Cles: gli U16 a caccia di una maglia Tricolore

05 Ottobre 2017

Sabato 7 e domenica 8 ottobre nell'impianto trentino sono in palio 36 titoli Italiani cadetti, 3 Trofei per Regioni e 2 Trofei Individuali di marcia. Ecco la presentazione delle gare maschili.

di Raul Leoni

Appena 15 anni e già ambiziosi: i cadetti che si contendono a Cles (7/8 ottobre) le 36 maglie tricolori già hanno un occhio alle sfide che contano. Non per nulla, nella formazione che ha affrontato la trasferta dell’Eyof a Gyor, c’erano quattro rappresentanti della categoria U16 e due sono finiti con la medaglia al collo: di bronzo il triestino Enrico Sancin sui 100 metri e il triplista piemontese Davide Favro. Imprese non da poco, visto che nella cittadina ungherese è in programma la seconda edizione degli Europei U18, dal 12 al 15 luglio 2018. E, visto il ricco bottino di Tbilisi 2016, il movimento giovanile azzurro è già in cerca di conferme e di continuità: un compito che spetta anche ai ragazzi della classe 2002 che con i più giovani colleghi del 2003 gareggeranno nell’edizione numero 44 della rassegna tricolore, per il titolo individuale e per il trofeo a squadre. Gli ultimi ad alzare la coppa di combinata, lo scorso anno nello stesso impianto trentino, sono stati i portacolori della Lombardia: lombardi primi anche nella classifica femminile, mentre il successo maschile andò un anno fa ai ragazzi Lazio. La due giorni si preannuncia ricca di sfide interessanti: di seguito la presentazione di quelle maschili. (QUI le gare femminili).

TV E STREAMING: la due giorni di gare sarà visibile in DIRETTA STREAMING su www.atletica.tv. Una sintesi della manifestazione verrà trasmessa in differita su RaiSport.

LE LISTE ALLTIME: CADETTE - CADETTI

CADETTI 

SPRINT – Allacciatevi le cinture, quest’anno si va davvero forte. Si è cominciato in inverno, con il veneto Federico Guglielmi capace di battere la MPI indoor dei 60 metri: poi il grande scontro sugli 80m con Enrico Sancin al “Pratizzoli”, finito in senso diametralmente opposto, nuovo limite nazionale per il triestino (8.78) mentre il ragazzo di Marcon era a terra per un infortunio che l’ha fermato per quasi tutta la stagione. Poi Sancin ha continuato con il bronzo di Gyor e il primato U16 dei 100m (10.77), mentre Guglielmi è rientrato in pratica ai Regionali (9.05): e ora le gerarchie sono tutte da verificare.

Se nello sprint breve si è andati forte, in quello prolungato si è andati fortissimo: Lorenzo Benati ha corso i 200 in 21.98, meritandosi la maglia azzurra per l’Eyof (peccato per la squalifica in finale...), ma è stato il 34.07 di Fidenza a dargli il miglior tempo europeo di sempre sui 300m al limite dei 15 anni. Giochi fatti quindi? In questa fascia di età il bello sta tutto nelle sorprese: la stagione di Francesco Bertok (35.55) è stata comunque eccellente, tanto che il duello tra il triestino ed il figlio d’arte romano potrebbe anticipare in qualche modo un altro confronto molto atteso, quello delle staffette. Tanto per dare un’idea, il quartetto laziale e quello del Friuli-Venezia Giulia hanno corso al “Pratizzoli” in due serie diverse, segnando rispettivamente 43.65 e 43.81: se tutto andrà come deve, stavolta sarà un testa a testa diretto. 

MEZZOFONDO – Forse un profilo più basso per tutto il settore, rispetto alle ultime stagioni: ma Tiziano Marsigliani – gemello di Susanna che incontreremo nelle gare in rosa – ha messo insieme una collana di prestazioni già notevole (top a 2:34.14) sui 1000. Su questa distanza il ragazzo di Muggiò sfiderà Masresha Costa, veneziano di Portogruaro adottato in Etiopia, e soprattutto Josè Catelani, scuola modenese e origini colombiane nonché capolista dei 2000. E sulla distanza più lunga, rispetto alla passata edizione vinta alla grande da Francesco Guerra, c’è maggiore incertezza: ma potrebbe essere Giorgio Saddi, compagno di allenamento del campione uscente a Frascati, a tentare il colpaccio. Poi le siepi: essendo i 1200st una distanza relativamente nuova, è del tutto naturale che ad ogni stagione la lista all time si infoltisca.

Prima di Cles sono stati molti gli inserimenti al vertice e il migliore è al momento Massimo Flamigni (3:23.08), un romano di Ciampino che lo scorso anno aveva fatto la sua prima esperienza tricolore, molto sofferta. 

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OSTACOLI – Decisamente molto più interessanti i 300hs, nonostante la scelta del campione uscente Benati di schierarsi sul piano: nelle entry list ci sono comunque altri quattro tempi sotto i 40” e in cima una coppia appaiata a 38.70, subito alle spalle del primatista Luca Cacopardo. Sono il perugino Filippo Biscarini, figlio e nipote d’arte (il papà Alberto era un triplista da 15.71, lo zio Giancarlo pure saltatore azzurro da 7.90 e 16.29) ed il romano di Marino Giulio Luciani, un altro dei molti talenti cresciuti a Frascati con la famiglia Di Paola. A considerare le credenziali di partenza, i 100hs non sembrano in grado di esprimere valori tecnici così alti come sulle barriere intermedie: resta il fatto che il toscano Simone Tecchi (13.2 manuale) ha corso ai Regionali di Livorno in 8.9 sugli 80 piani. Valori tutti da scoprire, in ogni caso. 

MARCIA – Se non si parla pugliese, si parla lombardo: è questo il filo conduttore di molte rassegne tricolori nell’ultimo periodo. Quest’anno la parlata è lombarda, senza dubbio: in testa alla lista (22:40.40) c’è Gabriele Gamba, un emulo di Davide Marchesi visto che è in maglia Riccardi ma viene da Pedrengo ed è allenato da Andrea Previtali. E poi Daniele Breda (22:54.86), anche lui dal vivaio bergamasco, già terzo l’anno scorso. In ogni caso le graduatorie stagionali denotano una buona crescita in profondità e questo fa ben sperare per un settore maschile che negli ultimi anni è andato un po’ a corrente alternata: e poi c’è la concomitanza con il Trofeo Nazionale di marcia.

SALTI – La superstar del settore è senza dubbio Davide Favro: non solo campione uscente del triplo (14.70), dove ha conquistato il bronzo dell’Eyof a Gyor, ma anche uno dei quattro cadetti capaci di superare i 7 metri (7.03). L’atleta di Santhià, che si allena a Chivasso con l’ex triplista Marco Airale, davvero sembra senza avversari nel triplo: lascerà dunque la pedana del lungo ad un cumulo di pretendenti. Con l’asta ancora in caccia del primo balzo stagionale oltre i 4 metri, l’altro personaggio da copertina è l’altista romano Francesco Pavoni: unico finora sopra i 2.00, ben davanti a Liyu Scarlassara (vicentino di origini etiopiche già terzo nel 2016).

LANCI – Visti i numeri, le maggiori attenzioni vanno in partenza ai giavellottisti: dopo 18 anni è caduto il limite italiano di categoria per mano di Michele Fina (66.56) ed anche un buon numero di prestazioni oltre i 60 metri. Considerato il suo livello di continuità il pordenonese di Fontanafredda, allenato dal primatista italiano Carlo Sonego, pare al riparo da sorprese: da seguire però Simone Cuciniello, classe 2003 di Torre del Greco che è stato capace di lanciare a 58.45 in occasione del “Musacchio” ed è uno dei migliori di sempre a livello dei 14 anni (top di sempre 60.93 Emanuele Sabbio). Sul piano gerarchico viene poi il martello, soprattutto per merito di Davide Costa: il genovese, sotto la guida di Luca Bragheri, dopo l’estate ha preso confidenza con i lanci da oltre 60 metri entrando nella top-10 di sempre (63.95). Peso e disco così così, bisogna essere realisti: basti pensare che Alessandro Sion, miglior discobolo, vanta la miglior misura nell’esathlon e lo vedremo nella specialità multipla.

MULTIPLI – Qui un altro personaggio da copertina: Alessandro Sion è lanciatissimo verso il muro dei 5000 punti partendo dalla rampa di lancio dei 4818-record di Santhià. Per il torinese cresciuto al “Nebiolo” si tratterebbe di una conferma dopo la maglia tricolore conquistata già al primo anno di categoria: incredibilmente versatile per la sua età, forte in tutto, con il solito cruccio dei 1000 finali. Copione già scritto? Forse, ma nelle combinate ci sono insidie dietro ogni angolo: e poi un buon avversario, il savonese Matthias Grassano, riveste degnamente i panni dell’outsider di lusso (4339 PB).

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