Internazionale, cinque continenti in pista



Un weekend molto lungo quello che ci ha accompagnato fino a ieri. L'attività si è susseguita per tutta la settimana, con l'inizio dei meeting infrasettimanali sul suolo europeo ed i fuochi d'artificio provenienti dal continente americano. Oltre a questo, risultati da Asia, Africa ed Oceania. Bip-Bip Greene Il risultato è quello che è: 9.86 con quasi cinque metri di vento a favore non aggiungono niente di nuovo né significano chissà cosa. Lo show di Greene a Carson, in California, con le scarpe che gli scottano fra i piedi (con tanto di spegnimento da parte di Larry Wade con un vero estintore), ci fa invece ritrovare il guascone spavaldo che sembrava essere un ricordo. La goliardica trovata ricorda, più che una esibizione polemica, la strada nel deserto che prendeva fuoco al passaggio dello struzzo nel classico cartone animato americano. Una esibizione sfrontata di bruciante potenza, insomma, e la certezza della ritrovata superiorità. I "vilcoyote" di turno, che inseguono sempre il velocipede e mai lo raggiungono, portano stavolta i nomi di Darvis Patton (9.96), Monzavous Edwards (10.04), ed ancora Coby Miller, Leo Scott fino a Trammell, esportato dagli ostacoli, che perderà con un ottimo 13.20 dietro al grandissimo Wade da 13.12 (ventoso e senza estintore). L'Home Depot di Carson, evento USA della settimana, ha riproposto ancora Toby Stevenson, in una gara in cui le aste non hanno portato a salti stellari: 5.60 per Tobia e così via. Soprattutto ha riportato Marion Jones in patria dopo l'escursione di Kingston ed i tanti strilli legati alle polemiche minacciose sul caso Balco. Mentre l'amato Tim naufragava nel solito miserando sesto posto in Messico, lei vinceva i cento in 10.99 con vento esagerato, ed il lungo con un 7.13 che fa sensazione ma non vale per lo stesso motivo. Miglior salto legale: 6.49 (ops!). La prima delle battute, la bianca e graziosissima Upshaw, ha chiuso con 6.83 ventoso (nemmeno tanto) e 6.62 regolare. Numeri da brivido Il saudita Al-Sabee ha saltato 8 e 41 nel lungo, sfruttando 2 metri e 6 di vento a favore, ma anche 8.22 regolare. L'uomo che lo aveva battuto a Modesto, il campione del mondo che salta con la tuta aderente fin sopra la testa, Dwight Phillips, nel frattempo a Città del Messico atterrava a 8.44 con vento nella norma. Da Carson anche l'exploit della settimana: Chris Cantwell firma la seguente serie nel peso: 21.67, 21.94, 22.35, 21.35, 21.46, 21.45. Il 22.35 del gigante biondo, mondiale indoor a Budapest, rappresenta anche la decima prestazione di tutti i tempi. Dietro di lui clamoroso anche il 21.67 di Reese Hoffa, al debutto oltre la fettuccia dei ventuno metri. Una doppia prestazione che ci voleva per il morale del gruppo dei lanciatori USA, turbati dalla recentissima squalifica di Kevin Toth (22.67 lo scorso anno: tornerà, se tornerà, a 38 anni e mezzo), ultimo dell'elenco dei grandi pesisti trovati con le mani nel'armadietto delle medicine (Randy Barnes, Mike Stulce, Cottrell J. Hunter). Johnny Godina, terzo in gara, ha fatto tre soli lanci buoni ma tutti oltre i 21 (21.04 il top). Gail Devers ha battuto la Felicien, dalla quale aveva perso a Budapest e che le aveva soffiato l'oro di Parigi per via dell'errore tecnico dell'americana, ma ha perso dalla Morrison, sfrecciata in 12.44 (Gail 12.52). Vento irregolare, e la canadese preceduta anche da Miesha McKelvy. Al vero rientro la Kirkland, dopo l'apparizione per onor di firma agli ultimi mondiali (iridata ad Edmonton, poi ai box per maternità). La compagna di Bernard Williams è finita sesta ma in un promettente 12.79. In attesa delle fenicottere russe, l'alto elegge a regina Tisha Waller, sottile nera di grande talento ma mai a medaglia (unica finale importante: Siviglia '99, quarta): per ora guida il mondo a 1.98. Resto d'America Mentre le urla erano tutte in California, a Tucson si celebrava l'Elite Classic, con qualche nome di prestigio. L'argento di Parigi Woody ha infilato il primo sub-49 dell'anno (48.62), ed il finnico Mikkola (tutta la primavera in USA) ha lanciato il giavellotto a 82.18. Nome nuovo: Malachi Davis, 26 anni, finalmente dopo vari tentativi sotto i 46 nei 400: 45.52. Personale per April Steiner nell'asta (4.41) e per la Heaston nel peso (18.40). Ad Abilene, Christie van Wyk raccoglie l'eredità namibiana di Frankie Fredericks e si porta a 10.09, vento nei limiti (ma proprio al limite). X-Man Non è un personaggio dei fumetti, ma il soprannome di Xavier Carter, junior americano da 45.44 che a Orlando ha abbassato il personale anche sui 200 correndo in 20.49, ben due decimi sotto il precedente limite. Lassù qualcuno non mi ama Sarà stato probabilmente questo il pensiero che ha attraversato la mente di Tim Montgomery. Il primatista del mondo è salito ad oltre 2200 metri di quota per ritrovare la dimensione del grande cronometraggio, ed invece, come nella finale di Parigi, è stato beffato ancora dal ragazzino di Trinidad Brown, viceiridato e primatista mondiale junior: 10.11 con vento contrario per Brown, 10.24 per Montgomery, battuto anche da Grimes, Williams, Capel e dal canadese Macrozonaris, che l'anno scorso qui fece 10.03 con vento nullo. Da quassù, come detto, l'8.44 di Dwight Phillips, ma anche il roboante 7.16 di Elva Goulbourne, del quale non conosciamo ancora l'entità del vento. La giamaicana sarà a Roma per il Golden Gala. Se valido, il risultato è anche primato del centro America. Idem, ma per la categoria junior, con il 6.74 della cubana Yudelkis Fernandez, seconda alle spalle della Goulbourne. In gara è tornata Dawn Burrell, dopo lunghissima assenza per infortunio: 6.10 ed auguri. Ultima eco dall'altura messicana, il 13.08 di Allen Johnson. Immarcescibile. Il Grand Prix II replica in Brasile Dopo Rio ecco Belém, Brasile Nord. Oltre 40000 spettatori. Subito menzione per Nicola Ciotti, che sale a 2.25 e chiude al secondo posto la gara vinta dal cubano Perez (personale con 2.28). Tra i battuti, il numero due svedese Strand ed i duetrentisti Tora Harris e Janku. Diversi i risultati discreti: in campo maschile il mondiale stagionale degli 800 ad opera di Yiampoy (1:45.09), e le vittorie degli atleti di casa: 13.33 per Redelen dos santos (personale), 17.25 di Golia Gregorio (due metri e due di altezza e centodue chili di peso!), e 20.39 di Vicente de Lima. Donne con gli acuti della giamaicana Golding e di Sandra Glover sugli ostacoli (12.69 e 54.91). Ancora da estrapolare dai risultati il 45.09 di Derrick Brew (la connazionale Hennagan si è portata a 51.10, un centesimo meglio dell'atleta di Guyana Pompey, al primato nazionale), l'abituale meno-39 della 4x100 verdeoro (38.92) ed il bun livello del peso femminile andato alla Ostapchuk (18.90) davanti alla Borel di Trinidad che a suon di record (18.78) ha sorprendentemente battuto la quotatissima cubana Cumba (18.70). L'anno di Mirone? Un'altra riunione di dischi che volano a Salinas, altra "casa del discobolo". Tutti fanno il primato stagionale, alcuni il personale, chi addirittura il record nazionale. Vince Carl Brown con 66.57, davanti al canadese Tunks (il marito di Lieja Koeman, l'olandesona del peso) con 66.15, ed a Andy Bloom (65.54). Il record è per l'indiano Gowda, 64.35, già giustiziere di uno spento Adam Nelson in una gara di peso di inizio stagione. Per chiudere la passerella, Johnny Godina lancia il peso a 21.07, senza rivali. Lanci-extra ad Halle Anticipato da Wiesbaden la scorsa settimana, il meeting di Halle ha concentrato buona parte del meglio dei lanci di scuola europea, come da tradizione. Ma l'appuntamento del fine settimana è stato il culmine di una attività intensissima iniziata fin da mercoledì, col meeting di Neuwield-Engers, nel quale ha dato forfait lo spagnolo Martinez, annunciato alla vigilia come grande protagonista. Un solido scossone alle graduatorie stagionali lo hanno dato i migliori interpreti locali del lancio del peso. Bartels con 20.88 e la Kumbernuss, al rientro vincente con 19.60 (mondiale stagionale), hanno vinto i rispettivi duelli contro Bock (20.44) e Peter Sack (20.32), e contro la Kleinert (19.15) e la Beckel (18.22). Passa la nottata ed a Borna allunga la gittata Riedel, fino a 67.68. L'occasione erano i campionati tedeschi dei 10000 metri (Mockenhaupt al titolo in 31:52.40), nei quali i discoboli hanno fatto da contorno. C'era anche la Faumuina, senza avvesarie con 62.32. Sempre giovedì l'8.11 nel lungo di Nils Winter, a Garbsen, ed a Eppingen in una gara di alto si è distinto in chiave giovanile il 19enne Hanniske con 2.24 (ospite l'irlandese O'Dwyer che sale a 2.26). Chiusura di mezza settimana con i lanci di Esser e Kobs a Nordhausen (76.25 e 74.88). Fine settimana con Jena, dove provano gli staffettisti che corrono in 39.56 (Kosenkow, Ernst, Unger ed Ostwald..ne parliamo per chi vuole farsi un'idea in chiave azzurra per la Coppa Europa e per ciò che seguirà più avanti nella stagione). E finalmente Halle. Al centro sportivo Brandberge si è tenuto il primo duello al sole dell'anno fra Lars Riedel ed il lituano Alekna, campione del mondo nonché olimpico. L'immortale tedesco ha vinto con 68.05, ma la media della serie di Alekna (un top in chiusura con 67.82), è di 50 centimetri superiore a quella di Riedel. Non solo: la media dei quattro lanci validi di Riedel (66.74), corrisponde al lancio più "corto" del lituano (appunto 66.74, ottenuto al secondo turno). Vince chi va più lontano, per la vittoria ai punti ci vuole il ring. Da segnalare l'affermazione con un gran personale a 64.05 del 20enne Harting, al primo anno da senior. Brilantissima figura ha fatto Mario Pestano, il gigante buono spagnolo, approdato a 66.64 all'ultimo lancio. Due nulli hanno condizionato la gara di Diego Fortuna, presente in classifica con 56 metri al decimo posto. Ad Halle trasferta anche per Dal Soglio, settimo con tre nulli e tre lanci validi, il migliore dei quali a 18.86, nella gara vinta da Sack con 20.07 (Bartels a 19.80, un metro meno del mercoledì). Nel martello l'ungherese Pars, ancora imbattuto quest'anno e vincitore in marzo nell'Eurochallenge, ha ribattuto la crema d'Europa (assenti bielorussi ed ucraini ed i suoi connazionali) con 79.68: dietro di sé Konovalov, Esser, Kobs, Charfreitag, Klose. Mondiali stagionali: il primo è di Boris Henry, il fidanzato di Kelli White, che reagisce alle disavventure della fidanzata con un gran giavellotto pari a 86.86 (deludenti i lettoni che avevano tanto impressionato a Malta). L'altro lo fa Anastasia Kelesidou nel disco, che dopo un nullo iniziale infila una serie tutta in crescendo fino al gran finale di 67.03. Praticamente una finale mondiale: battute Sadova, Faumuina, Dietzsch, Yatchenko, Pospisilova. Nelle altre gare la Kleinert si è presa subito la rivincita sulla Kumbernuss (19.23 contro 18.71), e Betty Heidler realizza il primo 70 metri dell'anno per un'atleta tedesca (70.24). La Nerius nel giavellotto pesca tre lanci oltre i 62 metri e chiude a 64.07. La domenica ha portato un risultato importante da parte di una atleta di diciotto anni, Annika Suthe, che nel giavellotto ha ottenuto 61.38, che col nuovo attrezzo rappresenta la seconda misura di categoria in Europa, la migliore dopo cinque anni esatti (61.79 dell'ungherese Nikolett Szabo). E Gebre? Annunciato come la star del meeting sul web e sulle locandine, Haile Gebrselassie non si è visto in gara a Nijmegen. Al momento non si può essere più precisi sulla ragione del forfait. I 5000, orfani del piccolo grande etiope, hanno tuttavia rivelato il talento di Bernard Chepkok, classe 1985, che ha portato il mondiale stagionale a 13.15.84. Un altro 18enne, Brimin Kipruto (anche siepista), ha vinto i 1500 in 3:37.97. Chiunque siano i protagonisti, il livello del movimento junior è tale che i prossimi mondiali di Grosseto si annunciano di un livello mai visto. All'Est qualcosa di di nuovo Anna Rogowska, nello stadio che ospiterà la finale di Coppa Europa maschile, a Bydgoszcz, si è portata a 4.50 nell'asta, primato personale. A Mosca, ad inizio settimana, inaugurazione dell'attività all'aperto: il miglior risultato dalla bella e potente Kuzenkova nel martello (70.27). Vyacheslav Voronin, l'ultimo uomo a salire fino a 2.40 (quattro anni fa), si ferma a 2.24. Altre competizioni ci sono state in Russia, ma non sono ancora disponibili i risultati per poterli divulgare. Turnov, nella Repubblica Ceka, ha ospitato la sesta edizione del meeting intitolato a Ludvik Danek, che qui realizzò il suo primo record mondiale (64.55) nel lontano 1964. Il clima è stato onorato da inattesi exploits nel peso maschile. Personal best per Stehlik (20.96), idem con il bonus del record nazionale per lo slovacco Haborak (20.87) e personale frantumato per l'altro ceko Zalsky (20.71, precedente 20.10 del giorno prima come vedremo fra poco, ed ulteriore precedente 19.17!). In gita dopo lo scontro galattico di Halle del giorno prima, i due amiconi Alekna e Riedel si sono amichevolmente rivisti, e stavolta la meglio è andata al lituano (64.30). Per Riedel solo 62.55. Ancora dalla Repubblica Ceka la prima fase dei societari a Kladno. Nel peso 20.10 per Zalsky, nei 400 donne il ritorno di Ludmila Formanova, assente da due anni. Rientro anche per Nikola Tomeckova, ora signora Brejckova, nel giavellotto ad un grande ritorno con 62.68. Era alla prima competizione dopo due anni e due maternità conclusesi in maniera non felice. Pista nuova a Belgrado, nello stadio della Stella Rossa: freddo e pioggia hanno un po' guastato la festa della coppa serba. Miglior risultato: 3:38.83 di Darko Radomirovic sui 1500. Polonia: a Wroclaw 80.70 pèr Kolko nel giavellotto e 62.50 della discobola Wioletta Potepa, al personale. Ciliegine sparse Christine Arron ha gareggiato in Guadalupa mercoledì: doppia razione di cento, 11.08 e 11.05 in finale. A nostro avviso le cose più sorprendenti le ha fatte però il canadese Tyler Christopher su distanze spurie, ma che numeri! 15.17 sui 150 metri e 31.77 sui 300! Sempre in Francia, a Salon-de-Provence, prima di emigrare in Germania per il fine-settimana vi è stato l'esordio un po' in sordina di Virgilijus Alekna. Lui ed il sudafricano Kruger (che qui lanciò oltre i 70 metri due anni fa) sono stati battuti da Zoltan Kovago (64.36) e dall'estone Kanter (63.81). Dalla Norvegia gran incremento per Ronny Nilsen: il giavellotto dello scandinavo viene misurato a 84.73. La Norvegia trova un nuovo protagonista, dopo la tragica scomparsa di Pal Arne Fagernes dello scorso anno. In arrivo anche David Canal: il forte quattrocentista iberico ha debuttato a Valencia correndo un 200 in 20.69. Ancora da Cipro Chris Tomlinson: l’inglese salta 8.13 (con cinque salti oltre 8.05). Campionati in Cina A Shijiazhuang rassegna nazionale senza acuti particolari, ma qualche buon risultato e soprattutto volti nuovi. Due saltatrici a 1.94 e soprattutto due saltatori diciottenni a 2.27 (Liu Yang e Hu Tong), sono ad esempio un elemento interessante. Così come il mondiale stagionale nel lungo di Guan Yingnan (6.75) e l'abituale lancio casalingo over-70 della Zhang Wenxiu nel martello (72.01). Panoramica veloce sul resto dei campionati: giavellotto uomini a Chen Qi (81.38). Nei concorsi femminili 14.51 di Huang Qiuyan nel triplo, sorprendente 64.42 di Huang Qun nel disco (ma il meglio lo fa Song Aimin in qualificazione con 64.90), e 18.78 di Li Meiju nel peso. Nelle corse un record nazionale, finalmente. Lo realizzza l'ostacolista Meng Yan che scende a 49.18. Dal mezzofondo l'ormai conosciutissima Sun Yingjie fa suoi i 10000 in 31:50.90, prendendosi la rivincita sulla Xing Huina che l'aveva battuta sui cinquemila. E Liu Xiang? L'ostacolista si è accontentato di 13.40. Giappone chiama Grosseto Ancora in copertina Martin Irungu Mathathi: il gioellino kenyano (19 anni il prossimo Natale), ha vinto un altro diecimila (a Niigata) in 27:43.40 (e sono tre in un mese..troppi). Il compagno di giochi John Kariuki (18 anni il prossimo novembre) ha corso in 27:46.47. Mondiale stagionale per Lucy Wangui a Nobeoka: per la kenyana 14:57.09, a 64 centesimi la Fukushi. Africa in arrivo Vincent Mumo Kiilu (45.65) e Justus Koech (1:45.6) hanno mostato le cose migliori ai campionati militari kenyani. A Dakar, mercoledì scorso, 6.78 per Kené Ndoye (vento oltre i due metri) e 8.12 per Kaba Badji. Attenzione a Yahya Berrabah: il marocchino, 8.33 nel lungo la scorsa stagione (risultato passato a lungo sotto silenzio), è già planato a 8.12 con vento contrario sulla pedana di Casablanca. Torniamo per un momento in clima-Grosseto: lo spunto ce lo dà l'8.01 dell'azzurrino Howe-Besozzi: l'atleta più vicino al reatino nelle graduatorie stagionali junior è l'australiano Thornell, che ha gareggiato in Australia il giorno prima ed il giorno dopo l'impresa di Howe. Tanto per fare un piccolo raffronto in tempo reale, il canguro ha vinto le due competizioni in località Gold Coast, rispettivamente con 7.66 e 7.84 (vento regolare in entrambe le occasioni). Una curiosità: come atleta fuori gara, Thornell saltò più in lungo di tutti nell'edizione 2003 dei campionati brasiliani, 7.99 con vento oltre la norma. Quest'anno vanta 7.97 ed otto metri con troppo vento, entrambe le prestazioni ottenute nell'ultima settimana di gennaio. Marcia IAAF Stavolta il challenge IAAF di marcia si è spostato in Cina. Giallo integrale nel maschile: Han Yucheng, leader stagionale della 50 chilometri, si aggiudica la prova sui 20 in 1:19:59: al momento della stesura di questo report non sono ancora disponibili i risultati completi, ma nei primi otto classificati non vi è presenza di atleti ospiti. Solo cinesi, fra i quali molti ventenni e ventunenni, come Cui Zhide, secondo in 1:20:12 e Zhu Hongjun, terzo in 1:20:41. Alla Song Hongjuan, capofila stagionale, la 20 femminile in 1:28:12, davanti all'iridata Nikolayeva, più anziana di ben diciotto anni. Il resto è monopolio cinese eccezion fatta per la romena Claudia Stef-Iovan, quarta. Junior: Zhang Nan ha coperto la distanza in 1:32:27, Liu Feifei (18 anni) in 1:33:02. Strade La Great Manchester Run di domenica sulla distanza di 10km ha visto i successi dell'australiano Mottram (27:54) e di Sonia O'Sullivan (32:12). Paul Tergat era in gara ed ha chiuso quarto, battuto anche dall'eritreo Zersenay Tadesse e (udite udite!) dall'irlandese Lombard (27:33 poche settimane fa in pista). La O'Sullivan ha superato Berhane Adere e Margaret Okayo. A Praga la decima edizione della maratona cittadina è vinta sotto la pioggia e con una temperatura invernale da Barnabas Koech in 2:12:15; affermazione femminile per l'etiope Leila Aman (2:31:48). Appendice italiana dalla scorsa settimana: Massimo Pegoretti ha gareggiato in Austria, ad Attnang. La ventesima edizione del miglio su strada nella città austriaca ha visto il successo di David Nyaga (Kenya) in 3:58.8: Pegoretti ha chiuso quarto in 4:01. Per la raccolta dei risultati e delle notizie, ringraziamenti particolari vanno a Zbigniew Jonik, Alfons Juck, Jiri Havlin, Georg Csiki, Carles Baronet e Ken Nakamura. Per questa settimana è tutto. La rubrica concentrata sull’attività internazionale tornerà martedì prossimo. Marco Buccellato


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