Mei: “Il modello Roma guarda ai Mondiali 2029”

03 Luglio 2026

Il presidente FIDAL dall’esperienza degli Europei alla sfida del futuro: “I grandi eventi lasciano un’eredità, gli investimenti generano valore per il Paese”

L’atletica come motore di sviluppo, promozione internazionale e crescita del territorio. È questo il messaggio lanciato dal presidente della FIDAL Stefano Mei nel corso dell’incontro “I grandi eventi sportivi: il modello Roma”, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, dedicato al valore strategico dei grandi appuntamenti sportivi per la Capitale. Nel suo intervento, Mei ha indicato gli Europei di Roma 2024 come il simbolo di un percorso costruito nel tempo, sottolineando come il vero valore di una manifestazione non si esaurisca nei giorni di gara, ma nella capacità di lasciare competenze, passione e opportunità per il futuro: “I grandi eventi passano, le città che sanno trasformarli in un’eredità restano”, ha affermato.

Per il presidente federale, gli Europei sono stati il naturale approdo di una storia iniziata quasi cinquant’anni fa con il Golden Gala Pietro Mennea, il meeting che ha contribuito a costruire credibilità internazionale e una cultura dell’atletica che oggi rappresenta uno dei punti di forza di Roma. Mei ha inoltre evidenziato come Roma 2024 sia stato il risultato del lavoro condiviso tra Governo, Sport e Salute, CONI, Roma Capitale, Regione Lazio, FIDAL ed European Athletics, un modello di collaborazione che ha permesso all’Italia di organizzare un evento ai massimi livelli internazionali.

Su queste basi nasce la candidatura di Roma ai Campionati Mondiali di Atletica del 2029. “Non è un’ambizione improvvisata”, ha spiegato il presidente della FIDAL. “È il progetto di una città, del movimento sportivo italiano e dell’intero Paese, significa investimenti, turismo, occupazione, infrastrutture”. Nel corso dell’incontro promosso dal Sole 24 Ore è stato inoltre presentato uno studio secondo cui i grandi eventi sportivi ospitati da Roma tra il 2023 e il 2026 hanno generato un impatto economico territoriale superiore ai 7,5 miliardi di euro, con un moltiplicatore medio ponderato di circa 2,2 e quindi ogni euro speso, direttamente dall’organizzazione o dai partecipanti, ha più che raddoppiato il suo valore.

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