Super Golden Gala: Lyles 9.88, Italia 3 vittorie

04 Giugno 2026

Noah conquista Roma, Jacobs sotto i 10 secondi dopo 22 mesi (9.99). Azzurri-show: vincono Fabbri (22,14), Diaz (17,59) e Sioli (2,28). Quattro world lead, due record del meeting (110hs-giavellotto)

Grande spettacolo nella 46esima edizione del Golden Gala Pietro Mennea, quarta tappa della Wanda Diamond League. A Roma l'attesissima sfida sui 100 metri maschili è vinta dal campione olimpico Noah Lyles in 9.88 (+0.4), Marcell Jacobs è quinto e torna sotto i dieci netti in 9.99. Serata entusiasmante per gli azzurri che con le vittorie di Leonardo Fabbri nel peso (22,14 e quarto centro in un meeting della Diamond League), Andy Diaz nel triplo (17,59/-0.1 e terzo sigillo al Golden Gala come solo Alessandro Lambruschini tra gli italiani) e Matteo Sioli nel salto in alto (2,28), eguagliano il bottino di tre successi in un'edizione del Golden Gala, come a Firenze nel 2023. Allo stadio Olimpico quattro migliori prestazioni mondiali stagionali e due record del meeting. Nei 5000 metri Nadia Battocletti è tredicesima in 14:40.05 pagando il malanno delle scorse settimane, vince con la world lead l'etiope Likina Amebaw in 14:18.41. Top mondiale stagionale anche per la slovacca Emma Zapletalová nei 400 ostacoli (52.58, terzo crono europeo di sempre), per lo statunitense Trey Cunningham (12.98/+0.5) nei 110 ostacoli e per il giavellottista di Sri Lanka Ramesh Tharanga Pathirage che con un lancio di 92,62 firma l'ottava misura di sempre. Nelle altre gare, la super sfida dei 200 femminili va all'olimpionica dei 100 Julien Alfred che in 21.93 (+1.3) prevale sulla campionessa del mondo Melissa Jefferson-Wooden (22.17), i 400 donne sono della norvegese Henriette Jaeger (49.60) e la britannica Keely Hodgkinson chiude settima in 51.14. Il francese Gabriel Tual vince gli 800 in 1:43.98 mentre Francesco Pernici è terzo in 1:43.97. Altri successi per la britannica Molly Caudery nella miglior gara di asta della stagione con tre atlete sopra i 4,80, stessa misura per l'olimpionica australiana Nina Kennedy e la svizzera Angelica Moser, lungo uomini al bulgaro Bozhidar Saraboyukov che con 8,26 (-0.1) batte di due centimetri Miltiadis Tentoglou, 1500 donne all'iridata britannica Georgia Hunter Bell (3:58.63), firma giamaicana di Megan Simmonds nei 100 ostacoli in 12.50 (+0.8).

di Marco Buccellato

LA CRONACA DELLE GARE

100 METRI UOMINI. L'ultima sfida del Golden Gala 2026, quella più attesa, la vince Noah Lyles, promesso e mantenuto, con un super 9.88 (+0.4) che lo statunitense firma per il suo primo successo al Golden Gala, dopo un secondo posto nei 200 di sette anni fa. La gara chiude il meeting e lo chiude alla grande, con un cast sensazionale in cui l'atletica ritrova un bravissimo Marcell Jacobs, quinto in 9.99, il primo "meno-10" dalla finale olimpica di Parigi 2024 e il miglior crono mai registrato da uno sprinter italiano al Golden Gala. Il margine dello statunitense sugli avversari è netto, sei centesimi sul camerunense Emmanuel Eseme (9.94 record nazionale), sette sul botswano campione olimpico dei 200 Letsile Tebogo (9.95), otto sul giovane connazionale Jordan Anthony (9.96), poi c'è Jacobs (Fiamme Oro) che mette il busto davanti ai vari Simbine, Blake, Omanyala e Azu, uno dei carichi forti in proiezione Europei di Birmingham, nono in 10.12. 

LANCIO DEL PESO. L'applauso dell'Olimpico se lo prende tutto Leonardo Fabbri (Aeronautica) che vince per la quarta volta in carriera una tappa della Diamond League e per la seconda volta il Golden Gala, tornando a superare i ventidue metri nell'occasione più importante di quest'inizio di stagione all'aperto. Il 22,14 del fiorentino campione d'Europa (serie 20,70-20,86-22,14-nullo-21,79-21,17) scava quasi trenta centimetri con il 21,87 di Joe Kovacs e oltre sessanta con il 21,50 del primatista del mondo e tre volte oro olimpico Ryan Crouser, che Fabbri riesce a battere per la terza volta nella sua carriera. Una gran serata per l'azzurro, dopo la gara sfortunata di Xiamen e quella in crescita di Rabat. Fa bene anche Zane Weir (Fiamme Gialle) per la seconda gara consecutiva oltre i ventuno metri e il 21,13 che gli vale il settimo posto in una delle sfide più qualificate del Golden Gala 2026.

SALTO TRIPLO UOMINI. E sono tre i successi al Golden Gala di Andy Diaz! L'azzurro delle Fiamme Gialle al debutto stagionale all'aperto mette a segno al secondo turno (dopo un nullo in apertura) un 17,58 (+1.1) con circa 35 centimetri lasciati all'asse di battuta, dimostrando ancora una volta di avere i 18 metri nelle sue possibilità. La gara del due volte campione del mondo indoor prosegue con un altro nullo e la rinuncia al quarto salto. Al quinto allunga di un centimetro con 17,59 (-0.1) e trionfa eguagliando le tre vittorie di Alessandro Lambruschini sui 3000 siepi (nel 1988 nell’edizione di Verona, nel 1993 e nel 1996 a Roma) diventando anche l'unico triplista a conquistare per tre volte il Golden Gala, oltre a firmare la migliore prestazione europea stagionale. Chiude con un altro salto non valido all’ultimo round, vincendo nettamente la sfida con il giamaicano leader mondiale dell'anno e argento mondiale indoor Jordan Scott (17,33/-0.2) e sul giovane connazionale Jaydon Hibbert che torna a superare i diciassette metri con 17,02 (+0.8). 

SALTO IN ALTO UOMINI. È la serata speciale del campione europeo under 23 Matteo Sioli, bronzo europeo indoor nel 2025, che riesce a siglare il primo successo italiano nell’alto maschile nella storia del Golden Gala con 2,28 (seconda misura europea stagionale outdoor) dopo che due primedonne azzurre, Sara Simeoni nella prima edizione del meeting del 1980 e Antonietta Di Martino nel 2009, erano riuscite nella stessa impresa nell'alto femminile. Gara in Sioli-style, con qualche brivido per i 2,23, 2,26 e 2,28 (vittoria già acquisita) superati alla seconda prova, ma sufficiente a imporsi e cogliere il terzo urrà italiano, come nell'edizione di Firenze 2023, quando vinsero Leonardo Fabbri, Andy Diaz e Larissa Iapichino. Dietro all'atleta delle Fiamme Azzurre, il messicano Erick Portillo e il giamaicano Romaine Beckford, entrambi a 2,23. 

5000 METRI DONNE. La gara più lunga del programma non tradisce le attese e offre un'altra miglior prestazione mondiale 2026 a firma dell'etiope Likina Amebaw, che in 14:18.41 centra la quindicesima prestazione di sempre sulla distanza. Non è la serata che Nadia Battocletti (Fiamme Azzurre) voleva regalare nuovamente al pubblico del Golden Gala. La trentina campionessa europea e bronzo mondiale sulla distanza segue le primissime posizioni fino a metà gara poi inizia a perdere contatto dopo il terzo chilometro, non riuscendo ad esprimersi al meglio della condizione dopo l'attacco influenzale patito nelle scorse settimane. Chiude tredicesima in 14:40.05 in una gara zeppa di record personali, per la stessa Amebaw e per le altre tre etiopi dal secondo al quarto posto, Aleshign Baweke (14:18.54), Freweyni Hailu (14:18.94) e Seneyet Getachew (14:22.37). Dietro alle etiopi (tutte le prime sette) record nazionali per la bahrainita olimpionica dei 3000 siepi Winfred Yavi (14:30.06) e per la francese Sarah Madeleine (14:37.80). 

