Oslo: Kaddari quinta, Duplantis 6,02

16 Giugno 2022

In Diamond League 23.30 per l’azzurra sui 200, sesto Dal Molin (13.76) nei 110hs. L’astista svedese ritocca la sua world lead, Ingebrigtsen nel miglio sfiora il primato europeo in 3:46.46
di Marco Buccellato

Nella sesta tappa della Wanda Diamond League, a Oslo, quinto posto di Dalia Kaddari sui 200 metri in 23.30 (+0.8) mentre è sesto Paolo Dal Molin nei 110 ostacoli in 13.76 (-1.2). I Bislett Games chiudono con la miglior prestazione mondiale stagionale di Armand Duplantis (6,02 nell'asta) e quella sul miglio del norvegese Jakob Ingebrigtsen (3:46.46, primato della Diamond League a 14 centesimi dal record europeo di Steve Cram), oltre agli altri primati europei stagionali, tutti al femminile, dell'olandese Femke Bol sui 400hs (52.61), della britannica Keely Hodgkinson sugli 800 (1:57.71) e della norvegese Karoline Grovdal sui 5000 (quarta in 14:31.07). Grandi prestazioni anche del brasiliano Alison dos Santos sui 400hs in 47.27, del martellista polacco Pawel Fajdek (80,56, record della Diamond League), e dall'etiope Dawit Seyaum sui 5000 donne sotto il diluvio (14:25.84). L'olimpionica del disco Allman perde dalla croata Perkovic (66,82). Vittorie per Devon Allen sui 110hs (13.22), Telahun Haile Bekele sui 5000 uomini in 13:03.51, Kirani James sui 400 con 44.78, Andre De Grasse sui 100 metri (10.05), Chase Ealey nel peso (20,13), Miltiádis Tentóglou nel lungo con 8,10 (+1.0) e Ida Karstoft sui 200 metri (22.73).

Alla prima uscita stagionale in Diamond League, l'azzurro Paolo Dal Molin (Fiamme Oro) chiude in sesta posizione con un 13.76 (-1.2) che non permette al primatista italiano dei 110 ostacoli di migliorare il doppio 13.70 ottenuto martedì a Turku. Ancora un buon start, poi gara in parte compromessa dall'urto con un paio di barriere. Davanti, netto successo dello statunitense Devon Allen (12.84 domenica a New York), primo in 13.22 ancora figlio di gran pulizia tecnica, davanti allo spagnolo Asier Martinez (13.30) e al brasiliano Rafael Pereira (13.37). Ritirato il francese Belocian, non partito l'olimpionico di Rio Omar McLeod. Per Dalia Kaddari (Fiamme Oro) un quinto posto in 23.30 (+0.8), crono che non soddisfa le ambizioni della sprinter azzurra di tornare sotto i ventitré secondi dopo il promettente avvio di stagione a Savona (22.83) e la prestazione del Golden Gala (23.29). La campionessa d'Europa under 23 dei 200 parte molto bene e sembra proiettata a una performance di rango, prima di spegnersi negli ultimi cinquanta metri, nella sua prima gara di Diamond League fuori dai confini italiani. Successo alla danese Ida Karstoft, nuovamente al primato nazionale in 22.73 davanti alla britannica Dobbin (23.01) e all'olandese Samuel (23.05).

Una serata ricca di due migliori prestazioni mondiali e altrettanti record della Diamond League, oltre a tre primati europei stagionali. La palma dei migliori va alla coppia-spettacolo Armand Duplantis-Jakob Ingebrigtsen. Duplantis, un nome una garanzia. Ha vinto la gara sotto il diluvio, con due salti a 5,60 e 5,80, poi ha faticato a superare i 5,92 alla terza prova ancora con la pioggia, per poi volare oltre i 6,02 della "world lead" 2022 all'aperto, e anche primato del meeting (già suo con il 6,01 dello scorso anno). Accademici i due tentativi a 6,10, prima di rinunciare alla terza prova. Ottima la coppia norvegese Guttormsen e Lillefosse, secondo e terzo con 5,80 in condizioni davvero poco favorevoli. Ingebrigtsen: il norvegese ha chiuso il meeting con il classico miglio del Bislett, la miglior gara dell'anno sulla distanza, superandosi ancora fino a lambire di soli quattordici centesimi l'annoso record d'Europa del britannico Steve Cram, con il miglior crono 2022 di 3:46.46, trovando un degno avversario nell'australiano Oliver Hoare, secondo con il primato dell'Oceania di 3:47.48, terzo il britannico Jake Wightman in 3:40.30.

Ostacoli super con la coppia Dos Santos-Bol. Il brasiliano Alison dos Santos ha sfiorato in 47.27 il suo mondiale stagionale di 47.23, in condizioni ambientali peggiori rispetto a quelle ideali di Eugene, superando l'estone Rasmus Mägi (48.51) e il francese Happio (49.01, personale). La gara di dos Santos fa il paio con quella vinta da Femke Bol sui 400hs con il miglior tempo europeo dell'anno di 52.61, terza prestazione assoluta del vecchio continente e quindicesima all-time nel mondo, con sei decimi di miglioramento sul record del meeting. L'olandese ha pagato il prezzo di un ultimo ostacolo incerto, vanificando un crono ancora più scintillante. Nel distacco di oltre due secondi c'è tutto l'abisso tra la 22enne bronzo olimpico e le avversarie più vicine, l'ucraina Ryzhykova (54.81) e la britannica Knight (54.84). Sotto i 55 anche la norvegese Iuel (54.91). 

La Bol ancora protagonista in Diamond League, quindi, dopo il successo all'Olimpico di Roma, proprio come Kirani James: il grenadino ha bissato la vittoria del Golden Gala con un buon 44.78, quarto successo in cinque uscite stagionali, scavando un solco tra sé e lo stagionato Makwala (45.46) e il giamaicano Taylor (45.52). Chi invia segnali di progresso è invece Andre De Grasse, che conquista i 100 metri in 10.05 (+0.5) precedendo di un centesimo il britannico Prescod e il sudafricano Simbine (10.09). Quinto in 10.16 il cingalese di stanza a Roma, Yupun Abeykoon (Nissolino Sport). Lungo al campione olimpico Miltiádis Tentóglou 8,10 (+1.0), avvicinato ma non superato all'ultimo salto dallo svedese Thobias Montler (8,05/+0.9), terzo lo svizzero primatista nazionale e provetto decatleta Simon Ehammer (7,95/+0.7), che ha chiuso la gara con un nullo su cui lasciare più di un rimpianto.

Si scatena il diluvio che sommerge il favoloso 5000 donne, vinto con un bellissimo finale dall'etiope Dawit Seyaum con un tempo strepitoso, in considerazione delle condizioni ambientali, 14:25.84, 17esima prestazione all-time, per stroncare la resistenza delle connazionali Gudaf Tsegay (14:26.89) e Letesenbet Gidey (14:26.92), che hanno preceduto la norvegese Grovdal, primadonna dei media nazionali con il 14:31.07 (leadership europea 2022 e ottava prestazione continentale all-time) che ha migliorato di oltre sei secondi il record di Norvegia della grande Kristiansen. Trovano il sole, mezz'ora più tardi, i protagonisti di un altrettanto bel 5000 uomini, risolto dopo un ultimo giro con otto atleti in pochi metri dall'etiope Telahun Haile Bekele in 13:03.51 davanti ai connazionali Samuel Tefera (13:04.35) e Getnet Wale (13:04.48). L'arco del mezzofondo del Bislett si chiude con l'eccellente prestazione della britannica argento olimpico a Tokyo Keely Hodgkinson, che ha limato un centesimo al miglior crono europeo stagionale e seconda prestazione nelle graduatorie mondiali dell'anno (1:57.71), vincendo senza dannarsi l'anima contro l'altra britannica e scozzese Laura Muir (1:58.09) e la sempre ben piazzata francese Renelle Lamote (1:58.50), in una gara con otto ragazze sotto i due minuti, a conferma del felice momento d'assieme della distanza al femminile.

Nei lanci, record della Diamond League per il pluri-iridato polacco Pawel Fajdek (80,56) in una gara con il meglio espresso nel turno finale, con i lanci top della gara anche per l'ungherese Halasz (78,29) e per il campione olimpico Nowicki (78,36). Anche il peso donne è stata competizione di pregio con doppio personal best per la statunitense Chase Ealey (20,13, seconda prestazione mondiale 2022) e per l'olandese Jessica Schilder (19,46, quinto record nazionale da inizio anno tra indoor e outdoor), che assieme alla portoghese iridata indoor Dongmo (19,43) ricompongono lo stesso podio, ma con posizioni diverse, dei Mondiali al coperto di Belgrado. Nel disco, ultimo concorso della serata, l'olimpionica Valarie Allman (65,91) ha perso dall'altra medaglia d'oro a cinque cerchi Sandra Perkovic (66,82). Terza la tedesca Pudenz con 63,31. Chiusura con la 4x400 donne (non Diamond League) vinta dalle britanniche in 3:28.57 di un solo centesimo sulle norvegesi, al primato nazionale in 3:28.58. Appuntamento a Parigi, sabato 18 giugno, per la settima tappa del massimo circuito dell'atletica mondiale.

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Jakob Ingebrigtsen (foto Quine/Diamond League)


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