Mondo: James esordio da 44.72

15 Aprile 2013

All'esordio subito forte James e i due Merritt. Successi africani nelle maratone.

di FIDAL

Outdoor, brillano James e Merritt

Nella prima edizione del Chris Brown Invitational di Nassau, organizzato dal popolare quattrocentista bahamense (stavolta non in pista), hanno brillato i due atleti che si sono aggiudicati il titolo olimpico dei 400 metri nelle ultime due edizioni dei Giochi. Il più giovane, Kirani James, ha esordito in un ottimo 44"72 sulla distanza preferita, mentre il suo predecessore nell'albo d'oro di Olimpia, LaShawn Merritt, ha vinto i 200 metri in 20"34. Per James, come detto in precedenza, si profilano ora le Penn Relays di Philadelphia (correrà la 4x400), poi la Diamond League a Shanghai. Merritt ha invece battuto un Gatlin ancora a polveri umide (20"44), così da far emergere il veterano Patton come lo sprinter USA più in forma del momento (10"09 contro due metri di vento). Sempre da Nassau, 12"88 di Kellie Wells e 13"31 di Andrew Riley sugli ostacoli alti (battuto Oliver, 13"37), e sconfitta nei 200 per la due volte olimpionica Veronica Campbell-Brown (23"18), a corto di fiato in rettilineo.

Blake ritirato, vince Collins

Nell'UTech Classic di Kingston, esordio con stop per Yohan Blake, fermato da crampi a 30 metri dall'arrivo dei 100 già compromessi da un avvio non brillante, vinti dal veterano Kim Collins in 10"25. Molto bene l'esordio del bronzo olimpico dei 200 Warren Weir, che ha vinto senza problemi i 200 in 20"33 controvento. Il miglior risultato del meeting è venuto ancora una volta dalla quattrocentista locale Stephanie McPherson che ha abbassato ancora il personale e la miglior prestazione mondiale stagionale fino a 50"74.

USA, l'altro Merritt

Tanti meetings, non molti i risultati da segnalare: nel McDonnell Invitational di Fayetteville, vittoria del primatista mondiale dei 110 ostacoli e campione olimpico Aries Merritt in 13"23, con vento appena superiore al limite legale. Tra le altre cose del meeting, i ventosi 10"08 di Ameer Webb nei 100 e 22"76 della Daniels nei 200. Nell'altura di El Paso buone gare di salti in estensione con vittorie del senegalese Ndiss Kaba Badji (8,11 ventoso) e della Jimoh (6,64 legale) nel lungo, e del francese Rapinier nel triplo (17,17). Dai lanci, 18,39 di Tia Brooks a Fayetteville, 18,10 di Felisha Johnson in Tennessee e 72,93 della martellista Campbell in Mississippi, dove ha esordito nel lungo Brittney Reese, che con vento nullo è planata a 6,81, e dove il giovane sprinter Isiah Young ha messo a segno un doppio successo su 100 e 200 in 10"14 e 20"50.

I cento più veloci

Siamo alle prime battute della stagione in pista, e basta un niente per issarsi in vetta alle graduatorie. Tra le cose statunitensi del weekend, ecco perciò i nuovi mondiali stagionali dei 100, siglati in 10"06 da Diondre Batson in Georgia (vento al limite), e in 11"13 dalla ex-campionessa del mondo Lauryn Williams in Florida. Da notare anche il 22"41 (ventoso) di Shaunae Miller, giovane freccia delle Bahamas. Dalle prove multiple, grande progresso per l'estone Maicel Uibo, 20 anni, che a fronte di un progresso di quasi 700 punti (con ben sei primati personali su dieci gare) è approdato a un notevole 8.223 in Georgia, dove studia da alcuni mesi.

Campionati del Sud Africa e d'Australia

A Stellenbosch (non in altura) ottime gare di salto in lungo, condite da risultati quali il 6,81 della ventenne Lynique Prinsloo e l'8,29 ddi Zarck Visser, che ha battuto Godfrey Mokoena (8,11). Tra gli altri risultati, giavellotto donne alla primatista nazionale Sunette Viljoen con 61,87, martello al prossimo 40enne Harmse con 72,40, 800 metri a Olivier in 1'46"50.

Campionati australiani: senza alcuni "numeri uno" (per esempio Sally Pearson) gli acuti di Sydney sono stati firmati dal barbuto discobolo Julian Wruck (ennesimo mondiale stagionale, 66,32), dall'altista 19enne Brandon Starc (2,28), e dalla giavellottista Kim Mickle (62,26), tutti al successo e col minimo per i Mondiali di Mosca. Doppietta-sprint di Joshua Ross in 10"34 e 20"57 (secondo il giovane Hough in 20"66). Nel lungo, otto metri di Lapierre.

Boston

Nella classica di Boston (centodiciassettesima edizione, una storia recente superlativa per l'incredibile esito di due stagioni fa), vincono gli atleti africani al termine di due confronti tiratissimi tra kenyani ed etiopi. Nella gara maschile vince in 2h10'22" Lelisa Desisa Benti, 23 anni, quarto debuttante più veloce della storia dei 42 chilometri (grazie al 2h04'45" di Dubai nel gennaio scorso), al termine di uno stupendo finale giocato sui nervi tra lo stesso Desisa, lo splendido esordiente Micah Kogo (2h10'27"), e l'altro etiope Gebre-egziabher Gebremariam (2h10'28"). La gara è stata condotta via via da più atleti, col grosso dei nomi di primo piano raccolti in un paio di secondi fino al trentacinquesimo chilometro, poi un parziale di 5 km col turbo dei tre top-finishers (15'05") ha decimato gli avversari lasciando il terzetto a contendersi la vittoria.

Nella gara femminile, a lungo condotta dalla portoghese Ana Dulce Felix, poi crollata tra il 35° e il 40° chilometro e finita nona, il successo è arriso a Rita Jeptoo Sitienei (già vincitrice a Boston nel 2006, ma anche a Milano nel 2004) in 2h26'25", sull'etiope Meseret Hailu Debele, iridata di mezza maratona in carica (2h26'58") e sulla vincitrice uscente Sharon Jemutai Cherop (2h27'01"). Anche qui, i giochi sono stati fatti a pochi chilometri dall'arrivo: la Jeptoo aveva quasi un minuto di ritardo sulla Felix al trentacinquesimo chilometro, poi il forte rallentamento dell'europea ha permesso alla Jeptoo e alla Hailu di portarsi in testa, divise da un solo secondo al 40° chilometro. La Jeptoo, nelle ultime battute, ha preso il largo. Ottimo il comportamento degli statunitensi: quarto posto per Jason Hartmann e Shalane Flanagan, sesta la Goucher.

AGGIORNAMENTO delle ore 23:00 - Le cronache riportano il tragico e orribile evento verificatosi in prossimità del traguardo della maratona di Boston, alle ore 20.50 italiane, circa due ore dopo l'arrivo dei top runners. Due esplosioni avvenute a pochi secondi di distanza, hanno causato un bilancio provvisorio di due vittime e decine di feriti.

Rotterdam: Regassa 2h05'38"

E' mancato il risultato stratosferico che era nelle attese e nelle intenzioni dei top-runners (Feleke su tutti), un po' per il solito vento che ha disturbato gli atleti nella seconda parte della corsa, un po' per i ritmi scriteriati che hanno caratterizzato il primo terzo di gara. La vittoria è andata a Tilahun Regassa, etiope di 23 anni alla seconda esperienza sui 42 km (terzo a Chicago in ottobre dopo un esordio da pacemaker nel 2011), in 2h05'38", a soli undici secondi dal personale ottenuto al debutto. Secondo, come l'anno scorso, l'altro etiope Getu Feleke (2h06'45"), che partiva con ambizioni di primato, terzo quel Sammy Kitwara (2h07'22"), che dopo i due ritiri nell'ultimo biennio (proprio a Rotterdam), aveva colto il quarto posto a Chicago in 2h05'54" lo scorso autunno. E' mancata anche l'attrazione del giovanissimo Berhanu Shiferaw, detentore della miglior prestazione junior, che ha dichiarato forfait per problemi a un ginocchio. A fronte delle grandi prestazioni annunciate nella gara maschile, la corsa olandese si è risolta col crono meno brillante degli ultimi cinque anni.

Nella gara femminile, nonostante la rimonta dell'etiope Abebe Afework nella seconda parte della corsa, la kenyana Jemina Jelagat si è aggiudicata la vittoria in 2h23'27".

