Internazionale: le latitudini del record



La panoramica settimanale sull’atletica a dimensione globale parte questo martedì, perla prima volta, con un risultato realizzato in Italia, il 3:36:04 di Alex Schwazer, nuovo primato italiano dei cinquanta chilometri di marcia. La rubrica si occupa abitualmente di numeri e curiosità d’oltreconfine, ma per questa volta l’eccezione è doverosa. Più “internazionale” e di dimensione più “mondiale” di così, infatti, non si può. Quasi mondiale, praticamente europeo Ritorniamo alla grande prestazione di Alex Schwazer a cui è stato dato ampio risalto nella giornata di domenica e successivamente ieri, a proposito di brevi rilevazioni statistiche: il primato del mondo della 50 chilometri di marcia su strada appartiene all'australiano Nathan Deakes, che lo scorso 2 dicembre, in chiusura di anno, ha realizzato a Geelong il tempo di 3:35:47. Questa prestazione è stata ratificata ufficialmente dalla IAAF nelle scorse settimane, e succede al vecchio primato del mondo di Robert Korzeniowski, autore di 3:36:03 in occasione dei mondiali di Parigi-Saint Denis del 2003. Il tempo del polacco è inferiore di un solo secondo a quello di Schwazer, e ha mantenuto intatto,per un solo secondo, lo status di primato europeo. Come descritto nelle news della giornata di ieri, esiste un crono inferiore a quello di Deakes, vale a dire il 3:35:29 del russo Denis Nizhegorodov, che realizzò lo straordinario risultato ai campionati russi di Cheboksary del 2004. La IAAF non ha mai omologato questa prestazione per il mancato sostenimento del test antidoping specificatamente relativo all'eritropoietina. Il secondo miglior risultato di Nizhegorodov è il 3:38:02 con cui stravinse la Coppa del Mondo di marcia a La Coruna la scorsa stagione. Bentornata Zarina Ad un anno di distanza, Yelena Isinbayeva è tornata a realizzare un primato del mondo, migliorando di due centimetri il 4.91 del 12 febbraio 2006, stessa pedana. Centro al primo colpo, ma era nell'aria. La sorpresa è Kym Howe, l'australiana sempre più degna erede di Emma George, che sale a 4.72 e precede ai punti la polacca Rogowska. Nella gara maschile, aldilà del successo di Paul Burgess con 5.80 (identica misura per Chistyakov e l'ucraino Korchmyd), motivi di curiosità per la presenza in pedana di Aleksandr bubka (figlio di Vasiliy, a sua volta fratello dello zar Sergey), che ha superato i 5.40, e del neoprimatista mondiale junior indoor Kivalov, fermatosi a 5.50. C'era pure Chiaraviglio, l'argentino che ha portato il primato sudamericano al coperto a 5.60. Wanjiru mondiale-bis Samuel Wanjiru si è ripreso il record del mondo di mezza maratona realizzato due anni fa a Rotterdam e successivamente scippatogli a Phoenix da Haile Gebrselassie. Il kenyano ha migliorato il limite di Gebr di due secondi, abbassandolo a 58:53, forte di una concorrenza agguerrita (Yuda, Shami, Bushendich, Joseph, Robert Cheruiyot e Kibiwott tra i migliori). A sorpresa, sul podio della favolosa mezzza maratona di Ras al Khaimah (nel Dubai), sono saliti un nome nuovissimo come Patrick Makau (addirittura 59:13) e Deriba Merga Ejigu, etiope salito alla ribalta da poco tempo. Makau vantava tempi come 13:56 sui cinquemila e 29:52 sui diecimila, ed era pressoché sconosciuto prima dell'exploit di venerdì scorso. La gara femminile è stata vinta da Berhane Adere in 70:58 su altre tre etiopi, Erkesso, bekele e Tune. Rita Jeptoo è stata la migliore delle kenyane, sfilate nell'ordine fino all'ottava posizione. A Karlsruhe sfreccia Brunson. Poi Collio Nella scia di fuoco di Marcus Brunson (6.46) Simone Collio è stato il migliore, precedendo il cubano Mayola (stesso tempo del lombardo, 6.63). Curiosità per il ritorno di Ingo Schultz, campione europeo dei 400 metri a Monaco 2002, che dopo il 46.84 di Dusseldorf ha ottenuto un buon 21.09 nella seconda serie dei 200, ma il meeting di Karlsruhe ha lasciato il segno soprattutto per il record asiatico di Liu Xiang sui 60 metri ostacoli. Dopo la scoppola rimediata a Stoccarda dal cubano Robles, il cinesino d'oro si è preso la rivincita precedendo di due centesimi il ventenne caraibico (7.42 contro 7.44), e pareggiando, per ora, il conto. Molto bene i due altri "piazzati", Ron Bramlett e soprattutto l'ucraino Demyduyk (entrambi cronometrati a 7.53), con quest'ultimo che assume la vetta europea stagionale della specialità. Il mondiale stagionale è uscito dalla ruota del triplo, per merito di Christian Olsson (17.44), che ha messo in fila tre-cubani-tre: Giralt (leader precedente), il giovane Tosca e quello con le doti migliori del terzetto, Betanzos. Tutti oltre i diciassette metri con i primi due a 17.25. Tra i risultati femminili segnaliamo l'1:58.99 di una ritrovatissima Ceplak sugli 800, la netta vittoria di Lidia Chojecka nei 1500 metri col mondiale stagionale abbassato a 4:05.44 ed il 7.87 di LoLo Jones sugli ostacoli. L'altra Jones, quella delle Isole Vergini, ha impressionato ancora sui 400 in 51.91, mentre le Lebedeva non ha tratto beneficio dalla presenza pungolante della Kluft ed ha chiuso vittoriosa con un normale 6.68. L'eptatleta svedese si è migliorata con 6.52, precedeuta dalla Kappler, al secondo round (6.57) dopo il recente ritorno alle competizioni. Lipsia C'era Christian Neunhauserer, che ha fatto meno bene di Vienna in senso cronometrico (3:44.91) ma ha perso solo dal campione d'Europa dei diecimila Fitschen. Da segnalare le buone volate del sudafricano Nagel (6.64 e soprattutto 20.63, nuovo mondiale stagionale), il nuovo mondiale master della Ottey (7.30 a quasi quarantasette anni!) ed il primo meno-due minuti della Ceplak sugli 800 (1:59.65). In questa gara terzo posto per Alexia Oberstolz con 2:04.50 e sesto per Antonella Riva, cronometrata in 2:05.10. Micol Cattaneo, dopo il debutto infrasettimanale con 8.30, ha corso in 8.34 ed è stata preceduta dalle imbattibili LoLo Jones (7.95) e Kirsten Bolm (7.98). Sempre in tema Italia, Elisabetta Artuso ha gareggiato sabato a Vienna vincendo gli 800 in 2:07.16. A Volgograd solo un "mondialino" Dopo le cifre da capogiro delle ultime edizioni, ecco un'annata un po' meno pomposa, visti i numeri. I campionati russi non hanno portato primati (fatta eccezione per la 4x800 donne), ma diverse buone prestazioni e nulla più. In ordine di distanza, partendo da quelle più brevi, menzione per il 7.16 della velocista Polyakova, a seguire il 51.66 della Veshkurova nelle batterie dei 400 (battuta in finale dalla meno nota Kashcheyeva), l’1:59.46 della Zborozhek sugli 800 e l’8:48.94 della Rakhimkulova sui tremila. Nei concorsi, spedita la Isinbayeva a fare il primato a Donetsk, ecco la Golubchikova (emergente della specialità, anche lei presente in Ucraina) conquistare la vetta con 4.65 davanti alla Feofanova (4.60). Ancora: 2.32 di Ukhov nell'alto, 17.13 di Petrenko nel triplo. 6.68 della ventenne Nazarova nel lungo e 19.01 della quasi 40enne Khudorozhkina nel peso. Eguaglia Assunta Legnante, ma non la smuove dal vertice mondiale. In chiusura dei campionati, la 4x800 composta da Balashkina, Pantelyeva, Yemashova e Chumakova ha migliorato il mondiale in 8.18.54. Neanche la Cumba Yumileidi Cumba, alla seconda uscita stagionale, non è riuscita a raggiungere la soglia dei 19 metri nel peso, regno attualmente presieduto da Assunta Legnante e solo da poche ore pareggiato (al centimetro) da Irina Khodorozhkina, regina del peso a Volgograd. La cubana ha lanciato a 18.19, migliorando il 17.91 di Valladolid. Nel meeting spagnolo anche 4.61 di Pavla Hamackova (ora signora Rybova), 7.91 della nigeriana Onyia sugli ostacoli (che intende diventare spagnola come la Alozie), buon 8:48.84 della Dominguez, rientrata al coperto dopo il debutto di Granollers nella mezza maratona. La Beitia con 1.95 ha ottenuto un chiaro successo su una deludente Slesarenko (1.89). Il duello dei titani ha visto prevalere stavolta Hoffa (21.32) su Cantwell (21.31) per un centimetro. Debutto per Mikhnevich, 20.11. Psicodramma velocità: t'aspetti Obikwelu e spunta tale Becerra, 21enne cileno (!) che vince in 6.61 su Mayola e sul duplice campione d'Europa (6.62). Il cileno ha un primato sui cento di 10.31, ma da diciassettenne corse in 10.1 manuale, e merita attenzione per i progressi mostrati negli ultimi mesi. Infine, ecco la migliore gara stagionale sui 1500 maschili: Daniel Komen Kipchirchir è volato via in 3:33.69 su Shadrack Korir (3:35.03) ed il fantomatico diciottenne Mansour (3:36.76). Brimin Kipruto ha esordito sui 3000 in 7:43.20, ma finalmente un europeo (Jesus Espana) ha quasi fatto paura ad un africano, arrivandogli vicinissimo in 7:43.36. Alfin Pognon Un discreto meeting, quello francese: Ronald Pognon ha trovato finalmente una volata vincente con 6.55, battendo il nigeriano Fasuba di un centesimo ed il sorprendente finnico Ruostekivi (6.61). Primato nazionale per la saltatrice Skotnik (1.96), che tre stagioni fa ha scelto la Francia, in sostituzione della Germania, per la quale superò l'1.97. Decisamente buono il 4:56.30 di Augustine Choge sui duemila metri (sesta prestazione di sempre), e 8.09 di Sdiri nel lungo, presenti anche il vecchio Pedroso (7.91 ma già a 7.92 all'aperto a L'Avana), e Mokoena, corto con 7.81. Merritt e molto altro Come previsto, dopo il 300 di assaggio sulla pista gigante di South Bend (o Notre Dame che dir si voglia, in fondo fa più charme), LaShawn Merritt ha sciorinato il suo talento sulla pista di Fayetteville, dominando i 400 in 45.51, lasciando a mezzo secondo un vecchio marpione delle gare al coperto come Milton Campbell (46.05). Battuti senza scampo anche tre illustrissimi come Bershawn Jackson (iridato dei 400 ostacoli), Williamson (che una volta mordeva la pista accanto a Jeremy Wariner ed ora non progredisce) e Derrick Brew. Lo stesso Merritt ha poi corso una frazione siderale della 4x400, l'ultima con la maglia degli States, cronometrata in 44.62 (ovviamente lanciato), grazie alla quale ha portato al successo il team a stelle e strisce sull'università di Baylor. A completare i fantastici 4 c'erano Wallace Spearmon, Andrew Rock e l'X-Man infiltrato, Xavier Carter. Jennifer, Allyson e gli altri Il Tyson Invitational di Fayetteville, come al solito, ha spartito il programma tra gare ad invito e riservate ai Collegians. Nell'orgia di gare e risultati, Merritt a parte, vediamo cos'è successo: Jacoby Ford, un ragazzino dl 1987, ha vinto la finale dei sessanta metri riservata ai College in 6.60, meglio di quanto fatto nella gara ad inviti da Crawford (6.61). Jennifer Stuczynzki ha evitato di guardare da vicino come è fatto un record del mondo, ed anziché volare a Donetsk è rimasta a cogliere gloria casalinga: meritata, perché con 4.72 ha migliorato di altri due centimetri il personale dell'asta ed ha tentato invano il primato americano a 4.82. Allyson Felix ha scelto i 300 metri per tornare a far parlare di sé. Con 36.33 ha frantumato il recente record nazionale della diciottenne McCorory ed ha trascinato anche una ritrovata Trotter (seconda in 36.42) sotto il limite precedente. Bene, molto bene, l'alto, da qualsiasi angolo lo si guardi. Destinee Hooker, un'altra creatura in fiore targata 1987, è volata fino a 1.96, progredendo in un colpo di quattro centimetri. Andra Manson, vincitore della gara maschile con 2.33, ha visto da vicino il formidabile bahamense Donald Thomas, autore di un altro 2.30, che ha riservato l'ultimo tentativo per la possibile vittoria addirittura a 2.36. Nelle altre gare, Shalonda Solomon ha corso le batterie dei 200 in 22.85 (Stewart dietro in ventitré netti), Milton Campbell si è rifatto sui 200 in 20.77 (in batteria) ed ha lasciato spazio in finale a Dix (20.73). Altro dagli USA LaVerne Jones e la russa Polyakova sono state raggiunte in vetta alle graduatorie stagionali dei sessanta femminili dalla semisconosciuta Carmelita Jeter, statunitense, cha ha corso in 7.16 ad Azusa, in California. L'eterna promessa dell'alto Sellers pare aver imboccato la china dei costanti progressi, e stavolta ha superato i 2.28 ad Ames, nello stato dell'Iowa. La neozelandese Kim Smith ha corso un ottimo cinquemila a Boston, chiudendo in 14:59.62. A Houston gran sessanta di Preston Perry (6.54), che nella sua scia porta al record nazionale Brendan Christian di Antigua (6.57). Reus ex machina Julian Reus è un tedescotto di diciott'anni e mezzo che ha già partecipato, senza lasciare un grande impressione, ai mondiali junior di Pechino. Ebbene, eccolo sorprendere non poco in occasione dei campionati nazionali junior di Sindelfingen, non tanto per la scontata doppietta nella velocità, quanto per i riscontri: 21.32 nel giro e soprattutto un eccezionale 6.64 sui sessanta metri. Campionati nazionali In attesa di quelli più prestigiosi (Germania, Francia, Spagna) ed archiviati quelli russi, ecco i campionati inglesi e di un bel po' di altre nazioni europee: iniziamo da Sheffield, dove il miglior risultato è il 50.60 di Nicola Sanders sui 400, che nonostante il nome è una bella ragazza bianca. Nelle liste all-time dei 400 metri indoor, con la prestazione di domenica, si è lasciata alle spalle gente come Bryzgina, Dixon, Miles-Clark, Guevara, Tonique Willliams e le due Richards, Sandie e Sanya. Da menzionare il triplo di Douglas (17.19), i 60 ostacoli di Turner (7.55) e la vittoria sui tremila del campione europeo di cross Farah (7:50.86), tornato a calcare la pista per l'occasione. Psicodramma atto secondo nella finale dei 60 maschili: Pickering divora la pista, sia in semifinale che nei sessanta che contano, in 6.58. Sorprende il 20enne Scott, al terzo miglioramento in tre gare, con 6.64. In un fazzoletto ne troviamo altri quattro. Dopo, solo settimo, si materializza l'inabissamento di Jason Gardener: 6.67, preceduto per quattordici millesimi da Darren Chin. Hellebaut, ritorno al passato In Belgio exploit di Tia Hellebaut nel pentathlon: con il punteggio di 4877 vanta ora la quarta prestazione di sempre, ed è la terza atleta della lista dopo la Belova e la Kluft. Nel dettaglio troviamo 1.96 nell'alto (miglior risultato di sempre in un pentathlon), 8.34 sugli ostacoli e 6.42 nel lungo. Con maggior fortuna (errore a 2.02 ma vicinissima al successo) avrebbe potuto totalizzare un punteggio ancora più alto. Grecia: la Thanou inizia ad assomigliare a quella che avevamo lasciato prima di Atene, e corre i 60 in 7.22. Bene Tsatoumas nel lungo, con 8.09. In Lituania, Austra Skujyté ha totalizzato 4614 punti nell'eptathlon, non così distante dal proprio record nazionale. Romania: Adelina Gavrila conferma al centimetro lo stagionale con 14.29, Guset debutta nel peso con 19.91. Ancora triplo in evidenza, ma in Bulgaria, dove la Dimitrova vince il titolo nazionale con 14.06. A Tallinn (Estonia) 1.91 per la diciannovenne Leks (primato nazionale). Chiudiamo con l'Ungheria, dove Mikulas Konopka ha lanciato a 19.85, e con la Bielorussia: ancora peso in evidenza grazie a Lyzhyn (20.53) e Goncharuk (20,22), mentre al femminile, delle migliori, è scesa in pedana solo la Leantsyuk, che ha lanciato a 18.21. Outdoor Riprendiamo la panoramica con l'attività all'aperto dopo l'introduzione dedicata all'impresa di Alex Schwazer. In Germania nuovo doppio test per i lanciatori, con sedi Francoforte e Kienbaum. L'ex-campione del mondo Kobs ha lanciato il martello a 74.77 nella prima riunione. Nella seconda sono scese in pedana alcune delle lanciatrici-top della nazionale tedesca. Steffi Nerius ha lanciato il giavellotto a 61.29 (con altre tre specialiste oltre i cinquantotto metri) e Franka Dietzsch ha trovato solo due lanci validi su sei (63.44 e 62.34), sufficienti per battere la novità (a questi livelli) Nadine Muller, che ha pescato la miglior serie della carriera con un "best" di 62.22 e ben quattro traiettorie oltre il precedente primato personale. Nel martello 67.77 di Susanne Keil. Tra i maschi 62.29 di Harting nel disco e spallate da rivedere per i giavellottisti (il migliore è stato Nicolay con 75.23). In Australia primato personale per il pesista Martin, che ha raggiunto la misura di 20.42. Donna MacFarlane ha corso i tremila siepi in 9:34.71. In Sud Africa un altro buon risultato della giavellottista Robbeson, 60.24. Usain Bolt ha debuttato nel Camperdown Classic correndo i 400 in 45.92. Brevissime da cross, marcia, strada Il titolo statunitense di cross è andato a Alan Culpepper e Deena Kastor. Piazzati, tra gli uomini, Adam Goucher ed il talento Ritzenheim, tra le donne la Flanagan (brillantissima nelle indoor) e la signora Goucher, Kara. Nell'eurocross di Diekirch successi per il qataregno Sultan Khamis Zaman e per la belga Dejaeghere. Rientro dell'olimpionica della marcia Papayianni: primo assaggio sui diecimila, conclusi in 47:15. La mezza maratona di Barcellona è stata vinta dal kenyano Jacob Yator in 1:01:10. Ad Eldoret (Kenya) benson Barus ha vinto una mezza maratona in 1:02:44. C0'era anche lo svizzzero Roethlin, argento europeo di maratona, quattordicesimo in 1:03:53. In Giappone, Cyrus Njui ha vinto le dieci miglia di Karatsu in 46:50, Terukazu Omori quelle di Himeji in 46:34. Il borsino Salite e discese della settimana: primati mondiali esclusi, il semaforo è verde per Marcus Brunson, che straccia il miglior tempo stagionale dei 60 maschili in 6.46, per il Merritt che ha capitalizzato in 400 metri quanto di buono aveva mostrato sui 300 dieci giorni fa, e per Alex Schwazer: l'altoatesino ha corso cinquanta chilometri impiegando un secondo in più di quanto fece Korzeniowski in una gara con una sonante medaglia mondiale in gioco. Semaforo rosso per sprinter di chiara fama: incidente di percorso per Obikwelu, allarme rosso per l'inglese Gardener. Non va meglio nemmeno a Xavier Carter, che corre lanciato una frazione di 400 metri in poco meno di 47 secondi. Rimandato. Coming soon Domenica a Tokyo, nella prestigiosa maratona maschile, sono annunciati Sammy Korir (2:04:56), Daniel Njenga (2:06:16), Vanderlei de Lima, i tanzaniani Isegwe e Bayo. Al via anche Francesco Ingargiola, ed i giapponesi Aburaya, Irifune, Ojima e Sato. James Mwangi sarà all'esordio sulla distanza. Banska Bystrica, come annunciato nelle news di ieri, merita un occhio particolare, per la presenza di Antonietta Di Martino, fresca neoprimatista italiana grazie al metro e novantotto di Bucarest. Troverà la Vlasic e la Veneva (2.01 ed 1.98 in Romania) ma anche la campionessa del mondo Bergqvist, primatista indoor con 2.08!, l'altra svedese Green (bronzo mondiale), le ceka Dubnova, la russa Kuntsevich e la greca Hatzinakou. Per Nicola Ciotti e Campioli, le superstars Rybakov, Holm e Moya, oltre a Horak, Kgosiemang, Rabbath, Prezelj, e l'ultimo talento svedese Spolen. La stagione americana, i meeting europei (Stoccolma tra i più prestigiosi) e quelli outdoor in Oceania completeranno un week-end altrettanto ricco di quello appena trascorso. Nella sezione statistiche sono già scaricabili le nuove liste all-time (con Schwazer nel posto che gli compete), nel giro di 48 ore saranno disponibili anche quelle indoor 2007 aggiornate. Marco Buccellato


Condividi con
Seguici su: