Mondo, Kim Collins parabola infinita

02 Febbraio 2015

Lo sprinter che ha dato il nome a un'autostrada non smette di stupire in 6,48. La polacca Licwinko a 2,01. Indoor, maratone e cross nel panorama internazionale

Collins e Licwinko-Stepaniuk stelle di Mosca

La leggenda continua: alla soglia delle trentanove primavere, l'agile sprinter di St. Kitts & Nevis realizza il risultato più sensazionale della 13ª edizione del Russian Winter, scalando un piccolo enorme centesimo al record nazionale dei 60 piani della minuscola isola caraibica, fissato l'anno scorso a 6.49 a trentasette anni suonati. Stavolta, nonostante un'estate in più sui garretti che non sembra averlo logorato, il campione del mondo di Parigi 2003 ha migliorato nuovamente il Mondiale Master in sala, dimostrando una vitalità e una freschezza stupefacenti. In compagnia di altri partenti di gran razza, primo fra tutti l'americano Rodgers, Collins ha impiegato pochi appoggi per trovare l'ideale assetto di corsa e sfrecciare. Un fulmine. Agonista con pochi eguali, nella carriera ha infiliato anche due bronzi iridati a Helsinki e Daegu (a sei anni di distanza), oltre al bronzo in staffetta nell'edizione coreana, gentilmente offerto dai disastri combinati in finale da team di grandi ambizioni. Collins aveva già diretto l'orchestra a Düsseldorf giovedì, vincendo a pari tempo (6.52, altro mondiale stagionale), il primo face-to-face col britannico campione d'Europa dei 100 James Dasaolu.

La saltatrice polacca Kamila Stepaniuk, sposata Licwinko, è stata l'altra protagonista del meeting, migliorando il record nazionale con 2,01 dopo averlo eguagliato in settimana con 2,00 a Cottbus. E' la campionessa del mondo indoor in carica, pur se in condivisione con la giovane russa Mariya Kuchina, ieri uscita sconfitta dal confronto con la più matura avversaria. L'1,99 della Kuchina, buono solo per il secondo posto, è l'ulteriore segnale che la specialità sta salendo di tono e può offrire spettacolo da qui agli Europei di Praga. Da notare che la polacca ha "passato" la misura di 1,99, dopo aver superato l'1,97, per ripresentarsi a 2 metri, superandoli al primo assalto, e che un altro mondiale Master (40) l'ha realizzato anche la bulgara Venelina Veneva, terza con 1,90. Il terzo record mondiale stagionale è arrivato dai 1500 uomini, distanza finora poco in evidenza perché senza primattori in pista: l'ha realizzato il kenyano Vincent Kibet in 3:37.79, un atleta noto anche in Italia per aver messo il sale sulla coda di Silas Kiplagat (battuto e terzo ieri) in settembre a Rieti, in 3:31.96.

Karlsruhe: Lavillenie, Schippers, Asher-Smith

Ventiquattr'ore prina di Mosca, Karlsruhe ha regalato ben nove primati mondiali stagionali, tra batterie e finali. Detto di Lavillenie (5,86 e tre erroei a 6,01), che a parte una gara sfortunata la scorsa estate (con tre nulli d'ingresso) non perde dalla finale mondiale di Mosca, sono state soprattutto le velociste a dare spettacolo. Prima la campionessa d'Europa dei 100 e 200 Dafne Schippers, poi la 19enne britannica Dina Asher-Smith, hanno abbassato il mondiale stagionale dei 60 in 7.12, ognuna nella sua batteria. La britannica ha vinto la finale con un crono fotocopia, mentre la Schippers ha preso anzitempo l'uscita per falsa partenza. Tanto altro in Germania: il doppio 7.53 del francese Bascou sui 60 hs, il 4:02.57 di Sifan Hassan sui 1500 (primato europeo indoor under 23), l'8,16 dello spagnolo Caceres nel lungo.

New York antipasto dei Millrose Games

Aspettando che i Millrose Games si preparino a un'altra edizione ultracentenaria, l'Armory Track di New York ha ospitato il meeting a inviti che ha prodotto le migliori prestazioni mondiale ed europea indoor di staffetta maschile su distanze varie (Distance Medeley): protagonisti dell'impresa, sotto l'egida di team nazionale, Matthew Centrowitz, Michael Berry, Erik Sowinski e Patrick Casey, che in 9:19.83 hanno demolito il limite dell'università del Texas vecchio di otto stagioni (9:25.97), e il quartetto irlandese, che in 9:25.37 è sceso sotto il limite mondiale precedente centrando la miglior prestazione europea.

Il meeting ha offerto anche il buon 8:15.38 di Cameron Levins sulle due miglia, a pochi decimi dal suo record nazionale (appena quarto Galen Rupp). Tra le donne, frustrazione per la baby-prodigio Mary Cain, appena quinta sugli 800 vinti da Ajee' Wilson in 2:01.63.

Nella prima delle due giornate dell'evento, da segnalare l'ottimo 1:08.84 di Georganne Moline sui 500, il miglior tempo dell'ultimo lustro sulla distanza. Tra le cose veloci, ottimo 32.57 di Lalonde Gordon sui 300, che ha limato qualche centesimo a quanto ottenuto lunedì scorso nello stesso impianto. Nei salti, torna alto il canadese Barber con 5,80, e approda più lungo di tutti nel 2015 Will Claye, 16,93 nel salto triplo davanti a Craddock (16,87).  

Weekend americano

Altre riunioni, alcune con cose interessanti, come il Razorback Invitational di Fayetteville, da dove sono sbucati Kyra Jefferson (mondiale stagionale dei 200 in 23.06), il quattrocentista Najee Glass (45.34, ventesimo tempo all-time) e l'astista Sandi Morris, salita a 4,65 dopo il recente personale di 4.61. Tra le altre cose, 8,02 di Dendy nel lungo e conferma del giovane sprinter Teeters, stavolta con 6.55. Miglior tempo del 2015 anche nella 4x400 uomini, col Texas a portare al traguardo il testimone in 3:03.23, con una frazione notevole del grenadino Taplin, già in evidenza giorni fa, che ha coperto la sua frazione in 44.79 (45.13 in quella conclusiva del trinidegno Lendore).  

Rowbury grande miglio

Nessuna correva così velocemente la distanza del miglio al coperto da 15 anni. C'è riuscita Shannon Rowbury, bronzo mondiale a Berlino sui 1500 metri, che a Winston-Salem ha coperto la più classica gara del mezzofondo in 4:22.66, un tempo che la colloca nelle liste all-time al quinto posto tra le performers. Dalla riunione in North Carolina è arrivato anche il mondiale stagionale dei 60hs femminili, merito di Sharika Nelvis, che in 7.95 ha tolto un centesimo al fresco top mondiale 2015 della bielorussa Talay, realizzato a Düsseldorf giovedì scorso. Nel miglio maschile, la miglior prestazione dell'anno del messicano Solares è stata avvicinata a soli tredici centesimi da Cory Leslie (3:56.99).

Crouser lungo, Taiwo completo
 
Dalla pedana del peso di Seattle il miglior lancio della stagione dell'ex-iridato allievi di Bressanone Ryan Crouser, che ha lambito l'ideale fettuccia dei 21 metri con 20.95. Molto bene nell'eptathlon Jeremy Taiwo, il cui eccellente 6.344 punti si colloca però tra le prestazioni ottenute su pista "oversized" (l'impianto di Seattle misura 307 metri di sviluppo), avendo Taiwo ovviamente disputato il 1000 metri conclusivo. Ancora una freccia Joe Morris, scoiattolo da sala, con 6.53, mentre continuano a salire le quotazione di Ryan Bailey, recuperato nelle condizioni fisiche, che scende a 6.57 nonostante il fisico poco incline all'esplosività di un 60 metri. Dalle altre sedi, 18,20 nel peso di Jeneva McCall (anche 23,41 nel martellone) e 16,71 di Chris Carter nel triplo. Ultime cose: il britannico Watts è il più veloce di tutti sui 200, al momento, grazie al 20.69 di poche ore fa a Albuquerque, dove si è migliorato anche lo statunitense Baker, sceso s 6.56 sui 60.

Lemaître avanti tutta, ma Ujah è una freccia

Chiusa l'annata all'aperto con un bilancio inferiore alle sue aspettative, l'ex-campione d'Europa su 100 e 200 ha esordito a Lione correndo i 60 in 6.59 (batteria) e in 6.57 (finale). Il francese è reduce da un soggiorno tecnico in Sud Africa e da alcuni problemi fisici. Melgio di lui si è espresso a Londra il giovane britannico Chijindu Ujah (9.96 sio 100 l'anno scorso), che in un pomeriggio si è migliorato sui 60 prima con 6.57 poi fino a 6.53, primato europeo stagionale. Vanno forti anche nella velocità le lunghiste di primo piano: la Lesueur ha eguagliato il personale sui 60 in 7.34, mentre negli USA la plurimedagliata mondiale e olimpica Reese ha corso alcuni giorni fa in 7.32. La serba Spanovic ha fatto meglio di tutte, centrando un 7.31 a Novi Sad.

Sempre in Francia, una bella gara di asta femminile nell'elite Perche Tour, che stavolta ha fatto tappa a Mouilleron-le-Captir, nella Loira.

La greca Kiriakopoulou ha vinto con 4,68, ma a pari misura si è registrato il ritorno in grande stile di una grande promessa, Angelica Bengtsson, che dopo il record mondiale juniores fu minata nella condizione e nella regolarità da diversi problemi. Chiudiamo l'orizzonte indoor europeo con il mondiale stagionale dell'ucraina Mokhnyuk nel pentathlon (4.707) e col nuovo arrivato nel club dei 2,30 nell'alto maschile: è lo slovacco Bubenik.

Giamaicani sul breve

A Kingston mettono il muso fuori dagli allenamenti i velocisti di grido: nel Queens/Grace Jackson Track Meet di Kingston Shelly-Ann Fraser-Pryce e Nesta Carter hanno gareggiato in insoliti 60 all'aperto (succede, ma molto di rado): la pokerista d'oro (due volte olimpionica e due volte iridata sui 100, impresa mai riuscita a nessun'altra), ha segnato 7.13. Carter ha fatto registrare 6.53. Usain Bolt ha ceduto il primato del meeting sui 400 al britannico Delano Williams (46.20), atleta in grande evidenza da junior in rappresentanza del piccolo stato di Turks & Caicos, per il quale si aggiudicò l'oro mondiale under 20 a Barcellona sui 200. 

Lunga Lena: sorprese in Giappone

Nella Beppu-Oita Mainichi Marathon vince a sorpresa in 2:10:18 l'eritreo 28enne Tewelde Estifanos, un atleta senza tempi di prim'ordine ma due volte ben piazzato (nono e undicesimo) ai Mondiali di mezza maratona. Solo quarto il vincitore uscente Abraham Kiplimo (2:12:23). Nelle retrovie, se non ritirati, gli altri africani di nome iscritti alla gara. Sotto l'aspetto tecnico è andata assai bene la mezza maratona di Marugame, con il successo a tempo di record dell'esordiente Paul Kuira, un kenyano che gareggia con un club giapponese), primo in 59:47, lo stesso tempo accreditato a un altro brillantissimo debuttante, il neozelandese Zane Robertson (terzo alla "Boclassic" di San Silvestro), che ha fatto gara da protagonista fino al traguardo perdendo negli ultimi due metri, e realizzato la terza prestazione all-time per un atleta non nato in Africa. Lo precedono solo il brasiliano Marilson dos Santos (59:33) e l'americano Ryan Hall (59:43). In questa particolare classifica, il sesto posto è occupato dall'ex-azzurro Marco Mazza con 1:00.24. Il record precedente a Marugame era superiore di un solo secondo, stabilito da Mogusu nel 2008. Terzo l'altro kenyano Bernard Koech in 1:00:09. Tra le donne, la corsa ha perso parte del suo interesse per il forfait di Shalane Flanagan: ha vinto l'australiana Eloise Wellings-Poppett in 1:10:41.

Kimetto no, Kipsang sì

Senza il primatista del mondo di maratona Dennis Kimetto (infortunato), la vittoria nella mezza maratona spagnola di Granollers è andata a colui che perse il record dei 42 km proprio a vantaggio di Kimetto, cioè Wilson Kipsang, primo in 1:02:39, in una gara condizionata da basse temperature e vento (l'anno scorso vinse in 1:01:18 con clima meno rigido). Mistero a Eldoret: nell'ambito della Discovery Half Marathon, i 10 km donne sono stati vinti da Cynthia Limo, a quanto riporta un sito web kenyano, in 30:02, su Purity Chepkwony (30:30) e Alice Timbilil (30:48). Ci sono ovvie riserve sull'effettiva misurazione della distanza (o magari sulla distanza comunicata dai media): un tempo simile migliorerebbe di 19 secondi l'attuale record del mondo dei 10 km su strada, detenuto da Paula Radcliffe in 30:21.

Africa Crossing

Tamirat Tola e Genet Ayalew hanno vinto le selezioni nazionali di Addis Abeba per i Mondiali di cross. Il maratoneta ha preceduto Bonsa Dita e il più noto Atsedu Tsegay. Fuori dai primi tre Hagos Gebrhiwot, Tesfaye Abera e Muktar Edris, il vincitore della "Boclassic". La Ayalew ha vinto con ampio margine su Mamitu Daska e Senbere Teferi. Trials anche in Sud Africa, con successi di Stephen Mokoka e Nolene Conrad. In Kenya, atleti decimati dal caldo e dalla bagarre nel cross di Kericho, con vittime nobili i campioni del mondo in carica Japhet Korir e Emily Chebet. Vincono William Sitonik e Sheila Chepngetich.

Marco Buccellato

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