Mondo: Crouser esordio da 22,58

08 Dicembre 2020

L'olimpionico del peso debutta in Kansas con il terzo lancio di sempre indoor e il migliore mai registrato in dicembre. Grandi 10000 in USA e Giappone. Maratona a Fukuoka e il via alla stagione australe.
di Marco Buccellato

Apre così come aveva chiuso, a pochi giorni dal 28esimo compleanno. Per il campione olimpico di getto del peso Ryan Crouser, argento a Doha nella "gara delle gare", un avvio di stagione indoor nel Kansas State Winter Invitational di Manhattan con un miglior lancio di 22,58, unico oltre i 22 metri su sei lanci validi. L'ultima gara di Crouser risaliva a metà settembre (22,59 a Belgrado), in un 2020 che l'ha visto non superare i 22 metri soltanto in un'occasione su undici gare disputate. Il 22,58 di tre giorni fa è la terza prestazione assoluta indoor all-time, preceduta solo dal "mondiale" di Randy barnes (22,66) e dal 22,60 ottenuto dallo stesso Crouser quest'anno ai campionati USA indoor. E' anche la miglior misura mai realizzata nel mese di dicembre in ogni condizione, meglio del precedente indoor , 21,31 del connazionale Payton Otterdahl, e di quello all'aperto, 21,47 del sudafricano Janus Robberts, tutt'ora primatista africano con 21,97. Il settore del peso ha registrato negli ultimi giorni, con le dovute proporzioni, altri risultati da archiviare. Il 20,91 del quarto classificato di Doha 2019, Darlan Romani, nel Gran Premio Caixa Brasil di San Paolo, e il primato sudamericano Under 20 (con l'attrezzo senior) dell'argentino Nazareno Sasia, che con 18,94 ha messo tra sé e il limite precedente (17,72 del cileno Joaquín Ballivián) un solco di un metro e ventidue centimetri.

CALIFORNIA IN PISTA - Ricco di risultati interessanti il meeting di lunghe distanze di San Juan Capistrano, sulla costa Ovest statunitense. Spiccano i 10000 uomini con successo di Eric Jenkins in 27:22.06 davanti all'australiano Patrick Tiernan, che in 27:22.55 ha stabilito il nuovo record dell'Oceania. Ben dieci atleti sotto i ventotto minuti. Altro doppio primato sui 5000, dove il guatemalteco Luis Grijalva (pur non riconosciuto come cittadino guatemalteco dalla ferderazione nazionale) ha migliorato il primato panamericano Under 23 in 13:16.75, precedendo lo statunitense Cooper Teare, a sua volta al limite nazionale Under 23 in 13:17.13. Nella seconda serie successo dell'olimpionico dei 1500 metri Matt Centrowitz in 13:32.92 davanti al 19enne Cole Hocker (13:32.95). Nelle gare femminili, altra pioggia di personal best sui 10000 (19 tra le prima 20!) con successo di Rachel Schneider in 31;09.79 davanti all'eritrea Kelati, al primato nazionale in 31:10.08, con ben dodici atlete sotto i 32 minuti. Sui 5000, infine, vince la big USA Shelby Houlihan in 15:02.55.

GIAPPONE, RISCRITTI I 10000 - Doppio record nazionale maschile e femminile a Osaka nei campionati giapponesi di lunghe distanze.

Nella finale "A" uomini Akira Aizawa ha portato il record a 27:18.75 battendo in volata il keniano ospite Bernard Kibet Koech (27:19.42), in un evento che tra le due serie ha visto ben diciotto giapponesi correre sotto i ventotto minuti. Aizawa lo scorso anno si è laureato campione mondiale universitario a Napoli, con l'oro nella mezza maratona. L'altro record è a firma di Hitomi Niiya, che aggiorna se stessa nella cronologia dei primati nazionali in 30:20.44, seconda prestazione mondiale 2020 e quarta asiatica di sempre, inferiore solo alle prestazioni delle atlete cinesi. Si tratta anche del crono migliore degli ultimi diciassette anni, dopo il 30:07.20 che diede il bronzo mondiale a Sun Yingjie ai mondiali di Parigi Saint-Denis del 2003. Ancora dal Giappone, altre prestazioni di vaglia a Yokohama e Yamaguchi, a firma keniana con Stanley Waithaka (27:48.27) e Tabitha Kamau (31:45.83).

OCEANIA START - Subito al top l'astista neozelandese Nina Kennedy, sotto di un solo centimetro al personale con 4,70 a Perth. Altra "kiwi" in top shape è la martellista Lauren Bruce, 72,67 a Christchurch per la seconda miglior prestazione della carriera (dietro al 73,47 centrato a fine settembre), come la Kennedy. Pedana "corta" invece per il pesista campione del mondo 2017 Tom Walsh, che ha gareggiato dopo una seduta in palestra di cinque ore, un 19,36 bissato da un 19,22 ventiquattr'ore dopo.

MARATONE, FUKUOKA - Da diciassette anni non accadeva che il podio di una della classiche delle 42 km internazionali fosse tutto Made in Japan. Anche se in clima "restricted", i keniani erano presenti anche per l'edizione n°74, ma sono stati battuti dagli specialisti giapponesi. Assente dell'ultima ora Hattori (vincitore due anni fa), il successo è andato a Yuya Yoshida in 2h07:05, decima prestazione giapponese di sempre, davanti a Shohei Otsuka (2h07:38) e Natsuki terada (2h08:03). Keniani a ruota con Githae (quarto in 2h08:18, personale) e Kuira (2h09:57). Diciannovesimo il celebre Yuki Kawauchi (2h13:59). Ottimi pace fino al 30esimo chilometro i keniani Karoki, Kingori e Rungaru. Altre 42 km dell'ultima settimana: tanti primati a Tashkent, con l'uzbeko Petrov che vince con il record nazionale di 2h10:06, mentre tra le donne il record è doppio, a firme della kirghisa Korobitskaya (2h26:42) e dell'uzbeka Tunguskova (2h28:55). Campionati nazionali in Russia e Polonia, con titoli femminili supportati da buoni riscontri, di Sardana Trofimova in 2h27:08 e Aleksandra Lisowska in 2h30:47.

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