Sioli 2,29 batte Barshim, Dosso 11.01 ventoso
19 Giugno 2026di Marco Buccellato e Luca Cassai
E sono due! Dopo il successo al Golden Gala Pietro Mennea, per Matteo Sioli arriva il bis in Diamond League a Doha, nella sfida che si protrae fino al termine del meeting con l'eroe di casa Mutaz Barshim. Il ventenne delle Fiamme Azzurre incassa la vittoria con il terzo tentativo a 2,29, dopo un percorso senza errori a 2,16, 2,20, 2,24 (con ampia luce) e 2,27 toccando l'asticella, che resta sui ritti anche nel salto che gli assicura il successo consecutivo numero due in questa stagione del circuito. Il lombardo campione europeo under 23 eguaglia la seconda miglior prestazione in carriera, pareggiando la misura che gli valse il bronzo all'Europeo indoor di Apeldoorn, e lo fa superando il mito Barshim, che salta 2,27 prima di due nulli a 2,29 e di un estremo tentativo a 2,31. Anche Sioli prova i 2,31 poi chiude la gara, riceve in regalo da Barshim il pettorale del qatarino in segno di rispetto e festeggia con il pubblico, regalando a sua volta il bouquet di fiori, destinato ai vincitori, a un ragazzino. Il campione del mondo indoor Oleh Doroshchuk chiude l'esordio stagionale all'aperto a 2,24, terzo. Gli altri big, Stefela e il messicano argento di Torun Portillo, si fermano a 2,20. “È un grande onore gareggiare con un campione come Barshim - racconta Matteo Sioli - e oggi ho trovato ottime condizioni, fa molto caldo ma va bene così. Sono molto felice di questa seconda vittoria in Diamond League, è un bel periodo e per questo devo ringraziare tante persone: il tecnico Felice Delaini, gli amici, la famiglia, la mia ragazza e tutti quelli che mi aiutano ogni giorno”.
La settima tappa della Wanda Diamond League ritrova lo sprint di Zaynab Dosso e un sensibile progresso rispetto alle uscite di Rabat e Stoccolma. La campionessa mondiale indoor dei 60 metri è seconda nei 100 metri in 11.01, crono che avrebbe permesso alla velocista delle Fiamme Azzurre di eguagliare il record italiano se il vento non fosse stato favorevole oltre i due metri al secondo (+2.5). Ottimo start, accelerazione efficace e stavolta, contrariamente alle due precedenti esibizioni, una corsa più fluida fino al traguardo. Per l'azzurra si tratta anche del miglior piazzamento mai ottenuto in una gara del circuito d'élite dell'atletica mondiale. La precede solo la giamaicana Kemba Nelson (10.88), mentre batte la lussemburghese Patrizia Van der Weken (11.05), la primatista spagnola dei 200 metri Jael Bestué (11.07) e la sprinter statunitense Anavia Battle (11.13). “Sono soddisfatta - commenta Zaynab Dosso - però c’è ancora molto da fare. L’obiettivo è sugli Europei, dopo aver vinto il titolo mondiale indoor mi aspetto sempre di più, ma sono consapevole di dover continuare a lavorare. So di potercela fare, spero anche di migliorare il record italiano e sono convinta di avere dentro di me tutto ciò che serve, devo solo avere pazienza”.
È quarto Andrea Dallavalle nell'esordio stagionale all'aperto. Il triplista delle Fiamme Gialle bagna il ritorno in pedana superando al quinto turno i diciassette metri con 17,19 (+0.9). Dopo un primo salto nullo di pochissimo vicino ai 17 metri, l'argento mondiale di Tokyo salta 16,74 (+0.4) al secondo turno regalando più di 20 centimetri all'asse di battuta, al terzo si ripete con 16,72 (+1.4) staccando ancora fuori dall'asse e non riesce a chiudere bene, al quarto si migliora con 16,94 (+1.1) prima di trovare al quinto salto la migliore epsressione tecnica di giornata e il primato stagionale di 17,19 (+0.9). Per la finale a tre, misure importanti per il portoghese campione mondiale Pedro Pichardo che apre con 17,40 (+1.6) e subito dopo risponde con 17,71 (+0.4) al giamaicano Jordan Scott che si era portato in testa con 17,69 (+1.7). Record nazionale per il terzo, l'algerino Yasser Triki che vola a 17,67 (+0.4) per il record nazionale quasi eguagliato nell'ultimo salto di gara con 17,65. “Se si considera che la rincorsa era quella ridotta a 14 passi - le parole di Andrea Dallavalle - sono piuttosto contento.Ho iniziato bene ma era un nullo millimetrico, quindi un salto in sicurezza prima di perdere un po’ di confidenza nella transizione tra rincorsa e salto: al terzo mi sono cappottato nel jump, meglio al quarto arrivandoci sempre in frenata, ma finalmente al quinto sono riuscito a mettere tutto insieme, a rimanere alto e veloce, ed è arrivato un salto discreto. È un primo assaggio a queste misure, gli altri hanno fatto risultati clamorosi, ma oggi puntavo soprattutto ad andare sopra i 17 metri”.
Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) abbassa il primato stagionale nei 400 ostacoli a 54.85 partendo dalla seconda corsia e chiude settima in una gara con tutte le atlete sotto i 55 secondi, tenendo bene fino a 120 metri dal traguardo e perdendo qualcosa dopo l'ultima barriera in curva. Si prende la scena ancora una volta la slovacca Emma Zapletalova che continua la striscia di record nazionali scendendo al secondo risultato europeo di sempre e miglior prestazione mondiale stagionale di 52.30, record del meeting di quasi un secondo e mezzo, nuovamente davanti alla giamaicana Rushell Clayton (53.03) e alla bahrainita Kemi Adekoya (53.67). Nei 1500 metri arrivano sesta e settima Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre) e Marta Zenoni (Luiss), che duellano tra loro in rettilineo con l'abruzzese e la lombarda divise da un centesimo (4:06.24 e 4:06.25), dopo il buon finale della Sabbatini che ha raggiunto la compagna di nazionale negli ultimi cento metri di gara mentre la Zenoni aveva agganciato la quinta posizione temporanea dietro le etiopi. Vince la favorita etiope Birke Haylom, l'unica a scendere sotto i quattro minuti in 3:59.89.
Meeting con risultati complessivamente ottimi e le punte dei tre primati mondiali stagionali nelle due gare di salto triplo e nei 400 ostacoli donne, con altrettanti record del meeting. Nel triplo donne si esalta la cubana Davisleidis Velazco che abbatte per la prima volta il muro dei quindici metri con l'ultimo salto nella finale a tre (15,13/+1.3) dopo averlo avvicinato al quinto turno (14,97). Sfiorato di due centimetri il record del meeting di Yulimar Rojas nella miglior gara dell'anno, l'iridata Leyanis Perez Hernandez è seconda con 14,97 ventoso (+2.2 ma anche un 14,93 legale), terza con l'ennesimo progresso la senegalese Saly Sarr (14,86). Nell'asta tre uomini si giocano il successo a 6,02 ma nessuno riesce a superare la misura. Vince il greco Emmanouil Karalis con 5,92 (un tentativo a 6,03 per togliere il record del meeting a Duplantis), stessa misura per Chris Nilsen e Sondre Guttormsen. Giavellotto ancora al cingalese Rumesh Tharanga Pathirage con 88,68 mentre il campione olimpico di Tokyo Neeraj Chopra esordisce con un quarto posto (85,69). Vince nuovamente anche Soufiane El Bakkali che domina i 3000 siepi in 8:09.28.
Arriva il record del meeting per l'oro olimpico Marileidy Paulino che vince i 400 metri in 48.91 scavando oltre un secondo tra sé e la polacca Bukowiecka (50.10). Ottimi i 200 metri con il sudafricano Sinesipho Dambile (19.74) che migliora il personale di tre centesimi e il colossale sprinter dello Zimbabwe Makanakaishe Charamba che eguaglia il proprio in 19.88 davanti a un ottimo Ogando che torna sotto i venti secondi in 19.99, barriera che sfiora il botswaniano Phaezel, quarto in 20.01. I 110 ostacoli sono del campione del mondo Cordell Tinch in 13.23 (+1.4) in una gara con diversi errori tecnici degli avversari, negli 800 femminili 1:57.98 della statunitense Addison Wiley con esito in bilico fino alla fine contro l'etiope Tsige Duguma (1:58.08). Ultimo giro con diverse cadute nei 5000 donne con molte atlete arrivate a contendersi il successo: la spunta Medina Eisa che in 14:53.91 (record del meeting per nessun precedente sulla distanza al meeting di Doha) ha la meglio sulla vincitrice del Golden Gala Likina Amebaw (14:54.37). Nelle gare di contorno da segnalare l'incredibile "age record" del nigeriano di stanza in Qatar Salem Faisai (classe 2013!) che nella gara "open" dei 100 metri ha corso in 10.19/+1.6 a un centesimo dal 20enne qatarino Masoud (10.18).
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