Un giorno, un'impresa

04 Marzo 2013

Appuntamento quotidiano con le storie dell'atletica

4 marzo. 1959: è il giorno molto freddo (a Novosibirsk è ancora inverno pieno) della nascita di Irina Strakhova, la marciatrice siberiana che riesce a far coincidere il suo giorno più bello con una giornata di caldo umido micidiale che grava su Roma e sull’Olimpico. La 10 km di marcia dei Mondiali dell’87 si svolge in pista, la gomma bolle, il sudore imperla e succhia le energie. Il finale porta vicino al dramma: stroncate dalla disidratazione, ridotte a marionette che non riescono a controllare i movimenti, le marciatrici si afflosciano sul rettilineo d’arrivo. Una rovina sugli abbellimenti floreali. L’infermeria dello stadio si popola di ragazze, di lamenti, di medici, di flebo. Irina, la donna che viene dal freddo, conquista l’oro davanti a una delle suffragette della marcia rosa, l’australiana Kerry Saxby, e alla cinese Yan Hong.

Giorgio Cimbrico



Condividi con
Seguici su: