Tamberi in cima al mondo: 2,37 a Budapest!

13 Settembre 2026

Nuova impresa di Gimbo, vince l’Ultimate Championship con la world lead superata due volte (anche 2,35). Straordinario Pernici, record italiano negli 800 migliorato di quasi un secondo con 1:42.67

Serata pazzesca a Budapest per l’atletica azzurra. Gianmarco Tamberi vince l’Ultimate Championship con un favoloso 2,37 dopo aver saltato anche 2,35 superando due volte la migliore prestazione dell’anno al mondo. Poi Gimbo torna a provare 2,41 e regala spettacolo nello stadio del trionfo mondiale di tre anni fa, in una stagione fantastica, a un mese dal quarto oro europeo di una carriera unica. Clamoroso il record italiano di Francesco Pernici che con 1:42.67 migliora di quasi un secondo il suo primato negli 800 metri (1:43.60) e si piazza al quinto posto. Due vittorie per l’Italia (Tamberi e Iapichino) nella prima edizione dell’evento, meglio soltanto gli Stati Uniti con dieci successi.

Per non farlo vincere, serve inventare manifestazioni nuove di zecca. A 34 anni Gianmarco Tamberi cerca e ottiene il successo dove non poteva farlo prima, e lo fa con una gara che, tra le tante in crescendo della sua straordinaria carriera, ha ricordato quella della serata sublime dell'oro europeo a Roma. Ma come dimenticare la "cosa senza senso" di questo agosto a Birmingham? Arriva da outsider (2,23), si arrampica per il quarto oro europeo a 2,32. Stavolta oltre alla vittoria e il montepremi conquistato, c'è l'altro obiettivo raggiunto dall'azzurro, salire anche quest'anno più in alto di tutti al mondo. Ci riesce con il pulitissimo 2,35 al primo salto, dopo aver fatto centro con un solo tentativo a 2,33, anche se di fatto, con il 2,30 immediato non lascerà più la testa della classifica. Non contento, eguaglia la misura dell'oro di Roma 2024, vola a 2,37 al secondo tentativo, migliorando nella stessa gara due volte il primato mondiale stagionale. Secondo è l'avversario che insegue l'azzurro fin dal Mondiale del 2023 proprio a Budapest, JuVaughn Harrison, lo statunitense che fu argento a pari misura con Gimbo, 2,36, e avversario di finali di Diamond League vinte dal marchigiano delle Fiamme Oro. Tamberi entra a 2,22 e va sopra ma ride verso la telecamera suggerendo di "cancellare" quanto visto. A 2,26 sale alto e netto sopra l'asticella ed appare decisamente più soddisfatto. A 2,30 sbaglia per primo e tutti lo seguono nei primi assalti senza successo. Alla seconda prova si vola, l'asticella non è nemmeno sfiorata, il salto che lo lascerà solitario in testa alla gara, tutt'altro che finita nella sua storia. Il 2,33 alla prima prova mette il sigillo del suo primato stagionale, un centimetro in più di Birmingham. A 2,35 si sale in pulizia, ma che film è? A 2,37 un errore e la firma dell'artista alla seconda prova, con l'asticella che gli è amica dopo essere stata sfiorata, non come a Bruxelles, dove è caduta negandogli il quarto Diamond Trophy. Harrison lo insegue a forza di centimetri aggiunti, a 2,39 alza bandiera bianca. Gimbo chiede, non a caso, i 2,41. Vuole la misura della notte di Montecarlo, a dieci anni di distanza. Non sale fin lassù, ma ognuno dei tre tentativi appare in crescendo tecnico anche se l'asticella cade giù. Non c'è fine allo spettacolo, se lo scrive sul braccio, "showtime babe", dedicato a sua moglie Chiara in tribuna con la piccola Camilla. Non ci crede nemmeno lei. Non ci crediamo nemmeno noi. Ultimate Champion, sei unico.

“MONDIALI A ROMA? SAREBBE BELLISSIMO” - “Sapevo di poter saltare molto più alto in questa stagione, di poter fare altre misure - le parole di Gianmarco Tamberi - e finalmente sono arrivate. Poi con l’asticella a 2,41 ho un po’ rivissuto la mia carriera che mi ha insegnato a non aver paura di niente. Ho dimostrato a me stesso che sono al livello dei miei migliori anni. Mi sono divertito un sacco, ho fatto gioire mia moglie, mia figlia, gli amici, tutti quelli che mi sostengono. La cosa più bella è vedere lo stadio intero che si alza in piedi per un salto, fa venire i brividi, mi dà una forza incredibile. Ora guardo ai Giochi di Los Angeles con una voglia enorme. Mondiali a Roma nel 2029? Sarebbe bellissimo, se si immagina cosa potrebbe essere in casa quello che è stato qui stasera. Sì, sarebbe stupendo chiudere la mia carriera lì”.

PERNICI, CHE RECORD ITALIANO! - Straordinario primato italiano di Francesco Pernici con 1:42.67 a Budapest. Il portento delle Fiamme Gialle chiude quinto in rimonta di due posizioni negli ultimi eccezionali quaranta metri di un 800 interpretato magistralmente e scava un abisso di 93 centesimi sul record nazionale di 1:43.60 stabilito a Tomblaine, nei pressi di Nancy, in Francia, lo scorso 3 luglio. Con l'incredibile risultato di oggi, ora il margine sul leggendario 1:43.7 di Marcello Fiasconaro, record italiano per la bellezza di 53 anni, è di oltre un secondo. Davanti c'è il trionfo dell'algerino Djamel Sedjati che in rettilineo si dimostra il migliore di tutti superando un Marco Arop ormai stremato (49.67 ai 400 e sei decimi di vantaggio ancora ai 700 metri) e vince in uno stratosferico 1:41.89 su Arop (1:42.28) quasi raggiunto anche dal favorito Emmanuel Wanyonyi (1:42.44). Un decimo dopo c'è lo statunitense Brandon Miller (1:42.54), ventitré centesimi dopo c'è lo splendido record italiano dell'azzurro: miglior crono europeo dell’anno, 14esimo nelle liste continentali di sempre. Gara fantastica con il cronometro che premia anche due assi superati dall'azzurro nel finale, l'irlandese Mark English e il francese Yanis Meziane, entrambi al personale in 1:42.78. Per l'ottavo posto si corre in 1:43.14, è la seconda miglior gara d'assieme della storia dopo la finale mondiale di Tokyo 2025. “È un’emozione che non si può descrivere”, racconta Francesco Pernici. “Avevo l’obiettivo di essere il primo italiano sotto 1:43 e ci sono riuscito, poi con questo crono divento anche leader europeo dell’anno, non potevo chiedere di meglio per concludere la stagione. Contava usare la testa in questa gara, quando sono passato ai 600 metri me lo sentivo che potevo fare 1:42 e così è stato”.

DERKACH SESTA, 4X400 MISTA SETTIMA - Nella partecipazione azzurra nella terza giornata della manifestazione c'è il sesto posto nel salto triplo di un'altra campionessa d'Europa, Dariya Derkach (Aeronautica) che offre la miglior misura al primo salto di 13,82 (+0.3). Si impone ancora la senegalese Saly Sarr, che bissa il successo in Diamond League con 15,06 (0,3), solo due centimetri più lontano della cubana Davisleydi Velazco, terza la campionessa mondiale di Tokyo Leyanis Perez Hernandez con 14,90. È settima la 4x400 mista composta da Edoardo Scotti (Carabinieri), Anna Polinari (Carabinieri), Lorenzo Benati (Fiamme Azzurre) e Alessandra Bonora (Fiamme Gialle) che chiudono in 3:11.56 perdendo il sesto posto in extremis per la rimonta della Giamaica. Le frazioni degli azzurri: Scotti 45.10, Polinari 50.99, Benati 44.78 e Bonora 50.69. Mai in discussione il successo del quartetto USA (Bailey, Holmes, Patterson, Butler) in 3:08.32, davanti a Gran Bretagna e Olanda. Gli azzurri lasciano l'Ultimate Championship con due successi, la miglior partecipazione alla neonata manifestazione dopo quella statunitense, che ha fatto man bassa di primi posti con dieci vittorie.

LE ALTRE FINALI - La serata conclusiva è uno show continuo: oltre alla doppia world lead di Gianmarco Tamberi c'è la doppia volata più veloce dell'anno nelle ultime due gare in programma, i 200 metri vinti da Kenny Bednarek in 19.52 (-0.1, settimo performer all-time) che domina sull'oro olimpico Letsile Tebogo (19.76) e Courtney Lindsey (19.89), incassando il secondo montepremi per i vincitori in due giorni, e l'eccezionale prova femminile di Melissa Jefferson-Wooden (doppietta montepremi anche per lei) che firma il quarto crono della storia diventando la terza di sempre in 21.47 (controvento -0.6) senza lasciare scampo all'altro oro olimpico Gabby Thomas (21.77). Nei 400 ostacoli il brasiliano recordman Alison dos Santos prevale su Rai Benjamin ma per vincere deve scendere sotto i 46 secondi e firmare in 45.98 la terza prestazione assoluta della specialità. Per lo statunitense 46.40 (ottavo tempo della storia), per il norvegese Karsten Warholm (46.78), quarto con il record tedesco Emil Agyekum (47.10). Nei 400hs donne Jasmine Jones si presenta in rettilineo con più benzina tra le favorite e in 52.45 vince sorprendendo Anna Cockrell (terza in 53.09) e Emma Zapletalova (seconda in 52.68 con un finale migliore di tutte). Ultima gara della carriera per l'ex primatista Dalilah Muhammad che migliora ulteriormente lo stagionale (quarta in 53.11), altro record personale in due giorni per la giamaicana Sanique Walker (quinta in 53.61). Il giavellotto è del favorito cingalese Rumesh Pathirage che dopo la Diamond League è anche Ultimate Champion con quattro lanci in crescendo e l'ultimo ben oltre i novanta metri con 91,09. Ultimi lanci della carriera e onorevole sesto posto per il keniano Julius Yego già campione del mondo. Nei 3000 donne stravince l'etiope Likina Amebaw che in giugno aveva firmato la miglior prestazione stagionale al Golden Gala (14:18.41). A Budapest va via alle avversarie a un chilometro e mezzo dal traguardo e scava un abisso per imporsi in 14:30.36. Per i piazzamenti la spunta Jessica Hull al personale di 14:32.39 con uno sprint degno dei suoi giorni migliori. Josh Kerr si aggiudica da favorito i 1500 metri in 3:29.35 battagliando fino all'ultimo con il formidabile 20enne australiano Cameron Myers (3:29.68).

Marco Buccellato

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