Mondo: i meeting ultracentenari in USA

27 Aprile 2026

Tanti medagliati in azione a Philadelphia e Des Moines. I migliori risultati da Sud America e Asia. Strada in Europa e Asia.
Due superclassiche in calendario, le Penn Relays di Philadelphia e le Drake Relays di Des Moines. Nella 130esima edizione delle Penn Relays emergono pochi risultati di rilievo, come l'esordio all'aperto del giamaicano vicecampione mondiale indoor di salto triplo Jordan Scott (17,23) e quello dell'olimpionica di Parigi Thea LaFond (14,39 appena ventoso e 14,06 con vento nella norma). Nelle batterie dei 100 uomini 10.03 dell'u20 giamaicano Gary Card, poi penalizzato dal vento contrario e dalle condizioni meteo in finale (10.34). Nella Drake Relays (edizione numero 116) un altro argento mondiale indoor in pedana, il pesista Roger Steen subito vicino ai 22 metri con 21,93 in una gara con il nigeriano Enekwechi a 21,74 e il giamaicano Campbell a 21,72. Tra i risultati, 9:22.19 della siepista Gracie Hyde e la gran gara di martello d'inizio manifestazione con l'oro mondiale di Eugene 2022 Brooke Andersen (78,56) che ha battuto la sempre più competitiva 22enne liberiana Anthonett Nabwe, al secondo record africano in pochi giorni (77,64). 

ANTHONY NEI 200 METRI. Il campione del mondo indoor dei 60 metri Jordan Anthony ha vinto i 200 metri nel Pure Athletics Spring Invitational di Clermont in 20.07, in un meeting dove sulla distanza doppia delo sprint ha gareggiato anche il primatista mondiale indoor dei 400 Khaleb McRae (20.40) e la giamaicana Brianna Lyston ha corso i 100 metri in 10.94. Dalle altre sedi, quasi identico crono della nigeriana Rosemary Chukwuma a Baton Rouge (10.95) e grande progresso dell'ostacolista Tashina Beyioku-Alase (12.71). Nei 400 disputati in Louisiana, sorpresa per la sconfitta dell'argento olimpico Matthew Hudson-Smith (45.39) superato dallo specialista di St. Vincent Amal Glasgow (45.36). Nel Michael Johnson Invitational di Waco 8.21 del lunghista indiano campione NCAA Lokesh Sathyanathan. Nel McDonnell Invitational di Fayetteville stupisce il giovane 800ista USA Raynier Galvez che si migliora di quasi due secondi e mezzo per scendere a 1:44.14 e superare di un centesimo il giamaicano Rivaldo Marshall. 

RESTO D'AMERICA. Da Bogotà 6.71 della lunghista bronzo mondiale di Tokyo e di Torun Natalia Linares, esordio per l'oro oimpico dei 400 metri Marileidy Paulino (22.60 con vento contrario sui 200 metri), 10.03 di Ronal Longa che la scorsa stagione firmò il primato sudamericano in 9.96 al meeting di Savona. A Braganca Paulista, primato brasiliano per l'ostacolista Vitoria Alves (12.69), 21,01 del pesista Wellington Morais (21,18 dieci giorni fa in Argentina), 44.90 nei 400 piani dell'ostacolista Matheus de Lima e infine il primato sudamericano del campione mondiale dei 20km di marcia Caio Bonfim con 18:37.35 nei 5000 metri.

IN AFRICA. Dal Golden Gran Prix di Gaborone, in Botswana, sprint in vetrina per merito di Gabrielle Thomas (prima gara della carriera con vento legale sotto gli undici secondi in 10.95) e il ritorno di Andre De Grasse, che nei 100 metri perde di due centesimi dall'altro canadese Jerome Blake (9.93 contro 9.95) ma prevale sul keniano Omanyala (9.95) e coglie il miglior crono dal tre anni nei 200 metri in 19.84. Giunge notizia del ritiro dall'attività del Blake più famoso, il 36enne giamaicano Yohan Blake che fu campione del mondo nei 100 metri a Daegu nella celebre finale dove Usain Bolt fu squalificato per falsa partenza. Due volte oro olimpico con la 4x100 e anche doppio argento olimpico su 100 e 200, l'ultima apparizione è stata in semifinale ai campionali nazionali della scorsa estate. Lascia in archivio la seconda prestazione di sempre sia nei 100 metri (9.69) che nei 200, lo statosferico 19.26 nella Diamond League di Bruxelles 2011, e la terza frazione del record del mondo di 36.84 ai Giochi di Londra 2012.

EUROPA E ASIA. In evidenza il sensibile miglioramento del 20enne martellista ungherese classe 2006 Armin Szabados (oro europeo u20 nel 2025) che a Veszprem ha superato gli 80 metri sfiorando gli 81 (80,95). Dall'Asia, record nazionale u20 per il lunghista indiano classe 2008 Shahnavaz Khan, portatosi a 8,23 nella Federation Cup u20 di Tumkur, dove si è registrato primato di categoria anche nei 5000 metri di marcia (18:54.37 di Nitin Gupta). 

LA CORSE SU STRADA. Londra oscura tutto il resto, ma la maratona di Amburgo lascia a referto ben dieci atleti sotto le 2h06 con il vincitore Othmane El Goumri che firma il record nazionale del Marocco in 2h04:24 e il tedesco Samuel Fitwi Sibathu si migliora in 2h04:45 (decima prestazione europea di sempre). Nella corsa femminile quasi sette minuti di miglioramento per la keniana Brillian Kipkoech che in 2h17:05 vince con un minuto e venti secondi di margine sulla connazionale Rebecca Tanui (2h18:25). A Düsseldorf record nazionale russo di Dmitri Nedelin che si impone in 2h08:54 battendo i keniani, mentre in Russia è il keniano Owen Korir a vincere la mezza maratona di Mosca in 59:35. Dagli USA il sorprendente esordio in maratona del 25enne Vincent Mauri (atleta da 13:35 nei 5000 e 7:50.00 nei 3000) che a Toledo firma un crono da 2h05:54. 

FRONTE ORIENTE. Il favorito keniano Patrick Mosin ha vinto la mezza maratona giapponese di Gifu in 1h00:35 con volata a cinque, superando i connazionali Mulwa (1h00:36), Kipchumba (1h00:37), Sitonil e Muthini (entrambi 1h00:38), mentre la mezza femminile si è risolta in una sfida a due vinta da Dolphine Omare in 1h07:04 con due secondi di margine su Janeth Nyiva (1h07:06). Nella 10km indiana di Bengaluru vince il burundese Rodrigue Kwizéra in 27:31 sul co-favorito ugandese Harbert Kibet (27:39). Meno prevedibile la sconfitta della keniana Brenda Jepchirchir (29:25 in gennaio) che è stata superata dalla ruandese primatista nazionale di mezza maratona Florence Niyonkuru (30:45 contro 30:59). 

Marco Buccellato

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