Una storia al giorno

24 Febbraio 2014

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

24 febbraio. Braine l’Alleud è una cittadina del Brabante, 20 km a sud di Bruxelles, zona vallone, il luogo di nascita, 93 anni fa, di Gaston Reiff, primo oro del Belgio nell’atletica olimpica e soprattutto uno dei pochissimi che riuscirono ad avere la meglio su Emil Zatopek, l’uomo chiamato cavallo che continua a stringere in pugno la triplice corona 5000-10000-maratona in una stessa edizione che, a occhio, nessuno gli strapperà mai.

Il giorno di Gaston arrivò a Londra ’48: il 30 luglio Emil aveva corso e vinto i 10000, suo primo scalpo a cinque cerchi, in fondo a una prova di forza senza pari e senza confini: Alain Mimoun finì secondo con un distacco ciclistico di 48” e qualche punto esclamativo è consentito. Il giorno dopo, l’uomo che del ritmo aveva fatto pratica corrente e incalzante, esagerò, senza che ce ne fosse motivo, nelle batterie dei 5000 e il 2 agosto si presentò sulla linea di partenza della finale con un serbatoio non pieno. A Wembley, come avrebbe detto Nicolò Carosio, i soliti 100.000.

Reiff tenne il ritmo allegro, Zatopek accusò: alla campana il belga passò con cinquanta metri di margine ma non aveva fatto i conti con il carattere di Emil che si lanciò in un finale disperato, con un repertorio sconfinato di strabuzzamento degli occhi, dondolio della testa, sputacchiamenti. Zatopek, è noto, non era un capolavoro di calligrafia. Di efficacia, sì. “Sentii un’ondata di applausi e di incitamento che veniva dal pubblico e pensavo fossero per me”, raccontò Gaston. Erano per Emil che si stava avvicinando passo dopo passo. A quel punto Reiff riuscì a non perdere la calma, a non cadere nel panico della lepre braccata dal segugio ed evitò di “rompere” come un trottatore giunto allo stremo. E salvò la vittoria per un paio di decimi, sul piede dei 14’17”. Zatopek non se la prese: era un campione di sportività e infatti rimase in rapporti di amicizia con molti suoi avversari, a cominciare da Mimoun che considerava una specie di fratello.

Poco dopo i giochi, Reiff approfittò del suo eccellente stato di forma per impadronirsi a Bruxelles del record mondiale dei 2000 in 5’07”, il primo della sua triade: l’anno dopo sarebbe diventato il primo uomo sotto gli 8’ e nel ’52 avrebbe annesso anche il limite delle due miglia, che a quel tempo godevano di buona popolarità. Nella finale olimpica dei 5000 a Helsinki fu costretto al ritiro e non partecipò alla lotta selvaggia tra Zatopek, Mimoun e il tedesco Schade quando Emil si prese quel che gli era stato negato quattro anni prima. Era la seconda tappa della sua “mano” perfetta.

Giorgio Cimbrico

SEGUICI SU: Twitter: @atleticaitalia | Facebook: www.facebook.com/fidal.it



Condividi con
Seguici su: