Giavellotto: la mappa dei 90 metri

20 Luglio 2015

di Giorgio Cimbrico

L’aria nuova che dal 2012 spira sul giavellotto aiutandolo nel suo veleggiare verso la riconquista della scena, ha provocato un allargarsi dei confini di una specialità che aveva scelto molti dei suoi protagonisti tra i nati sulle sponde del Mediterraneo del Nord, più noto come Baltico. A questo proposito, Janis Lusis, una lunga milizia con la maglia CCCP ma lituano sino all’osso, ha più volte affermato che l’esercizio è solo e soltanto patrimonio della vasta regione che comprende le coste di Germania, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Russia (nei pressi di San Pietroburgo), Finlandia e Svezia. Tutto vero, ma anche Lusis deve convenire che nella lunga storia si sono verificate intromissioni americane, ungheresi, norvegesi, italiane (Carlo Lievore), britanniche, greche e sudafricane. E con un sovrano che viene, come il leggendario re Venceslao della filastrocca, dalla Boemia: Jan Zelezny.

Nelle ultime tre stagioni hanno trovato posto tra i primi venti di sempre un kenyano (Julius Yego), un trinidegno (Keshorn Walcott), un egiziano (Ihab Abdelrahman el Sayed) e il cinese Qinggang Zhao. Il dominio dei baltici si è incrinato: solo tre finlandesi, un lettone, uno svedese e un russo nato su quel mare (Makarov) danno ancora respiro alla grande tradizione. Il dominio degli uomini di Suomi si è sempre più affievolito: alla fine degli anni Venti erano cinque tra i primi dieci, idem al termine dei Quaranta e quattro alla chiusura degli Ottanta. Oggi si sono ridotti a due: Parviainen e Pitkamaki. Il clima che può esser respirato da quelle parti e il magistero tecnico continuano comunque a esser propizi: sia Yego che el Sayed passano lunghi periodi di allenamenti in una delle culle, Kuortane, sotto la guida di Petteri Piironen.

Tutti questi cambiamenti non hanno sparso crepe sul regno di Jan Zelezny, boemo di Mlada Boleslav, gemellata con la finlandese Vantaa. Il tre volte campione olimpico e tre volte campione mondiale, oggi 49enne, ha scavato tra sé e il resto del mondo un fossato più profondo di quelli che contornavano i castelli medievali. Sufficiente notare che tra lui e il secondo miglior ceco, Vitezslav Vesely, campione mondiale in carica, corre la bellezza di dieci metri. Zelezny allena Vesely ma evidentemente non gli ha rivelato sino in fondo come ci si costruisce un braccio d’oro.

Qui di seguito tutte le prestazioni oltre i 90 metri divise per Paesi. Tra parentesi il numero e il nome degli atleti che le hanno ottenute. La Repubblica Ceca guida con 35, tutte del formidabile Jan che al termine dei Giochi di Atlanta andò a fare un provino per la squadra professionistica di baseball della capitale della Georgia. Senza molta fortuna.

Repubblica Ceca 35 (1: Zelezny)
Finlandia 15 (3: Parviainen, Pitkaemaki, Raty)
Norvegia 8 (1: Thorkildsen)
Germania 7 (2: Hecht, Henry)
Russia 5 (1: Makarov)
Grecia 3(1: Gatsioudis)
Lettonia 3 (1: Vasilevskis)
Gran Bretagna 2 (1: Backley)
Stati Uniti 2 (1: Greer)
Kenya 1 (1: Yego)
Trinidad 1(1: Walcott) 



Condividi con
Seguici su: