Schwazer torna rullo compressore

29 Gennaio 2012

L'altoatesino domina la 35km di Latina in 2h28:10. In grande spolvero anche la Rigaudo nei 20km: vittoria in 1h31:56

Non è bastato il vento di gennaio, a frenarlo. E nemmeno un tracciato (di un solo chilometro) insidioso per le innumerevoli boe e l’altimetria tutt'altro che favorevole. Alex Schwazer sembra tornato il rullo compressore dei bei tempi. Il campione olimpico di Pechino 2008 si è imposto questa mattina a Latina nei 35 chilometri del Trofeo invernale, siglando un notevole 2h28:10, crono che acquista rilievo alla luce delle complesse condizioni di gara già sottolineate. E non solo. Il carabiniere altoatesino ha dato sfoggio di una dote, fondamentale in atletica, che sembra pienamente recuperata, e che potrebbe restituirgli definitivamente il sorriso: la tranquillità, ovvero, la consapevolezza dei propri mezzi. Oggi l'azzurro ha gestito la gara nel modo migliore. Dapprima, scegliendo un ritmo regolare, senza inseguire fantasmi o avversari virtuali (43:18 ai 10km, 1h26:18 ai 20); e poi, scatenandosi negli ultimi diecimila metri, chiusi in un superlativo 40:34 (frazioni di cinque chilometri di 20:31 e 20:03, con un ultimo mille in 3:55!). In altre parole, la misura di una condizione psicofisica già notevole. Alle spalle di Schwazer, il cinese (fuori classifica) Wang Zheng, 2h31:29, ed un buon Giorgio Rubino (Fiamme Gialle), capace di 2h33.52, malgrado qualche difficoltà – ovvia per un ventista come lui – nella parte finale di gara. Interessante anche il terzo posto di Matteo Giupponi (Carabinieri), quello che ormai è lo sparring partner del campione di Racines, sceso ad un interessante 2h34:43, e finito davanti anche a Jean Jacqus Nkoloukidi (Fiamme Gialle), quarto in 2h35:46. Della mattinata pontina, resta soprattutto l’azione fluida di uno Schwazer talmente a suo agio durante la gara, da permettersi il lusso di interagire spesso, a livello verbale, con i presenti lungo il percorso (Michele Didoni, Vittorio Visini, Pierluigi Fiorella, e anche lo speaker!); e mai apparso in difficoltà, nemmeno nel finale sprint. Non serve confrontare questo risultato con il miglior Schwazer sulla distanza (2h26:16 a Montalto di Castro due anni fa), perché troppo diverse erano le condizioni in quella circostanza, così come i percorsi di preparazione. Serve vedere quel che l’altoatesino ha fatto oggi, nel ritorno agonistico su una distanza lunga dopo tre mesi passati a tener bassa la testa in allenamento.

Basta chiacchiere
“Poche parole.

A parlare, d’ora in avanti, saranno soprattutto i fatti”, il commento soddisfatto nel dopo gara di Schwazer. “Questa di Latina era una prova importante per capire a che punto mi trovassi, dopo tre mesi di allenamento, e devo dire che sono anch’io sorpreso del risultato. Non pensavo di andare così forte, anche perché abbiamo lavorato duramente, ma lontano dai ritmi che ho sostenuto in gara. Vuol dire che le cose sono state fatte nel modo giusto, è un bel segnale per la stagione che sta iniziando”. L’obiettivo, il primo in ordine di tempo, è la 50km di Dudince (24 marzo). Quella che, nei piani dell’azzurro e del suo allenatore, Michele Didoni, dovrebbe restituire a Schwazer quella dimensione internazionale che, sui 50km , era venuta progressivamente a mancare dopo il trionfo olimpico. “Ora qualche giorno di recupero, poi torneremo a lavorare sodo. Ritmi, chilometri, come da programma. Milano? Sì, è vero, sto bene nella nuova sistemazione (a Settimo Milanese, ndr), ma voglio essere sincero: è una questione di motivazione, non altro. Sarei andato anche in Siberia, per allenarmi al meglio, con questa determinazione”. Per preparare il ritorno ai Giochi Olimpici. Da defending champion, campione in carica. “Ma adesso sarà più facile. Una volta che hai vinto, non ha più nulla da perdere: la medaglia d’oro l’hai già presa. E’ molto peggio quando non l’hai mai vista, e tutti ti stanno addosso, credetemi…”. Il pensiero va anche alla sua Carolina, signorina Kostner all’anagrafe: “E’ stata bravissima. L’ho vista ieri sera in camera mia, da solo. Mi è piaciuta perché ha mostrato una serenità incredibile. Non so come faccia, ad essere così rilassata! Credo sia maturata molto, come atleta, riesce a controllarsi in maniera perfetta”. Il coach Michele Didoni, incassati i complimenti del DT Francesco Uguagliati, traccia il percorso di Schwazer verso l’Olimpiade: “Farà Dudince, e poi Londra. Il minimo? Mah, io non credo che per uno come lui ottenere 3h54 sui 50km possa essere considerato un obiettivo. Certo, è ovvio che il tempo bisognerà farlo; ma penso che andremo in Slovacchia per ottenere un altro tipo di prestazione (con Giupponi che potrebbe accompagnarlo per una trentina di chilometri, ndr). Poi, solo l’Olimpiade. Oggi Alex mi ha sorpreso, devo dirgli davvero bravo”. Giorgio Rubino, l’altro protagonista azzurro della giornata, non si lascia andare a particolari festeggiamenti.

“Nel finale ero un po’ cotto, ma in fondo è normale che sia così, io sono ancora indietro con il lavoro, anche rispetto ai miei compagni di allenamento cinesi, che in ottobre sono andati da un preparatore fisico in Germania, e che muscolarmente sono in vantaggio. Adesso farò i 5000 metri agli Assoluti indoor di Ancona, e poi l’esordio sui 20km, a Taicang, in Cina, nella seconda tappa del Challenge IAAF (30 marzo)”.

Elisa superstar
La bella giornata della marcia italiana si è chiusa con il successo, nei 20 chilometri al femminile, di una Elisa Rigaudo (Fiamme Gialle) già tirata a lucido. La piemontese si è imposta in un significativo 1h31:56, tempo che vale perché realizzato alla fine di gennaio, e, soprattutto, a completamento di un lungo periodo di preparazione. La Rigaudo ha marciato sempre appaiata alle compagne di allenamento, le due cinesi Liu Hong e Li Yanfei, superate nel rettilineo conclusivo (soprattutto la Hong, accreditata dello stesso tempo finale) al termine di uno sprint entusiasmante. “Sono molto soddisfatta di questo risultato – le parole del bronzo olimpico di Pechino – ero venuta qui per marciare in un tempo non inferiore all’1h34, e invece, alla fine, mi ritrovo con un crono inferiore di oltre due minuti. Segno che il lavoro con Sandro Damilano sta andando a gonfie vele, come del resto mi dicono le sensazioni. Sto continuando sulla strada dello scorso anno: intensità più elevate, e meno chilometri, anche perché l’età avanza, ed il modo di recuperare la fatica cambia…Mi devo adattare, e credo che il sistema di allenamento che Damilano ha costruito per me stia dando i suoi frutti”. Per la Rigaudo, splendida quarta ai Mondiali di Daegu lo scorso anno, l’esordio stagionale sui 20 chilometri avverrà nella tappa svizzera del Challenge IAAF, il 18 marzo, a Lucerna. “Sì, non voglio andare troppo lontano per la prima gara. Poi farò sicuramente la Coppa del Mondo di Saransk, prima di far rotta sull’Olimpiade”. In scia alla Rigaudo, va segnalata l’ottima prestazione di Sibilla Di Vincenzo (Assindustria Padova), capace di tenere a lungo l’andatura delle battistrada, e alla fine seconda (quarta contando anche le due cinesi) in un probante 1h32:30.

Grande festa a Latina
Una bellissima giornata per la marcia azzurra, a Latina. E non solo per i risultati colti dai big. Folto il pubblico sul percorso, e tantissimi i bambini che hanno preso parte alle gare del Trofeo Fulvio Villa, in una sorta di rito iniziatico per il tacco e punta laziale. Merito al lavoro e alla passione degli uomini del Comitato Provinciale di Latina, che hanno fatto di questa prova un piccolo-grande evento nazionale.

Marco Sicari

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