Un giorno, un'impresa

01 Aprile 2013

Appuntamento quotidiano con le storie dell'atletica

1 aprile. Un anno fa scompariva Antonio Ghirelli, napoletano, autore di una “Storia del calcio in Italia” di saldo riferimento, capo ufficio stampa del Quirinale sotto la presidenza di Sandro Pertini, direttore del Corriere dello Sport al tempo delle Olimpiadi di Messico e probabile ispiratore del titolo passato alla storia: “Frinolli Ultimo”. La finale è quella del 15 ottobre, quando il britannico David Hemery, da quel momento soprannominato Drake con rinvio immediato al grande corsaro, travolse la concorrenza e il record mondiale con un terrificante 48”12, 90 centesimi spaccati di vantaggio sul tedesco Gerhard Hennige, medaglia d’argento. Roberto Frinolli, dopo un eccellente avvio, finì ottavo in 50”13, un secondo più di quanto aveva firmato nella fase eliminatoria. Al ritorno a Roma Frinolli, che quel buonanima di Alfredo Berra aveva paragonato a un personaggio cechoviano, andò educatamente a chieder ragione e Ghirelli, che con astuzia partenopea gli spiegò che la sintesi tipica dei titoli impediva di cogliere al vola una serie di sottintesi. In realtà il titolo doveva suonare così: “Ma se Frinolli è stato ultimo, che razza di gara è stata?”. Abilissimo.

Nel giorno delle burle, 31 anni fa, a Kristiansand, ha visto la luce Andreas Thorkildsen, il bel fustacchione norvegese che si è preso gioco del mondo in una non breve parentesi, collezionando un titolo mondiale, due europei e due olimpici (come Lemming e Myrra) e cedendo solo, nella classifica storica del giavellotto a cinque cerchi, a Jan Zelezny, l’uomo dl braccio d’oro, il ceko tre volte padrone dei Giochi.

Giorgio Cimbrico



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