La Jelagat aveva brillato un anno fa a Boston, classificandosi seconda, ma non vinceva una 42 km addirittura dall'esordio sulla distanza, datato 2006. Per la Afework, invece, il primato personale di 2h23'59", alla seconda maratona della carriera. Terza, dopo una prima parte di gara condotta in testa, l'olandese di origini kenyane Hilda Kibet, che ha concluso in 2h26'42". Seconda europea, la spagnola Alessandra Aguilar, quarta in 2h27'03", a un soffio dal record nazionale.

Daegu, la Agai sorprende

Bella affermazione della kenyana 25enne Margaret Agai, alla terza maratona della carriera, con un bilancio di due vittorie e un terzo posto. La kenyana si è imposta col primato personale di 2h23'28", nuovo record della maratona coreana. A quindici secondi (2h23'43", personal best migliorato di due minuti) l'etiope Mulu Seboka, terza Agnes Barsosio in 2h24'03", altro primato personale, kenyana che ha più di un motivo per festeggiare. Oltre all'accesso sul podio, la Barsosio gioisce per la vittoria del marito, il kenyano naturalizzato francese Abraham Kiprotich, che ha sbaragliato la concorrenza in 2h08'33" (un anno fa a Düsseldorf 2h08'33"), precedendo Boniface Mvubi (Kenya, 2h09'43") e Debebe Tolossa (Etiopia, 2h10'23"). Assente annunciato per condizioni fisiche non buone, il favorito tra gli iscritti Yemane Adhane, che l'anno scorso vinse a Rotterdam.

Le altre maratone

A Lodz (Polonia) ottima prestazione di Karolina Jarzynska, che si è imposta in 2h26'44" gestendo magistralmente la gara in due metà quasi speculari (1h13'09" e 1h13'36"). Tra gli uomini vittoria dell'etiope Belachew Ameta in 2h10'01", due secondi meglio del kenyano Stephen Kipkoech Kibiwott. Doppio primato a Brighton, grazie ai successi dei kenyani Dominic Kangor (2h10'46") e Eunice Kales (2h28'50" all'esordio). L'ex-iridata dei 3000 siepi Inzikuru ha esordito chiudendo quarta in 2h42'38". Nella Pyongyang decisamente tesa di queste settimane (Corea del Nord), successo femminile della maratoneta di casa Kim Mi Kyong in 2h26'32" sulla connazionale Kim Hye Song (2h28'32") e sull'etiope Mengistu (2h29'22", per tutte primato personale). Nella corsa maschile vince l'etiope Ketema Negussie in 2h13'04" sull'ucraino vincitore uscente Matviychuk (2h13'15"). Infine a Bonn, modesto 2h14'31" del kenyano Jonathan Cheruiyot.

Previews: Londra

Detto del forfait del campione del mondo in carica Abel Kirui (frattura da stress), e di Lucy Kabuu-Wangui, la maratona di Londra di domenica prossima, ancora una volta, raccoglierà il cast più grande mai messo assieme per una 42 km. I nomi sono noti da tempo, e comprendono primatisti, medaglie mondiali, medaglie olimpiche, vincitori e vincitrici nelle classiche più prestigiose della specialità: Wilson Kipsang, Patrick Makau, Stephen Kiprotich, Emmanuel e Geoffrey Mutai, Tsegaye Kebede, Deressa Chimsa, Ayele Abshero e Feyisa Lilesa. Tra le donne, l'olimpionica Tiki Gelana, Edna Kiplagat, Priscah Jeptoo, Florence Kiplagat, Meselech Melkamu, Atsede Baysa, Jessica Augusto e le giapponesi Yoko Shibui e Yukiko Akaba.

Amburgo, esordio di Kipchoge

Non solo Londra: ad Amburgo scocca l'ora di Eliud Kipchoge, ex-iridato dei 5000 da junior, che emigra nella maratona con ambizioni di tempo inferiore alle due ore e sei minuti, affrontando il connazionale Wilson Kiprop, ex-iridato di mezza maratona, al secondo assaggio sulla distanza classica. In Giappone si corre a Nagano, la maratona che segnerà il passo d'addio del primatista nazionale Atsushi Fujita, dove tra i favoriti c'è nuovamente l'idolo di casa Yuki Kawauchi.



Condividi con
Seguici su: