Mondo: Lyles 19.91, è pronto per Roma
20 Aprile 2026Road to Golden Gala: Noah vola già nei 200 metri. Dalla Giamaica agli Stati Uniti l'esplosione Hodge, il ritorno di Elaine Thompson-Herah, world lead a pioggia, le teenager volanti.
Sulle piste del continente americano un ottovolante di prestazioni che lanciano la primavera dello sprint nella nuova stagione. Iniziamo la carrellata del weekend con l'ultimo meeting in calendario (posposto di un giorno), il Velocity Fest di Kingston (ieri) che ha segnato il ritorno ad alto livello della due volte "doppia" olimpionica dello sprint Elaine Thompson-Herah, 10.92 (0,8 m/s) in batteria e poi assente nella finale vinta a sorpresa dalla 21enne Lavanya WIlliams in 10.96 su Jonielle Smith (10.99 come in batteria). E' stato anche il meeting del 9.90 (1,3) di Bryan Levell che ha lasciato dietro di sé Kadrian Goldson (9.99) e il britannico Zharnel Hughes (10.02). Il campione del mondo dei 100 metri Oblique Seville ha corso la doppia distanza, secondo in 20.43 dietro Adrian Kerr (20.28) ma davanti a Ackeem Blake (20.54). LYLES IN FLORIDA. Il pluricampione del mondo dei 200 e oro olimpico dei 100 Noah Lyles, una delle star del Golden Gala Pietro Mennea del prossimo 4 giugno, ha vinto i 200 metri del Tom Jones Memorial di Gainesville in 19.91 (1,6) sul sempre più competitivo 22enne Maximilian Thomas (19.98), prima di dare spettacolo con una favolosa 4x100 che ha visto ben tre formazioni scendere sotto i 38", la Gainesville Elite (37.78) con Lyles in ultima frazione, l'oro mondiale indoor Jordan Anthony in prima, l'altro iridato indoor Bromell in seconda e il nome nuovo del Brit Sprint Jake Odey-Jordan, un19enne dai mezzi fisici eccezionali segnalatosi, nei 100 metri, con un 9.94 appena ventoso che è il miglior crono di sempre per un europeo u20 in qualsiasi condizione (anche 20.33 nei 200). Dietro il quartetto vincente, due team USA con Lindsey, Bednarek, King e Thomas secondi in 37.86 e Coleman, Baker, Taylor e Austin terzi in 37.97.
ANTHONY. Tornando al giovane campione mondiale dei 60 metri Jordan Anthony, suoi i 100 metri con corsa regale in 9.91 e altre ottime prestazioni maschili dal 47.82 di Trevor Bassitt nei 400hs al 2:57.33 della 4x400 di Pure Athletics con tre statunitensi (Robinson, Dean e McRae) e il trinidegno Richards a precedere un altro quartetto da 2:58.50 con dentro Michael Norman e il britannico Matthew Hudson-Smith. Ancora, 44.30 del canadese Chris Morales Williams nei 400 metri faticando contro il campione del mondo di Eugene nei 400hs Alison dos Santos (44.38).
SHOW DONNE. Numerosi acuti anche nelle gare femminili del Tom Jones Memorial, con 7,07 nel lungo della prima giornata a firma della 25enne Alexis Brown (omologa della 22enne sprinter da 10.93) e il clamoroso 10.77 di Adaejah Hodge (Isole Vergini Britanniche) con rimonta in extremis sulla giamaicana Shenese Walker (10.80!) e proprio sull'Alexis Brown di cui sopra (11.04). Anche nei 200 grande densità, ben diciassette ragazze sotto i 23" con i migliori risultati (tra queste non Dina Asher-Smith, 23.03), tra serie universitarie ed Olympic Development, di Shawnti Jackson (22.35), Gabi Matthews (22.41), McKenzie Long (22.42) e della 19enne Mariah Maxwell (22.44). Si chiude con il sontuoso 41.70 del quartetto veloce USA con la big dei Mondiali di Tokyo Melissa Jefferson-Wooden, Anavia Battle, Kayla White e Sha'Carri Richardson e il 3:23.42 nella staffetta del miglio tutto a tinte USA con Garrett (per lei 54.46 nei 400hs), Ford, James e Akins.
