Mondiali U20: Italia terza nel medagliere
10 Agosto 2026di Cesare Rizzi
Tre ori (Serena Di Fabio, Daniele Inzoli e la 4x100 mista), due bronzi (Kelly Doualla e Nicolò Vidal), 12 piazzamenti complessivi nelle prime otto posizioni. E ancora: un primato mondiale under 20 (nella 4x100 mista) e primati italiani di categoria migliorati in ben sette occasioni. È Eugene 2026 l’edizione iridata juniores dei record per l’Italia, che mai aveva collezionato cinque medaglie (al massimo erano state tre: a Lisbona 1994, Grosseto 2004 e Lima 2024) e che mai aveva fatto risuonare tre volte l’inno di Mameli (due vittorie nel 2004 entrambe firmate da Andrew Howe).
I cinque podi di Hayward Field insediano la squadra italiana in una storica terza posizione nel medagliere finale alle spalle degli Stati Uniti (12 ori, sette argenti e cinque bronzi) e del Kenya (quattro ori, tre argenti e quattro bronzi) e davanti a Giamaica, Australia, Etiopia e Francia (seconda europea con due medaglie per metallo). Il precedente picco italiano nel medagliere iridato under 20 era la settima posizione di Grosseto 2004. Nella classifica per piazzamenti gli azzurrini si collocano in 11esima posizione (primi gli Usa con 223 punti su Kenya e Giamaica): con 58 punti battono il precedente record fissato a 51 a Nairobi 2021, in un’edizione ‘pandemica’ in cui la partecipazione però fu dimezzata rispetto a Eugene (849 atleti in gara contro gli oltre 1800 di Eugene, 114 Paesi contro i 147 della rassegna appena conclusa)
L’ultima giornata, in collocazione interamente diurna, consacra lo statunitense Tate Taylor quale uomo dei campionati: oro nei 100 in 9.94, oro nei 200 in 19.83 e oggi pure oro con i compagni nella 4x100 con il nuovo record del mondo under 20 a 38.16. Per l’Italia sesta piazza e primato personale (13,28 saltato due volte: vento +0.9 e -0.5) per Elisa Valenti nel triplo, settima piazza per il quartetto femminile (Castellani, Frattaroli, Abelli, Macchi: 3:35.61) nella 4x400, decimi Francesco D’Angelo (disco) e Alessandro Casoni (1500).
TRIPLO - Il balzo migliore in carriera nel giorno più importante della stagione: sulla pedana di Hayward Field, magica per Daniele Inzoli, brilla anche Elisa Valenti. La siciliana allenata da Michele Basile, già bronzo europeo under 18 del 2024, dopo aver aperto con 13,05 (-0.7), atterra al terzo turno a 13,28 (+0.9), misura che la colloca in quarta piazza provvisoria. Elisa alla fine sarà sesta (come Nadia Morandini nel 1992 e Greta Brugnolo nel 2021: meglio solo Erika Saraceni bronzo due anni fa), replicando al quinto salto il 13,28 (-0.5) di cui sopra e ottenendo anche 13,23 (-0.7) al sesto turno: a superarla anche la 17enne bulgara Viktoria Angelova, che all’ultimo assalto sale dalla sesta piazza all’oro (13,91/-1.9) replicando il trionfo europeo under 18 a Rieti. “Il personale era l'obiettivo – il commento della triplista –, quindi ero quasi sicura di riuscire a migliorarmi, speravo di ottenere qualcosina di più: come dice sempre il mio allenatore “un metro va e un metro viene”, quindi speravo che quel metro arrivasse, però pazienza. Ho sentito “l’odore” del podio (bronzo alla spagnola Ana Estrella De Leon a 13,58, ma fino al salto di Angelova la terza piazza era a 13,40, ndr), quindi un po' di rammarico. La pedana è speciale, l’atmosfera è bellissima, puoi sapere che su queste pedane hanno messo piede i migliori atleti al mondo, questo ti riempie di orgoglio. Poi ovviamente farlo con la maglia dell'Italia è ancora più bello”.
4x400 - L’Italia cambia rispetto al quartetto della batteria: al lancio entra Margherita Castellani, la primatista italiana under 20 dei 200, poi Laura Frattaroli, Matilde Abelli e Giulia Macchi, per una formazione invece per tre quarti identica alla squadra che fu quinta a Lima 2024. L’umbra in prima frazione, dopo una buona prima parte, cede terreno nei 50 metri finali: l’Italia cambia per ottava, piazzamento che manterrà nelle due successive tornate; nell’ultimo giro del Mondiale azzurro Macchi (per lei ancora una frazione di rilievo: 52.67 lanciato) andrà a superare la Nigeria per chiudere al settimo posto: il crono, 3:35.61, non scalfisce il record italiano under 20 realizzato in batteria.
DISCO - Condizioni ideali per la specialità stamane, con quella brezza utile (se ‘sfruttata’ bene) a tenere l’attrezzo da 1750 grammi in volo più a lungo. Francesco D’Angelo, qualificatosi con il personale a 62,63, fatica un po’ nei primi due turni (miglior misura a 55,23 e il disco che ‘sfarfalla’ molto in uscita dalla gabbia), poi confeziona un lancio di buona fattura che vale 60,49 e lo colloca in decima piazza consentendogli di lanciare una quarta volta; il successivo nullo cristallizzerà la decima posizione in una finale ricca di sorpassi (vince l’americano Simon Rosselli: 66,39) e una raffica di personali (cinque tra i primi sei classificati).
1500 - Finale dal pronostico ‘chiuso’ in favore dei ragazzi del continente africano (sarà doppietta keniana, bronzo e quarto posto per il Marocco), ma Alessandro Casoni la affronta con il piglio giusto: nelle posizioni nobili del gruppo per i primi 500 metri (1:16 dopo un terzo di gara), l’emiliano perde progressivamente terreno nel corso del terzo giro recuperando nell’ultimo 200 un paio di posizioni che gli consentono di approdare in top ten. La decima piazza finale (3:43.59) è sicuramente un buon punto di partenza per il passaggio di categoria.
RISULTATI - FOTOGALLERY
SEGUICI SU: Instagram @atleticaitaliana | Facebook www.facebook.com/fidal.it | X @atleticaitalia | TikTok atletica.italiana
| Condividi con | Tweet |
|
Seguici su: |








