Fantini: “Il martello come i ballerini di Dalì”

01 Giugno 2022

Il talk di Atletica TV con la neo-primatista italiana: “Amo l’arte e nella mia specialità è abbinata eleganza e forza. Il record non mi proietta nel futuro, ma nel presente”. Ospite Schiavon (Tuttosport)

È un bel momento anche per i lanci, nel vivace avvio di stagione all’aperto dell’atletica azzurra. Dopo diciassette anni è caduto nello scorso weekend il record italiano del martello, superato da Sara Fantini che è l’ospite nel talk settimanale di Atletica TV: “È strano sentirmelo dire, ma in pratica è ciò per cui mi impegno da quando ho cominciato, e allora non posso che essere contenta”. Un altro traguardo raggiunto dalla 24enne emiliana dei Carabinieri, finalista olimpica a Tokyo dove si è piazzata dodicesima e sempre più competitiva a livello internazionale: con il 74,38 di sabato a Lucca è al settimo posto delle liste mondiali stagionali e al terzo di quelle europee. “Ma è un risultato che non mi fa proiettare più di tanto nel futuro, per me si colloca nel presente, senza caricarsi di aspettative. È la riprova che quello che sto facendo è giusto, e alle Olimpiadi ero già riuscita a dimostrare di esserci quando conta, a livello fisico e mentale. Per me è molto importante consolidare certe misure, per poi arrivare alle gare più importanti pensando di poterle realizzare o comunque di andarci molto vicina”. E quest’anno sono due gli eventi principali, i Mondiali di Eugene (15-24 luglio) e gli Europei di Monaco di Baviera (15-21 agosto), da preparare anche con i prossimi impegni agonistici del mese di giugno: Samorin (8), Turku (14) e Madrid (18) prima degli Assoluti di Rieti (24-26). Nella puntata interviene anche Andrea Schiavon, firma dell’atletica su Tuttosport.

C’è un trait d’union tra l’ex primatista e quella nuova. La stessa allenatrice, Marinella Vaccari, aveva portato al record Ester Balassini (73,59 nel 2005) e ora anche Sara Fantini, che racconta: “Ho sempre avuto un bel rapporto con lei, ci giocavo insieme da piccola perché era nelle Fiamme Gialle come mio papà”, ovvero il pesista Corrado, a sua volta in finale ai Giochi nel 1996. “Ci siamo sentite, è stata molto carina, e credo faccia piacere anche a lei che non sia cambiato il nome del tecnico a fianco della primatista italiana”. Poi spiega il suo rapporto con il martello: “Quando l’ho preso in mano per la prima volta, ho sentito che la fatica era bilanciata dalla gioia e dalla bellezza del gesto”. “Amo l’arte - prosegue la parmense, studentessa in lettere - e penso che nel martello siano abbinate eleganza e forza. Mi sono accorta che era un modo per esprimermi, per avvicinarmi al tipo di persona che volevo essere. E mi fa venire in mente i ballerini di Dalì, ma in generale trovo che sia bello ogni gesto atletico fatto con il proprio corpo, e ognuno può farlo”.

L’atletica è lo sport di famiglia, anche della mamma Paola ex specialista del giavellotto e delle multiple: “Da piccola ho provato a cimentarmi in tante altre discipline, per essere me stessa: in particolare il tennis e l’equitazione, che è tuttora una delle mie più grandi passioni. Poi ho fatto la mia scelta, maturando una consapevolezza che mi ha portato ad avere una personalità che non si confondesse con quella dei genitori”. In una gara formidabile a Lucca, è da incorniciare anche il record italiano under 20 migliorato ancora da Rachele Mori (68,04): “Sono contenta per i suoi progressi - le parole di Sara Fantini - ed è una persona a cui voglio sinceramente bene. Più si avvicina a me, più rappresenta uno stimolo e un piacere. La competizione ci deve essere, ovviamente la sento, ma al di fuori della gara sono davvero felice per lei, perché se lo merita”. Dopo la straordinaria Olimpiade, ancora tanti segnali positivi dall’atletica italiana: “È uno sport individuale, ma noi siamo una squadra. Il merito è delle persone, che si impegnano al massimo, creando un movimento che fa crescere tutti”.

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