Roma, l'Etiopia domina nel nome di Bikila



Festa di popolo, festa di primavera, in una Roma vestita di sole per l'annuale appuntamento con la maratona. Tanti, tantissimi con un pettorale sulla maglia (oltre 15.000 i partecipanti ai 42 chilometri, e circa 80.000 quelli iscritti, alla stracittadina), ed altrettanti, anzi, di più, ai lati del percorso, ad applaudire, incitare, sorridere, affacciandosi curiosi verso quella moltitudine ansimante. E loro, sulle pietre di Roma, ad inseguire idealmente il mito dell'etiope Abebe Bikila, fatto rivivere, nei (quasi) 50 anni dell'anniversario del trionfo olimpico, da un connazionale, Siraj Gena, vincitore dell'edizione di quest'anno e protagonista di un gesto atletico pari ad un piccolo-grande record: fermarsi a meno di 500 metri dal traguardo, togliersi le scarpe e le calze, e percorrere a piedi nudi gli ultimi metri di gara, prima di tagliare il traguardo in 2h08:39. Impresa simbolica (ma anche in parte prosaica, considerato il premio aggiuntivo previsto dagli organizzatori), e capace probabilmente di fare il giro del mondo per immagini nel corso delle prossime ore.

Bella gara, la maratona di Roma 2010, lanciata probabilmente su ritmi troppo spericolati all'inizio (30:16, 1h03:49), ma diventata palpitante nei chilometri conclusivi, con il duello tra Siraj Gena e il keniota Benson Barus (secondo in 2h09:00), il grande favorito della vigilia, che ha dovuto arrendersi al "kick" piazzato dall'etiope intorno al 38esimo chilometro. Nella loro scia, ancora match Kenya-Etiopia, con Nixon Machichin (Kenya) a completare il podio (2h09:08) davanti a Kedir Fikadu (Etiopia, 2h09:15). Bel settimo posto per Migidio Bourifa (Atl. Valle Brembana), ancora in grado di esprimere, malgrado i 41 anni compiuti, prestazioni di livello internazionale assoluto: il bergamasco ha tagliato il traguardo in 2h12:34, miglior crono tricolore dell'anno (oltre che miglior prestazione italiana Master di categoria), chiudendo il cerchio di una prova molto regolare, dopo il passaggio a metà dalle parti dell'1h05:30. Impresa riuscita solo in parte a Daniele Meucci (Esercito), l'uomo più atteso della vigilia, che ha completato il debutto assoluto sui 42 chilometri e 195 metri in un incoraggiante 2h13:49, dopo il passaggio a metà nel gruppo di Bourifa. Per il soldato pisano la luce è diventata tremolante (senza però spegnersi del tutto) intorno al trentesimo chilometro: a quel punto, ha perso contatto con gli altri, restando, nel momento più critico, completamente da solo, in uno scenario che ha fatto pensare al peggio. Ma è lì che è venuta fuori la classe del toscano, capace nelle battute conclusive (cosa che fa ben sperare per il futuro da corridore della distanza) di ritrovare magicamente le energie, e di correre l'ultimo chilometro (nonostante lo "strappo" in salita del Colosseo) sul piede dei 3:05.

La gara donne è stata l'atteso campionato nazionale etiope. Ad imporsi, bissando il successo 2010, è stata Firehiwot Dado Tufa, che ha replicato il successo dello scorso anno, con il tempo di 2h25:28. Dietro di lei, Kebebush Haile (2h25:31) e Mare Dibaba (esordiente sulla distanza, 2h25:38), per una sostanziosa tripletta. Da applausi, nella categoria handbike, anche Alex Zanardi, che ha dominato con il tempo di 1h15:53, frantumando il primato del percorso che era di 1h18:12.

