Montagna: Mayr e il Kenya trionfano a Casto

04 Settembre 2023

La campionessa mondiale vince due volte. Tra gli uomini il Vertical è di Kipngeno con Rota ai piedi del podio. Trofeo Nasego a Kiriago, quarto Maestri e quinto Chevrier

Dominio della fuoriclasse austriaca Andrea Mayr e due vittorie keniane al maschile nel weekend di Coppa del Mondo di corsa in montagna a Casto (Brescia). Sulla salita da 4,2 km con mille metri di dislivello del Vertical Nasego che conduce alla cima della Corna di Savallo (1436 metri) la sette volte campionessa mondiale ‘uphill’, già detentrice del record della gara, stravince e ferma il cronometro sul nuovo primato della manifestazione con 38:06. Dietro è battaglia tra l’argento iridato Philaries Jeruto Kisang, al traguardo in 40:27, e la scozzese Scout Adkin, già sul podio anche nella tappa di Malonno, terza in 40:35 a otto secondi dalla keniana. Prima delle italiane Valentina Belotti (Us Malonno), tre volte regina del Vertical Nasego, all’ottavo posto con 43:57. “Nella seconda parte più ripida e tecnica - dichiara la vincitrice - ho potuto dare il massimo. Quando all’arrivo ho guardato il tempo mi sono emozionata perché era questo uno degli obiettivi della stagione per me”. Tra gli uomini resta imbattuto il keniano Patrick Kipngeno con il crono di 34:25 nonostante il problema persistente al ginocchio che non gli permette di migliorare il suo record di 33:47. Non deludono le aspettative Christian Allen e il britannico Joe Steward, rivelazione della stagione, che duellano per tutta la gara tagliando il traguardo a sette secondi l’uno dall’altro, con lo statunitense secondo in 35:01. Soddisfazione azzurra per il quarto posto a sorpresa di Luciano Rota (La Recastello Radici Group, 35:37) davanti all’altro keniano Philemon Kiriago (35:48) mentre è sesto Andrea Rostan (Atl. Saluzzo, 35:51), nella top ten anche Tiziano Moia (Gemonatletica, ottavo in 36:11) e Matteo Eydallin (Atl. Susa Adriano Aschieris, nono con 36:42). “La gara è stata durissima, con un ritmo infernale sull’asfalto, poi all’imbocco del sentiero Kipngeno ha mantenuto quella velocità ma gli altri hanno rallentato e mi sono avvicinato sempre di più, sentivo di poterli riagganciare. Ho ripreso Rostan e poi sono riuscito a rientrare anche sul gruppo di testa. Nell’ultima parte di sentiero ripidissima alla fine ho conquistato la quarta piazza”, le parole di Luciano Rota. [RISULTATI]

Nel doppio appuntamento della Valsir Mountain Running World Cup, spettacolo anche con il classico Trofeo Nasego arrivato alla 22esima edizione per la sfida dell’élite mondiale sul tracciato da 21,5 km con 1330 metri di dislivello positivo. Nessuno può fermare Andrea Mayr, nemmeno Madalina Florea che prende subito la testa della gara. Al 4° km dietro di lei tiene il ritmo Kisang e a trenta secondi il gruppetto con Mayr, Adkin e la keniana Joyce Muthoni Njeru (Atl. Saluzzo) che 11 km dopo il via si porta al secondo posto, distante un minuto dalla romena.

Da qui inizia la salita più dura, in cui l’austriaca può fare la differenza e recuperare posizioni superando le avversarie fino a guidare la gara già al Rifugio Nasego, con le posizioni che non cambiano fino al traguardo: Mayr (1h46:06), Florea (1h46:52) e Njeru (1h48:33). In chiave azzurra nona Alice Gaggi (La Recastello Radici Group, 1h55:07) e decima la compagna di squadra Beatrice Bianchi (1h56:06). “Non me l’aspettavo perché a metà gara ero sesta. Mi sono concentrata su me stessa e a un certo punto mi hanno comunicato che ero seconda, non mi ero nemmeno accorta di aver conquistato tutte quelle posizioni, non avevo bene consapevolezza di chi avessi davanti e dietro. Mi sentivo bene e sono andata dritta fino al traguardo”, racconta Andrea Mayr. Nella prova maschile Philemon Kiriago, leader di Coppa, vince in 1h31:00 ma deve fare i conti con Chris Allen che parte forte guidando il plotone formato da Kiriago, Kipngeno, Chevrier e Maestri. Bastano quattro chilometri al keniano per segnare il terreno e andare al comando transitando completamente solo all’11° chilometro, inseguito da Allen e dal connazionale vincitore del Vertical. Sulla salita al Rifugio Nasego l’americano va in difficoltà e ne approfitta Patrick Kipngeno che diventa secondo (1h31:45), terzo Allen (1h32:33). Da qui in poi non c’è più gara se non dietro con lo spagnolo Alex Garcia Carrillo, sesto al Mondiale, a lottare con gli azzurri, protagonisti ad alto livello. Cesare Maestri è il migliore degli italiani al traguardo, quarto in 1h34:43, mentre chiude quinto l’altro portacolori dell’Atletica Valli Bergamasche, Xavier Chevrier (1h36:17), e sesto l’iberico (1h36:58). Si riscatta Henri Aymonod (Us Malonno) che sebbene non nella sua distanza preferita coglie il settimo posto con 1h37:27, invece Luciano Rota stupisce ancora agguantando l’ottava posizione. “È stata una gara tosta - commenta Cesare Maestri - nella prima parte ho faticato molto, mi sono staccato qualche volta dal gruppettino che si giocava la quarta posizione, perché i primi tre sono andati via da subito. Ma ho tenuto duro e nell’ultima parte di salita sono riuscito ad attaccare guadagnando quel vantaggio che mi ha consentito di arrivare quarto”. La Nasego si conferma tappa determinante nel definire la classifica della Valsir Mountain Running World Cup, a tre gare dal termine. Con la sua vittoria Philemon Kiriago compie un passo decisivo verso la conquista della sua prima Coppa del Mondo. Il distacco dal compagno di squadra Kipngeno sale a 20 punti e tra i due sarà probabilmente decisiva la finale di Gran Canaria. Appassionante la lotta per il terzo posto maschile dove sono ancora in gioco Henri Aymonod e Andrea Rostan. Al femminile è sempre Joyce Muthoni a comandare inseguita da un’accoppiata formata da Philaries Kisang e da Andrea Mayr, che potrebbe però aver concluso a Casto la propria campagna iridata. [RISULTATI]

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Cesare Maestri (foto Gulberti/organizzatori)


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