Mondo: NCAA numeri di un'edizione-record

15 Giugno 2026

La rassegna universitaria USA si chiude con cifre da primato. I campionati giapponesi lanciano un nuovo fenomeno u18 nei 400 metri ostacoli.
di Marco Buccellato

Quella di Eugene, in Oregon, è stata l'edizione n. 104 delle finali dei campionati universitari statunitensi. Il bilancio delle quattro giornate di gare all'Hayward Field è realmente sopra le righe. Un record mondiale dell'ostacolista Ja'Kobe Tharp, nove record NCAA, dodici primati delle finali, otto migliori prestazioni mondiali 2026, tutti ottenuti nelle gare di corsa. Non è la prima volta che viene stabilito un record mondiale nel corso della massima rassegna universitaria: ci fu il precedente del 1976, con Dwight Stones a portare il primato del mondo di salto in alto a 2,31 nelle finali di Philadeplhia di quarantadue anni fa.

Proprio nei 110 ostacoli si è registrato, oltre il world record, anche il risultato della finale dove nuovamente Tharp (12.90) e l'ostacolista alto appena 1,70 Kendrick Smallwood sono scesi sotto il record NCAA precedente che apparteneva con 12.98 a Grant Holloway. Gli altri record NCAA/mondiale stagionale sono il 19.63 dello sprinter delle Isole Cayman Jaiden Reid, il clamoroso 43.38 nei 400 metri (quarto all-time) del nigeriano Samuel Ogazi (ricordiamolo finalista olimpico a Parigi a 18 anni), la sensazionale doppia volata della 20enne delle Isole Vergini Britanniche Adaejah Hodge, 10.63 nei 100 per la quinta prestazione di sempre e un 21.68 nei 200 (ottava all-time) che è lo stesso crono che ha permesso a Melissa Jefferson-Wooden di laurearsi iridata a Tokyo in settembre. Ancora, il 48.79 della giamaicana Dejanea Oakley e le due staffette femminili della South California (41.58 a tre centesimi dal primato NCAA) e dell'Arkansas (3:18.88).
 
Due dei risultati sensazionali di questa edizione sono stati ottenuti nelle semifinali, il record mondiale di Tharp e il 10.63 della Hodge, anche questo nei pressi del crono dell'iridata Jefferson-Wooden a Tokyo (10.61), un exploit che però non le ha permesso di affermarsi anche sulla distanza breve dove in finale è stata battuta di cinque centesimi dalla giamaicana Shenese Walker (10.88).

GEOGRAFIA NCAA. Nazionalità: gli atleti USA (escludiamo le staffette) hanno vinto dodici finali, il triplo dei titoli vinti da atleti di Giamaica, Nigeria e Kenya, che ha il merito di aver visto tre ragazze dominare il mezzofondo femminile (1500, 5000 e 10.000). Gli atleti europei (sei titoli NCAA) si sono imposti solo nei concorsi e nell'eptathlon con la spagnola Cosculluela. In pedana, titoli a matrice europea dall'altista britannico Jack (2,28), nel martello uomini con il greco Mantzouranis e altri tre titoli femminili con la pesista svedese Johannson, la pesista-discobola olandese Van Daalen (suo il disco, due volte oro europeo u23 a Espoo) e la martellista islandese Runasdottir. Non ha deluso il favorito del mezzofondo prolungato maschile, l'eritreo Habtom Samuel, padrone di 5000 e 10.000 metri. 

GLI ALTRI RISULTATI DI EUGENE. Prima giornata maschile con l'8,37 del lunghista dello Zimbabwe Tafadzwa Chikomba (quest'anno 8,75 ventoso), 5,85 del ventenne astista Dyson Wicker e il record NCAA del quartetto di Auburn in semifinale (37.75). Nella seconda giornata maschile di venerdì, oltre al risultato più eclatante del nigeriano Ogazi nei 400 (miglior under 23 di sempre), vanno ricordati il secondo crono U20 all-time di Jonathan Simms (43.92 e successivo 42.99 in frazione nella 4x400) davanti all'altro u20 Njie terzo in 44.20), il 44.47 del francese Vessat (13esimo europeo all-time), il 9.72 ventoso ma non troppo (2,2 m/s) del centista nigeriano Ajayi. Vince il titolo NCAA l'Arkansas con sette punti sulla Georgia e dieci sul Tennessee. Al femminile, nella prima sessione risorge Amanda Moll con il 4,84 nell'asta dopo un periodo in cui ha perso più volte dalla gemella Hana, record dei campionati come il 7.06 della lunghista Alyssa Jones. Nell'ultima giornata, un alto da 1,96 della nigeriana Adeshina e della ghanese Yeboah. Titolo alla Georgia con sette punti sulla Florida e dodici sull'Arkansas. 

GIAPPONE, BOOM DEL 17ENNE GOTO. L'ostacolista under 18 Taiju Goto ha portato in dote ai campionati giapponesi di Nagoya (edizione n. 110) il recente record asiatico di categoria con gli ostacoli senior (49.34). Nella rassegna nazionale si è superato di un'enormità con due migliori prestazioni mondiali in batteria (48.31) e poi in finale vincendo il titolo assoluto in un pazzesco 48.09 che è anche il terzo crono di sempre a livello u20, surclssando il precedente 48.89 del sudafricano Van Zyl datato 2002, ma è anche decisamente migliore del record con la barriere da 84 cm, 48,84 dell'altro sudafricano Zazini. Nelle altre gare, migliora di due metri e mezzo il primato stagionale l'olimpionica del giavellotto Haruka Kitaguchi (62,86),  successo di Shunsuke Izumiya nei 110 ostacoli in 13.17 (assente Muratake). 

MONDIALE U20 HODELIN. Panorama lungo maschile con in evidenza il primato del mondo u20 del cubano Jorge Hodelín a Oullins nell'impianto che porta il nome del decatleta Christian Plaziat. Il cubano da poco 19enne, terzo al Golden Gala, ha portato il record di categoria a 8,46 (vento 1,9), otto centimetri più lontano dell'8,38 di Mattia Furlani stabilito allo Stadio Olimpico di Roma nell'Europeo 2024. Il bulgaro Bozhidar Saraboyukov ha invece gareggiato nel Golden Roof Challenge di Innsbruck vincendo con 8,18, mentre per Miltiadis Tentoglou c'è un lunghissimo 8,54 con vento esagerato di 4,3 metri al secondo a Vari.

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