WORLD LEAD A WALNUT. Nelle Mt Sac Relays di Walnut highlights con il 44.29 di Jaylen Davis nei 400 (Norwood 44.58) e prove multiple vinte da Hakim McMorris (8.420) e dalla lituana Beatrice Juskeviciute (6.323). Due 400iste sotto i 50" (Madison Whyte 49.64 e Sanaria Butler 49.86), il 4,80 dell'astista Hana Moll e i 100 metri ventosi (2,8 m/s) con il 22enne Jelani Watkins (9.82) a precedere l'australiano ex-neozelandese e di origini africane Eddie Osei-Nketia (9.84) completano l'edizione 2026 del meeting di Walnut (anno di inaugurazione il 1959), in cui hanno brillato anche una formazione veloce di sprinter tutti ghanesi in 38.04 e la martellista islandese Elisabet Rut Runarsdottir che si è ulterioremente migliorata fino al record nazionale di 72,89.
ALTRI RISULTATI. Nell'Oregon Team Invitational di Eugene primato NCAA sui 1500 metri del 21enne Simeon Birnbaum in 3:31.69, mentre in pedana si migliora il lunghista dello Zimbabwe Tafadzwa Chikomba con 8,25 a fronte di oltre due metri di vento contrario.Nel Clay Invitational californiano di Azusa miglior 5000 metri dell'anno all'aperto dell'eritreo Habtom Samuel (13:03.47), 1:44.42 di Colin Sahlman negli 800 metri ed ennesimo record NCAA di Jane Hedengren (14:50.50 nei 5000). Dalle altre sedi, terzo PB a 13.07 per l'ostacolista Jamal Britt a Greensboro, PB outdoor a Lincoln per la pesista svedese medagliata indoor a Torun Axelina Johansson (19.62).
TEENAGER SCATENATE. Sipario sulle piste estere con l'eccezionale 11.01 attribuito alla 14enne Melanie Doggett in Georgia con dati sul vento non ancora disponibili, un risultato in ogni caso pazzesco se rapportato alla sua data di nascita (3 giugno 2011). La Doggett finora si era espressa meglio, in proporzione, sulla doppia distanza, dove vanta 22.80 con vento stavolta certamente contrario, oltre a 7.20 nei 60 metri. E' addirittura del 23 novembre 2011 l'altra teen-ager prodigio u16 della velocità mondiale, la 14enne australiana Charlotte Ehioghae in evidenza già dalla scorsa stagione (a 13 anni), che ha vinto i campionati australiani giovanili con 23.09 nei 200 metri. Nella categoria u20 show a braccia alzate di Gout Gout che ha vinto i 100 in 10.21. Nei campionati sudafricani di Stellenbosch i 100 vanno a Gift Leotlela in 10.15 dopo batterie e semifinali veloci di Bredlay Nkoana (10.05), dello stesso Leotlela (10.06) e del primatista mondiale dei 400 Wayde Van Niekerk (10.10).
LA CORSE SU STRADA. Record della corsa a Vienna per la etiope Tigist Gezahagn (ipovedente e sorella maggiore di Fotyen Tesfay) in 2h20:06 che ha preceduto di una ventina di metri la connazionale Haftamnesh Tesfay (2h20:18). Più netto il successo maschile del keniano Fanny Kiprotich in 2h06:52 sull'eritreo Oqbe Kibrom (2h08:10). Parentela ancora più stretta nell'arrivo della mezza maratona di Istanbul, dove con identico 1h00:01 si sono presentati i gemelli keniani Alex e Charles Matata. Nella mezza maratona polacca di Poznan successo della keniana (già vincitrice della New York Maathon) Sheila Chepkirui in 1h06:08. Nella 5km di Boston, antipasto dell'odierna maratona, vince in 13:14 l'etiope Addisu Yihune.
Marco Buccellato
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