 300hs, e a firmarlo è il romano Giulio Luciani che corre i 300 ostacoli in 38.41. Doppietta veneziana nello sprint, con due ragazzi di Marcon, compagni di allenamento, che negli 80 metri superano a sorpresa i favoriti della vigilia: Federico Guglielmi (8.96/-08 PB) costringe alla resa l’atteso bronzo dell’Eyof Enrico Sancin (9.08), e Elisa Visentin (10.09/-0.8) batte Alessia Cappabianca (10.14) che non riesce a confermare il 9.94 delle batterie. È anche il campionato dei giovanissimi: oltre a Ferrari, si fanno notare altre ragazze al primo anno di categoria come la martellista Rachele Mori (56,21) e la lunghista Alessia Seramondi (5,83/-0.1). Il piemontese Davide Favro con un bel 14,47 (+0.4) bissa nel triplo il titolo 2016. Lombardia in testa a entrambe le classifiche a squadre. QUI la cronaca della mattinata.

TV E STREAMING: la due giorni di gare sarà visibile in DIRETTA STREAMING su www.atletica.tv. Una sintesi della manifestazione verrà trasmessa in differita su RaiSport.

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LE LISTE ALLTIME: CADETTE - CADETTI

di Raul Leoni

LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA (pomeriggio)

CADETTI

2000m (finale) – L’ultima finale maschile della giornata vive sul tentativo di Giorgio Saddi di succedere al compagno di allenamento Francesco Guerra: quando mancano 300 metri all’arrivo, però, il laziale non ne ha più e il finale è di quelli che strappano applausi alla tribuna, con l’allungo di Lorenzo Cipriani (5:53.29) che resiste al ritorno del compagno di squadra Filippo Visioli (5:53.62). Il nuovo campione è un milanese ex calciatore, notato un anno e mezzo fa da Giorgio Rondelli e poi affidato alle cure di Mauro Resteghini all’Arena. Il papà Enrico è stato un buon marciatore, cinquantista di livello nazionale.

Marcia 5000m (finale) – Un finale spettacolare per una grande finale: il tricolore va ad Emiliano Brigante, classe 2003 da Monfalcone, che aveva scoperto la marcia quattro anni fa dopo aver provato con il tecnico Sergio Tonut. Gran tempo per un cadetto al primo anno (22:32.03), e dietro resta il capolista stagionale di partenza, Gabriele Gamba (22:36.81). L’allievo di Andrea Previtali arriva da Pedrengo, la stessa cittadina di Marta Zenoni, e si allena prevalentemente in un circuito su strada.   

Triplo (finale) – Non è una finale scontata e se ne accorge pure Davide Favro, il superfavorito campione in carica: ci vogliono tre turni al bronzo di Gyor per aver ragione di Daniele Uccheddu, lecchese di Vassena, con un passato da canottiere a Bellagio. Se alla fine il 14.47 (+0.4) vincente toglie ogni dubbio, il 14.06 (-0.1) dà al ragazzo lombardo il nuovo PB: risultato importante per un giovanotto che è approdato solo un paio d’anni fa al campo di Lecco. Tra l’altro, da quanto il papà avrebbe rivelato al figlio, Valentina Uccheddu potrebbe essere una lontana cugina: e questo, per un saltatore in estensione, è uno stimolo in più, decisamente.  

Disco (finale) – Prende la strada del Sannio il titolo del disco: il merito è di Giandomenico Lubrano, campano di Sant’Agata dei Goti allenato da Giovanni Caruso. Per il tecnico, punto di riferimento dell’atletica beneventana, e per il suo allievo anche la soddisfazione del nuovo primato personale (42.65). Il lampo del vincitore nobilita l’intera finale: solo tre vanno sopra i 40 metri e questo conferma come ci sia ancora da lavorare.

80m (finali) – Il ritorno di Federico Guglielmi (8.96/-0.8 PB) costringe alla resa il bronzo dell’Eyof Enrico Sancin (9.08): derby del Nordest tra il ragazzo di Favaro Veneto (allenato a Marcon da Alessandro Pavan) e la scheggia triestina (cresciuto con l’ex sprinter Alessandro Coppola), forse anche giusto l’esito che rilancia un talento colpito duramente dalla sfortuna e alimenta una rivalità che può far solo bene al movimento azzurro.  

Peso (finale) – A voler essere sinceri, non è una finale da sogno sotto il profilo tecnico: se non forse per Patrick Olcelli, un ragazzone cresciuto in Alta Valtellina, capace di sparigliare le carte con il nuovo PB (16.29).

100hs (finali) – Sembrava una stagione un po’ sottotono per la specialità ed invece fuoco alle polveri nell’occasione più importante: Francesco Cavina entra nella top-10 di sempre (13.26/+0.6) e Simone Tecchi fa ancora il PB (13.33), come pure tutti i piazzati. Gran gara: il nuovo tricolore è un ragazzo di Ravenna, che ha seguito in pista a dieci anni il cugino Federico, e si allena con Boubacar Pouye, già velocista senegalese con una partecipazione olimpica (Seul 1988). Quanto all’aretino Tecchi, i recenti miglioramenti nello sprint puro lasciavano presagire margini anche sulle barriere: e probabilmente non è una sorpresa per un tecnico esperto come il suo, l’ex triplista Paolo Tenti.  

CADETTE

Disco (finale) – Chiusura di giornata in grande stile per le ragazze toscane: terzo titolo di fila - due grazie alla scuola lucchese - e stavolta dalle pedane dei salti si passa ai lanci, per merito di Asia Salerno.

In una gara priva della capolista stagionale, con Sara Verteramo già impegnata nel peso, la lanciatrice allenata a Lucca dall’ex giavellottista Chiara Cinelli mette in bacheca il suo primo titolo italiano con 35.29 al terzo lancio: poi tre nulli in cerca della sicurezza, ma oltre due metri di miglioramento per Asia sono già in archivio.

Triplo (finale) – Non solo l’alto, la Toscana diventa padrona anche della pedana del triplo: dopo l’exploit dei Regionali di Livorno (12.44), si conferma anche qui Giada De Martino (12.31/+0.4). Ma la fiorentina di Sesto deve esprimersi al meglio per aver ragione di una Francesca Orsatti in grande giornata (top a 12.13/+0.6): e per l’atleta di Parma, classe 2003, c’è la miglior misura di sempre firmata da una quattordicenne.

Alto (finale) – Idea Pieroni, lucchese di Barga (anzi frazione Filecchio), diventa la nuova capolista stagionale superando quota 1.73 al secondo tentativo (poi tre buoni salti a 1.76). Subentra alla veronese Rebecca Mihalescul, fermata a 1.62 per i postumi di un problema alla schiena. La specialità di famiglia della nuova tricolore sarebbero gli ostacoli e forse per questo il suo allenatore è un ex specialista delle barriere, Vinicio Bertoli.

2000m (finale) – Gran bella finale, anche al femminile: progressione quasi rabbiosa di Livia Caldarini, perché l’allieva di Carlo Festa a Cecchina non avrebbe mollato il titolo per nessuna ragione. La genzanese - secondo titolo in mezz’ora per la cittadina dei Castelli Romani - arriva al traguardo in 6:34.46, ma fino all’ultimo sente sul collo il fiato di Giulia Bellini (6:36.21), bresciana di Calvisano che fa parte del gruppo di Rezzato guidato da Martino Favalli. Poi due ragazze al primo anno: l’altra lombarda Laura Renna (6:39.11) e l’umbra Melissa Fracassini (6:45.07), figlia d’arte allenata da papà Francesco, già azzurro giovanile del mezzofondo.  

Giavellotto (PM) – La marchigiana Martina Cuccù paga a duro prezzo le sue difficoltà nei lanci (solo 17.74) e così la classifica viene in parte sconvolta: va in testa la veneta Greta Brugnolo, che invece in pedana si difende (30.10 e un totale di 2603), poi risalgono le migliori lanciatrici, Martina Marseglia (36.10 e 2508) e Francesca Amadori (35.97 e 2472).

Peso (finale) – I 14 metri restano inviolati, ma i contenuti stagionali della specialità hanno qui una bella impennata: merito di Benedetta Benedetti, romana di Genzano che si allena su una pedana improvvisata messa su dal tecnico Rodolfo Silvestri. Fatto sta che la neo-campionessa, cadetta al primo anno, arriva a 13.92 e si lascia indietro la piemontese Sara Verteramo (13.71), favorita della vigilia almeno per quanto visto finora. Bel progresso anche per Anita Bartolini (13.31).   

80m (finali) – La capitale dello sprint diventa Marcon: dopo l’impresa di Federico Guglielmi, anche il titolo femminile va ad una ragazza allenata da Alessandro Pavan sulla pista veneziana, Elisa Visentin (10.09/-0.8). Si resta sopra i 10” e Alessia Cappabianca (10.14) non riesce a confermare il tempo della mattinata, anche per il vento che diventa contrario. Rovesciate quindi le gerarchie stagionali: e per il bronzo la spunta Greta Rastelli (10.18), mini-sprinter di Fermo che si allena a Porto San Giorgio con Elisa Del Moro.

Alto (PM) – Si delinea un duello molto atteso, tra due ragazze del 2003: presa la testa grazie alle sue doti di ostacolista, Martina Cuccù difende la sua classifica con 1.57 nell’alto. Ma a 1891 viene incalzata da Greta Brugnolo (1874), forte della miglior misura nell’alto (1.63).

Marcia 3000m (finale) – Gara affollatissima con due serie: ma in realtà si deve arrivare alle tornate finali del gruppo migliore per vedere il confronto diretto che conta. E’ quello tra Angela Di Fabio, pescarese di Cepagatti che non tradisce praticamente mai, e di un nome relativamente nuovo ai vertici, quello di Martina Casiraghi. L’abruzzese - allenata da Nicola Piro - replica il titolo di un anno fa (14:49.17), ma la nota importante sta nel carattere: non cede un centimetro ai ripetuti tentativi di rimonta da parte della rivale lombarda (14:56.81), portata alla marcia dal papà Luciano, triatleta a Lecco.

Martello (finale) – Chiariamo subito una cosa: Rachele Mori è la nipote dell’ex iridato degli ostacoli Fabrizio, fratello del babbo Massimo. Definiti gli ascendenti familiari, il resto della vetrina è tutto per questa ragazza livornese, che si è innamorata del martello appena arrivata sulla pedana del Campo Scuola, sotto la guida di Riccardo Ceccarini. Il fatto che sia classe 2003 non fa che aggiungere prospettive al nuovo PB ottenuto oggi, 56.21, confermando la leadership nella lista di sempre al limite dei 14 anni. Una finale che ha riservato buone soddisfazioni anche alle piazzate: Ilaria Marasso (49.75) e Sara Torrini (49.58) riscrivono entrambe il personale.

80hs (finali) – Ostacoli da record in mattinata, replica nell’apertura pomeridiana: il duello tra Veronica Besana e Sandra Ferrari ruba gli occhi e quando sul display appaiono le cifre 11.02 (vento +1.3) la tribuna scoppia nell’applauso. Chiusura eccezionale per una stagione da ricordare: la ragazza di Barzago, che si allena a Cassago con Antonio Ianni e Diego Crippa, è ormai una realtà del movimento giovanile. L’incognita è il passaggio alla distanza delle allieve: ma già in questa stagione la lombarda ha messo a punto la tecnica e non si lascerà trovare impreparata. Invece ancora tutta un’annata da giocarsi tra le cadette per Sandra Ferrari: la reggiana adottata in Colombia scende a 11.25 e fa felice anche un tecnico di lungo corso come Giampaolo Cellario, di sicuro abituato agli exploit dei suoi atleti. Per la cronaca, con l’11.90 della finale B (+1.3), nel gruppo delle migliori Aurora Zanchetta sarebbe arrivata al bronzo.    

80hs (PM) – La prima serie, in apertura di pomeriggio, manda subito in testa due delle favorite: non per niente Martina Cuccù, marchigiana attiva a Porto San Giorgio, e l’altoatesina Annika Oberrauch hanno già corso da esordienti nella categoria robusti personali da meno 12”. Qui segnano rispettivamente 11.94 e 11.99 (vento -0.6) in un testa a testa che sembra presagire spettacolo.



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