110 METRI OSTACOLI. Dopo ventisette anni, cade il record del Golden Gala di 13.01 (poi eguagliato nel 2021) e cade anche il primato mondiale stagionale per la grande prestazione dello statunitense Trey Cunningham che per la prima volta scende sotto i tredici secondi e chiude in un sontuoso 12.98 (+0.5) con nettissimo margine sul giamaicano argento mondiale Orlando Bennett (13.31) e sullo spagnolo Enrique Llopis (13.32). Proprio dopo l'ultimo ostacolo cade il co-favorito Jamal Britt, reduce da una eccellente striscia di successi, che arriva al passo. 

200 METRI DONNE. La super sfida dei 200 metri, inedita sulla doppia distanza tra Julien Alfred e Melissa Jefferson-Wooden, va alla sprinter di Saint Lucia oro olimpico dei 100, che scappa alla statunitense e chiude irraggiungibile in 21.93 (+1.3) a sette centesimi dal miglior crono 2026 che è sempre suo. All'esordio, la statunitense non riesce a riprendere la caraibica uscita dalla curva in modo magistrale e chiude seconda in 22.17 davanti all'altra connazionale Anavia Battle che vinse lo scorso anno (22.39) e alle sprinter britanniche Amy Hunt e Dina Asher-Smith. Stretta nella prima corsia, l'azzurra under 20 Elisa Valensin (Fiamme Oro) finisce in 23.27 e si lascia alle spalle la medagliata europea Helene Parisot. 

400 METRI DONNE. Una delle stelle più luminose dell'atletica mondiale, la britannica big degli 800 metri Keely Hodgkinson, è settima nei 400 metri firmando ampiamente il personale in 51.14 e può guardare con fiducia ai prossimi impegni sul doppio giro di pista. Per il successo c'è la norvegese Henriette Jaeger che sorpassa le avversarie negli ultimi quaranta metri e vince in 49.60 (record europeo stagionale) davanti alla formidabile ceca iridata indoor Lurdes Gloria Manuel (al personale in 49.77) e alla giamaicana Nickisha Pryce (49.80), anche in questo caso la miglior gara dell'anno sulla distanza con quattro atlete sotto i cinquanta secondi. Per Anna Polinari (Carabinieri) arriva il primato stagionale (51.58) in ottava posizione.

800 METRI UOMINI. L'unica gara che non assegna punti per il Diamond Trophy è di altissimo livello, quanto le altre in programma: vince il francese campione europeo Gabriel Tual in 1:43.66 sul primatista d'Irlanda Mark English (1:43.80) e uno splendido Francesco Pernici (Fiamme Gialle) che è autore di una gara coraggiosa come di consueto e risale posizioni in rettilineo fino ad agguantare il terzo posto in uno scintillante 1:43.97, seconda prestazione personale e decimo tempo assoluto nella storia della distanza in Italia. L'azzurro semifinalista mondiale fa anche meglio cronometricamente dell'esordio stagionale in Diamond League a Rabat (1:44.40) e precede big come l'iridato dei 1500 Isaac Nader e il campione del mondo di Doha Donavan Brazier. 

400 METRI OSTACOLI DONNE. Spettacolo all'Olimpico con il miglior giro di pista con ostacoli del 2026. La slovacca bronzo mondiale della specialità Emma Zapletalová vince per la seconda volta consecutiva in Diamond League dopo la tappa di Rabat contro la big statunitense e argento olimpico Anna Cockrell e lo fa abbassando ancora la miglior prestazione dell'anno e per la terza volta il record nazionale (tre volte nelle ultime tre gare, finale di Tokyo, Rabat e Roma) fino a un mostruoso 52.58, terza prestazione europea all-time. La Cockrell è seconda in 52.77 e la giamaicana Rushell Clayton terza in 53.14 ripetendo l'ordine d'arrivo della tappa di Rabat ma con prestazioni clamorose per le prime due e ben sei atlete sotto i 54 secondi.  Alice Muraro (Aeronautica) e la primatista italiana Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) chiudono in ottava e nona posizione in 55.50 e 56.01. 

