Olimpiade out Meucci e Salis

08 Agosto 2012

A Londra, il mezzofondista è ottavo (13:28.71) nella batteria dei 5000 metri. La martellista si arena in qualificazione.

Azzurri in ombra nella mattinata della sesta giornata di atletica ai Giochi Olimpici di Londra. La martellista Silvia Salis, come agli Europei di Helsinki, non riesce a superare lo scoglio della qualificazione. Il suo primo lancio, al limite dei 65 metri, finisce fuori settore, mentre il secondo si scontra con la rete di protezione e termina a pochi metri poco distante dalla gabbia. Anche nel terzo, purtroppo, le cose non vanno meglio. La traiettoria del martello dell'azzurra viene di nuovo deviata dalla rete atterrando oltre i 60 metri. Non abbastanza per sperare di nella finale. Il tabellino della genovese delle Fiamme Azzurre si chiude con un'altra "X". Grande rammarico nelle sue parole: "Sono molto delusa, non ho mai fatto qualificazioni come quest'anno. Vengo dalle finali degli Europei 2010 e dei Mondiali 2011. Per una orgogliosa come me è una coltellata. Volevo dare tutto ed esprimermi al massimo. Il primo lancio, purtroppo, mi è passato davanti, ma oggi ho forzato perchè cercavo di fare 70 metri e purtroppo sono incappata in qualche errore tecnico". Otto le atlete che hanno superato i 73 metri richiesti dalla qualificazione diretta con in testa il 75,68 della polacca ex iridata e primatista del mondo, Anita Wlodarczyk. La connazionale Joanna Fiodorow ottiene, invece, l'ultima misura di recupero, un 70,48 che anche la lanciatrice azzurra ha dimostrato più volte di valere con sicurezza. 

Nei 5000 metri a Daniele Meucci tocca la prima batteria insieme ad alcuni dei favoriti annunciati per la medaglia più preziosa come l'iridato britannico e neo-olimpionico dei 10.000 Mo Farah affiancato dal forte keniano Isiah Koech. La gara scorre a lungo compatta e senza grossi sprazzi (2:49:96 ai primi 1000, 5:35.87 ai 2000). Nei giri finali puntualmente l'andatura si movimenta e il gruppo inizia a sfilacciarsi. Meucci insiste e resta attaccato al treno dei battistrada. La campana suona l'ennesimo inevitabile cambio per quella che diventa una volata lunga un giro. L'azzurro non si tira indietro e si lancia all'inseguimento rimontando qualche posizione. Sul rettilineo finale, però, mentre davanti l'azero Ibrahimov vince in 13:25.23 su Koech (13:25.64) e Farah (13:26.00), rinviene - come nella finale continentale di Helsinki - il tedesco Gabius che gli toglie il settimo posto (13:28.71). Meucci chiude ottavo in 13:28.71. "I 10.000 metri mi hanno sbloccato - dichiara il toscano dell'Esercito, argento europeo dei 10000 ad Helsinki - oggi non mi sono fatto fregare dalla tensione e ho tirato fuori tutta la cattiveria che so di avere. Mi sono incavolato con me stesso, non poteva andare come l'altro giorno. Purtroppo, quando gli altri hanno cambiato ritmo mi sono ritrovato a fare una volata di quasi 350 metri, senza riuscirla a tenere fino in fondo. A prescindere dalla qualificazione, sono arrivato a 9 secondi dal personale (13:19.00) in una gara tattica, ma siamo all'Olimpiade e difficilmente potrà bastare per la finale".

Infatti, come prevedibile, la seconda batteria è molto più veloce traghettata dagli etiopi Gebremeskel (13:15.15) e Alamirew (13:15.39) e i cinque tempi di recupero (l'ultimo il 13:21.21 di Mumin Gala) vengono ripescati tutti da qui. Resta fuori dalla finale anche il bronzo olimpico di Pechino 2008, Edwin Soi, sesto (13:27.06) in prima batteria.   

Stasera, semifinale alle 20:31, per il primatista nazionale dei 110hs Emanuele Abate che si troverà di fronte il recordman mondiale Dayron Robles e il russo, campione europeo, Sergey Shubenkov. 

DECATHLON, E' SUBITO EATON - Parte bene il decathlon olimpico per lo statunitense Ashton Eaton, dominatore annunciato della gara. Il neoprimatista mondiale (9039 punti ai Trials di Eugene) ha subito messo in chiaro le sue ambizioni di vittoria, imponendosi nettamente nelle due prove iniziali: 10.35 (+0.4) sui 100 metri e un altrettanto notevole 8.03 (+0.8) nel salto in lungo. Con il successivo 14.66 nel peso e un parziale di 2848 punti, il suo vantaggio è di 105 lunghezze nei confronti del connazionale Trey Hardee (oro iridato), a quota 2743 e protagonista di un avvio convincente: 10.42, 7.53 e 15.28. Più dietro l’ucraino Kasyanov (2664) e il belga Van Alphen (2639), ritirato il ceco Sebrle, ex primatista mondiale e oro ai Giochi di Atene nel 2004.

Le batterie degli 800 femminili si aprono con la fuga solitaria della statunitense Alysia Montano, che dopo un primo giro rapidissimo (55.55) prevale in 2:00.47 davanti al 2:00.71 della sudafricana Caster Semenya, vicecampionessa mondiale. Anche l’iridata russa Mariya Savinova (2:01.56), la keniana Pamela Jelimo (2:00.54), olimpionica a Pechino, e la connazionale Janeth Jepkosgei (2:01.04) avanzano senza problemi. Molto più lenta la batteria vinta dalla junior Francine Niyonsaba (Burundi, 2:07.57), campionessa africana assoluta, mentre non si presenta l’etiope Fantu Magiso, quinta nelle liste mondiali stagionali.

Quattordici atleti saranno al via nella finale dell’asta maschile: a conti fatti, per passare era necessario 5.50 alla prima prova. In due hanno superato la quota di 5.65, il francese Lavillenie e il tedesco Holzdeppe, ma con un errore alle misure precedenti. Percorso netto invece per il greco Filippidis (5.60), ed è bastato un solo salto, riuscito a 5.50, per l’australiano Hooker (olimpionico in carica), il britannico Lewis, i tedeschi Mohr e Otto. Eliminati i primi due classificati ai Mondiali di Daegu dell’anno scorso: il polacco Wojciechowski (tre nulli a 5.35, non al meglio della condizione) e il cubano Borges (5.50 alla seconda, dopo la rottura dell’attrezzo nel primo salto a 5.35).

a.g.

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