Una storia al giorno

14 Dicembre 2013

Personaggi e vicende dell'atletica di sempre

14 dicembre. Ruth Gamm, Fuchs da sposata, oggi al 67° compleanno, iniziò il suo lungo percorso da donna del braccio d’oro, da Minerva armata di giavellotto, con un’impresa singolare: al record mondiale della polacca Ewa Gryziecka concesse solo 35’ di esistenza. Quel giorno, l’11 giugno 1972, allo stadio nazionale di Bucarest era in programma il match tra Romania, Polonia e Germania Federale e al primo lancio Ewa toccò 62,70, aggiungendo 30 centimetri a quanto otto anni prima, nelle qualificazioni dei Giochi di Tokyo, aveva raggiunto la sovietica Yelena Gorchakova che in finale avrebbe smarrito la frustata giusta. Erano le 17,45. Alle 18,20, a Potsdam (là il confronto era tra Repubblica Democratica Tedesca e Bulgaria), Ruth seppe fornire un’altra e nuova dimensione: 65,06.

Fu l’inizio della sua era: meno di tre mesi dopo, il primo oro olimpico, a Monaco di Baviera, seguito al titolo europeo conquistato a Roma ’74 con il record spostato a 67,22. A Montreal ’76 sbrigò la concorrenza con un primo lancio ammazzagara: 65,94. Provò a insidiarla Marion Becker che rimane una singolare figura fornita dall’atletica europea: nata ad Amburgo, all’Ovest, cresciuta in Ddr, romena dopo il matrimonio, tedesca federale alla sua seconda esperienza olimpica, finì seconda, a poco più di un metro, dalla speer koenigin, la regina del giavellotto.

E’ singolare che Ruth, assoluta dominatrice di un intero periodo storico che, dopo un’altra corona europea, si esaurì a Mosca, non sia stata la prima a varcare i 70 metri, mancati per l’inezia di 4 centimetri in occasione del sue sesto e ultimo record del mondo. A riuscirci fu la piccola russa Tatyana Biryulina e fu l’unica traccia lasciata dall’uzbeka tracagnotta, accostabile a un altro sovietico (della repubblica di Udmurtia) che fornì una “prima” a 2,40: Rudolf Povarnitsyn. Ma almeno questo lungone con un pronunciatissimo pomo d’Adamo può mettere sulla bilancia un bronzo olimpico. Tatyana nulla, se non quell’acuto lanciato a Podolsk in un test pre-olimpico.

Dopo la caduta del Muro e la disgregazione del paese, Ruth ammise di aver fatto uso di steroidi nel quadro di un sistema di doping di stato. Come la protagonista di Goodbye Lenin, non ha mai smesso di pensare che il socialismo fosse il migliore dei sistemi possibili aderendo a quella che nella Germania unita viene etichettata come La Sinistra, ricoprendo incarichi nel Land della Turingia e sedendo in Parlamento.

Giorgio Cimbrico

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