Furlani 8,43 in Cina, Roma lo aspetta e sogna!

16 Maggio 2026

L'oro mondiale del lungo vola al personale a Keqiao e vince per la prima volta in un meeting della Diamond League, a 4 centimetri dal record italiano del suo idolo Andrew Howe: "E' solo l'inizio, ci vediamo all'Olimpico"

Subito un Mattia Furlani in formato mondiale, 8,43 (vento +0.4 m/s) per il record personale migliorato di quattro centimetri al secondo salto nella prova di apertura della Wanda Diamond League a Keqiao, in Cina. È la seconda prestazione italiana di tutti i tempi, a soli quattro centimetri dal primato nazionale di Andrew Howe (8,47, Osaka 30 agosto 2007). Dopo un nullo al primo turno, l'azzurro campione del mondo del lungo passa al comando della gara allo stadio di Shaoxing con il miglior risultato mondiale all'aperto di quest'anno, pareggiando la seconda misura italiana di Giovanni Evangelisti (8,43 a San Giovanni Valdarno il 16 maggio 1987). Un grandissimo inizio di stagione outdoor per il reatino delle Fiamme Oro, che vince per la prima volta in carriera nel contesto di un meeting della Diamond League e alza l'asticella in vista del Golden Gala Pietro Mennea in programma allo stadio Olimpico di Roma il prossimo 4 giugno.

Gara iniziata con un primo nullo (di due centimetri), poi il salto del primato personale, ancora due nulli, 8,09 al quinto turno lasciando sedici centimetri all'asse di battuta, quindi il nullo netto conclusivo. Alle sue spalle c'è il bulgaro Bozhidar Saraboyukov, 8,07 (+0.1) al terzo tentativo, seguito dall'uzbeko Anvar Anvarov (8,01/-0.4), che al quinto turno esclude l'australiano Liam Adcock dalla possibilità dell'ultimo salto (quarto con 8,00). Nel dettaglio, ecco la serie di Furlani: nullo (-0.3) - 8,43 (+0.4) - nullo (+0.1) - nullo (+0.1) - 8,09 (+0.1) - nullo (+0.1).

Queste le dichiarazioni del 21enne azzurro: “È solo l’inizio - esulta Mattia - ed è il miglior modo per cominciare la stagione all’aperto. Sono davvero felice per la misura, anche perché oggi non mi sentivo al meglio della forma fisica dopo il lungo viaggio verso la Cina. Mi sono concentrato sui dettagli tecnici e credo di poter fare ancora meglio nelle gare che mi aspettano: sabato prossimo ancora in Cina a Xiamen e soprattutto il 4 giugno al Golden Gala con tutto il pubblico dello stadio Olimpico che farà il tifo per me a Roma. Vengo da due anni splendidi, medaglie alle Olimpiadi, ai Mondiali, agli Europei: ho ancora voglia di prendermi soddisfazioni”.

IAPICHINO QUINTA. In ballo fino al quarto round per effettuare l'intera sequenza di sei salti, svanisce al quinto la possibilità per Larissa Iapichino (Fiamme Oro) di competere per il settimo successo della carriera in un meeting della Diamond League. Per la fiorentina nulli in avvio e al terzo turno, mentre le misure valide sono tutte in un fazzoletto: 6,66 (+0.1) al secondo tentativo, 6,65 (+0.2) al quarto, e il miglior risultato di 6,69 (+0.1) con oltre dieci centimetri lasciati sull'asse di battuta al quinto, ma perde il terzo posto temporaneo scavalcata dalle due statunitensi Alexis Brown (terza) e dall'iridata indoor di Nanchino, Claire Bryant (quarta). Il successo va all'altra lunghista USA Monae' Nichols (6,89) davanti alla colombiana bronzo mondiale Natalia Linares (6,78).

DA SHANGHAI A ROMA. Quattro centisti in gara in Cina, prossimi a replicare lo sprint breve all'Olimpico il 4 giugno: il keniano Ferdinand Omanyala è il migliore del quartetto, al secondo posto in 9.98 (+0.6 e suo quarto sub-10 dell'anno), battuto di un centesimo dal sudafricano Gift Leotlela (9.97). Gli altri tre iscritti alla tappa di Roma sono Kenny Bednarek (terzo oggi in 9.98), il primatista sudafricano Akani Simbine (sesto in 10.05) e il botswano campione olimpico dei 200 metri Letsile Tebogo (settimo con 10.12). Gran biglietto da visita per il Golden Gala dell'etiope Birke Haylom che vince un 1500 stellare (in undici sotto i quattro minuti) con il miglior crono dell'anno e record del meeting (3:55.56). Attese all'Olimpico le australiane Abbey Caldwell (3:56.12), terza dietro l'altra etiope Duguma (3:55.71), e Claudia Hollingsworth (nona in 3:58.84). Sarà a Roma anche l'odierno vincitore dei 110 ostacoli Jamal Britt con successo all'ultimo metro ed ennesimo 13.07 (+0.1) sul connazionale campione del mondo Cordell Tinch (13.10), terzo il giapponese Rachid Muratake (altro big iscritto nel meeting italiano del 4 giugno) con 13.18. Più netta nei 200 metri l'affermazione della star giamaicana Shericka Jackson che torna ad alti livelli in 22.07 (+0.3) che batte l'altra grandissima di ritorno Shaunae Miller-Uibo (22.26). Tra le sprinter che vedremo al Golden Gala, chiudono terza Anavia Battle in 22.40 e quinta la britannica argento mondiale Amy Hunt (22.48). In mezzo, Sha'Carri Richardson con 22.42. Anche l'irlandese Mark English (altro big europeo presente all'Olimpico) vince negli ultimi metri gli 800 chiudendo in 1:43.85 sul botswano Haingura (1:43.89) e lo statunitense Brandon Miller (1:44.00).

Non arriva a buon fine l'assalto al primato mondiale dei 5000 metri di Faith Kipyegon, già detentrice del record con 14:05.20, nell'altra gara odierna che non dava punti per la classifica della Diamond League 2026, oltre al salto in lungo maschile. Trainata nel tentativo di primato con pacemaker la britannica Revee Walcott-Nolan (5:42.98 al secondo chilometro poi ritmo in calo), la keniana s'è accontentata di vincere una sfida dall'esito incerto con la miglior prestazione mondiale dell'anno in 14:24.14, solo sette centesimi per prevalere sulle etiopi Likina Amebaw (14:24.21), Senayet Getachew (14:24.71, personale per entrambe) e Medina Eisa (14:24.76), in una gara con ben undici personal best e il primato ugandese di Charity Cherop (14:39.38). Le stesse Amebaw e Eisa saranno in gara al Golden Gala nel 5000 metri contro la campionessa europea Nadia Battocletti. Non arriva il record del mondo a 6,32 (sarebbe stato il sedicesimo in carriera) per Armand Duplantis, che si prende ad ogni modo il primato del meeting con 6,12 (superando se stesso di un centimetro) e sbagliando nettamente i tentativi record. Nei 300 ostacoli il norvegese Karsten Warholm, anche se eguaglia il vecchio primato di 33.05 risalente al meeting di Xiamen di un anno fa, perde da un Alison dos Santos in grandissimo spolvero: il brasiliano in 33.01 firma la seconda prestazione di sempre e il record sudamericano.

LE ALTRE GARE. Sensazionale record della Diamond League e record nazionale dell'olandese iridata a Tokyo Jessica Schilder, che vince una qualificatissima gara di peso femminile con 21,09, la terza misura ottenuta dal 2000! Oltre sessanta centimetri per lasciare dietro di sé i pur eccellenti risultati della due volte iridata Chase Jackson (20,46) e della primatista canadese Sarah Mitton (20,42). Bellissimo 100 ostacoli con un cast che mantiene le attese: world lead dell'olimpionica Masai Russell in 12.25 (+0.4) superando negli ultimi venti metri la bahamense Devynne Charlton (12.38, record nazionale) e la recordman Tobi Amusan (12.41). Nei 3000 uomini arriva la seconda prestazione europea di sempre per il record tedesco di Mohamed Abdilaahi (7:25.77) in una gara con ben quattordici atleti sotto i 7:30, davanti al keniano Reynold Cheruiyot (7:26.11) e allo svedese Almgren che a sua volta diventa il terzo europeo di sempre in 7:26.48.

Nel disco vince lo sloveno Kristjan Ceh con 70,58 e tre lanci over-70 (anche 70,31 e 70,25 nella serie) sull'australiano Matt Denny e lo svedese Daniel Stahl. Esito thrilling nei 400 donne vinti con gran finish della giamaicana Nickisha Pryce in 49.75 per rimontare in extremis la statunitense Aaliyah Butler (49.78), mentre la bahrainita Salwa Eid Naser finisce le energie dopo metà gara e chiude settima in 51.56. Arrivo mozzafiato anche nei 3000 siepi, per un inizio di Diamond League all'insegna dell'incertezza fino all'ultimo metro nelle gare di corsa. La spunta l'ugandese Peruth Chemutai in 8:51.42 (miglior crono 2026 e ottavo assoluto all-time) sulla keniana campionessa del mondo Faith Cherotich (8:51.48) in una gara con quattro atlete sotto i nove minuti e il primato tunisino di Marwa Bouzayani (8:58.09). Appuntamento tra sette giorni ancora in Cina, a Xiamen.

Marco Buccellato

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