"Sono felice della mia prova - le parole di Migidio Bourifa, il migliore degli azzurri sotto lo striscione d'arrivo del Colosseo - non sento i miei 41 anni, sono integro, faccio vita da atleta professionista e vado avanti per la mia strada, giorno per giorno. La nazionale? Non so, se dovesse arrivare una chiamata per gli Europei di Barcellona potremmo sempre parlarne, ma credo che sarà difficile, mi pare che ci si stia orientando verso scelte diverse". Daniele Meucci mostra moderata soddisfazione: "Il mio primo obiettivo - racconta l'allievo di Luigi Principato - era arrivare in fondo, completare la gara. Intorno al trentesimo chilometro è arrivata una bella "botta", ma per certi versi me l'aspettavo: non ho ancora fatto tutti i chilometri necessari per andar forte in maratona, mi mancano i lunghi: in questa preparazione, per una serie di ragioni, ne ho fatto solo uno, era inevitabile che accadesse. Nel finale, invece, tutto è tornato a posto, le gambe giravano, e questo mi soddisfa. Proseguirò la stagione sui 10.000 metri, ma vedremo solo tra un po' il da farsi". L'obiettivo tecnico, nella parole di Meucci e Principato, appare abbastanza delineato: tornare a correre i 10.000 metri in prospettiva Europei, passando per una prova regionale (forse il 10.000 della fase regionale del Lazio in programma a Rieti, step intermedio anche per Andrea Lalli, l'altro gioiellino del prolungato azzurro), e poi per l'Eurochallenge di Marsiglia sulla distanza (5 giugno). "I tempi sono cambiati - racconta Principato - non ha più senso tracciare un solco, e mettere la pista da una parte e la maratona dall'altra: guardate al resto del mondo, pensate per esempio a cosa ha saputo fare l'americano Dathan Ritzenhein nel 2009, correndo i 5000 in 12:56 e la maratona in 2h10 (per i malati di statistica: 12:56.27, 27:22.28, e 2h10:00, ndr)".

Gran festa sul traguardo di via dei Fori Imperiali, con il sindaco di Roma Gianni Alemanno, accompagnato, tra gli altri, dal presidente della FIDAL Franco Arese, dal sottosegretario allo sport Rocco Crimi, dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, e dal presidente della Maratona di Roma Enrico Castrucci, a premiare i vincitori. "E' stata una grande giornata di festa per l'atletica - le parole di Arese - gli organizzatori vanno elogiati per l'ottimo lavoro che anno dopo anno continuano a fare. Mi riempie d'orgoglio aver visto oggi oltre centomila persone vivere una giornata all'insegna del nostro sport: questo può farlo solo l'atletica". Piccolo successo promozionale anche per il Golden Gala, il meeting internazionale (quarta tappa della Diamond League IAAF) in programma il 10 giugno allo Stadio Olimpico e partner della Maratona di Roma: la mascotte "Romeo", immediatamente diventata la beniamina dei bambini (e immortalata in migliaia di foto ricordo), ha contribuito alla distribuzione di oltre 10.000 pettorali del meeting. I possessori potranno accedere ad una speciale parata sulla pista dell'Olimpico un'ora prima della manifestazione (godendo di una prospettiva sconosciuta ai più), prima di accomodarsi in tribuna.

LUTTO ALLA MARATONA, MUORE UN PARTECIPANTE - (ore 17.30, da comunicato stampa organizzatori) Nel pomeriggio inoltrato, si è diffusa la tragica notizia di un decesso tra i partecipanti alla Maratona di Roma: il belga Tom Van Der Gucht, 55 anni, ha avuto una crisi cardiaca a Piazza Venezia, al 39° chilometro. Rianimato dalla postazione sanitaria situata a cinquanta metri, quando era già a terra colto da arresto cardiorespiratorio, è stato trasportato d’urgenza con un’ambulanza all’ospedale Fatebenefratelli, dove è arrivato già privo di vita.

m.s.

MARATONA DI ROMA 2010/Rome City Marathon 2010
CLASSIFICHE/Final Results

UOMINI/Men
1. Siraj Gena (ETH) 2h08:39
2. Benson Barus (KEN) 2h09:00
3. Nixon Machichim (KEN) 2h09:08
4. Kedir Fikadu (ETH) 2h09:15
5. Shume Hailu (ETH) 2h11:48
6. Nicholas Manza (KEN) 2h12:19
7. Migidio Bourifa (ITA) 2h12:34
8. Abdullah Dawit Shami (ETH) 2h12:36
9. Gosa Tafa Megersa (ETH) 2h13:02
10. Alemayehu Ameta Belachew (ETH) 2h13:25
11. Daniele Meucci (ITA) 2h13:49

DONNE/Women
1. Firehiwot Dado Tufa (ETH) 2h25:28
2. Kebebush Haile (ETH) 2h25:31
3. Mare Dibaba (ETH) 2h25:38
4. Tetyana Filonyuk (UKR) 2h26:24
5. Fate Tola Geleto (ETH) 2h28:58
6. Tiruwork Mekonnen (ETH) 2h31:17
7. Almaz Alemu Balcha (ETH) 2h33:20
8. Zivile Balciunaite (LIT) 2h35:31
9. Konjit Tilahun Biruk (ETH) 2h35:57
10. Vira Ovcharuk (UKR) 2h37:49

Nella foto, il via dal Colosseo (Foto Organizzatori)

File allegati:
- Il sito della manifestazione



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