Fassinotti: ''Ancora tanto da fare''

12 Giugno 2015

L'azzurro commenta il secondo posto con 2,33 nella IAAF Diamond League di Oslo. "Credo nella calma e nel lavoro. Crescerò ancora". Dalla Norvegia arrivano i complimenti di Sotomayor.

Ieri a Oslo, nella sesta tappa della IAAF Diamond League 2015 Marco Fassinotti è arrivato secondo nell’alto con 2,33, realizzando la sua miglior prestazione italiana all’aperto, ed eguagliando il record outdoor di Marcello Benvenuti, datato 12 settembre 1989 (il primato assoluto è sempre nelle mani di Fassinotti, il 2,34 realizzato al coperto lo scorso anno ad Ancona ed eguagliato lo scorso inverno a Hustopece). Davanti a lui il cinese Zhang Guowei con 2,36, dietro tutti i grandissimi della specialità, come Barshim, Bondarenko e Ukhov. “Per quanto mi riguarda conta la misura, 2,33” commenta l'azzurro, che è appena atterrato in Italia per trascorrere qualche giorno a Torino. “Conta meno il fatto di aver battuto certi mostri sacri, che hanno sbagliato misure per loro normali, cosa che accade più che raramente”. Il tabellino degli scontri diretti dice che sei 1-11 con Bondarenko, 1-8 con Barshim. “Ecco, appunto. Non c’è molto altro da aggiungere, sono ancora più forti loro, anche se questo piccolo ‘1’ mi fa un enorme piacere. Resto con le mie certezze, che sono forti, ma anche con i piedi saldamente ancorati a terra. Non scambiatela per freddezza. Non lo è, semplicemente credo nel lavoro e nella calma, che sono la chiave per la continuità nei risultati. So dove posso arrivare, ma non sento il bisogno di dimostrare nulla”.

Ieri senza errori fino a 2,33 e hai mancato di pochissimo i 2,36. Quali margini hai?

“In conferenza stampa l’hanno chiesto a Barshim. Lui ha detto che per lui posso ambire anche a 2,46… la risposta vera, se sei davvero un atleta, è che punti sempre a far meglio di quanto tu non abbia già fatto”. Continua: “Non è da me fare grandi annunci, ma posso dire che devo ancora crescere e che sono sovraccarico di lavoro. Lo dimostra il fatto che ieri ho avuto i crampi per due ore. Ma non ho programmato il picco di forma a metà giugno” . La misura del piemontese in Norvegia segna un punto fermo in un inizio di stagione partita a rilento. “Con Fuzz (Ahmed, il coach che lo allena da tre anni a Birmingham, ndr) abbiamo fatto una sorta di scommessa. Lui mi ha sfidato ad avere una media, nel 2015, di 2,34. Contano le dieci migliori misure fra indoor e outdoor. Purtroppo mi sono rovinato con le mie mani con i risultati di Des Moines, Ostrava e Bedford (2,21 - 2,24 - 2,20 ndr).

Però con la pioggia, temperature dai 4 ai 7 gradi, a inizio stagione… insomma me la sono proprio cercata”. 

L’inverno invece è finito presto, a causa della distorsione alla caviglia che ha di fatto cancellato la partecipazione all'Europeo cui si presentava da favorito. A Praga, alla fine, si è vinto con 2,31.

“Vince chi c’è, e io non c’ero. Stop. Ma non sarei potuto andare per fare presenza. Avevo delle ambizioni importanti, tornare a casa con una misura da allenamento e un piazzamento nei primi dodici non sarebbe servito a nulla. Meglio curarsi, allenarsi, ripartire. Ma sappiate che non è stato facile guardare gli Europei dalla tribuna”.

Il prossimo grande appuntamento sono i Campionati Mondiali di Pechino.

“Che è lontana, in tutti i sensi. Ma ho concluso la stagione indoor con la migliore misura europea e la seconda al mondo. Questo significa qualcosa. Con il 2,33 di ieri sono il quinto al mondo. Il resto è semplice: se dovesse essere così anche in agosto andrò ai Mondiali con le aspettative di uno che è quinto al mondo, e per saltare come so fare”.

Ieri con un ‘coach’ d’eccezione, il primatista del mondo Javier Sotomayor.

“E’ stato divertente. Fuzz Ahmed non viene a tutte le mie gare, posso gestirmi da solo. In tribuna, seduto accanto al mio manager, c’era proprio Sotomayor. Alla fine mi ha seguito lui, ed è stato incredibile, al limite dell’assurdo! Per fortuna capisco bene lo spagnolo… lui si è divertito, e anch’io. Mi dicono che sia rimasto impressionato dalle mie qualità, questo mi lusinga”.

Quando ti rivedremo in pedana?

“Deciderò nei prossimi giorni il piano di lavoro e di conseguenza i prossimi impegni agonistici. Intanto mi sono tolto un piccolo peso dalle spalle. Dal 2013 avevo fatto seguire a una bella stagione indoor un’estate deludente. Faticavo soprattutto a tecnicamente, in questo periodo la condizione fisica cresce e non riuscivo più a gestire la velocità della rincorsa. Concludere per il terzo anno l’outdoor con misure non all’altezza non era un’opzione, ma ormai il pericolo è scampato”.

2,33 è il tuo record all’aperto, ma non è l’unico PB che hai centrato a Oslo.

“Certo, a 2,29 ho fatto il mio record con i fuseaux (ride). Ovvero non ho mai saltato così in alto con i pantaloni lunghi, che di solito si tengono solo in riscaldamento. Questa storiella mi diverte molto. In realtà è un modo inventato dal mio coach per sdrammatizzare quello che mi crea pressione, ovvero la gestione delle misure basse. A Birmingham ho saltato 2,26 con la calzamaglia, a Houstopece 2,28, ieri la progressione portava a 2,29. Mi è venuto da ridere e mi sono detto… perché no?”.

Anna Chiara Spigarolo



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