Savona: Jacobs 9.99 ventoso, Dosso vola a 11.19

18 Maggio 2022

Il campione olimpico sotto i 10 secondi in batteria (+2.3), poi vince la finale con 10.04. Ali scende a 10.18. La sprinter è fantastica, a 5 centesimi dal record italiano della Levorato. Lambrughi 49.03 nei 400hs, Kaddari 22.83 nei 200

 

di Nazareno Orlandi

Jacobs in ripresa, Dosso a un passo dal record. Subito sotto i 10 secondi, nonostante il ricovero in ospedale di dodici giorni fa a Nairobi: il campione olimpico Marcell Jacobs sfreccia in 9.99 ventoso in batteria nei primi 100 metri dopo Tokyo, spinto da una folata superiore al consentito (+2.3), e un’ora dopo conquista la finale del Meeting di Savona con 10.04 e vento regolare (+0.3). Sulla pista in cui l’anno scorso firmò il suo primo record italiano dei 100 con 9.95, pur senza la condizione dei giorni migliori il fenomeno delle Fiamme Oro batte l’ivoriano Arthur Cissé (10.10), il francese Jimmy Vicaut (10.12) e il velocista dello Sri Lanka Yupun Abeykoon (Nissolino Sport, 10.16 dopo il 10.04/+2.3 della batteria). Non si ferma più l’altro azzurro Chituru Ali (Fiamme Gialle) che scende a un notevole 10.18 migliorando di un decimo il tempo della scorsa settimana ai Marmi di Roma (10.28), ma è da sottolineare anche il 10.12 ventoso della batteria, che non può essere riconosciuto come primato personale essendo agevolato da un vento superiore a +2.0. Sesta piazza in finale per il francese Mouhamadou Fall (10.24). “Ho fatto fatica, pensavo di correre meglio rispetto alla batteria e invece mi manca un po’ di brillantezza e non avanzavo come al solito - l’analisi di Jacobs, seguito alla Fontanassa dal suo coach Paolo Camossi - pensavo di averne di più, mi manca ancora un po’ di lavoro. Ma è soltanto la prima gara dell’anno sui 100, abbiamo tempo per arrivare ai Mondiali, l’obiettivo principale della nostra stagione. Il virus di Nairobi non ci voleva proprio, quella settimana non è stata esattamente la migliore della mia vita: oggi ho voluto gareggiare perché sapevo di poterlo fare, ero convinto di poter correre meglio tecnicamente, soprattutto nella seconda parte di gara. Ora mi aspetta la bellissima gara di Eugene in Diamond League: sarà più difficile del Mondiale, dove gli americani saranno solo 3 e non 7 come nel meeting del 28 maggio”. Nella sua agenda, è cerchiata in rosso la data del 9 giugno: Golden Gala Pietro Mennea allo stadio Olimpico di Roma, per ricevere l’applauso del pubblico di casa e per far sognare tutti gli italiani. Quindi, sette giorni dopo, ancora in Diamond League a Oslo per i Bislett Games.

PATTA 10.19, DESALU 10.21 PB, DOSSO DA URLO - In evidenza anche gli altri due campioni olimpici della staffetta 4x100: Lorenzo Patta (Fiamme Gialle) comincia la stagione da 10.19 (+1.3), a sei centesimi dal PB ottenuto lo scorso anno sullo stesso rettilineo (quello opposto al principale, visto il vento che soffia dal mare), Fausto Desalu (Fiamme Gialle) si migliora fino a 10.21 (+1.3) scendendo di otto centesimi rispetto al 10.29 di Savona del 2020, ottima notizia in prospettiva 200 metri. Ad entrambi non basta per accedere nella finale a sei, complice anche la qualità del cast internazionale, ma l’esordio è comunque di valore.  È straordinario invece per Zaynab Dosso. C’era tanta curiosità dopo la fantastica stagione al coperto (7.14 record italiano dei 60) e la sprinter delle Fiamme Azzurre non tradisce. La crescita, poderosa, strabiliante, prosegue anche nei 100 metri: 11.19 in batteria (+1.0), 11.21 in finale (+0.9) senza spingere fino in fondo.

Tradotto: diventa la seconda donna italiana più veloce di ogni epoca sui 100 metri a soli cinque centesimi dal record italiano timbrato da Manuela Levorato a Losanna il 4 luglio 2001. La 22enne reggiana allenata a Roma da Giorgio Frinolli manda in frantumi il primato personale, abbattuto di 24 centesimi (11.43 a La Chaux-de-Fonds nel 2020) e fa nettamente meglio dell’11.33 ventoso dello scorso anno a Grosseto (+3.3). Dopo l’11.12 della britannica Daryll Neita corso nella medesima batteria, quello della Dosso è il secondo crono europeo dell’anno, nella stagione che oltre ai Mondiali di Eugene (15-24 luglio) offrirà anche gli Europei di Monaco di Baviera (15-21 agosto). In finale, assente la Neita che opta per i 200, l’azzurra si prende il successo davanti alla svizzera Geraldine Frey (11.31) e all’altra azzurra Vittoria Fontana (Carabinieri) terza in 11.34. 

“Soddisfatta? Beh, ho fatto il mio compito per il primo 100 dell’anno - le parole di Zaynab Dosso - Non è questo il momento per cercare il tempone, siamo soltanto a maggio. L’obiettivo è Eugene e soprattutto Monaco, e perché no, qualcosa di molto vicino agli 11 netti. In batteria mi sono sentita molto bene, non ho lasciato andar via la Neita che non è una velocista che viene dal nulla (due bronzi olimpici e due argenti mondiali con la 4x100, ndr). Poi in finale mi sono un po’ indurita quindi non ho forzato negli ultimi metri. Per essere l’inizio va benissimo. Ma non ci accontentiamo. A breve cominceranno le sfide all’estero nei 100, correrò per due volte in Polonia, il 3 giugno a Bydgoszcz e il 5 a Chorzow”. 

IN PISTA - Riecco Mario Lambrughi. Riecco José Bencosme. Nei 400 ostacoli di Savona il brianzolo della Riccardi torna ad avvicinare dopo quattro anni il primato personale: 49.03 a quattro centesimi dal suo miglior tempo del 2018 (48.99) e a tredici centesimi dallo standard per i Mondiali di Eugene (48.90). Si rivede anche il neo-trentenne Bencosme (Avis Barletta) che si esprime in 49.29, a sette centesimi dal personale dopo cinque anni, e stacca l’irlandese Thomas Barr (49.53) già quarto a Rio e bronzo europeo a Berlino. Nel giro di pista con barriere al femminile è significativo il 55.29 di Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) in grado di sbarazzarsi dell’ucraina argento europeo Anna Ryzhykova (55.61) nonostante l’impatto con il nono ostacolo. Terza Linda Olivieri (Fiamme Oro) in 56.07, quarta Rebecca Sartori (Fiamme Oro) con il personale di 56.36. Debutto ok per Dalia Kaddari nei 200 metri. La campionessa d’Europa U23 inaugura la stagione con 22.83, sfruttando tutto il vento consentito (+2.0). La ventunenne cagliaritana delle Fiamme Oro disegna una buona curva e poi si lancia all’inseguimento di due validissime sprinter internazionali come la dominicana argento olimpico dei 400 metri Marileidy Paulino (22.59) e la britannica finalista olimpica dei 100 Daryll Neita (22.81). Più indietro l’altra ‘brit’ Beth Dobbin (23.13) e l’azzurra Irene Siragusa (Esercito) con 23.26. Duecento al maschile con la vittoria per il francese Amaury Golitin (20.63/+1.3), quinto Andrea Federici (Atl.

Biotekna, 20.87). 

Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) si affaccia subito sotto i tredici secondi nei 100hs: 12.99 (+0.7) sulla “sua” pista, a pochi passi da casa sua ad Alassio. La primatista italiana, al rientro sulla specialità dopo il record realizzato in semifinale a Tokyo, duella con la finlandese Reetta Hurske che la spunta in 12.94. Terza l’irlandese Sarah Lavin (13.11), quarta e ancora in crescita l’under 23 Elena Carraro (Atl. Brescia 1950 Metallurgica San Marco) che conferma i propri progressi con il personale di 13.13 e si toglie la soddisfazione di superare un’avversaria di livello internazionale come l’ungherese Luca Kozak (13.16). Sesto posto per Elisa Di Lazzaro (Carabinieri) in 13.17. Nei 110hs, i crampi frenano Hassane Fofana (Fiamme Oro) che arresta la propria azione già dopo il secondo ostacolo mentre scappa via il brasiliano Rafael Pereira (13.36/+1.6), davanti a Lorenzo Simonelli (Esercito, vent’anni da compiere il 1° giugno) che parte da 13.80.

Nei 400 metri avanza verso i 46 secondi Brayan Lopez (Fiamme Azzurre): il quattrocentista azzurro si migliora dopo quasi tre anni con 46.03, tredici centesimi meglio del 46.16 con cui si mise al collo il bronzo degli EuroU23 di Gavle nel 2019. Il piemontese mette in fila il messicano Luis Aviles (46.10) e l’altro quattrocentista della Nazionale Lorenzo Benati (Fiamme Azzurre, 46.19). Nel test sul giro di pista, l’ottocentista Catalin Tecuceanu (Silca Ultralite Vittorio Veneto) è sesto con il personale di 47.05, e al femminile l’affermazione è per la dominicana Fiordaliza Cofil (51.36), con Raphaela Lukudo (Esercito) quarta in 53.11. Gli 800 si correvano invece al femminile: sigillo per l’ucraina Olha Lyakhova (2:01.58), quinta Federica Del Buono (Carabinieri, 2:02.03), sesta Joyce Mattagliano (Esercito, 2:02.60 PB), settima Eleonora Vandi (Avis Macerata, 2:02.97). Nei 100 metri paralimpici, stavolta a primeggiare è l’argento di Tokyo Martina Caironi (Fiamme Gialle) con 14.49 (+0.1) davanti alla campionessa delle Paralimpiadi Ambra Sabatini (Fiamme Gialle, 14.51) e al bronzo Monica Contrafatto (Gela Sport, 14.88).

IN PEDANA - Due pesisti oltre i ventuno metri, ma stavolta senza esagerare: Nick Ponzio (Athletic Club 96 Alperia) si impone con 21,12 al secondo turno, Zane Weir (Fiamme Gialle) debutta con 21,05, trovando la miglior misura all’ultimo lancio. Torna oltre i venti metri Sebastiano Bianchetti (Fiamme Oro) con 20,03 (terzo), è invece sesto Leonardo Fabbri (Aeronautica) con 19,54 al rientro. Nel triplo, migliore prestazione mondiale 2022 outdoor per la saltatrice della Dominica Thea Lafond (14,53/+0.7) nel testa a testa con la dominicana Tima Jose (14,46/+0.9), quarta l’azzurra Ottavia Cestonaro (Carabinieri) con 13,85 (+1.0).

FOTOGALLERY (credit Giancarlo Colombo/Meeting di Savona)

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