Mondiale, Bird's Nest fatale agli azzurri

22 Agosto 2015

Mattinata sottotono per gli atleti italiani a Pechino. Fuori in cinque, impegnati nei turni eliminatori: Benedetti (800), Chatbi (3000st), Magnani (1500), , Lingua (martello), Rosa (peso).

Eliminati tutti e cinque gli azzurri in gara nella sessione mattutina di gare dei Mondiali all’interno dello stadio. Out Chiara Rosa nel getto del peso (quattordicesima con 17,54), Marco Lingua nel lancio del martello (diciannovesimo con 72,85), Jamel Chatbi nei 3000 siepi (nono in 8:47.30, 23esimo tempo finale), Margherita Magnani nei 1500 metri (4:09.06, primo tempo delle escluse) e Giordano Benedetti negli 800 metri (1:48.15, ma con un contatto sospetto nel finale di gara e relativo danneggiamento per il trentino). E’ un rovescio piuttosto significativo, che rende leggermente amaro il bell’inizio di Mondiale firmato dai maratoneti. Nel pomeriggio cinese (l'ora di pranzo in Italia), in campo anche Simona La Mantia (qualificazioni del triplo, ore 13:10 italiane), e Jacques Riparelli (batterie dei 100m, 13:20).

LA CRONACA DELLE GARE

800m uomini
Complice un contatto all’inizio della retta conclusiva con lo slovacco Repcik, dopo una corsa tutta di testa (54.14 ai 400m), Giordano Benedetti finisce fuori dai primi tre, la quota dei promossi per via diretta, dovendo quindi riporre le proprie speranze nel recupero dei migliori tempi. I primi due posti vanno all’etiope Aman (1:47.87) e al francese Bosse (1:47.89), mentre nei metri finali, a modificare i progetti di Benedetti, arriva lo statunitense Murphy (1:48.08), che lascia l’azzurro a sette centesimi di distanza (1:48.15). I sogni di qualificazione sfumano presto, visto che nelle batterie successive si viaggia su altri ritmi. Il migliore del round è il keniano Rotich, con 1:45.83, mentre l’ultimo tempo di passaggio è l’1:47:03 dell’etiope Umar.

1500m donne
Senza storia, purtroppo, anche la prova di Margherita Magnani, spenta nel finale di corsa, quando cioè le cose cominciano a farsi serie per il passaggio del turno. Certo, non è con la Dibaba che l’azzurra deve confrontarsi, ma quando l’etiope scala la marcia per lanciare gli ultimi 500 metri, l’azzurra, evidentemente già in riserva, non riesce a cambiare il ritmo, perdendo contatto con il treno delle inseguitrici. Ed è un peccato, perché proprio da lì escono due degli ultimi tre tempi di ripescaggio. Di fatto, il 4:09.06 della Magnani è il primo tempo delle escluse.

3000st uomini
Non c’è gloria nemmeno per Jamel Chatbi. Il sogno della finale iridata sembrerebbe alla portata, visto che l’azzurro può anche sfruttare il vantaggio di conoscere i tempi utili per il ripescaggio. In definitiva, per la promozione, potrebbe bastare correre dalle parti degli 8:30, o appena sotto.

E invece, purtroppo, Chatbi si spegne nel finale, perdendo contatto dai primi nei due giri finali e chiudendo mestamente in 8:47.30 (nono nella sua batteria, 23esimo tempo finale). Ezekiel Kemboi, il vincitore della batteria di Chatbi, firma il miglior crono del turno, con 8:24.75. Quattro keniani e tre statunitensi (con il miglioratissimo Evan Jager) saranno allineati al via della finale, in questa nuova geografia della specialità che promette scintille.

Peso donne
Non ce la fa, Chiara Rosa. La finale del getto del peso rimane un sogno, lontano dall’azzurra soli 19 centimetri. Il turno di qualificazione vede la padovana terminare al 14esimo posto, con un miglior lancio (l’unico dei tre misurato) di 17,54; l’ultima ad essere ammessa alla finale di questa sera è la polacca Paulina Guba, che con 17,73 completa l’elenco delle dodici promosse. Poco dinamismo negli arti inferiori per la Rosa, rimasta esclusa in un turno di qualificazione probabilmente alla portata. La tedesca Schwanitz conferma il pronostico lanciando a 19,39, ma la statunitense Michelle Carter è vicina (19,11), così come la cinese Gong (19,11). Stasera si ripartirà da zero.

Martello uomini
Il Marco Lingua scintillante dei piccoli meeting europei, purtroppo non riesce, ancora una volta, a palesarsi in una massima manifestazione internazionale. Il piemontese si difende, ma certo, il 72,85 con cui termina la qualificazione non è misura da lasciare spazio alla speranza. Malgrado il secondo gruppo debba ancora andare in pedana, appare subito chiaro che, partendo dal nono posto parziale, difficilmente si potrà acciuffare la promozione tra i primi 12. E infatti, dopo appena pochi lanci, l’italiano è ufficialmente fuori. Alla fine sarà 19esimo. Il polacco Fajdek piazza nel round un 78,38 che è tutto un programma, il britannico Miller, secondo, gli resta a un metro (77,42).

m.s.

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