Cles: Luciani 38.41, cade la MPI dei 300hs

07 Ottobre 2017

Ai Campionati Italiani Individuali e per Regioni cadetti cade già una Miglior Prestazione Italiana U16. Assegnati i primi titoli a Davide Costa (martello) e Alessia Seramondi (lungo).

La prima giornata Tricolore di Cles (Trento) vede già cadere un limite nazionale di categoria. Nelle batterie dei 300 ostacoli il romano Giulio Luciani corre in 38.41, riscrivendo la MPI. L'edizione numero 44 dei Campionati Italiani Individuali e per Regioni cadetti vede in pista, sabato 7 e domenica 8 ottobre, 21 rappresentative regionali e quasi un migliaio di atleti-gara. Conquistano il titolo anche Alessia Seramondi nel lungo con 5,83 (-0.1) e Davide Costa nel martello con 59,97. QUI la cronaca delle gare del pomeriggio.

TV E STREAMING: la due giorni di gare sarà visibile in DIRETTA STREAMING su www.atletica.tv. Una sintesi della manifestazione verrà trasmessa in differita su RaiSport.

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LE LISTE ALLTIME: CADETTE - CADETTI

di Raul Leoni

LA CRONACA DELLA PRIMA GIORNATA (mattina)

CADETTI

Lungo (finale) – Con il capofila stagione Davide Favro focalizzato sul triplo, la finale è molto più aperta: il duello per l’oro si consuma su un margine ristretto di centimetri, con Samuele Maffezzoni (6.68/+1.2) capace di tenere a bada il pugliese Davide Lorusso (6.61/+1.0). Il neo-campione è un mantovano di Asola, ma si allena a Casalmaggiore con Gian Giacomo Contini: invece l’argento di giornata si allena per strada ad Altamura, con papà Claudio, visto che l’impianto più vicino sarebbe a Matera.   

Asta (finale) – Due compagni di squadra, due ragazzi cresciuti sulla pedana di Sacile negli ultimi mesi, semidebuttanti affidati alle cure dell’ex saltatore Claudio Agnolet: Tommaso Sciannimanica – papà australiano e mamma presidente del suo club - e Alessandro Padovan, pordenonese di Fontanafredda classe 2003, si sono giocati il titolo a quota 4.00 dopo essersi entrambi migliorati con 3.90 PB.   

300m (batterie) – Il campione uscente dei 300hs Lorenzo Benati si presenta sul piano, forte del primato europeo U16: per il figlio d’arte romano si tratta più o meno di una formalità (35.51), ma una coppia di lombardi resta al momento non troppo staccata. Prima il bustese Paolo Mancinelli fa 36.00, poi il brianzolo Christian Previtali, compagno di allenamento di Ilaria Verderio, si presenta con 35.93.

A domattina per la finale.

Giavellotto (PM) – Tre prove per chiudere la prima giornata e quasi 300 sono i punti di distacco accumulati dal primatista italiano Alessandro Sion sul più immediato inseguitore, il corregionale Giacomo Mattei (2741 a 2453). Ovviamente risale la classifica con il PB da 54.34 Matthias Grassano: per il savonese si tratta della specialità favorita e lo dimostra, mentre il leader provvisorio fa 48.94.

300hs (batterie) – Cade il limite nazionale già in batteria: 38.41 è il tempo che batte il vecchio 38.43 di Luca Cacopardo (su questa stessa pista, edizione 2010) e il nuovo detentore è un romano di Santa Maria delle Mole, Giulio Luciani, prodotto della scuola frascatana curata dalla famiglia Di Paola. Quattro tempi sotto i 40” e per due si tratta di una prima volta: Marco Iuorio (39.79) e Lorenzo Frivoli (39.88). Ma il più agguerrito per la finale sembra Emanuele Santoro (39.57), il napoletano di Portici seguito da Corrado Agrillo che ha come obiettivo battere l’azzurrino Alessandro Sibilio alla prima occasione.

Alto (PM) – Per ora Alessandro Sion è assolutamente in linea nella sua rincorsa ai 5000 punti: 1.89 è il nuovo PB in pedana e porta il parziale a 1888 punti.

80m (batterie) – Il duello annunciato si presenta già al primo turno: l’unica incognita sono le condizioni dopo il lungo infortunio di Federico Guglielmi (comunque brillante in batteria, 9.22/-0.4), mentre Enrico Sancin (9.10/-1.3) arriva da una stagione costellata di soddisfazioni, anche a livello internazionale. Ma qualcosa si muove anche alle spalle del record-boy triestino e del rientrante veneto (in inverno primatista italiano dei 60m indoor): vedremo poi più tardi in finale.  

Martello (finale) – La prima maglia tricolore di Cles va a Davide Costa, tranquillo ragazzo genovese con un passato da calciatore: ma anche con l’atletica nel sangue, visto che la mamma, Sabrina D’Ambrini, è stata un’eccellente specialista del giro di pista. Allenato a Genova da Luca Bragheri e Valter Superina, è stata Silvia Salis a convincere il neo-campione a insistere in pedana: peccato per quei 60 metri appena sfiorati (59.97), ma il duello con il brianzolo Luca Ballabio (59.14) è rimasto in bilico fino all’ultimo lancio.

100hs (batterie) – Si passa agli ostacolisti puri e la pista di Cles si dimostra amica, i due favoriti fanno entrambi il personale: prima 13.41 (+0.8) per l’aretino Simone Tecchi, risposta da 13.36 (+1.2) per Francesco Cavina, ravennate che ha scelto gli ostacoli sulla scia del cugino Federico, specialista di buon livello nazionale.

Scontro diretto per le gerarchie rimandato alla finale del pomeriggio.

100hs (PM) – Il primatista italiano Alessandro Sion si presenta col botto: il 13.67 (+0.8) sugli ostacoli è un primo parziale da fuochi artificiali, quasi cinque decimi meglio del PB e di quanto segnato nella gara-record di Santhià (14.11 e 14.12 rispettivamente). Quali avversari? Le barriere non erano il banco di prova ideale del secondo delle liste Matthias Grassano: perché il savonese - mamma nigeriana, papà ex giocatore di football americano - ha proprio in questa prova il suo punto debole (14.97). Al momento una classifica segnata dagli specialisti puri, con diversi ragazzi a ridosso dei 14” e non è cosa da poco.

CADETTE

300m (batterie) – Tutte le ragazze da meno 40” sono distribuite in altre specialità: la migliore del lotto sarebbe in partenza Ginevra Ricci, ma la romana di Prati non è in buona giornata e fatica un bel po’ per trovare spazio (41.46). E così la lombarda Clarissa Boleso risulta nettamente la migliore del turno, 40.57 per la ragazza di Erba.

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300hs (batterie) – Da campionessa in carica, Larissa Iapichino ci tiene a presentarsi nel modo giusto: grandi ritmi in partenza, poi una seconda parte più in controllo. Da quanto visto in batteria, il PB manuale di 43.9 è rivedibile, stamattina esce un 44.46 che è nettamente il miglior crono del turno. Molto lontane le altre, con la veneta Annachiara Pizzato scesa a 45.70 (PB) e la medagliata della passata stagione Angelica Ghergo a 45.80.

Lungo (finale) – Fatica più del previsto la freschissima primatista italiana Alessia Seramondi: questa ragazza bresciana, primo anno di categoria, è tutt’altro che una specialista già svezzata e potrebbe indirizzare il suo talento verso altri fronti (non ultime le prove multiple). In ogni caso la zampata che ammazza la finale arriva al penultimo turno, 5.83 (-0.1) e la maglia tricolore va in bacheca. Fino a quel momento aveva provato la sorpresa Daisy Melesso, trevigiana di Montebelluna (5.49/-0.1).  

80m (batterie) – Sul display un -10” ed è sempre un bel vedere: non lo si poteva aspettare che da Alessia Cappabianca (9.94/+0.8), la romana allenata dall’ex azzurra Claudia Pacini nei centri giovanili dell’Esercito. Purtroppo non va sui blocchi Alessandra Iezzi, la lombarda che aveva segnato tutta la prima parte della stagione e ai Regionali è stata fermata da un infortunio. Sulla scia della primatista italiana si vede perciò Elisa Visentin, attiva sulla pista di Marcon (10.02 PB, a parte il 9.8 manuale).

80hs (batterie) – Irrompe in pista una delle protagoniste assolute della rassegna cadette: Veronica Besana, lombarda di Barzago, ha segnato a più riprese gli highlights stagionali e qui si conferma già al primo turno (11.29/+1.9). Ma attenti alle ragazzine terribili del 2003: soprattutto Sandra Ferrari (PB sfiorato, 11.46/+1.6), peperino di origini colombiane, adottata a 8 anni da una famiglia reggiana e poi plasmata da Giampaolo Cellario, ma anche la bolzanina di Egna Anastasia Veronesi Vedovelli, scesa a 11.79 (+1.8).


(foto Biasioni/Atletica Valli di Non e Sole)


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