LANCIO DEL GIAVELLOTTO UOMINI. Il meeting trova una performance strepitosa nella prima gara in programma, la bomba disegnata in cielo dal 23enne giavellottista cingalese Rumesh Tharanga Pathirage, che al secondo turno infrange per la prima volta in carriera (e primo al mondo quest'anno) la barriera dei novanta metri scagliando l'attrezzo da 800 grammi a un sensazionale 92,62, record del meeting migliorato di oltre due metri dopo vent'anni, seconda miglior misura mai realizzata in Diamond League e ottava prestazione all-time. Pathirage guidava le liste mondiali stagionali con 89,37 e vince al Golden Gala dopo l'esordio in Diamond League a Rabat domenica scorsa (secondo). È anche il lancio più lungo al mondo dalla finale olimpica di Parigi (92,97) e il miglior lancio mai realizzato sul suolo italiano. Secondo posto al due volte iridato di Grenada Anderson Peters, terzo lo statunitense bronzo di Tokyo Curtis Thompson. Il campione italiano Giovanni Frattini (Carabinieri) chiude in decima posizione con due lanci validi di 73,41 e 74,27 seguiti da un nullo.

1500 METRI DONNE. Vince la favorita campionessa del mondo indoor Georgia Hunter Bell (3:58.63) che non ha vita facile con la polacca Klaudia Kazimierska (3:59.24) e l'altra medagliata mondiale Nikki Hiltz (3:59.26), in un arrivo dove Ludovica Cavalli (Fiamme Oro) riesce a restare nelle vicinanze delle avversarie migliori con un ottimo sesto posto e il personal best di 4:01.64 (due decimi di miglioramento) mentre Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre) centra il primato stagionale in 4:07.64 precedendo la superstar scozzese Laura Muir. 

SALTO CON L'ASTA DONNE. La miglior gara della stagione a livello mondiale, con ben tre atlete capaci di volare oltre la misura di 4,80. Prevale la campionessa del mondo indoor Molly Caudery che firma il primo successo di una britannica al Golden Gala e vince per minor numero di errori sull’australiana campionessa olimpica Nina Kennedy e sulla svizzera Angelica Moser, per poi rinunciare alla quota successiva di 4,85. Elisa Molinarolo (Fiamme Oro) supera con tre prove 4,45 e non riesce a valicare la misura di 4,50, piazzandosi al settimo posto in classifica.

100 METRI OSTACOLI. Ancora Giamaica al Golden Gala sugli ostacoli alti femminili: dopo il successo del 2024 di Ackera Nugent ora è Megan Simmonds a prendere gli applausi dell'Olimpico vincendo in 12.50 (+0.8) sulla statunitense ex primatista del mondo Kendra Harrison e sull'olandese Nadine Visser, ultima europea a vincere il Golden Gala nel 2020. Esordio tra le grandi per una delle stelle della nostra atletica giovanile, la 17enne Alessia Succo (Atletica Settimese) che chiude nona in 13.18 a quattro centesimi dal personale, mentre la primatista italiana Giada Carmassi (Esercito) è ottava con il primato stagionale di 12.90.

SALTO IN LUNGO UOMINI. La spunta in extremis nella finale a tre il bulgaro Bozhidar Saraboyukov che con 8,26 (-0.1) mette due centimetri tra sé e il greco campione olimpico Miltiadis Tentoglou (8,24/-0.4), passato all'ultimo turno come leader in forza dell'8,20 del quinto salto. Per il terzo posto c'è l'under 20 cubano Jorge Hodelin (8,18/-0.1), nono posto per Gabriele Chilà (Fiamme Gialle) con 7,51 (-0.1) al debutto in Diamond League.

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